Italiani all’estero, i diari raccontano – Italians abroad, stories from their diaries – My Styling

È stato presentato in Farnesina – Roma – l’11 giugno 2019 il lavoro prodotto per conto del Ministero degli Affari Esteri che mi ha visto collaborare nella ricerca e selezione dei costumi in qualità di power dresses e stylist. Il video, realizzato da Imaginapulia, (foto backstage attore Livio Berardi) descrive con pathos i percorsi esistenziali di quanti tra fine ‘800 e ‘900 hanno abbandonato l’Italia per trasferirsi all’estero.

Riaffiorano così dagli autentici diari di queste persone – custoditi nella Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano (AR).  – racconti e storie di vita che ci immergono in paure, aspettative appagate o disattese, fatica, senso di inadeguatezza e disagio, disperazione, voglia di tornare.

Nel video, oltre ai costumi, anche oggetti provenienti dal passato che ho appositamente selezionato dal mio archivio, tra questi scarpine anni ’30 per bimba in vernice nera, occhialini inizi ‘900, foulard e occhiali da sole per donna dagli anni ’50. Un pettine da viaggio, oggetti che rievocano in modo segnico quanto contenuto nei racconti di chi è partito all’estero nella speranza di una vita migliore.

The work produced on behalf of the Ministry of Foreign Affairs was presented in the Farnesina – Rome – on 11 June 2019, which saw me collaborating in the research and selection of costumes as power dresses and stylists. The video, made by Imaginapulia (backstage photo actor Livio Berardi) describes with pathos the existential paths of those between the end of the 1800s and the 1900s who left Italy to move abroad. Thus resurface from the authentic diaries of these people – kept in the National Archive Diary Foundation of Pieve Santo Stefano (AR) – describe stories and life stories that plunge us into fears, fulfilled or unfulfilled expectations, fatigue, a sense of inadequacy and unease, desperation, desire to come back.In the video, in addition to the costumes, there are also items from the past that I have specially selected from my archive, including little shoes from the 30s for girls in black patent leather, glasses from the early 1900s, scarves and sunglasses for women from the 50s. A travel comb, objects that symbolically recall what is contained in the stories of those who went abroad in the hope of a better life.

Video: I DIARI RACCONTANO

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Skoptsy Sect: castration in the name of Christ – Eunuchi per il Regno dei Cieli

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La storia si ripete ciclicamente, esibendoci fragilità, paure, speranze, illusioni e chimere proprie dell’animo umano. Così dai «mille non più mille» al fuoco di nuove apocalissi lo spazio temporale pare ridursi a pochi attimi, e quella parte buia del Medio Evo torna a insinuarsi nel tessuto sociale, nella fede religiosa.

Questa volta siamo nella Russia di metà ‘700, regno di “Caterina la Grande“, imperatrice sedotta dalla modernità del pensiero francese, che voleva la sconfitta dell’insensatezza da parte della razionalità. Tuttavia il popolo rappresentato da Caterina II, in gran parte troppo povero, era avulso al fascino delle élite come a quello del pensiero razionale. Lo scisma del 1656 aveva diviso la società in “nuovi” e “vecchi” credenti, e a quest’ultima schiera appartenevano – dopo cento anni – i tanti contadini ridotti in miseria. Il bisogno di certezze esistenziali, la speranza – l’unica – di un riscatto post mortem, la convinzione accesa di una vicina fine dell’umanità, furono i focolai dell’incredibile e devastante ritorno al credo eretico proveniente da un passato che si credeva dimenticato.

La più importante tra le varie sette costituite in quel periodo fu quella degli “skoptsy” parola che deriva dal termine “skopets” ossia castrato. Fu infatti il tragico rituale dell’evirazione il caposaldo su cui quel credo si basò.

Ancora una volta il sesso tornò ad essere vissuto come il più terribile dei peccati, frutto proibito offerto dal demonio, tentazione irrinunciabile a cui potersi sottrarre solo mutilando e così estirpando organi e desiderio dal corpo e dall’animo. Quella fede trasse la propria identità da una alterata interpretazione del Vangelo di Matteo,  precisamente dal passo in cui è descritto il dialogo sul divorzio tra i discepoli e Cristo. Mentre loro asseriscono che per evitare la separazione, forse sarebbe meglio per l’uomo non sposare la donna, Gesù risponde: «Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca» (Matteo 19:11-12)

Spinti dal fanatismo più assoluto, i fedeli si convinsero che “il battesimo del fuoco” di Cristo fosse una metafora della sua castrazione, che faceva quindi del Messia il primo tra gli eunuchi. Dalla delirante rilettura dei passi biblici derivò la certezza che Adamo ed Eva fossero stati creati da Dio privi di organi sessuali e che solo dopo esser caduti in tentazione questi si sarebbero sviluppati sui loro corpi.

A indottrinare i proseliti fu il mistico fondatore della setta, Kondratij Selivanov. Il suo spaventoso motto descriveva la pratica di auto evirazione a cui si era sottoposto: «Datemi dunque la mia spada, ché tagli con la destra la testa del serpente

Serafico nell’aspetto, dotato di notevole intelligenza e grande magnetismo, segnò la storia delle Russia, terra sempre attratta da personaggi carismatici e scismi religiosi. In breve riuscì a spopolare tra le genti, passando dalla campagna ai salotti alla moda dell’aristocrazia di San Pietroburgo e Mosca. All’interno di quelle stanze, sempre al piano superiore della casa, metafora del Cielo, il santone si presentava disteso su un baldacchino, con indosso paramenti sontuosi, circondato da scenografie mistiche fortemente evocative, ossessive.

Divisi per camere in base al sesso, i presenti, tra loro molti bambini, ardevano ipnotizzati dalla presenza del “dio fatto uomo”, e in rituali che dallo spirituale sfociavano nel turpe, si abbandonavano a canti e danze scatenate, isteriche. Spesso durante queste cerimonie avveniva che i «maestri» usassero forbici e coltelli per intervenire sul corpo e sull’anima degli iniziati. Così alle donne era praticata l’amputazione del seno, e la “clitoridectomia” con l’ablazione di parte delle piccole e grandi labbra. Agli uomini, anche ai fanciulli, era invece inflitta l’asportazione dello scroto e dei testicoli. Spaventoso era il rituale del «sigillo imperiale» che invece prevedeva la completa evirazione del pene. Al termine degli interventi i nuovi eunuchi urlavano: «Cristo è risorto.»

Le oblazioni dei nobili introdussero sempre maggior denaro nelle casse dei maestri della setta, i quali assetati di ricchezza presero a ostacolarsi l’un l’altro, fino a sancire con denunce e maldicenze il proprio epilogo. Nel 1820 anche Selivanov venne arrestato, fatto che inflisse il corpo mortale agli skoptsy. Un ultimo baluardo della congrega si registrò in Romania intorno al 1880.

Kondratij, uomo che passò dalla povertà della vita contadina ai palazzi di potere degli Zar, morì a centodue anni, non riuscendo solo per poco ad assistere alla nascita di colui che avrebbe oscurato la sua presenza per fama o infamia, Grigorij Efimovič Rasputin, ma questa è un’altra storia.

Luciano Lapadula

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History repeats itself cyclically, exhibiting fragility, fears, hopes, illusions and chimeras of the human soul. So from the “thousand no more thousand” to the fire of new apocalypses the temporal space seems to be reduced to a few moments, and that dark part of the Middle Ages returns to creep into the social fabric, into religious faith.

This time we are in mid-eighteenth-century Russia, the reign of “Catherine the Great”, an empress who looked at the modernity of French thought, which at the time wanted the defeat of senselessness on the part of rationality. However, the people represented by Catherine II, largely too poor, were free from the charm of the elites as well as that of rational thought. The schism of 1656 had divided society into “new” and “old” believers, and to this last group belonged – after a hundred years – the many farmers reduced to poverty. The need for existential certainties, the hope – the only one – of a post mortem redemption, the burning conviction of a near end of humanity, were the outbreaks of the incredible and devastating return to the heretical belief from a past that was thought to have been forgotten .

The most important  sect constituted in that period was that of the word “skoptsy” which derives from the term “skopets” or castrated. It was in fact the tragic ritual of the emasculation the cornerstone on which that creed was based.

Once again sex returned to being lived as the most terrible of sins, the forbidden fruit offered by the devil, an indispensable temptation to be escaped only by mutilating and thus extirpating organs and desire from the body and soul. That faith drew its own identity from an altered interpretation of the Gospel of Matthew, precisely from the passage in which the dialogue between the disciples and Christ on divorce is described. While they assert that to avoid it, perhaps it would be better for the man not to marry the woman, Jesus answers them: “All cannot accept this saying, but only those to whom it has been given: 12 For there are a]”>[a]eunuchs who were born thus from their mother’s womb, and there are eunuchs who were made eunuchs by men, and there are eunuchs who have made themselves eunuchs for the kingdom of heaven’s sake. He who is able to accept it,let him accept it.”(Matthew 19: 11-12)

Driven by the most absolute fanaticism, the faithful were convinced that the “baptism of fire” of Christ was a metaphor of his castration, which therefore made the Messiah the first among the eunuchs. From the delirious rereading of the biblical passages came the certainty that Adam and Eve were created by God devoid of sexual organs and that only after falling into temptation would they develop on their bodies.

The mystic founder of the sect, Kondratij Selivanov, indoctrinated the proselytes. His frightful motto described the practice of self-castration to which he had submitted: “Give me then my sword, for you cut the serpent’s head with your right hand.”

Seraphic in appearance, endowed with considerable intelligence and great magnetism, he marked the history of Russia, a land always attracted by charismatic characters and religious schisms. In short, he succeeded in depopulating among the peoples, passing from the countryside to the fashionable salons of the St. Petersburg and Moscow aristocrats. Inside those rooms, always on the top floor of the house, a metaphor of Heaven, the saint stood out on a canopy, wearing sumptuous vestments, surrounded by mystical, strongly evocative, obsessive sets.

Divided into rooms based on sex, those present, among them many children, burned hypnotized by the presence of the “god made man”, and in rituals that flowed from the spiritual into the absurd, were abandoned to hysterical songs and dances. Often during these ceremonies it happened that the “masters” used scissors and knives to intervene on the body and soul of the initiates. So women were given breast amputation, and “clitoridectomy” with the ablation of part of the small and large lips. For men, even for children, the removal of the scrotum and the testicles was instead inflicted. The ritual of the “imperial seal” was rather frightening, which instead provided for the complete emasculation of the penis. At the end of the interventions the new eunuchs shouted: “Christ is risen.”

The oblations of the nobles introduced more and more money into the coffers of the masters of the sect, who, thirsty for wealth, began to obstruct one another, until their epilogue was ratified with denunciations and slander. In 1820 also Selivanov was arrested, which inflicted the mortal body on skoptsy. One last bastion of the coven was registered in Romania around 1880.

Kondratij, a man who passed from the poverty of peasant life to the palaces of power of the Tsar, died at one hundred and two years, not being able to witness the birth of one who would have obscured his presence for fame or infamy, Grigorij Efimovič Rasputin, but this is another story.

Luciano Lapadula

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Kondratii Selivanov

Kondratii Selivanov, (Кондратий Селиванов) founder of Skoptsy-movement. Drawing from early 19th cantury

from The Study of the Scopic Heresy 1844

From: “Study of the Skoptsy Heresy” – 1844

Devices for emasculating

razor blades and knives used for emasculation

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Russian man and woman portrayed in a cabinet card. she shows her amputated breasts

Skoptsy evirated boy

Sad young boy in a cabinet card shows his penis amputated according to the practice that they called “imperial seal”

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Spirit Photography – Fotografia spiritica tra ‘800 e ‘900

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È la fine del XIX secolo, il mondo pare cambiare troppo vorticosamente. Il metallo svetta dal cemento delle metropoli e promette di toccare il cielo. Nuove generazioni si scontrano con quelle vecchie, i cabaret sono affollati da “cocotte”, i bar da artisti che annegano nell’assenzio insieme alle prostitute. La domenica si indossa l’abito buono, chi può permetterselo sfoggia quello bianco. Cambia il modo di ricordare, la fotografia sostituisce le tele dei pittori, e ci descrive di quella strana moda che imperversò durante l’epoca vittoriana giungendo ai primi decenni del nuovo secolo: lo spiritismo. Dalla Russia degli Zar a  Villa Santa Barbara di Cefalù personaggi carismatici, mistici, visionari muovono folle di adepti assetati di conoscere i segreti della vita e della morte. Il clima di trasformazione sociale, i nuovi mostruosi mondi generati dal capitalismo, generano ansia, terrore, malattia. Tubercolosi e sifilide sono solo due tra i tanti virus che decimano impietosi uomini e donne, i dagherrotipi cercano di fermare inutilmente quelle esistenze, ma sono solo fotografie. Allora ci si riunisce in casa, nel salotto, si chiudono le pesanti tende in broccato e intorno a un tavolo solitamente con tre gambe, le mani dei presenti si stringono in una catena, e il medium invoca una presenza. Di seguito una selezione di immagini d’epoca che testimonia la pratica dello spiritismo tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900. Come tutte le tendenze, numerosi fiorirono i gabinetti fotografici esperti nel ritrarre quelle immagini che presero il nome di “fotografie spiritiche”.  Alcune tra queste sono frutto di un abile e antesignana pratica di fotoritocco, i cui effetti speciali hanno contribuito ad alimentare come vento sul fuoco le fiamme della speranza, il morbo della conoscenza, consumando le struggenti notti di quel tempo perduto.

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It’s the end of the Nineteenth century, the world seems to change too vortically. Metal stands out from the cemented streets of the metropolises and promises to touch the sky. New generations clash with old ones, cabarets are crowded with “cocottes”, bars by artists drowning in absinthe along with prostitutes. On Sundays people wear the “good dress”, a white one if wealthy. The way to remember changes, photography replaces the paintings, and describes that strange fashion that raged during the Victorian Age reaching the first decades of the new century: spiritualism. From Tsars’ Russia to Villa Santa Barbara in Cefalù, charismatic, mystical and visionary characters move crowds of adepts eager for knowing the secrets of life and death. The mood of general social transformation, the new monstrous worlds created by capitalism, generate anxiety, terror, disease. Tuberculosis and syphilis are just two of the many viruses that merciless decimate men and women, daguerreotypes try to uselessly stop those existences, but they are only photographs. Hence people meet at home, in the living room, they close the heavy brocade curtains and around a table with three legs the hands of those present are clutched in a chain, and the medium invokes the presence. Below you can find a selection of antique images proving the practice of spiritualism between the late 1800s and early 1900s. Like all the trends, there bloomed numerous photographic cabinets, specialized in portraying those images that took the name of “spiritual photographs”. Some of those images are the result of a skilled and precursor practice of photo editing, which special effects have helped to fuel the flames of hope, the morbidness of knowledge like the wind on the fire, consuming the poignant nights of that lost time.

 

Special Thanks for supporting translation SERENA BARTOLO

Luciano Lapadula

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Victorian couple with ghost of daughter

Katie King fu il nome di uno tra i più famosi – presunti – fantasmi che sul finire dell’Ottocento presero forma grazie alla medium Florence Cook, fu così che gli spiritisti attribuirono lo stesso nome alla materializzazione spiritica di quegli anni.

Katie King was a popular ghost evocated by Florence Cook, and was already the name given by Spiritualists in the 1870s to what they believed to be a materialized spirit. The question of whether the spirit was real or a fraud was a notable public controversy of the mid-1870s.

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Katie King materialized, photograph of Sir William Crookes

Eusapia Palladino, nata nel 1854 a Minervino Murge, in provincia di Bari: Fu una tra le medium più conosciute e accreditate di tutti i tempi. L’iniziazione allo spiritismo avvenne quando, lavorando come cameriera presso una benestante famiglia, iniziò a prendere parte alle sedute  organizzate nella lussuosa dimora. Fu durante quelle sedute che si verificarono fenomeni mai accaduti prima, che furono attribuiti alla presenza della giovane. Nella sua carriera di occultista ebbe fama mondiale affascinando aristocratici e scienziati, tra i quali Cesare Lombroso e persino Pierre e Marie Curie.

Eusapia Palladino, born in 1854 in Minervino Murge, near Bari: she was one of the best known and accredited mediums of all time. The initiation into spiritism came when, working as a waitress with a rich family, she began to take part in the sessions inside the luxurious home. It was during those sessions that phenomena never happened before were ascribed to the presence of the young woman. In her career as an occultist she gained world fame by captivating aristocrats and scientists, including Cesare Lombroso and even Pierre and Marie Curie.

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Eusapia Palladino Hands. Collection Tony Oursler

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The well-know italian medium Eusapia Palladino during a spiritual seance

Seance with Eusapia Palladino at the home of Camille Flammario 1898

Eusapia Palladino at the home of Camille Flammarion, Rue Cassini. Full levitation of a table. 12 November 1898

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Victorian Spiritualism Movement Seance conducted by John Beattie in Bristol in England, 1872

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Ghost levitation

Amazing spirit photography by astonishing William Hope: english author, photographer, sailor, and body-builder

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William Hope

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William Hope

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William Hope

French medium Marthe Beraud aka Eva Carriere

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Materialização ectoplásmica eva carriere 1912

A young woman face appear from ectoplasm by Eva Carriére  – 1912

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1912: Eva Carriere has a spiritic light between her hands and a materialization on her head.

Richard Boursnell (1832 – 1909), medium e fotografo britannico esperto in immagini spiritiche. Suoi alcuni tra i più intensi scatti mai realizzati su questo tema.

Richard Boursnell (1832 – 1909), medium and British photographer expert in spiritual images. His some of the most intense shots ever made on this subject.

Richard Boursnell - Spirit Photographer c.1908

Robert Boursnell, Self-Portrait with Spirits, Silver print cabinet card, March 1902

Robert Boursnell, Self-Portrait with Spirits, Silver print cabinet card

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Frederick A. Hudson (England)
Mr. Raby with the Spirits “Countess,” “James Lombard,” “Tommy,” and the Spirit of Mr. Wootton’s Mother.
circa 1875 – from www.photographymuseum.com

M. Parkes (England), Mrs. Collins & Her Husband's Father, Recognized by Several, Albumen carte de visite, 1875

M. Parkes (England), Mrs. Collins & Her Husband’s Father, Recognized by Several, 1875

Spesso durante le sedute medianiche si materializzava, o si supponeva si materializzasse, una sostanza semi liquida che fuoriusciva dagli orifizi del medium, a cui lo scienziato Charles Richet dette il nome di ectoplasma. Questo poteva assumere svariate forme, riconducibili all’esistenza del trapassato.

Often during the seance sessions, a semi-liquid substance materialized, or was supposed to materialize, it came out of the medium’s orifices, to which the scientist Charles Richet gave the name of ectoplasm. It could take many forms, attributable to the existence of the person who passed away.

According to spiritualists, it was a substance that would be externalized by the bodily orifices of the medium during a séance.

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The ectoplasm comes out as a regurgitation from the mouth of the medium into a trance

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F. C. E. Dimmick (England) blog

C. E. Dimmick (England)
“Mrs. Dorothy Henderson. Head bent forward, hands controlled and Ectoplasm covering her lap.”
October 2, 1928 – www.photographymuseum.com

W. J. Crawford - The psychic structures at the Goligher circle

W. J. Crawford – The psychic structures at the Goligher circle

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Ectoplasm from Kathleen Goligher

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A well-known medium, Mina “Margery” Crandon conducting a séance

The famous medium Mina “Margery” Crandon (1889 – 1941) conducting a séance – late 20s

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dangerous ectoplasm for Mina “Margery” Crandon

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Look down, on the right

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Dr. Mabuse: The Gambler – 1922

VIDEO:

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Morphine from Belle Époque

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Mitizzazione e consumo della droga non sono fenomeni moderni, ma provengono da rituali che affondano la propria nascita molto lontano nel tempo. L’arte, nelle sue forme più disparate, ha tracciato dei precisi quadri che descrivono l’utilizzo delle sostanze stupefacenti nell’alternarsi dei periodi storici. E’ affascinante quanto accaduto sul finire dell’Ottocento, quando all’estetica della donna immersa tra corsetti e fiori delicati si alternò quella di una fatale mantide, maledetta e pericolosa. Questa nuova dimensione femminile, emancipata e seducente, destabilizzò i ruoli sociali proponendo un’immagine perversa, sfrontata, impregnata questa volta di profumi oppiacei. Analizzo di seguito una serie di immagini che riguardano la Morfina, una tra le droghe più consumate da queste eroine della perdizione durante la Belle Époque.

Mythologizing and consumption of drugs are not modern phenomena, but come from rituals that sink their birth far in time. The art, in its most disparate forms, has drawn precise pictures that describe the use of drugs in the alternation of historical periods. It is fascinating what happened at the end of the nineteenth century, when the aesthetics of the woman immersed in corsets and delicate flowers alternated with that of a fatal, damned and dangerous mantis. This new feminine dimension, emancipated and seductive, destabilized social roles by proposing a perverse, shameless image, impregnated this time with opiate perfumes. I analyze below a series of images concerning Morphine, one of the most consumed drugs by these heroines of perdition during the Belle Époque.

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Morphine Tools Kit from Victorian Era. Image Courtesy Art.co

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Morphine tools: the syringe

morphine history of drug droga belle eopque blog fashion moda blogger storia tools ad vintage illustration art Georges Moreau dit Moreau de Tours Bois le Roi 1901 ou Les Morphinées Huil

Georges Moreau, La Morphine ou Les Morphinées – Collection particulière, Paris
Expositions : Salon de 1886, Paris, n° 1703 (“La Morphine”)

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Morphine Addicts, 1887 Albert Besnard etching Rosenwald Collection

morphine history of drug droga belle eopque 1800 victorian 1890 1900 blog fashion moda blogger storia tools ad vintage illustration Eugène Grasset La vitrioleuse (1894)

Eugène Grasset La vitrioleuse, 1894

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Santiago Rusinol “Before the Morphine”, 1894

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Santiago Rusinol-“Morphine”, 1894

morphine history of drug droga belle eopque 1800 victorian 1890 1900 blog fashion moda blogger storia Eugène-Samuel Grasset 'La Morphine' 1897

Eugène-Samuel Grasset — ‘La Morphine’ 1897

1899 Quack Medicine Sufferers From Morphine Or any Drug Habit Vintage Original Print Ad

1899 Quack Medicine Sufferers From Morphine Or any Drug Habit Vintage Original Print Ad

Vittorio Matteo Corcos, La morfinomane – “The addict”, 1899. Famelica e perduta la donna dalla pelle diafana e dai capelli rossi troneggia al posto dell’uomo, avvolta in un fosco abito di veli neri. Ci fissa minacciosa, ed esibisce il suo potere calpestando il  suo trofeo.

The woman with the diaphanous skin and the red hair is dominated and lost in the place of the man, wrapped in a dark dress of black veils. The woman stares at us menacingly, and exhibits her power trampling on her trophy.

morfinomane

Vittorio Matteo Corcos, La morfinomane – “The addict”, 1899

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Year 1900: Ad for Cube Morphine, published in American Druggist and Pharmaceutical Record, America’s Leading Drugs Journal

Pablo Picasso, Morphinomans. 1900

Pablo Picasso, Morphinomans. 1900

Salon, 1905 Morphine. by A. Matignon

Salon de 1905 – Morphine. By A. Matignon

Victorien du Saussais, La morphine. Vices et passions des morphinomanes (1906)

Victorien du Saussais, La morphine. Vices et passions des morphinomanes, 1906

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Morphinomane 1910 ca.

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Feticismo, Fotografia e Moda – Fetish Fashion and Photography

Esibizionismo, feticismo, padronanza nelle strategie dell’apparire.

Insieme alla nascita della fotografia si sviluppa il culto dell’immagine
e di alcune parti del corpo sino ad allora mai esibite in pubblico.

La donna nella foto fu la prima in Italia a godere di un piacere edonistico,
fermando le lancette del tempo grazie a una serie di scatti avveniristici ed erotici.

Racconto la sua incredibile storia nel mio libro “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume“. Edz. Progedit Il volume è acquistabile al link seguente:

Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume

Luciano Lapadula

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Exhibitionism, Fetishism, Appearance Strategies. Along with the birth of photography, the cult of the image develops and then some parts of the body for the first time are exhibited in public. The woman in the picture was the first in Italy to enjoy a hedonistic pleasure, stopping the hands of time with a series of futuristic and erotic shots.

I describe her incredible story in my book “Macabre and Grotesque in Fashion and Costume“. Edt. Progedit The volume is available here:

“The Macabre and Grotesque in Fashion and Costume History”

 

luciano lapadula il macabro e il grottesco nella moda e nel costume

First Fetish Photoshooting in Italy

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La Suicida Punita: scienza, arte, morte | Punished Suicide: science, art, death

Visitando un museo eco di voci lontane tornano ad ammaliare orecchio e animo di quanti scelgano di affrontare un viaggio verso mondi spesso dimenticati. A Parigi, ho percorso i corridoi dell’insolito e affascinate Museo di Anatomia Patologica “Dupuytren” che ha un suo rivale in Italia nel “Morgagni” sito all’interno dell’Università degli Studi di Padova.
(ENGLISH AT THE END OF THE ARTICLE)
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Fondato nel 1870 dal medico e ricercatore Lodovico Brunetti (1813-1899), custodisce e mostra oltre 1300 reperti anatomici conservati in secco o in formalina, suddivisi per diverse categorie patologiche, risalenti a un periodo che va dalla seconda metà dell’800 agli inizi del ‘900.
Tra i tanti resti esposti all’interno del museo, ha rapito la mia attenzione il volto di una fanciulla dalla lunga e folta chioma dorata.
Emerge così la storia di una sarta padovana di soli diciotto anni, tradita e picchiata dal suo innamorato. All’alba di una fosca giornata di fine inverno dell’anno 1863 la giovane decise di suicidarsi lanciandosi nelle acque del fiume che scorre al di sotto delle finestre dell’Università. Brunetti, venuto a conoscenza della tragedia, si fece portare il corpo che era stato recuperato dal fiume attraverso l’utilizzo di uncini. Il medico ebbe in tal modo la possibilità di mettere in pratica i propri studi sperimentando sulla salma della sciagurata cucitrice il suo moderno e innovativo metodo di difesa dei resti umani dallo scorrere del tempo: la tannizzazione.
Dopo aver realizzato un calco del volto e del busto di questa ignota ragazzina, asportò dal corpo esanime i capelli e la pelle che venne sgrassata e fissata con l’acido tannico per essere in seguito riposizionata con cura, insieme alla chioma, sulla sagoma. Le orbite oculari furono riempite da due sfere di vetro che avrebbero fissato da lì in poi sguardi atterriti di ignari visitatori.
I segni lasciati dagli adunchi arpioni sul giovane corpo al momento del suo recupero dalle acque rappresentarono un problema per la resa estetica dell’opera, l’anatomista allora completò la propria creazione inserendo ai lati del busto due rami secchi da cui delle implacabili serpi mummificate si snodano con spasimo straziando il volto della giovane, insinuandosi in esso sino a svanire nella dorata chioma. Dagli occhi grondanti lacrime e sangue, ottenuto con della cera colorata, uno squarcio sull’inferno si presenta impietoso, la camicetta bianca della giovane vergine è macchiata dal rosso liquido.
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«Suicida Punita»: preparato tannizzato conservato presso il Museo di Anatomia Patologica dell’Universita`di Padova. 

La personificazione del castigo divino inflitto ai suicidi, considerati peccatori mortali, era realizzata, l’opera sconvolgente venne chiamata “La Suicida Punita“. I genitori della fanciulla furono convocati dal medico per vedere il risultato del suo lavoro, e asserirono questo ricordasse in maniera sbalorditiva le fattezze della ragazza.

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In un più macabro prosieguo della storia, l’opera venne scelta dall’Università per essere esibita durante l’Esposizione Universale di Parigi nel 1867 insieme a una ricerca dal nome: “Notice sur une nouvelle methode de conservation macro-microscopique des pièces anatomiques”.
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Lodovico Brunetti vinse il Grand Prix per le Arti e i Mestieri, il busto della infelice fanciulla, come nel più infausto epilogo di una favola tragica ritornò in Italia, nel museo Morgagni, dietro il fiume. Da lì, attraverso una teca di vetro, gli occhi insanguinati della suicida sconvolgono l’animo di quanti gli incontrino, un eterno castigo punisce i resti di una vita infelice lasciando un angoscioso ricordo di quell’esistenza spezzata.
La ricerca dell’anatomista è stata di recente ristampata per permettere ai tanti interessati medici e ricercatori di approfondire l’argomento trattato 150 anni fa.
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Da un angolo dimenticato del museo, all’interno di un’Università i cui corridoi brulicano di vivaci studenti, la Suicida Punita resta immobile; suo malgrado dopo decenni il proprio suicidio ci offre un singolare spunto riflessivo. La scultura macabra infatti racchiude in sé sia medicina e sperimentazione sia una rituale forma di arte incentrata sulla rappresentazione della morte. Il rispetto del cadavere cessa di esistere, l’onta del peccato diviene uno strumento utile per giustificare la ricerca e così i resti di un’esistenza tormentata si trasformano in terribile allegoria del castigo infernale. Il fascino della morte, il morboso rapporto tra philìa e neikos si vestono di scienza infrangendo il tabù delle esequie. La pulsione d’amore si trasforma in quella della distruzione. Il corpo umano smembrato e assemblato diviene improvvisamente moderno, stupisce per la propria ri-forma i visitatori dell’Esposizione Universale del 1867 i quali accettano il raccapricciante che è trasfigurato in elemento straordinario, utile, contemporaneo. L’esorcismo della morte è compiuto.

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Luciano Lapadula

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Visiting a museum, echoes of distant voices return to seduce the ear and mind of those who choose to take a trip to worlds often forgotten. In Paris, I walked the corridors of the unusual and fascinating Museum of Pathology “Dupuytren” which has a rival in Italy in “Morgagni” site within the University of Padua.  Founded in 1870 by a physician and researcher iLodovico Brunetti (1813-1899), preserves and displays over 1,300 anatomical parts of huma bodies, stored in dry or in formalin, date back to a period ranging from the Victorian era to the early ‘900 .
Among the many items on display inside the museum, it caught my attention the face of a young girl with a long, thick golden hair.
Thus emerges the story of a seamstress Paduan girl, she was just eighteen, despised and beaten by her lover. In early morning of a dark day in late winter of 1863 she decided to commit suicide by jumping into the river flowing beneath the University windows. Brunetti, became aware of the tragedy, and he wanted the young body,  brought from the river through the use of hooks. In that way, finlly, the doctor had the opportunity to put into practice his studies by experimenting on the body of the unfortunate girlr its modern and innovative method of defense of human remains by time: the tannizzazione.After making a cast of the face and upper body of this unknown girl, he takes away from the remains of her hair and skin that were tannizzati and repositioned carefully on the template. The eye sockets were filled by two glass spheres. The marks left by hooked harpoons on young body at the time of his recovery from the water represented a problem for the surrender of the work aesthetic, the anatomist then completed his creation by inserting the sides of the torso two dry branches from which the relentless snakes mummified tearing the face of the young, creeping into it up to vanish in the golden hair. From the eyes dripping blood, obtained with the colored wax, a glimpse of hell looks merciless, the white blouse of the young virgin is stained by the red liquid.
The personification of divine punishment inflicted on suicide, considered mortal sinners, was realized. The shocking opera was called “The Suicide Punished”, performed to the victim’s parents got their recognition about the staggering realism of the torso with respect to the body of the daughter. In a macabre rest of history, the work was chosen by the University to be performed during the Universal Exhibition in Paris in 1867. Lodovico Brunetti won the Grand Prix for Art and Crafts, the bust of the unfortunate girl, as in most inauspicious ending to a tragic story came back to Italy, in Morgagni museum, behind the river.
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“The Macabre and Grotesque in Fashion and Costume History”
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