Spider Dresses in 120 years of Fashion

La visione estetica del corpo rivestito da una ragnatela ha sedotto sin dal passato l’animo di stilisti, costumisti, e di donne desiderose di apparire come sensuali e pericolose aracnidi. Ho scelto per voi alcune suggestive immagini che descrivono al meglio il rapporto tra questa simbologia e l’abito, fotografie che ci raccontano di una tipologia di femminilità che segue la moda del proprio tempo, incentrata sulla caratterizzazione della donna attraverso un erotismo fatale.

The aesthetic vision of the body covered by a spiderweb has seduced the soul of stylists, costume designers, and women who yearned to appear as sensual and dangerous arachnids. I have chosen for you some suggestive images that best describe the relationship between this symbolism and the dress, photographs that tell us about a special kind of femininity that follows the fashion of one’s own time, focused on the characterization of women through a fatal eroticism.

annie harrington

Annie Harrington in late 800s

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V. Surat from Movie, 1916

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Mack Sennett bathing beauties as “sirens of the sea.” c. 1920s

Coles Phillips

Coles Phillips

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Fancy Halloween Dresses from 20s

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20s spider jumpsuit

 

Lurex and Silk Cobweb dress from 20s:

 

 

 

 

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Madeleine Vionnet – Wedding Dress – 1929- Courtesy MET

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Elegance from 30s in cobweb details

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Mae West from 30s

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Helen Bennett, Spider Dress, 1939 by Horst P. Horst

Helen Bennett, Spider Dress, 1939 by Horst P. Horst

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To the sea in 40s

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Spider Dress from 40s

Jack Herzog Web Dress

Jack Herzog 40s gown

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Jack Herzog from 40s

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New Look in Spider

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From 50s a Poodle Spider Skirt

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Glamour in optical cobweb from 1967

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Stunning Spider details from Christian Dior – early 70s

 

John Bates at Jean Varon ‘Cobweb_ Dress

John Bates at Jean Varon ‘Cobweb’ Dress – 1973

John Bates at Jean Varon ‘Cobweb_ Dress 1973

detail

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Swell Farewell 80s evening dress

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Johnny Slut from Specimen during the 80s

giorgio armani 1990 beaded spider gown dress

Giorgio Armani 1990 beaded spider dress

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Gianni Versace jumper details from 90s

John Galliano for Givenchy - Haute Couture - Summer 1996

John Galliano for Givenchy – Haute Couture – Spring Summer 1996

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John Galliano ss 1997

Givenchy Couture Fall 2000. metallic clothing

Givenchy Couture by McQueen – 2000

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Schiaparelli Spring Summer 2016

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spider dress costume history moda raganela cowwbb dress

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Ten Iconic Bridal Dresses across 100 years

L’abito da sposa rappresenta per molte donne un indumento magico. È immaginato, disegnato, descritto sin dall’infanzia, e con lo scorrere del tempo il desiderio di indossarlo non si affievolisce ma aumenta. Per un giorno solo permette a chi lo indossa di trasformarsi nella romantica principessa di una favola, o in una seducente primadonna. Ho scelto per voi dieci icone che nello scorso secolo hanno segnato la storia del costume grazie al proprio abito nuziale, ispirando grandi stilisti o sartine che ne hanno rivisitato i modelli.

The wedding dress is a magical garment for many women. It is imagined, drawn, described since childhood, and with the passage of time the desire to wear it does not fade but increases. For one day only allows the wearer to turn into the romantic princess of a fairy tale, or a seductive primadonna. I chose for you ten icons that have marked the history of costume in the last century thanks to their wedding dress, inspiring great stylists or dressmakers who have revisited their models. English translation under each photo. Hope you will like. 

  1. L’attrice Lily Elsie nel 1911 indossò un prezioso abito realizzato da Lucile. Era in seta rosa pallido, ricamato con perline e adornato da pelliccia di ermellino.
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1911. Lily Elsie strikes a pose while wearing her empire wedding dress, palest pink embroidered with pearls and trimmed with ermine. Dress was created by Lucile

 

2. Mae Murray sposò il presunto principe David Mdivani nel 1926. Gli abiti si accorciavano e l’attrice alla moda indossò un bellissimo vestito in chiffon bianco latte bordato di pelliccia chiara, lungo sotto il ginocchio. Al capo  una cloche, le calzature erano del modello Mary Jane.

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1926. Mae Murray wedding dress: amazing silk crepe little dress with white fur trim. Cloche and Mary Janes for a perfect 20s style.

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Iconic photo from 1926: Rudolph Valentino with Pola Negri, an amazing Mae Murray and her husband Mdivani prince

 

3. La principessa Maria José sposa in Italia il principe più bello d’Europa, Umberto II. Era l’8 gennaio del 1930, il principe dandy disegnò l’abito della bella Maria José che venne confezionato dalla sartoria Ventura.

Maria José of Italy with her bridal dress designed by her beautiful husband and tailored by Ventura. 1930.

 

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Queen Maria José of Italy. Bridal dress by Ventura, 1930

 

Altre nozze reali, nel 1931, furono quelle tra la contessa Marina Golenistcheff-Koutouzoff e il principe Dmitrij Romanov membro della famiglia degli Zar di Russia. Il padre della sposa, che per un periodo lavorò nella casa di moda Chanel a Parigi, avrà per certo avuto un ascendente sulla scelta del bel vestito in satin indossato da Marina che, appunto, fu realizzato da Madame Coco.

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Countess Marina Golenistcheff-Koutouzoff in Chanel satin bridal dress, 1931

 

4. L’attrice Linda Christian, nel 1949, sposò l’attore Tyron Power. L’abito è da sempre ritenuto come uno tra i più belli mai realizzati, fu cucito per lei dalle Sorelle Fontana, a Roma. Grazie a questa creazione l’atelier Fontana ebbe un successo internazionale.

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Actress Lynda Christian with Tyron Power in 1949. Iconic dress made by Sorelle Fontana, Rome, 1949

 

5. L’attrice Grace Kelly, nel 1956, indossò un abito passato alla storia. Realizzato dalla sua costumista Helen Rose segnò per Grace il passaggio dal mondo del cinema a quello della nobiltà, come in favola la bellissima attrice divenne una principessa.

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In 1956 Grace Kelly worn her bridal dress made by Helen Rose, becoming a princess.

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6. Jackie Kennedy, nel 1968, sposò in seconde nozze l’armatore greco Aristotele Onassis. Il miniabito fu creato dallo stilista italiano Valentino.

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V-Jackie Kennedy wedding dress

 

7. La modella Marisa Berenson, per le sue nozze con James Randall, sfoggiò un look Gipsy – Chic firmato Valentino . Era il 1976.

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8. Era il 1981 e il suo fu il matrimonio più atteso e discusso del tempo, Lady Diana sposò il principe Carlo in un opulento abito bianco con un lungo strascico di 8 metri. L’abito, barocco e prezioso, fu realizzato da Elisabeth e David Emanuel.

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Lady Diana bridal dress. 1981, made by Elisabeth e David Emanuel

 

9. Nozze principesche con un abito ispirato a quello di Lady D per la cantante Mariah Carey. Nel 1993 sposò Tommy Mottola indossando un vestito Vera Wang da $25.000.

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1993: Mariah Carey worn a dress inspired by the ones of Lady D

10.  Kate Middleton chiese a Sarah Burton  di ispirarsi all’abito indossato da Grace Kelly per quello del giorno delle proprie nozze con il principe William. Era il 2011.

In 2011 Kate Middleton worn her bridal dress inspired by the ones of Grace Kelly

 

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Studio 54: fashion through music and excess

Scanditi dal ritmo della trasgressione gli anni dello #Studio54 hanno sconvolto e condizionato suoni e moda nel proprio tempo e in quello a venire.

Code interminabili all’ingresso della discoteca per ottenere un posto in un’ambiente popolato da una moltitudine eterogenea di persone. Luci colorate, ritmi assordanti ed ipnotici, alcol, droghe, vip e futuri tali affollano i privè e si mischiano tra il pubblico in un’orgia di musica ed eccessi.

Racconto di questa discoteca simbolo di un’epoca nel mio libro:

“Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume”. Edz Progedit.

Il volume è acquistabile anche al link:

Il Macabro e Il Grottesco nella Moda e nel Costume

 

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Skilled by the rhythm of the transgression, the Studio 54 years have upset and conditioned sounds and fashion in their own time and in the coming one.

Endless codes at the entrance of the disco to get a place in a place populated by a multitude of people. Colorful lights, deafening and hypnotic rhythms, alcohol, drugs, vip togheter with common people in an orgy of music and excesses.

I wrote about this iconic disco in my book:

“Macabre and Grotesque in Fashion and Costume”. Edt Progedit.

The volume is also available to the link

“The Macabre and Grotesque in Fashion and Costume History”

SHOP: “The Macabre and Grotesque in Fashion and Costume History”

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Studio 54

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Grace Jones at Studio 54

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Pat Cleveland and Jerry Hall at Studio 54

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Fashion in Punk – from my book

Subculture tra ’70 e ’80.

Alla lacerazione degli indumenti, accuratamente scelti e rielaborati, corrisponde uno squarcio esistenziale. L’abito per la cultura #Punk diviene lo strumento per evidenziare la propria immagine e il conseguente rifiuto di appartenenza alla classe borghese.

Una prima forma di Anti-Moda che suo malgrado di lì a pochi anni finirà col trasformarsi in una tendenza glamour, confermandosi nel tempo come un classico in perpetua rielaborazione.

Racconto di questa generazione nel mio libro “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume“. Edz Progedit 2017. In uscita a breve, acquistabile anche attraverso questo link:

Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume

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The laceration of carefully selected and reworked garments corresponds to an existential break-up. Thanks to Punk culture, garments becomes the instrument to highlight boys and girls images and the consequent refusal to belong to the bourgeois class. It is a first form of Anti-Fashion, which in spite of a few years will become a glamorous trend, confirming nowadays as a classic in perpetual rework. I wrote about this this generation in my book “Macabre and Grotesque in Fashion and Costume“. Edz Progedit 2017. Outbound release, also available here:

 “The Macabre and Grotesque in Fashion and Costume History”

 

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Cannes Festival: history of the best look

E’ iniziata ieri la settantesima edizione del Festival del cinema di Cannes, dedicata all’attrice italiana Claudia Cardinale. Per l’occasione sono stato ospite di Michele Cucuzza e Mary De Gennaro nel salotto di Buon Pomeriggio. Ho analizzato per i telespettatori i look che hanno segnato, a mio avviso, la storia della kermesse grazie alla raffinatezza e alla bellezza di abiti e indossatrici. Non mancano anche alcuni outfit che hanno generato scandalo. Ecco qui la mia ricerca storica.

 

Me on Italian Tv talking about Cannes Film Festival in Fashion and Costume History.

Here’s my special research for you. Hope you will like.

luciano lapadula telenorba tv cannes film festival mary de gennaro michele cucuzza 2017 2018 buon pomeriggio moda storia della moda fashion

 

1955: l’attrice Grace Kelly è al festival dove incontra il principe Ranieri di Monaco.E’ colpo di fulmine, dopo un anno si sarebbero sposati.

1955: actress Grace Kelly is at the festival where she meets Prince Ranieri of Monaco.It’s love at first sight, after a year they would get married.

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Lo stesso anno Sophia Loren è ospite del Festival, e porta con sé una ventata di italianità. Curve giunoniche e abito principesco in pizzo e tulle di seta.

The same year Sophia Loren is a guest of the Festival, and brings with it a breath of Italianness. Junoesque curves and princely dress in lace and silk tulle.

2. Sophia 1955

 

Nel 1957 Elizabeth Taylor si presenta al Festival come una regina. Al bellissimo abito la diva dagli occhi viola abbina una tiara del 1880 in platino e diamanti, regalo del marito Mike Todd.

In 1957 Elizabeth Taylor looks as a queen. At the beautiful dress the purple eyed diva combines a tiara from 1880 in platinum and diamonds, a gift from her husband Mike Todd.

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1963: la bellissima Claudia Cardinale è al festival dove presenta “Il Gattopardo”, e desta scandalo quando si presenta con un ghepardo al guinzaglio.

1963: the beautiful Claudia Cardinale is at the festival where he presents “Il Gattopardo”, and causes a scandal when he presents a cheetah on a leash.

4. Claudia-Cardinale-Cannes 1963 il gattopardo

 

La bellezza e la classe di Catherine Deneuve & David Bailey, Festival di Cannes, 1966

It was 1966 and the young and beautiful Catherine Deneuve was togheter with David Bailey at Cannes Film Festival

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Nel 1974 la cantante e attrice Jane Birkin indossa un bellissimo abito scuro in seta con piume di marabù. Eccentrica e dall’animo sovversivo abbina al bel vestito una maxi borsa modello cestino in paglia. Per la seconda serata invece sceglie un abito in stile anni ’20, ricamato con paillettes. Davvero bellissimi entrambi, ma quella borsa proprio no.

In 1974 the singer and actress Jane Birkin wore a beautiful dark silk dress with marabou feathers. Eccentric and with a subversive soul, it combines the beautiful dress with a large straw basket model bag. For the second evening he chooses a 1920s-style dress embroidered with sequins. Really beautiful both, but that bag just not.

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Catherine Walker realizza il bellissimo abito in seta per la principessa Diana. Era il 1987, il vestito verrà venduto all’asta nel 2011 per 132.000 $

Catherine Walker makes the beautiful silk dress for Princess Diana. It was 1987, the dress will be auctioned in 2011 for $ 132,000

5. 1987-diana-and-charles-dress-catherine-walker venduto It was sold for over 80k at an LA auction in 2011.

 

E destò scandalo la supermodella Eva Herzigova quando nel 1996 si lasciò fotografare con indosso un outfit bondage. Hot pants e corpino in latex con borchie, stivali in vernice, frustino e bracciali in stile punk. Stupenda.

And the supermodel Eva Herzigova aroused scandal when in 1996 she let herself be photographed wearing a bondage outfit. Hot pants and latex bodice with studs, patent leather boots, whip and punk style bracelets. Wonderful.

6. 1996

 

Sophie Marceau non avrebbe mai immaginato che il suo semplicissimo, e anonimo, abitino avrebbe regalato un tale imprevisto quando la spallina non resse e lasciò vedere al pubblico un piccolo seno nudo.

Sophie Marceau could never have imagined that her very simple, anonymous, little dress would have given such an unexpected event when the strap did not stand and let the public see a small naked breast.

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Un quadro familiare straordinario per una diva bellissima. Angelina Jolie in Emanuel Ungaro. Anno 2008.

An extraordinary family picture for a beautiful diva. Angelina Jolie in Emanuel Ungaro. Year 2008.

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Favoloso l’abito Versace indossato da Milla Jovovich durante l’edizione del 2008.

Fabulous Versace dress worn by Milla Jovovich during the 2008 edition.

9. Milla Jovovich Versace 2008

 

Come una Dea: Linda Evangelista in Lanvin. Cannes 2008

As a Goddess: Linda Evangelista in Lanvin. Cannes 2008

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Versace veste anche Uma Thurman, edizione 2011 e 2015.

Versace also wears Uma Thurman, 2011 and 2015 edition.

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Testimonial di Dior, la supermodella e attrice Charlize Theron sfoggia un elegantissimo abito giallo nel 2015, e un tuxedo dal sapore maschile non 2016: quando alla bellezza non serve altro.

Dior’s testimonial, supermodel and actress Charlize Theron shows off an elegant yellow dress in 2015, and a masculine tuxedo in 2016: when beauty does not need anything else.

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13. 2016

 

Eva Herzigova, ieri sul red carpet in Cavalli

Eva Herzigova, yesterday on the red carpet in Roberto Cavalli (edt 2017)

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Divas Beyond a Veil.

Mistero, ambiguità e seduzione sono peculiarità che appartengono a molte tra le star del cinema. Da sempre, e con molta frequenza, la loro immagine conturbante è amplificata grazie all’utilizzo di veli che ricoprono il volto, conferendo carisma e magnetismo.

Il drappo di una veste, per merito del cinema e della fotografia, ha perso la funzione di mero rivestimento del corpo per esibire lo stesso con sensualità, svelandolo in segreto. Non più tessuto utile a coprire, bensì pizzo, rete, seta adoperati per svestire i soggetti fotografati, lasciando immaginare allo spettatore fattezze, carattere, atmosfere inattese e maliziose.

Lo sguardo dell’icona giunge a noi filtrato dal lembo di un tessuto prezioso, la cui grana seduce e mantiene le distanze dal piacere accennato, che resta in ombra.

Ecco alcune immagini che ho raccolto.

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Often the provocative image of Diva is amplified by the use of veils that cover her face, conferring charme and mistery. Thanks to the cinema and photography, this garment lost its only function of dress to exhibit the body with sensuality, unveiling a secret. No more useful fabrics to cover, but lace, net, silk used to undress the actress in movies and pictures, leaving viewers to imagine the features, character, atmospheres.

Gloria Swanson photographed by Edward Steichen for a 1924 Vanity Fair.:

Gloria Swanson by Edward Steichen, 1924

Gloria Swanson by Ellen Graham:

Gloria Swanson by Ellen Graham

Lili Damita @@@@@......http://www.pinterest.com/pocketmuseum/1920s-fashion-in-photographs/  ......€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€:

Lili Damita, 20s

Joan Crawford in the 1920s, Photo by Ruth Harriet Louise #1920s #lace #hat:

Joan Crawford by Ruth Harriet Louise, late 20s

Brigitte Helm| 1906-1966 | a German actress, best remembered for her dual role as Maria and her double, the Maschinenmensch, in Fritz Lang's 1927 silent film Metropolis:

Brigitte Helm, 1927

anna mae wong:

Anna May Wong, Limehouse Blues, Travis Banton, 1934

Anna May Wong -

Anna May Wong, 1934

Jean Harlow:

Jean Harlow, 30s

PETRICHOR:

Bette Davis, 30s

Classic Beauties : Marlene Dietrich:

Marlene Dietrich, 1940, John Engstead

Marlene Dietrich in

Marlene Dietrich, “Just a Gigolo” 1978

Frances Farmer, 1930s - They made a bio-film about her life (very tragic) Jessica Lang played Frasncis:

Frances Farmer early 40s

Ava Gardner:

Ava Gardner, 40s

Actress Lana Turner in a wonderful polka dot veil adorned hat, 1940s. #vintage #hats #1940s:

Lana Turner, 40s

Detail of a photo of Vivien Leigh by Cecil Beaton for Vogue, Paris, November 1944:

Vivien Leigh by Ceceil Beaton, Vogue, 1944

Gina Lollobrigida:

Gina Lollobrigida, 50s

Audrey Hepburn photographed at Ealing Studios, London, 1951 Classic Hollywood Stars:

Audrey Hepburn, Ealing Studios, London, 1951

Audrey, with the infamous Givenchy mask in How To Steal a Million. This movie is wonderful.:

Audry – Givenchy, “How to steal a Million”, 1966

Capucine in Marie-Christiane, 1953. Photo Guy Arsac:

Capucine, Guy Arsac, 1953

Marilyn Monroe photographed by Bert Stern, 1962:

Marilyn Monroe by Bert Stern, 1962

Marilyn Monroe was looked at as a fashion icon and she has also had a great impact on what we wear today.- Caroline m:

Marilyn as a Virgin?

Sophia Loren, 1960s.:

Sophia Loren, early 60s

Sophia Loren:

Sophia Loren with veil turban

Virna Lisi, reportage sul set di “Oggi, domani, dopodomani” (Eduardo De Filippo, 1965)  Photo Angelo Frontoni:

Virna Lisi, “Oggi, domani e dopodomani”, 1965

Brigitte Bardot - 1960's:

Brigitte Bardot, early 70s

Romy Schneider on the set of Le trio infernal, 1974. Photo by George Pierre. via http://hollywoodlady.tumblr.com/:

Romy Schneider, 1974, Le Trio Infernal

Silvana Mangano in Gruppo di Famiglia in un Interno (Conversation Piece):

Silvana Mangano, “Gruppo di famiglia in un interno”, 1974

I always thought that Elizabeth Taylor was so sensuous. Here she poses nude behind a sheer veil.:

Elizabeth Taylor, 70s

Catherine Deneuve on the set of The Hunger.:

Catherine Deneuve, The Hunger, 1983

Joan Collins...played a great bitch in dynasty:

Joan Collins, 80s

Charlize Theron:

Charlize Theron

Julianne Moore, “The end of the affair”, 1999

Marion Cotillard by Ellen von Unwerth:

Marion Cotillard by Ellen von Hunwerth

angelina jolie:

Angelina Jolie

suicideblonde:“ Cate Blanchett photographed by Patrick Demarchelier ”

Cate Blanchett by Patrick Demarchelier

Cate Blanchett.:

Cate Blanchett

Kirsten Dunst:

Kirsten Dunst

Keira Knightley. In my opinion, she is by far one of the most beautiful women I've ever seen! She's so classically stunning!:

Keira Knighltly, “The edge of love”, 2008

Luciano Lapadula

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DRESS UP Films: when Fashion meets Movies

Ultimamente mi è capitato di imbattermi nella serie televisiva American Horror Story, approcciandomi ad essa in maniera piuttosto critica. Il mio scetticismo è stato immediatamente sconfitto dalle vicende dei protagonisti, in particolare della quarta serie Freaks Show.
Il richiamo al film del 1932 è palese, ma ciò che ha colto maggiormente la mia attenzione è il personaggio interpretato da una splendida Jessica Lange: Elsa Mars. Proprietaria del “circo dei mostri”, ex dominatrix durante la Germania sotto regime nazista, il sogno di Elsa è arrivare al successo come la sua storica rivale Marlene Dietrich. Ed è proprio a quest’ultima che il look della Lange/Mars si ispira, oltre ad omaggiare Sir David Bowie in più di una scena.
Da questo momento in poi, completamente catturata dal suo personaggio ed effettuando ricerche, sono giunta alla conclusione che, come sempre ho sostenuto,“l’innovazione è nel passato”.
Nel corso degli anni gli stilisti si sono ispirati alle dive della “Old Hollywood” per la creazione delle loro opere, spesso in maniera impercettibile, tuttavia, per chi come me è amante del cinema è quasi inevitabile si imbatta nel riscontro di evidenti citazioni
Tra i tanti stilisti che hanno rivisitato il look delle star del Silver Screen riadattandoli nel
contemporaneo spicca il talentuoso John Galliano nelle sue creazioni per Dior ha sicuramente dato largo spazio alla sua creatività omaggiando le dive che da sempre lo hanno ispirato del cinema muto e non. Oltre lui, numerosi sono gli altri nomi del mondo della moda che hanno attinto a piene mani dai costumi del passato. Vediamone alcuni.

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Recently I toke a look at tv series American Horror Story. My skepticism was immediately defeated by the vicissitudes of the protagonists, in particular the fourth series Freaks Show. The reference to the 1932 film is obvious, but what most caught my attention is the character played by beautiful Jessica Lange: Mars Elsa. Owner of the “circus of monsters”, former dominatrix throughout Germany under the Nazi regime, the dream of Elsa to success as its historic rival Marlene Dietrich. And it is to the latter that the Lange / Mars look is inspired, as well as pay homage to Sir David Bowie in more than one scene.

From now on, completely captured by his character and searching, they came to the conclusion that, as I have always supported, “innovation is in the past.”
Over the years, the designers were inspired by the divas of “Old Hollywood” for the creation of their works, often imperceptibly, however, for people like me who loves cinema is almost inevitable to come across in the finding of obvious citations
Among the many designers who have revisited the look of the stars of the Silver Screen, the talented John Galliano in his creations for Dior has certainly given ample space to his creativity honoring the divas that have always inspired silent movie and not. Besides him, there are many other fashion names that have drawn freely from the customs of the past. Let’s see some above.

 

1

John Galliano for Dior S/S 2004 VS Marlene Dietrich Venere Bionda 1932

2

Elie Saab ss 2012 VS Marlene Dietrich 1971

3

Jerry Hall at Tierry Mugler fashion show 1995 VS Marlene Dietrich in London, 1972

4

Louise Brooks, 1927 VS Alberta Ferretti ready to wear fw 2017

Tempo fa mi recai da Luciano nel suo atelier, e tra un cambio d’abito e la visita di qualche “vicino di casa” eccentrico, lui mi mostrò una sfilata di Alexander McQueen del 1999. Kate Moss in versione ologramma fluttuava tra gli spettatori come fosse un fantasma, e il rimando a La caduta di casa Usher, film muto di Jean Epstein del 1928 estrapolato dal racconto di Poe, è stato immediato.

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Abito realizzato per Greta Garbo da Gilbert Adrian nel 1931.Thierry Mugler fashion show 1995. Sicuramente più audace e provocatorio, ma non per questo meno elegante:

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Vogue US 1997: John Galliano for Dior by Annie Leibovitz.
Le lacrime amare di Petra von Kant, Rainer Werner Fassbinder 1972:

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Catherine Deneuve in Yves Saint Laurent durante una scena del film The Hunger, Tony Scott 1983 VS Gareth Pugh F/W 2016 – ’17

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Si potrebbe continuare all’infinito, ma purtroppo questi “paragoni” stanno diventando sempre meno frequenti a causa delle “mode del momento”, mai espressione fu più deleteria per chi ama La Moda, quella Vera e Artistica.
Gli stilisti vestono “dive” come Rihanna, Lady Gaga…adattandosi ad un pubblico più “pop” e meno colto riguardo il passato. Per quel che mi concerne mai i miei occhi potrebbero adattarsi alle folte extension di Lady Gaga degne di Barbie Raperonzolo, o alle trasparenze e aderenze delle tanto acclamate sorelle Kardashian, che per la loro mancanza di eleganza forse non convincerebbero neanche un cultore del lato b come Tinto Brass.
Dove sono finite le dive di una volta? Perché una parte di pubblico deve per forza adattarsi a tale scempio quando le nostre mamme, vere icone di stile, ci avevano insegnato l’eleganza e la riservatezza? Vedo ragazze emulare tali personaggi come se il farlo costituisse di per sè un vanto, quando il vero vanto sarebbe piuttosto quello di poter seguire lezioni di stile offerte da quanti con reale competenza operino nel settore moda, permettendo a chiunque di scoprire le proprie attitudini e rinnovare il proprio stile senza necessariamente dover passare alla storia.
Come diceva Yves Saint Laurent: Le mode cambiano. Lo stile è eterno.

Francesca Paradiso.

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