History of Sex Dolls

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Spingersi oltre, ma tornare anche indietro. Rifiutare un approccio comune per dar sfogo a un “Io” diviso tra pulsione feticistica e rifiuto dei rapporti sociali. Tutto questo prende forma, e vita, nella Bambola Sessuale, che ha una storia assai antica. Da disegni e scritti si evince per certo il loro utilizzo sin dal ‘500, rapportabile a una speciale forma di parafilia detta “pigmalionismo”, consistente nel provare piacere durante il compimento di  un atto sessuale con una statua o una rappresentazione plastica del corpo umano.

Il nome che identifica questo tipo di disturbo psicosessuale trae la propria origine dalla figura mitica di Pigmalione. Il re di Cipro infatti si innamorò perdutamente di una statua da lui stesso creata, e ottene da Afrodite che la scultura fosse trasformata in donna vivente che poi sposò.

A differenza di quanto avviene con i più comuni “giocattoli sessuali”, in uso da uomini e donne anche nel Medio Evo, nel pigmalionismo la bambola è un feticcio che si sostituisce interamente all’essere umano, e l’appagamento giunge solo nel caso in cui sussistano determinate condizioni quali appunto l’inumanità, descrivendo quindi un processo psicologico molto più complesso. Scompare l’animus del rapporto e lo scambio da esso derivante, sostituito da un Super-Io che è paradossalmente anche l’esplicita affermazione di un ego svilito e incapace, annoiato, individualista.

Col trascorrere del tempo questi strumenti del piacere furono perfezionati e realizzati in  stoffa imbottita di lana, sovente al capo erano cuciti capelli veri, sul volto dipinti occhi, naso e bocca. Chiamate “dames de voyage” accompagnavano gli uomini che per varie ragioni erano costretti a vivere lontano dal gentil sesso.

Curioso quanto avvenne durante la seconda guerra mondiale, quando i soldati tedeschi avrebbero dovuto avere a propria disposizione bambole gonfiabili da poter riporre comodamente nello zaino dopo l’utilizzo. Il progetto non fu mai realizzato. Si dovrà attendere la seconda metà del ‘900 per assistere a una capillare ed efficace diffusione di bambole gonfiabili realizzate in lattice. Bionde, brune, rosse, oggi il loro aspetto umanoide sfida la perfezione, amate dai collezionisti trovano spazio nei musei, ma il loro posto preferito resta sempre nel segreto di una stanza, per un amore di plastica.

© COPYRIGHT: Luciano Lapadula

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Go further, but also return back. Reject a common approach to give vent to an “I” dividedbetween fetishistic drive and rejection of social relationships. All this takes shape, and life, in the Sex Doll, which has a very ancient history. From drawings and writings it is clear that they have been used since the 16th century, related to a special form of paraphilia called “pigmalionism”, consisting in feeling pleasure during the fulfillment of a sexual act with a statue or a plastic representation of the human body.

The name that identifies this type of psychosexual disorder derives its origin from the mythical figure of Pygmalion. The king of Cyprus in fact fell madly in love with a statue he had created, and he got from Aphrodite that the sculpture was transformed into a living woman who he later married.

Unlike what happens with the most common “sex toys”, in use by men and women even in the Middle Ages, in the pigmalionism the doll is a fetish that replaces entirely  the human bodies, and the fulfillment comes only in the case in which certain conditions exist such as inhumanity, thus describing a much more complex psychological process. Disappear the animus of the relationship and the exchange deriving from it, replaced by a superego that is also paradoxically the explicit affirmation of a debased and incapable, bored, individualistic ego.

With the passing of time these instruments of pleasure were perfected and made of woolen stuffed fabric, often the head was sewn real hair, on the face painted eyes, nose and mouth. Called “dames de voyage” accompanied the men who for various reasons were forced to live far from the fair sex.

Curious what happened during the Second World War, when German soldiers would have to have at their disposal inflatable dolls to be easily stored in the backpack after use. The project was never realized. We will have to wait for the second half of the 20th century to witness a capillary and effective diffusion of inflatable dolls made in latex. Blondes, brunettes, reds, today their humanoid appearance challenges perfection, loved by collectors find space in museums, but their favorite place always remains in the secret of a room, for a plastic love.

© COPYRIGHT: Luciano Lapadula

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Sculpted doll. 1505 ca

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Late ‘800s – early ‘900s ca – A gentleman wearing a costume embraces a mannequin

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Inflatable Doll ad from 60s

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Late 60s Inflatable Doll ad

Woody with a blow up doll 1972 ca

Woody Allen. 1972 ca

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A modern sex doll…it can cost up to £11,700

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Miley Cyrus performing live with a male Sex Doll

installation view of Sex Dolls, 2011, at Serpentine Gallery, London, 2013

Sturtevant. Sex Dolls, 2011; installation view, Sturtevant: Leaps Jumps and Bumps, 2013; Courtesy Serpentine Gallery, London. Photo: Jerry Hardman-Jones

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