Sanremo Story: i look più belli nella storia del festival

La storia del Festival di Sanremo è fatta di canzoni, ma anche di abiti e fascino legati a figure divenute iconiche anche grazie al proprio aspetto. Ecco un classifica che riguarda i look più eleganti e originali sfoggiati dagli artisti più popolari che hanno segnato la kermesse.

 

La Classifica: 

15. Donatella Rettore a Sanremo 1986 con“Amore Stella”. L’anticonformista e insofferente Donatella rifiutò di presentarsi in gara con quel pezzo, ma venne costretta a farlo dalla sua etichetta discografica. Adottò un look straordinario e fortemente ispirato agli outfit Glam di David Bowie (di parecchi anni prima). L’abito bianco ottico è sinuoso e ha un profondissimo spacco che lascia vedere la lunga gamba velata di nero. Dal punto vita si sviluppano due immense ali rigide realizzate in tessuto bianco e materiale plastico nero “sequin” di colore nero. A un giornalista RAI che le chiese chi avrebbe vinto il Festival rispose: “Bettino Craxi”.

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14. Loredana Bertè, edizione del 1986, il brano si chiama “Re”. Abito firmato Gianni Versace e realizzato in pvc nero con borchie sulle ampie spalline. Pancione in vista e seno puntuto.  La critica insorge, la casa discografica scioglie il contratto con l’artista, ma dopo 30 anni Lady Gaga riprenderà lo stesso look.

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13. Nada, Festival 1969, la timida liceale di 15 anni canta un brano che passerà alla storia: “Ma che freddo fa”. Indossa un miniabito bianco con maniche svasate in pizzo macramè e grandi margherite. Lo stivale è aderente e bianco, l’acconciatura minimal con la riga al centro. Look Hippie Chic che si ispira allo stile giovane tanto alla moda a Parigi, a Londra e in America.

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12. Angela Brambati e Marina Occhiena, voci femminili dei Ricchi e Poveri si esibiscono nel Sanremo del 1971 con il brano “Che Sarà”. Eleganti e raffinate, bellissima l’acconciatura della “brunetta”. Gli abiti stampati a fiori sono lunghi e morbidi, svasati dal punto vita e con le maniche a sbuffo strette al polso. Lo stile è ispirato a quello proposto da Chanel durante gli anni ’30, ripreso oggi – tra gli altri – da Valentino.

 

Josè Feliciano With Ricchi E Poveri At The Sanremo Music Festival : Foto di attualità

 

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11. Nina Zilli in Vivienne Westwood a Sanremo 2012. Abito in seta blu, modello sirena. Scollo ottenuto con un elegante ripiegamento del tessuto. L’acconciatura è ispirata ai primi anni ’60. Sensuale e chic.

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10. Mietta indossa un bellissimo abito firmato Cavalli a Sanremo 2000 per presentare il brano “Fare l’Amore”. I cambi furono e tre, tutti ispirati ai figli dei fiori. Lunghi capelli con extension. Superba.

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9. Gigliola Cinquetti canta “Mistero” a Sanremo 1973. In gara con Milva che giunge seconda, la bella Gigliola non rientra tra i finalisti, ma regala al pubblico un outfit straordinario. Acconciatura minimal con riga centrale e lunghi capelli corvini che creano contrasto con la pelle chiara del volto. Abito lungo, corpino a vita bassa interamente ricamato con canottiglie e paillettes disposte per creare motivi grandi e geometrici, gonna in voile effetto nude look. L’abito potrebbe sembrare un Balmain di oggi.

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IL VIDEO:

Mistero, Gigliola Cinquetti – Sanremo 1973

 

8. Giuni Russo rifiuta di essere ospite e si presenta in gara al Festival di Sanremo del 2003. Malata quasi terminale esibisce con fierezza il capo privo ormai della sua storica chioma con ciuffo cotonato, per l’occasione tatuato all’henné. Rigoroso ed elegantissimo il tailleur firmato da Gianfranco Ferré, dalla cui giacca sfiancata fuoriesce una camicia in organza color canna di fucile. Il brano straordinario è “Morirò d’Amore”. Ovviamente non vinse. Namasté no?

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7. E’ sempre l’architetto della moda Gianfranco Ferré a vestire un’altra regina della musica, Ornella Vanoni, al Festival si Sanremo del 1989. Il brano, intenso, è “Io come farò”. L’abito è in seta rossa, lungo e sinuoso valorizza la fisicità di Ornella. Il bolero rosso è in plissé soleil.

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6. Antonella Ruggiero si esibisce insieme ai Matia Bazar durante il Festival del 1983 con “Vacanze Romane”. Il look della cantante ha il sapore del passato, del periodo della seconda guerra mondiale. I capelli sono acconciati a onde strette, l’ombretto è glacè. Al tailleur sagomato sono abbinati dei guantini a rete color cipria. Il brano, dal testo alla melodia, ben si presta alla qualità vocale di Antonella e naturalmente alla sua personalità, contribuendo a far rimanere l’artista impressa nell’immaginario iconografico sanremese.

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5. Nilla Pizzi, sempre elegantissima. Durante l’edizione del 1956 la regina del Festival indossa un abito in stile New Look di colore bianco ricamato interamente con perline.

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4. Mia Martini ritorna al Festival di Sanremo nel 1989 regalando uno tra i brani più struggenti e belli della storia della musica italiana, “Almeno tu nell’universo”. All’intensa interpretazione si abbina l’immagine raffinata di un’artista matura ed elegante. Veste abiti firmati da Armani, dal sapore un po’ retrò, accentuato dall’acconciatura raccolta a onde e da un trucco intenso. Ovviamente non viste, superata da “Esatto” di Francesco Salvi, da “Vasco” di Jovanotti (entrambi ben posizionati anche nella mia classifica dei look peggiori, vedi il post).

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3. Anna Oxa è un’artista che ha sempre amato cambiare il proprio look, passato con facilità dall’immagine ispirata al Punk dei propri esordi, a un’estetica raffinata come quella proposta durante l’edizione del 1988. Giovanissima e magnetica si esibisce in “Quando nasce un amore”, brano romantico ed emozionante che valorizza le doti canore dell’artista barese. Per l’occasione indossa abiti in seta blu elettrico creati per lei da Paolo Negrato.

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2. Milva, la “Pantera di Goro” è all’apice del proprio successo insieme a Mina, da cui si discosta per repertorio e colore nella voce, più profonda e tenebrosa. A Sanremo del 1973 si presenta con la straordinaria “Da troppo tempo” e per l’occasione indossa un abito sensuale e aderente fino al busto, interamente realizzato con paillettes nere. Il vestito amplifica l’immagine drammatica dell’artista,  esaltata anche dal make-up che ricorda le creazioni di Sarah Moon e le fotografie di Barry Lategan. Straordinaria e incompresa da un pubblico abituato a canzoni poco impegnate giunge comunque terza, e vince il titolo di “Lady Eleganza”:

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1. Patty Pravo ha fatto dell’abito, del trucco, dell’hairtsyle, parte del proprio personaggio, segnando in modo indelebile la storia della musica e del costume in Italia. Camaleontica, sensuale, misteriosa, eterea e androgina, durate l’edizione del 1984 sceglie di indossare le creazioni di un giovane e non troppo famoso stilista: Gianni Versace. Il brano “Per Una Bambola” ben si presta alla sua performance, Patty appare sulla lunga scalinata laterale del palco come un’allucinazione, illuminata – in e da – un metallico kimono argento (e poi scuro). Straordinaria l’acconciatura orientale con lunghissima treccia sul retro del capo, bellissimo il trucco delicato. Il grande ventaglio viene utilizzato dall’artista durante la propria interpretazione, accentuando la compostezza dei suoi movimenti.

Nicoletta nella sua carriera ha sempre indossato abiti straordinari, anche durante le varie edizioni del Festival a cui ha preso parte, e questo grande archivio è stato oggetto di una mostra a Palazzo Pitti. In seguito molti dei suoi costumi, incluso il favoloso kimono argento, sono stati battuti all’asta – su richiesta dell’artista –  con il ricavato devoluto a Emergency. Dimenticavo, anche Patty non ha mai vinto Sanremo, e anche per questo: Chapeau!

Luciano Lapadula

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Sanremo Story: i peggiori look nella storia del festival

Gli artisti in gara al Festival di Sanremo hanno spesso segnato con il proprio look la storia del costume, sia grazie a eccentrici, creativi ed eleganti outfit, che attraverso performance legate ad abiti trash e di cattivo gusto. Ecco la classifica che ho stilato per voi, tenendo in considerazione i cantanti più conosciuti. Seguirà la classifica degli artisti più eleganti e originali.

 

20. Laura Pausini nel 1993 canta “La Solitudine”, giacca stile alla marinara. Ha indossato Byblos, Armani e Philippe Plain, ma nel 1993 e nel 1994 ha scelto una serie tailleur troppo austeri e antiquati, non adatti a una giovane ragazza che appariva assai più grande della propria età.

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19. Arisa  durante l’edizione del 2015 indossa un lungo abito rosso che mette in risalto il seno che scende troppo vistosamente verso il basso. Brutto il grande fiocco sotto il collo. Lapidarie le sue parole prima dell’inizio della kermesse: “Mi vestirò come una donna che va in tv e vuole mettere in mostra la propria bellezza”. L’abito era di Fausto Puglisi che non brillò in eleganza vestendo nella stessa edizione la soubrette Belen.

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18. Lodovica Comello total look Vivetta, abito iper decorato e inadeguato alla sua personalità e alla serata, farfalle e mani sul decolleté che imitano malissimo le creazioni surrealiste di Schiaparelli degli anni ’30.

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17. Elodie, Sanremo 2017. Capelli rosa ostentati ancora come simbolo di stravaganza a distanza di 15 anni da Pink e 40 dal Punk per non andare ancor più indietro; orrenda la ricrescita visibile a un occhio attento, insieme all’abbinamento della tinta con la carnagione olivastra. L’abito Etro indossato durante la prima serata sembra una brutta copia della collezione Jean Paul Gaultier del 1994.

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16. Giusy Ferreri, non ha brillato per eleganza in nessuna delle edizioni del Festival, forse il look peggiore è quello sfoggiato durante la prima delle serate del 2017. Un tailleur Elisabetta Franchi di colore nero stampato con scritte rosse e fantasie di lipstick. Privo di maniche appare come il lavoro lasciato a metà da un sarto scocciato dalla sua stessa creazione. Brutto a mio avviso anche l’abto scelto per l’ultima esibizione della medesima edizione, un vestito lungo fantasia animalier che di sexy e fetish non ha davvero nulla.

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15. Anna Oxa in Gucci, Sanremo 1999. Non è l’ombelico esibito a fare scandalo, ma il tanga che in un look inappropriato spunta evidente dal pantalone a vita bassa. Lo stile di Tom Ford, all’epoca direttore creativo del marchio,  non era adatto per la kermesse , ma in quella edizione fece tanto discutere i media e il pubblico.

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14. Le Lollipop “meteore 2000” erano il frutto di un assemblaggio pop-mediatico. Durante l’edizione del 2002 il loro look s-batte forte agli occhi attraverso un un assemblage di indumenti più trash di quello proposto dalle Spice Girls molti anni prima. Vinsero il record della canzone stonata per intero.

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13. Syria si presenta vestita in modo inappropriato nell’edizione del del 2001, ma forse peggio in quella del 2003 quando canta “L’Amore è” indossando una tuta arabeggiante più adatta per la spiaggia, rimboccata alla caviglia sopra un paio di scarpe da ginnastica del tipo “All Star” di colore rosso.

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12. Elisa in “Luce”,  Sanremo 2001. La cantante offre al pubblico un look troppo minimale in total white, sembra appena scesa dal letto. Scalza (wow che trasgressione), i capelli appaiono disordinati e nell’insieme l’aspetto è trasandato e inadatto al palco dell’Ariston.

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11. Nino D’Angelo si sforza di essere elegante col suo caschetto in stile fine anni ’70 durante l’edizione del 1986. Canta la neomelodica “Vai”, brano dalle assai vaghe sonorità pseudo elettroniche che ricorda “Storie” di Riccardo Fogli e che fa rima tutto in “AI”. Insuperabile trash.

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10. Romina Power durante il Festival del 1987. Alla fioca voce contrappone, oltre che Al Bano, un eccentrico e lungo abito in satin rosa shocking, maniche a palloncino e cuore giallo ricamato sul petto.

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9. Anna Tatangelo, 2002, “Doppiamente Fragili”. Quindici anni e  primo posto tra le Nuove Proposte, indossa jeans a vita bassa, cinturone insipido, calzature dal modello a super punta, t-shirt bianca senza maniche decorata da un’assurda stampa di disegni gialli simili a Spongebob. Una vera ragazza di periferia.

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8. Zucchero al Festival di Sanremo del 1985 canta “Donne” vestito da contrabbandiere.

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7. Francesco Gabbani ostenta un finto disinteresse per il proprio look nell’edizione del 2017, salendo sul palco con indosso un imbarazzante golfino arancio abbinato a un jeans. Il tutto fa troppo “radical chic”. Superato e poco al passo coi tempi il travestimento da scimmia della serata seguente, peggiore di quanto in modo simile fecero gli ironici Elio e le Storie Tese nel 1996.

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6. Deborah Iurato nel 2016 indossa un abito creato dallo stilista Francesco Paolo Salerno, che dopo l’insuccesso del look scrive pubblicamente ai giornali per dissociarsi dall’immagine della cantante. L’abito risulta davvero ridondante e dal gusto discutibile, ingrassa tanto la già non esile Deborah, terribile fu il gioco “fake tatoo” ottenuto sulle braccia attraverso un’applicazione di pizzo macramè su tulle. Brutta anche l’acconciatura.

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5. Jovanotti che durante l’edizione del 1989 si presenta al festival con “Vasco”. Avrebbe voluto proporre l’immagine di un ragazzo giovane e ribelle, ma il risultato è grottesco e ridicolo, nel look più che nel brano. 23 anni, stona tutta la canzone nonostante fosse per lo più parlata. Trash e senza senso i movimenti pelvici alla Elvis dell’ultima categoria. Sfoggia un look finto trasandato, pantalone e giacca in jeans chiaro, incomprensibile cappello da cowboy. Il disco è un successo, nonostante tutto.

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4. Peggio di Lorenzo Cherubini ha fatto Francesco Salvi che nella stessa edizione si presenta sul palco indossando un impermeabile giallo mentre canta e urla accompagnato da danzatori che indossano maschere di animali. Surreale e orrendo.

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3. Marcella Bella con “Uomo Bastardo”, Sanremo 2005. Tubino nero troppo aderente con il titolo del brano che diviene una scritta ricamata in bianco a decorare le terga dell’artista. Lo stesso motivo venne ricamato in rosso sul petto, per un altro incredibile abito. Talmente trash da risultare simpatica e iconica.

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2. Adriano Pappalardo a Sanremo 2004 con “Nessun Consiglio”: ripropone il già orrendo look esibito sull’Isola dei Famosi,  cercando di dare di sé l’immagine di un uomo rude e mussoliniano, lontano dall’eleganza, quasi questa fosse un vizio deleterio per la virilità. Si presenta in pantalone modello cargo e felpone nero, nel peggior stile 2000. Terribili l’orologio e le collanine tribali che fuoriescono dalla zip.

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1. Sabrina Salerno e Jo Squillo si presentano scatenatissime e iperattive nella performance del loro brano chiamato “Siamo Donne”, tredicesimo posto ma vincitore morale dell’edizione 1991 e successo discografico dell’anno. Estetica “pornotrash”, intimo silver in pvc per un nude look provocatorio ma fuori luogo, al bikini super sgambato di Sabrina è abbinata una giacca nera con spalline decorate in paillettes multicolor. Grazie ragazze.

 

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