Soraya una vita tra Sfarzo e Tristezza

Nata in Iran nel 1932 Soraya Esfandiary si è sempre definita una bakhtiara, una donna guerriera, proveniente da una stirpe degna di essere ricordata come magnifica ed esemplare per la storia del proprio Paese.

Al desiderio di studiare a Hollywood per diventare un’attrice famosa si sostituì a soli 16 anni il fidanzamento combinato e subito dopo le nozze  con l’allora trentenne Scià di Persia Mohammed Reza.

L'Imperatore dell'Iran Mohamed Reza

L’Imperatore dell’Iran Mohamed Reza

Tra i due nacque un amore profondo, nonostante le divergenze caratteriali – introverso e taciturno l’aitante imperatore, romantica e volitiva la giovanissima imperatrice – ma come in tutte le favole anche l’esistenza di questa coppia, che faceva sognare il mondo intero, fu costellata da drammi. Una violentissima febbre tifoide colpì la giovane poco prima delle nozze, non rinviabili a causa di riti propiziatori tipici della cultura iraniana.

Le sarte nell'Atelier Christian Dior lavorano all'abito di Soraya

Le sarte nell’Atelier Christian Dior lavorano all’abito di Soraya

Debole, consunta, Soraya nel giorno delle nozze – era il 1951 – riuscì a malapena a tenersi in piedi. Nascondeva sotto l’opulento abito un cardiotonico e dei sali. Si trascinò tra la folla festosa, sorrise ai fotografi finché poté, ma svenne, una due, tre volte. La colpa fu anche dell’immenso abito firmato Christian Dior pesante circa 20 kg, uno spreco di trine, tessuti adoperati in grandissima quantità e adornati da circa 6000 – finti – diamanti. Impietosito lo Scià intervenne in suo aiuto e fece tagliare da un’invitata parte dello strascico rendendo la veste più leggera.

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Un altro cattivo presagio gremì quella importante giornata: come da tradizione una dama di corte, che avesse alle proprie spalle un matrimonio felice, avrebbe dovuto far cadere sul capo della bella sposa una pioggia di monete d’oro. Fu scelta l’imperatrice madre – Taj ol Molouk – una donna solitaria, triste, rimasta vedova.

I gioielli indossati quel giorno da Soraya poi, appartennero alla prima moglie di Reza, la bellissima Fawzia, famosa per essere stata una tra le prime aristocratiche a posare per noti fotografi al servizio dei più importanti stilisti del mondo. Quelli stessi gioielli in seguito sarebbero stati indossati ancora una volta da Farah Diba, sposa che sostituì la ripudiata Soraya.

Fawzia la bellissima ed elegante prima moglie dell'Imperatore Reza in una immagine realizzata da Cecil Beaton

Fawzia la bellissima ed elegante prima moglie dell’Imperatore Reza in una immagine realizzata da Cecil Beaton

L'ultima moglie del sovrano. Farah Diba, meno bella di Soraya, meno triste di Soraya.

L’ultima moglie del sovrano. Farah Diba, meno bella di Soraya, meno triste di Soraya.

La bellissima imperatrice non riuscì in nessun modo a dare un erede all’aitante sposo. La famiglia imperiale asfissiò la coppia pretendendo un successore. Pettegolezzi e maldicenze dilagarono, la triste Soraya chiese al suo amatissimo imperatore di separarsi per sempre da lui. Reza volle in ogni modo cercare una soluzione alternativa e decise che avrebbe nominato come successore suo fratello Alì. Il destino giocò ancora una volta una sua carta a loro sfavore, il giovane Alì morì in un tragico incedente aereo proprio mentre tornava a Teheran a palazzo reale.

Il ripudio dello Scià fu proclamato in radio, erano trascorsi solo 7 anni dal giorno delle nozze. Lo Scià pianse mentre pronunciava il suo discorso, ascoltato da milioni di commossi cittadini. I rotocalchi iraniani raccolsero la disperazione del popolo e coniarono per la povera imperatrice ripudiata l’etichetta “la principessa dagli occhi tristi”.

La Principessa dagli Occhi Tristi

La Principessa dagli Occhi Tristi

Inconsolabile Soraya viaggiò a lungo, alcol e “dolce vita” furono le sue distrazioni fin quando la vita improvvisamente sembrò tornare felice. In Italia incontrò un nuovo amore – Franco Indovina – un bel regista che permetterà alla donna di coniare l’antico sogno della recitazione. L’amato Franco però, morì poco dopo in uno schianto aereo. La notte dell’incidente Soraya, come in un presagio, ebbe terribili incubi interrotti dalla tragica telefonata che le dette la notizia.

Più sola che mai la “principessa dagli occhi tristi” scivolò nell’inedia, i giornalisti la tormentarono attribuendole flirt di ogni genere, descrivendola come una derelitta perversa. “Sono calunniata come Brigitte Bardot ed Elizabeth Taylor  come loro devo essere ciò che il pubblico ha deciso che sia: una reietta da lapidare perché incarno i suoi sogni tramontati”.

Morì sola, a Parigi, per cause naturali a 69 anni, ma voci inquietanti sussurrate da amici e vicini di casa raccontarono di un abuso di alcol e barbiturici, assunti dalla donna in dosi massicce per cercare un po’ di pace.

Soraya è il nome di una costellazione.

Luciano Lapadula

il giorno delle nozze

il giorno delle nozze

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