From Auschwitz to Balenciaga: ex model history

Nonostante l’esistenza avvolta da una cupa aurea, pare la vita offra ad alcuni esseri umani un sentiero illuminato dalla fortuna, consegnandoci un testamento che provoca sgomento e biasimo. Sono storie come questa, fatte di percorsi paradossali, che al buio dell’anima affiancano i lustrini dell’alta moda.

Brigitte Höss nacque in Germania il 18 agosto del 1933: una bella bambina bionda, molto più fortunata di altri suoi coetanei ebrei. Suo padre, Rudolf, era il direttore del campo di sterminio di  Auschwitz, che quei bambini e quegli ebrei li uccideva quotidianamente e con brutalità. Brigitte visse la propria infanzia passando da un campo di concentramento all’altro: Dachau fino a 5 anni, Sachsenhausen fino ai 7, e Auschwitz sino agli 11 anni. Qui abitò in una villetta lussuosa, che lei definì “il paradiso”, arredata con mobili e opere d’arte sottratte agli internati .

 

ENLGISH translation at the bottom of the page

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Auschwitz commander's daughter brigitte hoss balenciaga model luciano lapadula

Auschwitz commander’s daughter Brigitte Hoss with sister and brothers

Domestici, parrucchieri, musicisti, provenivano anch’essi dal lager che confinava con il curatissimo giardino in cui la bambina passava ore di gioco, osservando i prigionieri nelle loro divise a righe. Il prato inglese era illuminato da una bella piscina con scivolo: in alcune immagini Rudolf in divisa guarda i bambini felici mentre vi si tuffano, dietro di loro si inarcano le grigie cupole del campo della morte. Da una finestra, in alto, i figli assistevano spesso allo spettacolo funereo, personificato da centinaia di donne, uomini, bambini, in fila per entrare nelle camere a gas e nei forni crematori.

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Auschwitz

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I piccoli Hoss riuniti per colazione a cento metri dal forno crematorio

Perduta la guerra e prima che potesse fuggire in Sud America, suo padre fu catturato, processato e impiccato, mentre il resto della famiglia riuscì a salvarsi. Così, in Spagna, il fosco passato di Brigitte venne occultato: nella seconda meta degli anni ’50 la bambina ariana era ormai una bella ragazza al punto che intraprese la carriera di modella per Cristobal Balenciaga. Le divise a righe vestite da ragazze come lei qualche anno prima, sparirono dai ricordi di Brigitte sotto la luce delle passerelle di uno tra i più prestigiosi marchi di moda del New Look.

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Brigitte Hoss

Il ritrovato benessere aveva spazzato il dolore dall’esistenza delle nuove generazioni, si cercò di dimenticare la disgrazia, l’olocausto, la povertà più estrema, e questo Brigitte lo fece sino alla sua morte, giunta qualche anno fa. Nelle ultime interviste rilasciate, sostenne infatti che il numero delle vittime trucidate dai nazisti impegnati nello sterminio di massa era probabilmente assai inferiore a quanto dichiarato ufficialmente, e che “Rudolf Hoss” non era un mostro, ma un soldato che eseguiva degli ordini. L’orrore della sue gesta, l’odore acre della morte che si trasformava in una grande nuvola grigia sopra il cortile, pare non abbiano turbato l’animo della ex modella, né intaccato l’immagine che aveva del padre, antieroe celebre per la propria brutalità, ma da lei definito come l’uomo più dolce del mondo.

Risultati immagini per Rudolf Höß

Rudolf Hoess with executioners

Dopo l’esperienza da Balenciaga, durata tre anni, nel 1961 Brigitte si sposò e visse utilizzando il cognome del marito, nascondendo in tal modo il proprio passato. Un ebreo fuggito in America dopo “la notte dei cristalli” le offrì un lavoro come responsabile nella sua boutique di moda a Washington. La donna serbò il proprio segreto per 40 anni, fino a quando una sera, da ubriaca, lo confessò al proprio titolare, che tuttavia non la ritenne colpevole per i crimini perpetrati dal padre. L’uomo scampato miracolosamente alla morte, fu in grado di non serbare rancore, e di prendersi cura di lei, che concludeva la propria esistenza senza aver superato, forse, il trauma di aver avuto un padre assassino.

ENGLISH:

Despite an obscure existence, life seems to offer to some humans a path illuminated by luck. There are stories like this, made of paradoxical paths, mixed from the dark of the soul to the high fashion lights. Brigitte Höss was born in Germany on August 18, 1933: a beautiful blonde girl, much more fortunate than her other Jewish peers. Her father, Rudolf, was the first commander of the Auschwitz camp, which these children and those Jews exterminated daily and brutally. The little Brigitte lived in her childhood from a concentration camp to the other: Dachau up to 5 years old, Sachsenhausen until 7, and Auschwitz up to 11 years old. Here she lived in a luxurious chalet, that she called “paradise”, furnished with furniture and works of art stolen from lager’s prisoners. Households and staffs also came from the lager bordering the beautiful garden where the little girl spent hours playing, watching the prisoners in their striped uniforms. That garden was illuminated by a beautiful pool with a slide: in some pictures Rudolf – in uniform – looks at the happy children as they plunge, the gray domes of the death camp revolve behind them. From a window upstairs, the children often attended the funeral show, embodied by hundreds of women, men, children, in a row to enter the gas chambers and crematoriums. Lost the war and before he could flee to South America, his father was captured, tried and hanged while the rest of the family escaped. So, in Spain, Brigitte’s obscure obsession was concealed: in the second half of the 1950s, the Aryan girl was now a beautiful girl and started a model career for Cristobal Balenciaga. The striped dresses dressed worned by girls, a few years ago, disappeared from Brigitte’s memories in the light of the most prestigious New Look fashion brands. The new kind of life swept away the pain from the existence of the new generations, tried to forget the misfortune, the holocaust, the most extreme poverty, and this Brigitte did so until her death a few years ago. In the latest interviews, she claimed that the number of victims killed by the Nazis involved in massacre was probably far lower than what was officially declared, and that “Rudolf Hoss” was not a monster, but a soldier who executed orders. The acrid smell of death that turned into a big gray cloud above the courtyard, seemed not to have disturbed the soul of the ex model. After three years of experience with Balenciaga, in 1961, Brigitte married and lived using her husband’s surname, hiding her past. A Jewish man who fled to America after the “Crystal Night” offered her a job as responsible in his fashion boutique in Washington. She kept her secret for 40 years, until one night she was drunk and confessed her past to the manager, but he did not consider her guilty of her father’s crimes. The man miraculously fled to death, was unable to maintain grudging and he took care of her, she was ending her own existence without perhaps overcoming the trauma of having a murderous father.

Brigitte Hoss, the daughter of Nazi Rudolph Hoss, in her Virginia home. Her father was the commandant of Auschwitz

Brigitte Hoss in her room during last years of her life. Image courtesy Getty Images.

 

 

 

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