Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume – il libro di Luciano Lapadula

E’ stato pubblicato il libro da me scritto: “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume“, edito da Progedit. Nel lavoro svolto ho cercato di dar luce ad aspetti inediti che riguardano la moda e i comportamenti sociali, dal 1700 ai giorni nostri, attraverso lo studio di abiti e abitudini estreme, folli, lugubri, erotiche, sconvolgenti.  Il lavoro, lungo, mi ha impegnato come ricercatore: inediti e straordinari racconti provengono da antichi libri, riviste impolverate, fotografie singolari raccolte in giro per il mondo, interviste, abiti e accessori rimasti in soffitta per oltre un secolo.

Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume Luciano Lapadula

Il volume è stato scelto dal Festival “Il Libro Possibile” ed è stato presentato la sera del 6 luglio a Polignano a Mare (Ba), sulla evocativa balconata Santa Candida. Ha presentato l’incontro l’editore Gino Dato, a moderare la ricercatrice olfattiva Francesca Dell’Oro, elegante e raffinata, emozionante durante il suo reading sulla nascita del profumo Chanel nr 5.

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Un gran numero di persone ha affollato la balconata per assistere all’evento, sul palco erano esposti due rari abiti d’epoca provenienti dal mio archivio. Uno datato 1890, l’altro 1990, erano lì per comunicare tra loro e con il pubblico.

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Un lungo applauso ha chiuso la presentazione e si è registrato un Sold Out delle copie del libro.

Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume” è disponibile in libreria, online su Amazon e al link seguente, con spedizioni gratuite.

Shop: Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume

Studio 54: fashion through music and excess

Scanditi dal ritmo della trasgressione gli anni dello #Studio54 hanno sconvolto e condizionato suoni e moda nel proprio tempo e in quello a venire.

Code interminabili all’ingresso della discoteca per ottenere un posto in un’ambiente popolato da una moltitudine eterogenea di persone. Luci colorate, ritmi assordanti ed ipnotici, alcol, droghe, vip e futuri tali affollano i privè e si mischiano tra il pubblico in un’orgia di musica ed eccessi.

Racconto di questa discoteca simbolo di un’epoca nel mio libro:

“Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume”. Edz Progedit.

Il volume è acquistabile anche al link:

Il Macabro e Il Grottesco nella Moda e nel Costume

 

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Skilled by the rhythm of the transgression, the Studio 54 years have upset and conditioned sounds and fashion in their own time and in the coming one.

Endless codes at the entrance of the disco to get a place in a place populated by a multitude of people. Colorful lights, deafening and hypnotic rhythms, alcohol, drugs, vip togheter with common people in an orgy of music and excesses.

I wrote about this iconic disco in my book:

“Macabre and Grotesque in Fashion and Costume”. Edt Progedit.

The volume is also available on the link above.

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Studio 54

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Grace Jones at Studio 54

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Pat Cleveland and Jerry Hall at Studio 54

Feticismo, Fotografia e Moda

Esibizionismo, feticismo, padronanza nelle strategie dell’apparire.

Insieme alla nascita della fotografia si sviluppa il culto dell’immagine
e di alcune parti del corpo sino ad allora mai esibite in pubblico.

La donna nella foto fu la prima in Italia a godere di un piacere edonistico,
fermando le lancette del tempo grazie a una serie di scatti avveniristici ed erotici.

Racconto la sua incredibile storia nel mio libro “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume“. Edz. Progedit Il volume è acquistabile al link seguente:

Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume

Luciano Lapadula

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Exhibitionism, Fetishism, Appearance Strategies. Along with the birth of photography, the cult of the image develops and then some parts of the body for the first time are exhibited in public. The woman in the picture was the first in Italy to enjoy a hedonistic pleasure, stopping the hands of time with a series of futuristic and erotic shots.

I tell her incredible story in my book “Macabre and Grotesque in Fashion and Costume“. Edt. Progedit The volume is available on the link above.

 

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First Fetish Photoshooting in Italy

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Fashion in Punk

Subculture tra ’70 e ’80.

Alla lacerazione degli indumenti, accuratamente scelti e rielaborati, corrisponde uno squarcio esistenziale. L’abito per la cultura #Punk diviene lo strumento per evidenziare la propria immagine e il conseguente rifiuto di appartenenza alla classe borghese.

Una prima forma di Anti-Moda che suo malgrado di lì a pochi anni finirà col trasformarsi in una tendenza glamour, confermandosi nel tempo come un classico in perpetua rielaborazione.

Racconto di questa generazione nel mio libro “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume“. Edz Progedit 2017. In uscita a breve, acquistabile anche attraverso questo link:

Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume

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The laceration of carefully selected and reworked garments corresponds to an existential break-up. Thanks to Punk culture, garments becomes the instrument to highlight boys and girls images and the consequent refusal to belong to the bourgeois class. It is a first form of Anti-Fashion, which in spite of a few years will become a glamorous trend, confirming nowadays as a classic in perpetual rework. I wrote about this this generation in my book “Macabre and Grotesque in Fashion and Costume“. Edz Progedit 2017. Outbound release, also available through link above.

Cannes Festival: history of the best look

E’ iniziata ieri la settantesima edizione del Festival del cinema di Cannes, dedicata all’attrice italiana Claudia Cardinale. Per l’occasione sono stato ospite di Michele Cucuzza e Mary De Gennaro nel salotto di Buon Pomeriggio. Ho analizzato per i telespettatori i look che hanno segnato, a mio avviso, la storia della kermesse grazie alla raffinatezza e alla bellezza di abiti e indossatrici. Non mancano anche alcuni outfit che hanno generato scandalo. Ecco qui la mia ricerca storica.

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1955: l’attrice Grace Kelly è al festival dove incontra il principe Ranieri di Monaco.

E’ colpo di fulmine, dopo un anno si sarebbero sposati.

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Lo stesso anno Sophia Loren è ospite del Festival, e porta con sé una ventata di italianità. Curve giunoniche e abito principesco in pizzo e tulle di seta.

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Nel 1957 Elizabeth Taylor si presenta al Festival come una regina. Al bellissimo abito la diva dagli occhi viola abbina una tiara del 1880 in platino e diamanti, regalo del marito Mike Todd.

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1963: la bellissima Claudia è al festival dove presenta “Il Gattopardo”, e desta scandalo quando si presenta con un ghepardo al guinzaglio.

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La bellezza e la classe di Catherine Deneuve & David Bailey, Festival di Cannes, 1966

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Nel 1974 la cantante e attrice Jane Birkin indossa un bellissimo abito scuro in seta con piume di marabù. Eccentrica e dall’animo sovversivo abbina al bel vestito una maxi borsa modello cestino in paglia. Per la seconda serata invece sceglie un abito in stile anni ’20, ricamato con paillettes. Davvero bellissimi entrambi, ma quella borsa proprio no.

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Catherine Walker realizza il bellissimo abito in seta per la principessa Diana. Era il 1987, il vestito verrà venduto all’asta nel 2011 per 132.000 $

5. 1987-diana-and-charles-dress-catherine-walker venduto It was sold for over 80k at an LA auction in 2011.

 

E destò scandalo la supermodella Eva Herzigova quando nel 1996 si lasciò fotografare con indosso un outfit bondage. Hot pants e corpino in latex con borchie, stivali in vernice, frustino e bracciali in stile punk. Stupenda.

6. 1996

 

Sophie Marceau non avrebbe mai immaginato che il suo semplicissimo, e anonimo, abitino avrebbe regalato un tale imprevisto quando la spallina non resse e lasciò vedere al pubblico un piccolo seno nudo.

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Un quadro familiare straordinario per una diva bellissima. Angelina Jolie in Emanuel Ungaro. Anno 2008.

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Favoloso l’abito Versace indossato da Milla Jovovich durante l’edizione del 2008.

9. Milla Jovovich Versace 2008

 

Come una Dea: Linda Evangelista in Lanvin. Cannes 2008

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Versace veste anche Uma Thurman, edizione 2011 e 2015.

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Testimonial di Dior, la supermodella e attrice Charlize Theron sfoggia un elegantissimo abito giallo nel 2015, e un tuxedo dal sapore maschile non 2016: quando alla bellezza non serve altro.

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13. 2016

 

Eva Herzigova, ieri sul red carpet in Cavalli

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Marlene and Madonna 1933 – 1993

Madonna per la propria immagine ha sempre attinto, con bravura e intelligenza, al look di grandi dive del passato. Paragono solo una tra le tante estetiche riprodotte dalla cantante, che scelse di ispirarsi ala star Marlene Dietrich, come lei camaleontica e anticonformista.

L’attrice, nel 1933, è ritratta in una serie di scatti conturbanti e colmi di glamour, la cantante ripropose un look assai simile quando, nel 1993, fu ospite di Pippo Baudo nel programma Partita Doppia, attraverso cui sponsorizzò il proprio film Body of Evidence. Era una magnificata serata.

Luciano Lapadula

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Madonna has always drawn with skill and intelligence, to the look of the great divas of the past to build its image. They compare only one of many aesthetic reproduced; inspired by the singer actress, chameleon and unconventional, Marlene Dietrich.

The actress is portrayed in a series of shots in 1933, the singer revisited the same look when, in 1993, was the guest of Pippo Baudo in the program Double Match, through which sponsored her film Body of Evidence.

Le immagini:

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Actress Marlene Dietrich in white suit aboard the SS EUROPA, in May 1933

Actress Marlene Dietrich in white suit aboard the SS EUROPA, in May 1933

 

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Marlene Dietrich with her husband, Rudolf Sieber, at a train station in Paris. Amazing suit, coat, sunglasses. Suit by Chanel.

 

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Marlene Dietrich 1933, suit by Chanel

 

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Marlene in Chanel, 1933

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Outift by Chanel, 1933

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Madonna, Partita Doppia, January 1993

 

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Madonna i RAI studios, January 1993

 

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Madonna interview by Pippo Baudo, Rai Uno, January 1993

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Madonna interview by Pippo Baudo, Rai Uno, January 1993

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Marlene Dietrich, January 1933 – Madonna, January 1993

Maria Maddalena Piange il Cristo Morto

Attendendo la Resurrezione Arnold Böckling ritrae l’attimo del dolore atroce provocato dall’impotenza innanzi alla morte.
 
L’ineluttabilità dell’evento prevarica con violenza sull’ascetismo e il corpo di Cristo deposto si presenta come reale, marmoreo e indifeso. Irrigidito e freddo non esibisce i segni delle percosse, ma un tetro biancicore. Un drappo nero in seta scende dal capo di Maria Maddalena, e attraverso il suo braccio si estende pietoso a coprire le pudenda del cadavere. Il volto è rorido di morte, gli occhi ancora socchiusi come le labbra livide lasciano immaginare l’ultimo sguardo e l’ultimo sospiro emesso dall’uomo, strappato con ferocia all’amore di lei, che si dimena e si torce nello strazio.
Sola come il resto dell’umanità la donna ha perso la propria guida, smarrita innanzi all’ineluttabilità della morte è preda di un dolore inconsolabile che l’attanaglia e la spinge in un vortice cupo come il drappo di velo che avvolge il suo corpo. Cristo è morto, le sue membra esanimi di uomo giacciono senza più promettere miracoli e l’infedeltà della carne è svelata nel più crudele dei modi.
Luciano Lapadula
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Arnold Böckling – Maria Maddalena Piange il Cristo Morto, 1868