SCHIAPARELLI Life

Debutta tra 9 giorni ad Asti lo spettacolo teatrale “SCHIAPARELLI Life”, dedicato all’immensa artista, icona indiscussa nel campo della moda e delle arti visive.

Ho lavorato al progetto come supervisore storico,  e naturalmente ai costumi, insieme al fashion designer Vito Antonio Lerario.

Nunzia Antonino interpreta il ruolo di attrice protagonista, vestendo i panni di Elsa.  E’ accopagnata sul palco dall’attore Marco Grossi. I due artisti vestiranno rari abiti d’epoca
provenienti dal mio archivio Fashion Archives “Lerario Lapadula”.
I costumi e gli accessori, nei loro volumi e nelle cromie, sono stati pensati ad hoc per la pièce, armonizzati con le scenografie di Maurizio Agostinetto, e con le animazioni di Bea Mazzone. Oltre agli abiti storici, vivono sul palco le Vito Antonio Lerario.

La regia è di Carlo Bruni,  direttore artistico del teatro Garibaldi di Biscelgie (Ba), la scrittura è di Bruni ed Eleonora Mazzoni.

28 Giugno 2018 h 22. Asti Teatro “Chiesa del Gusù”.

The “SCHIAPARELLI Life” theatrical show, dedicated to the immense artist, undisputed icon in the field of fashion and visual arts, made its debut in 9 days in Asti.

I worked on the project as a historical supervisor, and naturally with costumes, together with Vito Antonio Lerario fashion designer. Nunzia Antonino plays the role of leading actress, taking on the role of Elsa.

She is flocked to the stage by the actor Marco Grossi.

The two artists will wear rare period dresses  from my archive Fashion Archives “Lerario Lapadula”. The costumes and accessories, in their volumes and colors, were designed specifically for the pièce, harmonized with the sets of Maurizio Agostinetto, and with the animations of Bea Mazzone.

In addition to the historical clothes, Vito Antonio Lerario haute couture creations lives on stage.

The direction is by Carlo Bruni, artistic director of the Garibaldi theater in Biscelgie (Ba), the writing is by Bruni and Eleonora Mazzoni.

28 June 2018 h 22. Asti Teatro “Chiesa del Gusù “.

 

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Italian Fashion Icons from Renaissance

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Prima delle francesi le donne italiane furono considerate maestre di eleganza. L’elegante tra le eleganti, vera e propria icona rinascimentale, fu la Marchesa di Mantova Isabella d’Este Gonzaga che ideava i propri abiti e le proprie pettinature, e amava utilizzare i profumi. al punto che essa stessa si definiva “la prima perfumera del mondo”. L’Archivio di Stato di Mantova custodisce un’ampia serie di corrispondenze dei Gonzaga, e numerosi sono i riferimenti al mondo della moda, del lusso, delle tendenze vestimentarie. Insieme a Isabella, definita dai suoi contemporanei come “la prima donna del mondo”, maestre di stile di quel tempo furono sua sorella minore Beatrice, sua cognata Lucrezia Borgia, la modella Simonetta Vespucci,  chiamata la “Sans Par” per la sua eccezionale bellezza, la duchessa di Mantova Margherita Paleologa e  Laura Bentivoglio da Bologna. Erano le  italiane a lanciare mode che venivano seguite poi dalle corti del resto d’Europa, avanguardiste e attente a cambiare sempre indumento per evitare di essere imitate dalle donne di ceto inferiore. Isabella, vera pioniera, fu una tra le prime donne del proprio tempo a indossare i calzoni al di sotto delle gonne, spendeva ingenti somme di denaro per il proprio guardaroba, per i prodotti cosmetici, per le acconciature impreziosite da perle, nastri, capelli posticci. Così si scopre che già nel 1515 Francesco I di Francia chiese proprio a Isabella d’Este di inviargli una “bambola” simile a quella qui sotto (successiva), vestita secondo il suo straordinario gusto, in modo da permettere alle dame francesi di imitare quella moda. Da un altro scritto invece, si apprende che fu proprio la regina di Francia Caterina de Medici a inviare uno scampolo di tessuto in seta alla duchessa Margherita chiedendole di far realizzare, con quel tessuto, delle camicie dagli esperti artigiani mantovani. L’Italia, culla del Rinascimento, è stata un esempio di stile, eleganza, cultura per tutto il resto del mondo.

Before the French, Italian women were considered masters of elegance. The elegant among the elegants, true Renaissance icon, was the Marquise of Mantua Isabella d’Este Gonzaga who conceived her own clothes and her hairstyles, and loved to use perfumes. to the point that she was called “the first perfumera of the world”. The State Archives of Mantua, in Italy, hold a wide range of correspondences from the Gonzagas, and there are numerous references to the world of fashion, luxury and clothing trends. Together with Isabella, defined by her contemporaries as “the first woman in the world”, style masters of that time were her younger sister Beatrice, her sister-in-law Lucrezia Borgia, the Duchess of Mantua Margherita Paleologa and Laura Bentivoglio from Bologna. The Italians were launching fashions that were then followed by the courts of the rest of Europe, avant-garde and careful to always change garments to avoid being imitated by lower-class women. Isabella, a true pioneer, was one of the first women of her time to wear trousers under the skirts, she spent huge sums of money for her wardrobe, for cosmetics, for hairstyles embellished with pearls, ribbons, hair extensions. So it turns out that in 1515 king Francesco I of France asked Isabella d’Este to send him a “doll” similar to the one below, dressed according to her extraordinary taste, in order to allow the French ladies to imitate that fashion. On the other hand, we learn that it was the Queen of France, Caterina de Medici, who sent a remnant of silk fabric to the Duchess Margherita asking her to make, with that fabric, some shirts by expert Mantuan artisans. Italy, cradle of the Renaissance, was an example of style, elegance and culture for the rest of the world.

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VIDEO from my Youtube Channel:

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Leonardo Da Vinci cartone per il ritratto di Isabella d Este Museo del Louvre Parigi

Isabella D’Este – Leonardo da Vinci

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Portrait of Isabella d’Este

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Isabella D’Este – Tiziano – 1534-1536 c.

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Margherita Paleologo – Giulio Romano

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Artwork by Carlo Crivelli – 1476

Bianca Maria Sforza cousin and sisterinlaw of Isabella of Aragon Duchess of Milan

Bianca Maria Sforza – Giovanni Ambrogio de Predis – 1493

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Stunning Detail

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Renaissance Jewelry

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Lucrezia Borgia – Bartolomeo Veneto

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Sandro Botticelli (1445-1510), Idealized Portrait of a Lady (Portrait of Simonetta Vespucci as Nymph), ca. 1475

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Lorenzo Costa – Portrait of A Woman with Pearl Necklace – c. 1490

Portrait of Giovanna degli Albizzi Tornabuoni by Domenico Ghirlandaio c1488

Portrait of Giovanna degli Albizzi Tornabuoni by Domenico Ghirlandaio c. 1488

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Cappella Tornabuoni – Nascita di San Giovanni Battista – det. Domenico Ghirlandaio

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Antea – Parmigianino – 1535 c.

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Il Sarto – Giovan Battista Moroni – 1565-1570 c.

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La nascita della Tuta nell’Italia Futurista – Jumpsuit from Futurism

Innovazione in ogni campo, rapidità e praticità nel costume e nella moda pervasero gusto e stili di vita dell’Italia futurista. L’abito per quanti aderirono alla corrente si trasformò nella rappresentazione della propria identità, dando il via alla

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Manifesto Futurista. Marinetti. “Le Figaro” 1909

produzione di capi di vestiario concepiti come opere d’arte. Tra queste creazioni spiccano i colorati e geometrici gilet creati da Depero dal 1923, allo stesso modo dei tessuti stampati opera di Sonia Delaunay.

depero futurismo moda panciotto fashion luciano lapadulaMeno glamour e maggiormente legata a un’idea di dinamismo e praticità, fu la nascita della tuta ideata da Thayaht nel giugno 1920. Il senso di questo innovativo capo era quello di rendere semplice e veloce la vestizione, garantendo comodità e agilità, in quanto un abito razionalista slegato da inutili orpelli. La spesa per la confezione dell’indumento doveva essere minima, in modo da poter essere confezionato anche in casa autonomamente, in linea con il principio funzionale dell’“abito-massa”. Nel 1873 negli Stati Uniti, levi jumper old tuta invenzione 1873 levis jeans storia luciano lapadula moda fashionLevi aveva iniziato la produzione di capi in denim destinati al lavoro, che evolvettero presto in overall con pettorina e bretelle, finché, nel 1906, Gertrude Stein raccontò del particolare abito indossato da Picasso, simile a una tuta. Oltre alla novità di aver assegnato un nome e quindi un’identità a quell’indumento, un ulteriore apporto è rinvenibile nel suo schema di progettazione, che rivestiva il corpo dando la prerogativa alla pratica bidimensionalità piuttosto che all’eleganza o alle forme.Thayaht nel giugno 1920 tuta storia moda futurismo fashion luciano lapadula Su “La Nazione” fu allegato un cartamodello della tuta al costo di soli cinquanta centesimi. Era la prima volta che si offriva ai lettori una sorta di coordinato: ideazione, realizzazione, neologismo, pubblicità, marketing e vendita, e non di un prodotto finito,
bensì di un cartamodello che permetteva una seriale riproducibilità dell’indumento
svincolandolo da marchi. Il successo fu notevole, la sua linea morbida, il tessuto lavabile, la semplice fattura e la purezza dei colori fecero della tuta un abito moderno,
dinamico e alla portata di tutti. thayaht tuta storia moda macabro grottesco luciano lapadula libro v magazine lampoon vogue glamourLa contessa Rucellai lo apprezzò al punto da organizzare nel suo palazzo un ballo-tributo in cui fu obbligatorio per tutti indossarla. «Tutti in tuta» proclamavano le pubblicità, un indumento unisex, nuovo, veloce, e soprattutto così simile al vestito antineutrale, di cui si discusse su un nuovo Manifesto il 20 maggio del 1914.

Da: “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume” di Luciano Lapadula. Edizioni Progedit 2017.

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Innovation in every field, speed and convenience in costume and fashion was the foundation of futurism in Italy. The dress for those who joined the stream became the representation of their identity, giving way thanks to the Futurist Manifesto by Marinetti on “Le Figaro” in 1909, to a production of garments designed as works of art. Among these creations stand out the colorful and geometric gilet created by Depero since 1923, in the same way as the printed fabrics by Sonia Delaunay.

Less glamorous and more connected to an idea of ​​dynamism and practicality, it was the birth of the jumpsuit created by Thayaht in June 1920. The sense of this innovative garment was to wear quickly and easily a dress, ensuring comfort and agility, as a rationalist dress had to be. The expense for the garment packaging had to be minimal, so that it could be packaged by yourself independently, in line with the functional principle of “dress-mass”. In 1873 in the United States, Levi started production of denim garments for work, which soon evolved into overall with bib and braces, until, in 1906, Gertrude Stein told of the particular suit worn by Picasso, similar to a jumpsuit. In addition to the novelty of having assigned a name and therefore an identity to that garment, a further contribution can be found in its design scheme, which covered the body giving the prerogative to practice two-dimensionality rather than elegance or forms. On “La Nazione” magazione, a paper pattern was attached to the suit for only fifty cents. It was the first time that readers were offered a sort of co-ordination: conception, creation, neologism, advertising, marketing and sales, and not a finished product,
but a paper pattern that allowed a serial reproducibility of the garment
freeing it from brands. The success was remarkable, its soft line, washable fabric, the simple workmanship and the purity of the colors made the suit a modern dress,
dynamic and accessible to everyone. Italian Countess Rucellai appreciated it to the point of organizing a tribute dance in her palace in which it was obligatory for everyone to wear it, as a dresscode. “Everyone in overalls” proclaimed advertisements, a unisex garment, new, fast, and above all so similar to the antineutral dress, which was discussed in a new Manifesto on May 20, 1914.

From my book: “Macabre and Grotesque in Fashion and Costume History)

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Ten Iconic Bridal Dresses across 100 years

L’abito da sposa rappresenta per molte donne un indumento magico. È immaginato, disegnato, descritto sin dall’infanzia, e con lo scorrere del tempo il desiderio di indossarlo non si affievolisce ma aumenta. Per un giorno solo permette a chi lo indossa di trasformarsi nella romantica principessa di una favola, o in una seducente primadonna. Ho scelto per voi dieci icone che nello scorso secolo hanno segnato la storia del costume grazie al proprio abito nuziale, ispirando grandi stilisti o sartine che ne hanno rivisitato i modelli.

The wedding dress is a magical garment for many women. It is imagined, drawn, described since childhood, and with the passage of time the desire to wear it does not fade but increases. For one day only allows the wearer to turn into the romantic princess of a fairy tale, or a seductive primadonna. I chose for you ten icons that have marked the history of costume in the last century thanks to their wedding dress, inspiring great stylists or dressmakers who have revisited their models. English translation under each photo. Hope you will like. 

  1. L’attrice Lily Elsie nel 1911 indossò un prezioso abito realizzato da Lucile. Era in seta rosa pallido, ricamato con perline e adornato da pelliccia di ermellino.
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1911. Lily Elsie strikes a pose while wearing her empire wedding dress, palest pink embroidered with pearls and trimmed with ermine. Dress was created by Lucile

 

2. Mae Murray sposò il presunto principe David Mdivani nel 1926. Gli abiti si accorciavano e l’attrice alla moda indossò un bellissimo vestito in chiffon bianco latte bordato di pelliccia chiara, lungo sotto il ginocchio. Al capo  una cloche, le calzature erano del modello Mary Jane.

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1926. Mae Murray wedding dress: amazing silk crepe little dress with white fur trim. Cloche and Mary Janes for a perfect 20s style.

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Iconic photo from 1926: Rudolph Valentino with Pola Negri, an amazing Mae Murray and her husband Mdivani prince

 

3. La principessa Maria José sposa in Italia il principe più bello d’Europa, Umberto II. Era l’8 gennaio del 1930, il principe dandy disegnò l’abito della bella Maria José che venne confezionato dalla sartoria Ventura.

Maria José of Italy with her bridal dress designed by her beautiful husband and tailored by Ventura. 1930.

 

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Queen Maria José of Italy. Bridal dress by Ventura, 1930

 

Altre nozze reali, nel 1931, furono quelle tra la contessa Marina Golenistcheff-Koutouzoff e il principe Dmitrij Romanov membro della famiglia degli Zar di Russia. Il padre della sposa, che per un periodo lavorò nella casa di moda Chanel a Parigi, avrà per certo avuto un ascendente sulla scelta del bel vestito in satin indossato da Marina che, appunto, fu realizzato da Madame Coco.

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Countess Marina Golenistcheff-Koutouzoff in Chanel satin bridal dress, 1931

 

4. L’attrice Linda Christian, nel 1949, sposò l’attore Tyron Power. L’abito è da sempre ritenuto come uno tra i più belli mai realizzati, fu cucito per lei dalle Sorelle Fontana, a Roma. Grazie a questa creazione l’atelier Fontana ebbe un successo internazionale.

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Actress Lynda Christian with Tyron Power in 1949. Iconic dress made by Sorelle Fontana, Rome, 1949

 

5. L’attrice Grace Kelly, nel 1956, indossò un abito passato alla storia. Realizzato dalla sua costumista Helen Rose segnò per Grace il passaggio dal mondo del cinema a quello della nobiltà, come in favola la bellissima attrice divenne una principessa.

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In 1956 Grace Kelly worn her bridal dress made by Helen Rose, becoming a princess.

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6. Jackie Kennedy, nel 1968, sposò in seconde nozze l’armatore greco Aristotele Onassis. Il miniabito fu creato dallo stilista italiano Valentino.

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7. La modella Marisa Berenson, per le sue nozze con James Randall, sfoggiò un look Gipsy – Chic firmato Valentino . Era il 1976.

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8. Era il 1981 e il suo fu il matrimonio più atteso e discusso del tempo, Lady Diana sposò il principe Carlo in un opulento abito bianco con un lungo strascico di 8 metri. L’abito, barocco e prezioso, fu realizzato da Elisabeth e David Emanuel.

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Lady Diana bridal dress. 1981, made by Elisabeth e David Emanuel

 

9. Nozze principesche con un abito ispirato a quello di Lady D per la cantante Mariah Carey. Nel 1993 sposò Tommy Mottola indossando un vestito Vera Wang da $25.000.

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1993: Mariah Carey worn a dress inspired by the ones of Lady D

10.  Kate Middleton chiese a Sarah Burton  di ispirarsi all’abito indossato da Grace Kelly per quello del giorno delle proprie nozze con il principe William. Era il 2011.

In 2011 Kate Middleton worn her bridal dress inspired by the ones of Grace Kelly

 

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Schiaparelli Life – Reading @ theatre with my collaboration

Va in scena il 20 settembre 2017 alle 19.30 “Schiaparelli Life“, un reading interpretato dall’attrice Nunzia Antonino per la regia di Carlo Bruni. Sede dell’evento l’antico e maestoso Palazzo delle Arti “Beltrani”, a Trani (Ba). Lo spettacolo nasce dalla collaborazione mia e del mio collega Vito Antonio Lerario con Nunzia e Carlo, sensibili alla storia che riguarda la vita di questa grande e dimenticata artista italiana. I costumi in scena saranno autentici e provengono dal mio archivio personale “Lerario Lapadula Fashion Archives”. Il testo, di cui sono supervisore storico, è scritto dalla bravissima Eleonora Mazzoni. Collabora al progetto anche l’artista Maurizio Agostinetto. Insieme al mio collega Vito Antonio Lerario curo per l’occasione una mostra di abiti e accessori realizzati da Elsa Schiaparelli, visionabile nel salone del palazzo. Nell’immagine seguente, parte del testo dedicato a Elsa, dal mio libro “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume“, acquistabile al link:

Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume

I guantini con brillanti, firmati Schiaparelli, saranno anch’essi esposti la sera dello spettacolo.

“Schiaparelli Life”, a reading interpreted by actress Nunzia Antonino directed by Carlo Bruni. Seat of the event is the ancient and majestic Palace of Arts “Beltrani”, in Trani (Ba). The show comes from my collaboration and my colleague Vito Antonio Lerario with Nunzia and Carlo, sensitive to the history of the life of this great and forgotten Italian artist. The costumes on stage will be authentic and come from my personal archive “Lerario Lapadula Fashion Archives”. The text, of which I am historical supervisor, is written by the talented Eleonora Mazzoni. The artist Maurizio Agostinetto also collaborates on the project. Together with my colleague Vito Antonio Lerario I take care of an exhibition of clothes and accessories made by Elsa Schiaparelli, which can be viewed in the hall of the building. In the following image, part of the text dedicated to Elsa, from my book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume”, available at the link:

“The Macabre and Grotesque in Fashion and Costume History”

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Schiaparelli Gloves with strass from my archives

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Cannes Festival: history of the best look

E’ iniziata ieri la settantesima edizione del Festival del cinema di Cannes, dedicata all’attrice italiana Claudia Cardinale. Per l’occasione sono stato ospite di Michele Cucuzza e Mary De Gennaro nel salotto di Buon Pomeriggio. Ho analizzato per i telespettatori i look che hanno segnato, a mio avviso, la storia della kermesse grazie alla raffinatezza e alla bellezza di abiti e indossatrici. Non mancano anche alcuni outfit che hanno generato scandalo. Ecco qui la mia ricerca storica.

 

Me on Italian Tv talking about Cannes Film Festival in Fashion and Costume History.

Here’s my special research for you. Hope you will like.

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1955: l’attrice Grace Kelly è al festival dove incontra il principe Ranieri di Monaco.E’ colpo di fulmine, dopo un anno si sarebbero sposati.

1955: actress Grace Kelly is at the festival where she meets Prince Ranieri of Monaco.It’s love at first sight, after a year they would get married.

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Lo stesso anno Sophia Loren è ospite del Festival, e porta con sé una ventata di italianità. Curve giunoniche e abito principesco in pizzo e tulle di seta.

The same year Sophia Loren is a guest of the Festival, and brings with it a breath of Italianness. Junoesque curves and princely dress in lace and silk tulle.

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Nel 1957 Elizabeth Taylor si presenta al Festival come una regina. Al bellissimo abito la diva dagli occhi viola abbina una tiara del 1880 in platino e diamanti, regalo del marito Mike Todd.

In 1957 Elizabeth Taylor looks as a queen. At the beautiful dress the purple eyed diva combines a tiara from 1880 in platinum and diamonds, a gift from her husband Mike Todd.

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1963: la bellissima Claudia Cardinale è al festival dove presenta “Il Gattopardo”, e desta scandalo quando si presenta con un ghepardo al guinzaglio.

1963: the beautiful Claudia Cardinale is at the festival where he presents “Il Gattopardo”, and causes a scandal when he presents a cheetah on a leash.

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La bellezza e la classe di Catherine Deneuve & David Bailey, Festival di Cannes, 1966

It was 1966 and the young and beautiful Catherine Deneuve was togheter with David Bailey at Cannes Film Festival

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Nel 1974 la cantante e attrice Jane Birkin indossa un bellissimo abito scuro in seta con piume di marabù. Eccentrica e dall’animo sovversivo abbina al bel vestito una maxi borsa modello cestino in paglia. Per la seconda serata invece sceglie un abito in stile anni ’20, ricamato con paillettes. Davvero bellissimi entrambi, ma quella borsa proprio no.

In 1974 the singer and actress Jane Birkin wore a beautiful dark silk dress with marabou feathers. Eccentric and with a subversive soul, it combines the beautiful dress with a large straw basket model bag. For the second evening he chooses a 1920s-style dress embroidered with sequins. Really beautiful both, but that bag just not.

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Catherine Walker realizza il bellissimo abito in seta per la principessa Diana. Era il 1987, il vestito verrà venduto all’asta nel 2011 per 132.000 $

Catherine Walker makes the beautiful silk dress for Princess Diana. It was 1987, the dress will be auctioned in 2011 for $ 132,000

5. 1987-diana-and-charles-dress-catherine-walker venduto It was sold for over 80k at an LA auction in 2011.

 

E destò scandalo la supermodella Eva Herzigova quando nel 1996 si lasciò fotografare con indosso un outfit bondage. Hot pants e corpino in latex con borchie, stivali in vernice, frustino e bracciali in stile punk. Stupenda.

And the supermodel Eva Herzigova aroused scandal when in 1996 she let herself be photographed wearing a bondage outfit. Hot pants and latex bodice with studs, patent leather boots, whip and punk style bracelets. Wonderful.

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Sophie Marceau non avrebbe mai immaginato che il suo semplicissimo, e anonimo, abitino avrebbe regalato un tale imprevisto quando la spallina non resse e lasciò vedere al pubblico un piccolo seno nudo.

Sophie Marceau could never have imagined that her very simple, anonymous, little dress would have given such an unexpected event when the strap did not stand and let the public see a small naked breast.

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Un quadro familiare straordinario per una diva bellissima. Angelina Jolie in Emanuel Ungaro. Anno 2008.

An extraordinary family picture for a beautiful diva. Angelina Jolie in Emanuel Ungaro. Year 2008.

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Favoloso l’abito Versace indossato da Milla Jovovich durante l’edizione del 2008.

Fabulous Versace dress worn by Milla Jovovich during the 2008 edition.

9. Milla Jovovich Versace 2008

 

Come una Dea: Linda Evangelista in Lanvin. Cannes 2008

As a Goddess: Linda Evangelista in Lanvin. Cannes 2008

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Versace veste anche Uma Thurman, edizione 2011 e 2015.

Versace also wears Uma Thurman, 2011 and 2015 edition.

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Testimonial di Dior, la supermodella e attrice Charlize Theron sfoggia un elegantissimo abito giallo nel 2015, e un tuxedo dal sapore maschile non 2016: quando alla bellezza non serve altro.

Dior’s testimonial, supermodel and actress Charlize Theron shows off an elegant yellow dress in 2015, and a masculine tuxedo in 2016: when beauty does not need anything else.

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13. 2016

 

Eva Herzigova, ieri sul red carpet in Cavalli

Eva Herzigova, yesterday on the red carpet in Roberto Cavalli (edt 2017)

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Festival del Cinema di Spello: ho premiato i costumi di “La Pazza Gioia” – Me at Spello Film Festival

Si è appena conclusa la sesta edizione del Festival del Cinema della Città di Spello e dei Borghi Umbri, unica rassegna attraverso la quale vengono premiate le “professioni del cinema”, ossia il lavoro svolto con fatica da quanti operino dietro la cinepresa.

Nei giorni precedenti la serata conclusiva ho avuto il piacere di tenere dei seminari riguardanti il cinema e la moda presso il Palazzo del Comune di San Gemini, l’Accademia di Belle Arti di Perugia e l’Istituto di Moda Cavour di Perugia.

Il Festival ha la direzione artistica del regista Fabrizio Cattani, presidente è Donatella Cocchini. Quest’anno la serata conclusiva è stata presentata dal giornalista Vittorio Introcaso affiancato da Simona Fiordi, che per l’occasione ha indossato un abito firmato Pierre Balmain proveniente dal mio archivio.

Tanti gli ospiti illustri presenti al Teatro Subasio la sera di sabato 4 marzo, tra loro il regista Pupi Avati che ha ricevuto il “Premo all’Eccellenza“.

Ho avuto il piacere e l’onore di conferire il premio alla costumista Katia Dottori per il film “La Pazza Gioia” di Paolo Virzì. L’appuntamento è per l’edizione del 2018, ma prima ci saranno grandi novità per questo Festival e per tutti voi.

The sixth edition of the Film Festival of the City of Spello and the Borghi Umbri has just ended. It is the only exhibition through which the “cinema professions” are rewarded, ie the work done with difficulty by those who work behind the camera.

In the days preceding the final evening I had the pleasure of holding seminars on cinema and fashion at the Palazzo del Comune of San Gemini, the Academy of Fine Arts in Perugia and the Istituto di Moda Cavour of Perugia.

The Festival has the artistic direction of the director Fabrizio Cattani, president is Donatella Cocchini. This year the final evening was presented by the journalist Vittorio Introcaso flanked by Simona Fiordi, who for the occasion wore a Pierre Balmain dress from my archive.

Many illustrious guests present at the Teatro Subasio on the evening of Saturday, March 4, among them the director Pupi Avati who received the “Premo all’Eccellenza”.

I had the pleasure and the honor of awarding the award to costume designer Katia Dottori for the film “La Pazza Gioia” by Paolo Virzì. The appointment is for the 2018 edition, but first there will be big news for this Festival and for all of you.

luciano lapadula spello film festival 2018 2017

Durante la proclamazione con Vittorio Introcaso e Simona Fiordi

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