Cindy Crawford vs Kaia Gerber

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Alcuni giornalisti che operano nel campo del fashion system, insieme a diversi stilisti celebri sia durante gli anni ’90 che oggi, cercano quasi disperatamente di convincerci circa il fatto che Kaia Gerber, giovane figlia della supermodella Cindy Crawford, sia la sosia di sua madre. Si tenta in tal modo – attraverso strategie di marketing – di riproporre la magia che ha contraddistinto le passerelle anni ’90 calcate da Cindy, come se per davvero questa si potesse ripetere, anche solo in parte, grazie alla fisicità di Kaia. Credo sia madre che figlia rispecchino con completezza il proprio tempo. A voi un mio confronto.

Luciano Lapadula

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Some journalists working in the field of the fashion system, along with several famous designers both during the ’90s and today, almost desperately try to convince us of the fact that Kaia Gerber, young daughter of supermodel Cindy Crawford, is a double of her mother. In this way, through marketing strategies, they try to reproduce the magic that distinguished the Cindy runways of the ’90s. I think both mother and daughter fully reflect their time This is my comparison.

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Versace – Yesterday vs Today: Cindy vs Kaia

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Red Swimwear

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From Tv

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Denim Streetstyle

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Versace

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Both from Chanel Backstage

cindy crawford

Mother and Daughter

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Little Black Dress

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Festival del Cinema di Spello: ho premiato i costumi di “La Pazza Gioia” – Me at Spello Film Festival

Si è appena conclusa la sesta edizione del Festival del Cinema della Città di Spello e dei Borghi Umbri, unica rassegna attraverso la quale vengono premiate le “professioni del cinema”, ossia il lavoro svolto con fatica da quanti operino dietro la cinepresa.

Nei giorni precedenti la serata conclusiva ho avuto il piacere di tenere dei seminari riguardanti il cinema e la moda presso il Palazzo del Comune di San Gemini, l’Accademia di Belle Arti di Perugia e l’Istituto di Moda Cavour di Perugia.

Il Festival ha la direzione artistica del regista Fabrizio Cattani, presidente è Donatella Cocchini. Quest’anno la serata conclusiva è stata presentata dal giornalista Vittorio Introcaso affiancato da Simona Fiordi, che per l’occasione ha indossato un abito firmato Pierre Balmain proveniente dal mio archivio.

Tanti gli ospiti illustri presenti al Teatro Subasio la sera di sabato 4 marzo, tra loro il regista Pupi Avati che ha ricevuto il “Premo all’Eccellenza“.

Ho avuto il piacere e l’onore di conferire il premio alla costumista Katia Dottori per il film “La Pazza Gioia” di Paolo Virzì. L’appuntamento è per l’edizione del 2018, ma prima ci saranno grandi novità per questo Festival e per tutti voi.

The sixth edition of the Film Festival of the City of Spello and the Borghi Umbri has just ended. It is the only exhibition through which the “cinema professions” are rewarded, ie the work done with difficulty by those who work behind the camera.

In the days preceding the final evening I had the pleasure of holding seminars on cinema and fashion at the Palazzo del Comune of San Gemini, the Academy of Fine Arts in Perugia and the Istituto di Moda Cavour of Perugia.

The Festival has the artistic direction of the director Fabrizio Cattani, president is Donatella Cocchini. This year the final evening was presented by the journalist Vittorio Introcaso flanked by Simona Fiordi, who for the occasion wore a Pierre Balmain dress from my archive.

Many illustrious guests present at the Teatro Subasio on the evening of Saturday, March 4, among them the director Pupi Avati who received the “Premo all’Eccellenza”.

I had the pleasure and the honor of awarding the award to costume designer Katia Dottori for the film “La Pazza Gioia” by Paolo Virzì. The appointment is for the 2018 edition, but first there will be big news for this Festival and for all of you.

luciano lapadula spello film festival 2018 2017

Durante la proclamazione con Vittorio Introcaso e Simona Fiordi

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Rapsodia di una Diva – Accademia Belle Arti Perugia

Rapsodia di una Diva” è il nome che ho scelto per il prossimo lavoro di insegnamento che svolgerò il giorno 1 marzo 2017 presso l’Accademia di Belle Arti a Perugia.

La prestigiosa accademia mi ha invitato per una lectio in concomitanza con il Festival del Cinema di Spello, con cui collaboro da ormai tre anni in qualità di relatore e curatore di mostre di abiti d’epoca. Ho scelto dunque di descrivere il sinuoso intreccio che fonde il Cinema con il Costume, lasciando emergere figure inattese e sempre nuove che attraverso estetiche performanti generano mode.

Come in un canto senza età l’immagine della Diva si erge superba e altera al di sopra delle genti, inafferrabile e immersa in un’atmosfera mistica lei non può unirsi ai comuni mortali ed è costretta a vivere in un mondo immaginifico che dalla celluloide sprofonda spesso nella solitudine della realtà.

Durante il mio seminario racconterò in che modo si costruisce la “forma” di una star: trucco, acconciature, abiti, voce, movenze concorrono a realizzare il nuovo mito che folle adoranti celebrano dalla nascita del cinema ancor oggi.

Il titolo scelto per questa lezione è un mio omaggio, a distanza di cento anni, a quello di un film interpretato da una tra le prime Donne Fatali del grande schermo in Italia: Lyda Borelli. L’attrice, ritratta nella locandina, ha infatti recitato il ruolo della tragica contessa “Alba d’Oltrevita” nella pellicola “Rapsodia Satanica” per la regia di Nino Oxilia, film terminato nel 1915 e proiettato nelle sale nell’anno 1917.

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Film Poster

Svelerò percorsi inediti che riguardano la figura della protagonista, eroina maledetta il cui fascino continua, dopo un secolo, a sedurre maliardo progenie solo apparentemente mutate dallo scorrere del tempo.

Luciano Lapadula

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DRESS UP Films: when Fashion meets Movies

Ultimamente mi è capitato di imbattermi nella serie televisiva American Horror Story, approcciandomi ad essa in maniera piuttosto critica. Il mio scetticismo è stato immediatamente sconfitto dalle vicende dei protagonisti, in particolare della quarta serie Freaks Show.
Il richiamo al film del 1932 è palese, ma ciò che ha colto maggiormente la mia attenzione è il personaggio interpretato da una splendida Jessica Lange: Elsa Mars. Proprietaria del “circo dei mostri”, ex dominatrix durante la Germania sotto regime nazista, il sogno di Elsa è arrivare al successo come la sua storica rivale Marlene Dietrich. Ed è proprio a quest’ultima che il look della Lange/Mars si ispira, oltre ad omaggiare Sir David Bowie in più di una scena.
Da questo momento in poi, completamente catturata dal suo personaggio ed effettuando ricerche, sono giunta alla conclusione che, come sempre ho sostenuto,“l’innovazione è nel passato”.
Nel corso degli anni gli stilisti si sono ispirati alle dive della “Old Hollywood” per la creazione delle loro opere, spesso in maniera impercettibile, tuttavia, per chi come me è amante del cinema è quasi inevitabile si imbatta nel riscontro di evidenti citazioni
Tra i tanti stilisti che hanno rivisitato il look delle star del Silver Screen riadattandoli nel
contemporaneo spicca il talentuoso John Galliano nelle sue creazioni per Dior ha sicuramente dato largo spazio alla sua creatività omaggiando le dive che da sempre lo hanno ispirato del cinema muto e non. Oltre lui, numerosi sono gli altri nomi del mondo della moda che hanno attinto a piene mani dai costumi del passato. Vediamone alcuni.

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Recently I toke a look at tv series American Horror Story. My skepticism was immediately defeated by the vicissitudes of the protagonists, in particular the fourth series Freaks Show. The reference to the 1932 film is obvious, but what most caught my attention is the character played by beautiful Jessica Lange: Mars Elsa. Owner of the “circus of monsters”, former dominatrix throughout Germany under the Nazi regime, the dream of Elsa to success as its historic rival Marlene Dietrich. And it is to the latter that the Lange / Mars look is inspired, as well as pay homage to Sir David Bowie in more than one scene.

From now on, completely captured by his character and searching, they came to the conclusion that, as I have always supported, “innovation is in the past.”
Over the years, the designers were inspired by the divas of “Old Hollywood” for the creation of their works, often imperceptibly, however, for people like me who loves cinema is almost inevitable to come across in the finding of obvious citations
Among the many designers who have revisited the look of the stars of the Silver Screen, the talented John Galliano in his creations for Dior has certainly given ample space to his creativity honoring the divas that have always inspired silent movie and not. Besides him, there are many other fashion names that have drawn freely from the customs of the past. Let’s see some above.

 

1

John Galliano for Dior S/S 2004 VS Marlene Dietrich Venere Bionda 1932

2

Elie Saab ss 2012 VS Marlene Dietrich 1971

3

Jerry Hall at Tierry Mugler fashion show 1995 VS Marlene Dietrich in London, 1972

4

Louise Brooks, 1927 VS Alberta Ferretti ready to wear fw 2017

Tempo fa mi recai da Luciano nel suo atelier, e tra un cambio d’abito e la visita di qualche “vicino di casa” eccentrico, lui mi mostrò una sfilata di Alexander McQueen del 1999. Kate Moss in versione ologramma fluttuava tra gli spettatori come fosse un fantasma, e il rimando a La caduta di casa Usher, film muto di Jean Epstein del 1928 estrapolato dal racconto di Poe, è stato immediato.

5

Abito realizzato per Greta Garbo da Gilbert Adrian nel 1931.Thierry Mugler fashion show 1995. Sicuramente più audace e provocatorio, ma non per questo meno elegante:

6

 

Vogue US 1997: John Galliano for Dior by Annie Leibovitz.
Le lacrime amare di Petra von Kant, Rainer Werner Fassbinder 1972:

7

 

Catherine Deneuve in Yves Saint Laurent durante una scena del film The Hunger, Tony Scott 1983 VS Gareth Pugh F/W 2016 – ’17

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Si potrebbe continuare all’infinito, ma purtroppo questi “paragoni” stanno diventando sempre meno frequenti a causa delle “mode del momento”, mai espressione fu più deleteria per chi ama La Moda, quella Vera e Artistica.
Gli stilisti vestono “dive” come Rihanna, Lady Gaga…adattandosi ad un pubblico più “pop” e meno colto riguardo il passato. Per quel che mi concerne mai i miei occhi potrebbero adattarsi alle folte extension di Lady Gaga degne di Barbie Raperonzolo, o alle trasparenze e aderenze delle tanto acclamate sorelle Kardashian, che per la loro mancanza di eleganza forse non convincerebbero neanche un cultore del lato b come Tinto Brass.
Dove sono finite le dive di una volta? Perché una parte di pubblico deve per forza adattarsi a tale scempio quando le nostre mamme, vere icone di stile, ci avevano insegnato l’eleganza e la riservatezza? Vedo ragazze emulare tali personaggi come se il farlo costituisse di per sè un vanto, quando il vero vanto sarebbe piuttosto quello di poter seguire lezioni di stile offerte da quanti con reale competenza operino nel settore moda, permettendo a chiunque di scoprire le proprie attitudini e rinnovare il proprio stile senza necessariamente dover passare alla storia.
Come diceva Yves Saint Laurent: Le mode cambiano. Lo stile è eterno.

Francesca Paradiso.

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“The Macabre and Grotesque in Fashion and Costume History”

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CHANEL torna al Ritz: pre-fall 2017

La Moda corre, corre sempre più veloce ad anticipare se stessa. A meno di un mese da Natale si svolgono le sfilate che ci lasciano sbirciare tra le proposte relative al prossimo inverno. Chanel il 5 dicembre ha presentato al Ritz di Parigi la sua Pre-Fall.

Le modelle hanno presentato la collezione camminando tra arredi sfarzosi, tessuti pregiati e sfavillanti che rimandavano alle atmosfere degli anni ’20 e ’30, quando quelle sale erano affollate da star del jet-set internazionale. Molti i personaggi noti che si sono prestati come testimonial per il marchio, tra loro la modella Cara Delevingne, il cantante Pharrell, Lily-Rose Depp e Sofia Richie.

Su una base musicale che evocava sonorità anni ’80 le modelle hanno sfoggiato preziosi abiti e tailleur ricamati. Il make up è semplice, i gioilelli dei grandi classici, spiccano le fascette nere legate alla gola. Le acconciature non elaborate sono impreziosite da grandi fiori tanto cari a Billie Holiday, abbinati a velette a macro rete.

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Billie Holiday

L’impressione generale è quella di assistere ad un mix di stili che vede in linea più generale il trionfo di un revival degli anni ’70 e ’80. La lunghezza delle gonne è per lo più sotto il ginocchio o alla caviglia. Al di sotto degli abiti imperano stivali cuissardes in pelle magenta o nera. Presenti anche calzature dorate in stile Mary Janes, di impronta anni ’20. Le tinte sono tutte monocromatiche, virano dal beige all’oro, dal carminio al nero e pervadono lo spettatore di profumo, lusso, voluttà. Le linee sono decise, aiutano in questo senso le ampie spalline al di sotto delle giacche strutturate e degli ampi cappotti a quadri, dalla silhouette 70s. Sui tessuti imperano ricami dorati e pailettes che se non ci fanno proprio pensare alla Old Hollywood ci rimandano almeno indietro ai tempi della Disco. Così i pantaloni si fermano aderenti al ginocchio, brillanti come le giacche, o si fanno neri, lunghi e assai svasati sul fondo.

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Fashion runs faster and faster to anticipate itself. Less than a month from Christmas fashion shows leave us peek through the proposals for the next year winter. Two days ago Chanel presented  his Pre-Fall at the Ritz Hotel in Paris.

The models presented the collection by walking between rich furnishings, fine and sparkling fabrics that harked back to the atmosphere of the ’20s and’ 30s, when the halls were crowded with stars of the international jet-set. Many celebrities as a testimonial for the brand: among them the model Cara Delevingne, the singer Pharrell, Lily-Rose Depp and Sofia Richie.

On a musical base that evoked sounds from 80s the models showed precious embroidered dresses and suits. The make up was fresh and simple, great classics jewels, stand out the black bands tied to the throat. Not elaborate hairstyles was decorated with large flowers so dear to Billie Holiday, combined with veils on a macro network.

The general impression is to attend a mix of styles that sees more generally the triumph of a revival from the ’70s and’ 80s fashion. The length of skirts is mostly below the knee or ankle. Underneath the clothes reign cuissardes boots in magenta or black leather. Also present golden shoes “Mary Janes” in 20s style. The colors are all monochrome, change color from beige to gold, from crimson to black and perfume pervade the viewer, luxury, voluptuousness. The lines are decided, help in this regard the wide straps below the structured jackets and coats to large paintings, from the 70s silhouette. On fabrics reign gold embroidery and sequins that refer us back  to the time of Disco. So the pants stop participating in the knees, shining like the jackets, or becomes blacks, long and very flared at the bottom.

Among the tissues, beyond the embroidered wool is leather, velvet in dark tones, from brown to burgundy. Blouses are romantic, lace, ruffled important from Edwardian style and in contrast to the wide wool scarf so hippie chic. For the evening clothes are knitted and in maxi shape, minimal and glittered, presented in cool colors.

The evening offers a great revival that ranges from the 20s, with long black dresses decorated with feathers as in the end of ’30, through blacks dressed in transparent silk decorated with tone on tone polka dots and colorful flower embroideries. Tacky, in my opinion, the choice of combining a down jacket in technical fabric in an elegant black tulle dress, perhaps the model thought the same.

tute in pelle lucida, fetish chic, di impronta 70s

Tra i tessuti oltre la lana ricamata è presente la pelle, il velluto nei toni scuri, dal marrone al bordeaux. Le camicette sono romantiche, in pizzo, con ruches importanti dal sapore edwardiano e in contrasto netto con gli ampi sciarponi hippie chic. Per la sera gli abiti in maglia sono maxi, minimali e glitterati, presentati in colori freddi.

La gran sera offre un revival che spazia dagli anni ’20, con abiti decorati da lunghe piume nere, alla fine dei ’30, attraverso vestiti neri in seta trasparente decorata con pois tono su tono e ricami di fiori colorati. Di cattivo gusto, a mio avviso, la scelta di abbinare un piumino in tessuto tecnico a un elegante abito di tulle nero, forse anche la modella pensava lo stesso.

il piumino è abbinato a un elegante abito da sera

 

Altre immagini dalla passerella:

Il tailleur, un classico Chanel, abbinato alle calzature Mary Janes

I maxi cappotti che segnano il punto vita

Stivali alti al ginocchio o sopra, lo stile è fine 70s

Monocromie per lunghi abiti abbinati a lunghe sciarpe hippie chic

Un gusto ispirato alla moda di fine anni ’30

Come un moderno disegno di Barbier

 

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HERMES 1947 vs LOEWE gloves!

Oggi mi è giunto il nuovo numero di #Vogue Italia, edizione Settembre 2016.

Dopo aver sfogliato appena 20 pagine mi ritrovo innanzi l’immagine pubblicitaria del brand LOEWE, all’interno della quale una modella presenta uno styling a mio avviso discutibile.

Mi balza immediatamente agli occhi il guanto nero che le fascia il braccio destro, e subito mi torna in mente una vecchia foto vista anni fa.

Il guanto realizzato da Hermès per la collezione autunno inverno del 1947.

Ritrovo l’immagine, ed ecco a voi il mio confronto.

 

Sono su #Instagram: #iamlucianolapadula

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Incredible, but reading my italian Vogue from Sept I saw an ads from LOEWE luxury brand.

I immediately thought about the collection presented by Hermès during fw 1947, I found a photograph and here comes my personal comparison. Hope you like.

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Fashion & Testimonial: Lou Lou De La Falaise vs Dylan Lee Anderson

 

Quotidianamente i media ci propongono nuove immagini pubblicitarie attraverso le quali viene esercitato il tentativo di rendere iconografici vari emergenti testimonial. I risultati sono spesso discutibili e per certo distanti dallo spirito creativo proprio dell’originario creatore. Esemplare in tal senso il caso del brand Saint Laurent.

La raffinatezza e la peculiarità del personaggio Lou Lou De La Falaise, musa e volto per la Maison, non hanno avuto un seguito ideale nella recente figura scelta che ha il volto di Dylan Lee Anderson.

Sofisticata e carismatica la conturbante Lou Lou dettava legge in fatto di stile e moda.

lou lou 6

 

L’incontro con lo stilista avvenne nel 1968 sancendo un rapporto intenso e artisticamente produttivo. Elegantissima e misteriosa Lou Lou fu tra i personaggi più chic e glamour nelle notti folli degli anni ’70.

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Amica e confidente del Maestro prestò il proprio volto per la sponsorizzazione del marchio, seguita in questo da molte tra le sue colleghe (tra tutte la splendida attrice Catherine Deneuve).

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Catherine Deneuve and Yves Saint Laurent

Nel 2016 il brand (ora semplicemente “Saint Laurent”), guidato fino a pochi giorni fa dallo stilista Hedi Slimane, ha proposto il giovane Dylan come proprio testimonial. Trattasi del minore dei due figli di Pamela Anderson e Tommy Lee, diciotto anni compiuti a dicembre.

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Brandon Lee, pamela Anderson, Dylan Lee

I tempi cambiano, e insieme a questi mutano gusti e conseguenti strategie di marketing. Mi chiedo se a Yves questa scelta sarebbe piaciuta.

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