DRESS UP Films: when Fashion meets Movies

Ultimamente mi è capitato di imbattermi nella serie televisiva American Horror Story, approcciandomi ad essa in maniera piuttosto critica. Il mio scetticismo è stato immediatamente sconfitto dalle vicende dei protagonisti, in particolare della quarta serie Freaks Show.
Il richiamo al film del 1932 è palese, ma ciò che ha colto maggiormente la mia attenzione è il personaggio interpretato da una splendida Jessica Lange: Elsa Mars. Proprietaria del “circo dei mostri”, ex dominatrix durante la Germania sotto regime nazista, il sogno di Elsa è arrivare al successo come la sua storica rivale Marlene Dietrich. Ed è proprio a quest’ultima che il look della Lange/Mars si ispira, oltre ad omaggiare Sir David Bowie in più di una scena.
Da questo momento in poi, completamente catturata dal suo personaggio ed effettuando ricerche, sono giunta alla conclusione che, come sempre ho sostenuto,“l’innovazione è nel passato”.
Nel corso degli anni gli stilisti si sono ispirati alle dive della “Old Hollywood” per la creazione delle loro opere, spesso in maniera impercettibile, tuttavia, per chi come me è amante del cinema è quasi inevitabile si imbatta nel riscontro di evidenti citazioni
Tra i tanti stilisti che hanno rivisitato il look delle star del Silver Screen riadattandoli nel
contemporaneo spicca il talentuoso John Galliano nelle sue creazioni per Dior ha sicuramente dato largo spazio alla sua creatività omaggiando le dive che da sempre lo hanno ispirato del cinema muto e non. Oltre lui, numerosi sono gli altri nomi del mondo della moda che hanno attinto a piene mani dai costumi del passato. Vediamone alcuni.

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Recently I toke a look at tv series American Horror Story. My skepticism was immediately defeated by the vicissitudes of the protagonists, in particular the fourth series Freaks Show. The reference to the 1932 film is obvious, but what most caught my attention is the character played by beautiful Jessica Lange: Mars Elsa. Owner of the “circus of monsters”, former dominatrix throughout Germany under the Nazi regime, the dream of Elsa to success as its historic rival Marlene Dietrich. And it is to the latter that the Lange / Mars look is inspired, as well as pay homage to Sir David Bowie in more than one scene.

From now on, completely captured by his character and searching, they came to the conclusion that, as I have always supported, “innovation is in the past.”
Over the years, the designers were inspired by the divas of “Old Hollywood” for the creation of their works, often imperceptibly, however, for people like me who loves cinema is almost inevitable to come across in the finding of obvious citations
Among the many designers who have revisited the look of the stars of the Silver Screen, the talented John Galliano in his creations for Dior has certainly given ample space to his creativity honoring the divas that have always inspired silent movie and not. Besides him, there are many other fashion names that have drawn freely from the customs of the past. Let’s see some above.

 

1

John Galliano for Dior S/S 2004 VS Marlene Dietrich Venere Bionda 1932

2

Elie Saab ss 2012 VS Marlene Dietrich 1971

3

Jerry Hall at Tierry Mugler fashion show 1995 VS Marlene Dietrich in London, 1972

4

Louise Brooks, 1927 VS Alberta Ferretti ready to wear fw 2017

Tempo fa mi recai da Luciano nel suo atelier, e tra un cambio d’abito e la visita di qualche “vicino di casa” eccentrico, lui mi mostrò una sfilata di Alexander McQueen del 1999. Kate Moss in versione ologramma fluttuava tra gli spettatori come fosse un fantasma, e il rimando a La caduta di casa Usher, film muto di Jean Epstein del 1928 estrapolato dal racconto di Poe, è stato immediato.

5

Abito realizzato per Greta Garbo da Gilbert Adrian nel 1931.Thierry Mugler fashion show 1995. Sicuramente più audace e provocatorio, ma non per questo meno elegante:

6

 

Vogue US 1997: John Galliano for Dior by Annie Leibovitz.
Le lacrime amare di Petra von Kant, Rainer Werner Fassbinder 1972:

7

 

Catherine Deneuve in Yves Saint Laurent durante una scena del film The Hunger, Tony Scott 1983 VS Gareth Pugh F/W 2016 – ’17

8

Si potrebbe continuare all’infinito, ma purtroppo questi “paragoni” stanno diventando sempre meno frequenti a causa delle “mode del momento”, mai espressione fu più deleteria per chi ama La Moda, quella Vera e Artistica.
Gli stilisti vestono “dive” come Rihanna, Lady Gaga…adattandosi ad un pubblico più “pop” e meno colto riguardo il passato. Per quel che mi concerne mai i miei occhi potrebbero adattarsi alle folte extension di Lady Gaga degne di Barbie Raperonzolo, o alle trasparenze e aderenze delle tanto acclamate sorelle Kardashian, che per la loro mancanza di eleganza forse non convincerebbero neanche un cultore del lato b come Tinto Brass.
Dove sono finite le dive di una volta? Perché una parte di pubblico deve per forza adattarsi a tale scempio quando le nostre mamme, vere icone di stile, ci avevano insegnato l’eleganza e la riservatezza? Vedo ragazze emulare tali personaggi come se il farlo costituisse di per sè un vanto, quando il vero vanto sarebbe piuttosto quello di poter seguire lezioni di stile offerte da quanti con reale competenza operino nel settore moda, permettendo a chiunque di scoprire le proprie attitudini e rinnovare il proprio stile senza necessariamente dover passare alla storia.
Come diceva Yves Saint Laurent: Le mode cambiano. Lo stile è eterno.

Francesca Paradiso.

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“The Macabre and Grotesque in Fashion and Costume History”

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Some Posters from My Fashion Exhibitions

luciano lapadula accademia di belle arti di perugia rapsodia di una diva lyda borelli seminario moda fashion costume satanica festival del cinema di spello 2017

Accademia di Belle Arti Perugia 

 

“Due Gocce di Chanel nr 5” Abiti, profumi e prodotti di bellezza in oltre un secolo di Moda e Costume. Spello Film Festival. 27 feb – 6 mar 2016

 

 

locandina-siamo-donne-lerario-lapadula-lerariolapadula-spello-mostra-moda

“Siamo Donne” Gli abiti dei Grandi Stilisti raccontano le donne del Cinema. 28 Feb – 8 Mar 2015 Festival del Cinema di Spello 2015 Palazzo del Cinema, Spello (PG) “Siamo Donne” (We are women) The clothes of the Great Fashion Designers tell the women of Cinema. 28 Feb – 8 Mar 2015 Spello Film Festival 2015 Palazzo del Cinema, Spello (PG)

 

locandina-piu-reale-della-realta-fake-fashion-exhibition-lerariolapadula-mostra-fashion-curator-abiti-moda

“…Più reale della realtà ”- L immaginario e il Fake
Istallazione sui fake nella Moda.
20 – 21 Mag 2014
Università degli Studi di Bari
Salone degli Affreschi, Palazzo Ateneo (BA)

“…Più reale della realtà ” (…More real than reality)
Fake fashion installation.
20 – 21 May 2014
Università degli Studi di Bari
Salone degli Affreschi, Palazzo Ateneo (BA)

 

locandina-lerariolapadula-visioni-d-oriente-mostra-fai-selva-di-fasano-minareto-villa-damaso-bianchi-fashion-exhibition-2013

“Visioni D’Oriente”
L’influenza orientale nella Moda anni ‘10 e ‘20 del Novecento.
12 Ago 2013
FAI – Associazione Pro-Selva
Villa Damaso Bianchi, Selva di Fasano (BR)

“Visioni D’Oriente” (Oriental visions)
The Oriental influence in fashion history from ‘10s to ‘20s of the twentieth century.
12 Aug 2013
FAI – Associazione Pro-Selva
Villa Damaso Bianchi, Selva di Fasano (BR)

 

locandina-women-in-progress-la-stoffa-delle-donne-2012-fashion-show-period-dresses-abiti-d-epoca-1860

“Women in progress 1860 – 2012”
La stoffa delle Donne.
15 Dic 2012
Sfilata di abiti d’epoca dal 1860 al 2012 sul tema dell’emancipazione femminile attraverso la Moda.
Provincia di Bari
Via Argiro, Bari (BA)

“Women in progress 1860 – 2012”
La stoffa delle Donne.
15 Dec 2012
Period dresses Fashion Show from 1860 to 2012 with particular reference to the issue of women’s emancipation.
Provincia di Bari
Via Argiro, Bari (BA)

 

locandina-attraverso-il-nero-lerariolapadula-mostra-fashion-curator-abiti-d-epoca

“Attraverso il Nero”
I linguaggi del Nero attraverso una mostra di abiti e accessori femminili del 1800 e 1900.
2 – 13 Lug 2012
Università degli Studi di Bari
Salone degli Affreschi, Palazzo Ateneo (BA)

“Attraverso il Nero” (Through the Black)
Black colour in dresses and accessories from 1800 to 2000.
2 – 13 Jul 2012
Università degli Studi di Bari
Salone degli Affreschi, Palazzo Ateneo (BA)

 

locandina-donne-in-viaggio-lerariolapadula-mostra-fashion-curator-abiti-d-epoca-giovinazzo-moda-2012

“Donne in viaggio”
L’abito femminile in viaggio, dal ‘900 ai giorni nostri.
24 – 30 Apr 2012
Comune di Giovinazzo – MagentArt
Sala San Felice, Giovinazzo (BA)

 

locandina-150-anni-nei-panni-delle-donne-lerariolapadula-mostra-fashion-curator-abiti-d-epoca-moda

“150 anni nei panni delle donne”
Celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia attraverso abiti realizzati da donne italiane.
2 – 13 Lug 2011
Università degli Studi di Bari
Salone degli Affreschi, Palazzo Ateneo (BA)

“150 anni nei panni delle donne”(150 years through Women’s dresses)
United Italy 150 years Celebration through women tailors dresses.
2 – 13 Jul 2011
Università degli Studi di Bari
Salone degli Affreschi, Palazzo Ateneo (BA)

 

 

locandina-to-be-continued-mad-man-era-50s-60s-fashion-exhibition-lerariolapadula-mostra-fashion-curator-abiti-d-epoca-moda

“[To be continued]”
La Moda ai tempi del serial tv “Mad Man”.
20 – 21 Mag 2010
Università degli Studi di Bari
Auditorium, Palazzo Ateneo (BA)

“[To be continued]”
Fashion in “Mad MAn” serial tv era.
20 – 21 May 2010
Università degli Studi di Bari
Auditoium, Palazzo Ateneo (BA)

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“The Macabre and Grotesque in Fashion and Costume History”

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Androgyny in Vogue

Guardando le immagini fotografiche utilizzate per le campagne pubblicitarie in ambito moda, risulta sempre più difficile comprendere quali siano gli aspetti sessuali che definiscono un genere e un’identità. Che si pubblicizzi un occhiale da sole, una borsa, un abito, un profumo, la scelta delle case di moda verte quasi sempre su aspetti ambigui con un esplicito – tuttavia – riferimento alla sessualità.

Se fino agli anni Novanta questo genere di rovesciamento di ruoli e di estetiche era relegato a una forma di trasgressione, penso ai vari video di Madonna, a Calvin Klein e Kate Moss o a Jean Paul Gaultier, oggi pare che l’androginizzazione delle modelle e dei modelli sia una peculiarità estetica inderogabile per poter avere successo.

Madonna with Isabella Rossellini

La nuova identità sessuale di uomini e donne abbandona gli eccitanti aspetti trasgressivi per vestirsi di un nuovo terzo sesso, che esteticamente appare identico per entrambi.

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Looking at the photographic images used for advertising campaigns in the field of fashion, it is increasingly difficult to understand what are the sexual aspects that define a gender and identity. Sunglasses, bags,  dresses, perfumes, the choice of the fashion houses almost always focuses on ambiguous aspects with an explicit reference to the sex. Until the nineties it was a form of transgression, for example into Madonna video, Calvin Klein and Kate Moss ad or Jean Paul Gaultier ad. Today it seems that this kind of models must look that way to be successful. The new sexual identity of men and women leave the transgressive aspects to dress a new third sex, which appears aesthetically identical for both.

Madonna in 1990

Jean Paul Gaultier ads

 

Gucci runways

 

Ralph Lauren

Margiela 2016

Margiela 2016

YsL fw 2016

Some pics from Vogue Italia – June 2016

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Vogue Italia cover – June 2016

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Gucci ad from Vogue Italia june 2016

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from Vogue Italia – June 2016

La Bellezza: Modelle a confronto

Vieni tu dal cielo profondo o sorgi dall’abisso, Bellezza?
(Charles Baudelaire)

Una storia intricata, complessa, quella della bellezza. Il soggettivismo rispetto al gusto lascia spazio a immagini-tipo che imperversano come ideali in determinate epoche.

I canoni della bellezza, tuttavia, mutano con l’alternarsi delle generazioni, e ciò che per un gruppo sociale era repellente ieri si riveste di incanto oggi.

Il mondo della moda sempre più rapidamente cambia i propri testimonial ed è affascinante osservarne differenze stilistiche e stravolgimento nei gusti.

Di seguito alcune immagini che ritraggono sfilate dei medesimi stilisti a distanza di 20 anni: 1996 – 2016

L’attenzione si posa in questo caso non sull’abito ma sulla modella, “corpo-feticcio” che da sempre rappresenta il gusto e l’espressione della società e del tempo in cui essa è immersa.

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Beauty, how much complexity in its history.Exciting images destined to fade because of the ravages of time, or to become iconic and eternal thanks to the magic of an artist. Canons of beauty often change with the changing of the ages, and what for a social group was yesterday repellent is amazing nowadays. Fashion system changes its testimonial and it is stunning to observe stylistic differences.

Here are some pictures that portray runways of the same stylist in 1996 and 2016.

Here I’m interested in model body, the “body-fetish” that always represents the taste and expression of society and time in which it is immersed.

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Carla Bruni – Yves Saint Laurent 1996

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Yves Saint Laurent 2016

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Karen Mulder – Yves Saint Laurent 1996

 

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Yves Saint Laurent FW 2016 – 2017

 

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Naomi Campbell – Versace 1996

 

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Versace ss 2016

 

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Helena Christensen – Gianni Versace 1996

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Versace ss 2016

Eva Herzigova - Herve Leger s/s 1996

Eva Herzigova – Herve Leger s/s 1996

 

Hervé Léger ss 2016

Hervé Léger ss 2016

 

 

Claudia Schiffer - Versace 1996/97

Claudia Schiffer – Versace 1996/97

 

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Versace ss 2016

 

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Nadja Auermann – Westwood 1996

 

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Westwood 2016

 

 

Kate Moss - Dolce & Gabbana 1996

Kate Moss – Dolce & Gabbana 1996

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Dolce & Gabbana ss 2016

 

Helena Christensen - Jean Paul Gaultier 1996

Helena Christensen – Jean Paul Gaultier 1996

 

Jean Paul Gaultier 1996

Jean Paul Gaultier 2016

 

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Amber Valletta – Prada 1996

 

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Prada 2016

 

Shalom Harlow - Valentino 1996

Shalom Harlow – Valentino 1996

 

valentino ss 2016

Valentino ss 2016

luciano lapadula wordpress

Due Gocce di Chanel Nr 5

«Marilyn, cosa indossi per dormire?»
«Due gocce di Chanel n.5»

Questo fu quanto apparve sulla rivista Life il 7 agosto 1952. Il resto è leggenda. Divismo e bellezza sono da sempre le componenti di quella pozione magica in grado di generare mode, tendenze, manie. Attraverso la mostra “Due Gocce di Chanel nr 5” questi miti rivivono in un inedito percorso museale ideato e progettato dallo storico del costume Luciano Lapadula e dal suo collega e stilista Vito Antonio Lerario. In occasione dell’edizione 2016 del Festival del Cinema di Spello il suggestivo percorso mostra al pubblico i trucchi e i profumi, gli abiti e gli accessori che grazie alle dive cinematografiche più glamour, hanno segnato stili ed epoche storiche dalla nascita del cinema ad oggi.

Location della Mostra lo storico Palazzo del Cinema in Piazza della Repubblica a Spello.

Ingresso gratuito tutti i giorni al 27 febbraio al 6 marzo

Chiuso Lunedi e Martedi

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“Marilyn, what do you wear to sleep?”

“Two drops of Chanel nr 5”

This was what appeared in Life Magazine on Aug. 7, 1952. The rest is legend. Stardom and beauty have always been members of that magic potion that can generate fads, trends, star system. Through the exhibition “Due Gocce di Chanel nr 5” these myths come to life in a brand new museum conceived and designed by costume historian Luciano Lapadula and his colleague and fashion designer Vito Antonio Lerario. On the occasion of the 2016 Spello International Film Festival the route shows the audience the tricks and perfumes, clothes and accessories that thanks to the most glamorous film stars, styles and historical periods marked by the birth of cinema to nowadays.

Free entry from 27 february to 6 march

Palazzo del Cinema – Piazza della Repubblica, Spello (Perugia)

DUE GOCCE DI CHANEL NUMERO 5 spello vito antonio lerario luciano lapadula 2016 2

Due Gocce di Chanel nr 5

Il brutto della Pop Art a Milano ss 2016

Dalle ultime passerelle milanesi un breve percorso che congiunge alcune creazioni contemporanee al mood  della Pop Art, della Strada, della Moda del Passato.

Moschino fa sfilare le sue modelle all’interno di quello che sembra essere un autolavaggio. Abiti-spazzoloni e indossatrici che imitano male il passo indiavolato che fu di Pat Cleveland.

Moschino ss 2016

Moschino ss 2016

Modelle che ci fanno  – solo – immaginare di aver abbandonato l’esclusività di una passerella per infilarsi dentro abiti-divise normalmente indossati da chi si occupa della manutenzione stradale.

Moschino ss 2016

Moschino ss 2016

Sfilano per lui anche ragazze che indossano creazioni decorate con paillettes a motivi Pop, un po’ come quelli presentati da Gianni Versace nel 1990:

Moschino - ss 2016 Milan Fashion Week

Moschino – ss 2016 Milan Fashion Week

Gianni Versace 1990 Modella Linda Evangelista

Gianni Versace 1990
Modella Linda Evangelista

Già nel 2014 Christopher Kane  aveva presentato qualcosa di simile:

Christopher Kane Spring 2014 Ready-to-Wear

Christopher Kane ss 2014

Prima ancora ci avevano pensati altri, nel 2013 a riproporre questo mood fu la volta di Tom Ford:

Tom Ford fw 2013

Tom Ford fw 2013

Per il giorno e per la sera Jeremy Scott-Moschino rispolvera linee a metà tra i primissimi anni ’90 e gli anni ’50. Il riferimento a quest’ultima decade é lapalissiano rispetto allo stile Dior, da Chrtistian a Galliano, di pochi anni fa, ma non manca qualche richiamo a Charles James:

charles james 1950

C. Jamens 1950

Moschino ss 2016

Moschino ss 2016

Moschino ss 2016

Moschino ss 2016

Christian Dior curaçoa dress fw 1954

Christian Dior curaçoa dress fw 1954

dior by grau 1955

Una creazione Dior del 1955 attraverso l’illustrazione di Gruau

Sempre presenti – anche all’interno della collezione presentata da Jeremy Scott (vedi post) per l’ omonimo brand, le infinite e ormai ripetitive copie di Andy Warhol e Liechtenstein, con abiti dalle stampe pop art di cui si é preso il senso artistico:

A model walks the runway during the Moschino fashion show as part of Milan Fashion Week Spring/Summer 2016 on September 24, 2015 in Milan, Italy.

MOschino ss 2016

A model walks the runway during the Moschino fashion show as part of Milan Fashion Week Spring/Summer 2016 on September 24, 2015 in Milan, Italy.

Moschino ss 2016

Preda di questa facile produzione anche Au Jour le Jour che presenta abiti e accessori sponsor del detersivo Dash .

1965 vs 2016

1965 vs 2016

Non siamo più negli anni ’50 però.

Au Jour le Jour ss 2016

Au Jour le Jour ss 2016

Au Jour le Jour ss 2016

Au Jour le Jour ss 2016

Au Jour le Jour clp RS16 0003

Au Jour le Jour ss 2016

Queste le creazione artistiche in origine…:

Lisa Perry Dress limited edition capsule collection - Roy Lichtenstein SPRAY,1962

Lisa Perry Dress limited edition capsule collection – Roy Lichtenstein SPRAY,1962

Andy Warhol soup dress 1964

Andy Warhol soup dress 1964

Andy Warhol Brillo Box Dress 1964

Andy Warhol Brillo Box Dress 1964

Roy Lichtenstein Lee Rudd Simpson Dress, c.1965

Roy Lichtenstein Lee Rudd Simpson Dress, c.1965

Dal 1938 al 2016: la Zeppa di Salvatore Ferragamo

Orgoglio italiano il bravissimo stilista calzaturiero Salvatore Ferragamo è riuscito a fondere l’arte con la necessità del cambiamento sociale e con lo stile del proprio tempo. Uno tra i più mirabili risultati in tal senso è la celeberrima calzatura disegnata per l’attrice Judy Garland nel lontano 1938.

Italian pride, the skilled footwear designer Salvatore Ferragamo has managed to merge art with the need for social change and the style of one’s own time. One of the most admirable results in this sense is the famous shoe designed for the actress Judy Garland back in 1938. It is a sandal with upper in kid, the high rounded wedge is made with several layers of cork covered with suede. Brilliant use of cork, a local product that met the favors of the leader in compliance with autarkic laws.Initially condemned and epitetted as “orthopedic shoes” the “platform shoes” found an amazing success in America and later in Italy. This type of footwear is back to being fashionable during the ’70s before and then’ 90s, not to fade almost never again from the catwalks and wardrobes of women.The style of this artistic creation is still today copied and reproduced with slight changes of the pejorative times. The one below is the proposal by Jeffrey Campbell.

Le calzature realizzate da Salvatorei Ferragamo per la bella Judy Garland - 1938

Le calzature realizzate da Salvatore Ferragamo per la bella Judy Garland – 1938

E’ un sandalo con tomaia in capretto, l’alta zeppa bombata è ricavata con vari strati di sughero ricoperti di camoscio. Geniale l’utilizzo del sughero, prodotto nostrano che incontrava i favori del duce nel rispetto delle leggi autarchiche.

Inizialmente condannate ed epitetate come “scarpe ortopediche” le “platform shoes” riscontrarono un successo strepitoso in America e successivamente in Italia. Questo tipo di calzature sono tornate ad essere alla moda durante gli anni ’70 prima e gli anni ’90 poi, per non svanire quasi mai più dalle passerelle e dagli armadi delle donne.

Lo stile di questa creazione artistica è ancora oggi copiato e riprodotto con lievi cambiamenti delle volte peggiorativi. Quella qui sotto è la proposta di Jeffrey Campbell.

Jeffrey Campbell Rainbow T-Strap Platform

Jeffrey Campbell Rainbow T-Strap Platform

Quello che invece ho fotografato a Milano è un modello proposto per questo autunno inverno che riprende l’altro del 1938, in un eterno riciclo delle idee e degli stili.

The onest  photographed in Milan, however, is a model proposed for this autumn winter that resumed the other of 1938, in an eternal recycling of ideas and styles.

Salvatore Ferragamo, Milano, f/w 2015-16

Salvatore Ferragamo, Milano, f/w 2015-16

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