Divas of Fascist Cinema

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Il volto scolpito nel marmo, uno sguardo insieme sensuale e spietato che allude all’erotismo più feroce di quei giorni bui. Le labbra violacee evidenziano un sorriso amaro, sprezzante, fiero del proprio sublime incanto. Sono le dive del cinema fascista, in un’Italia umiliata dalla guerra regnano sulle superfici dell’illusione per regalare un sogno a chi di illusione perisce.

The face sculpted in marble, a sensual and ruthless glance that alludes to the most ferocious eroticism of those dark days. The violet lips show a bitter, contemptuous smile, proud of its own sublime charm. They are the divas of Fascist cinema, in an Italy humiliated by war thay all reigns on the surfaces of illusion to give a dream to those who are diyng by illusion.

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Alida Valli – From a Fresh Look to a Dark Lady – Venturini

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Alida Valli. Ghergo

luisa ferida

Luisa Ferida

Leda Gloria

Seductive Leda Gloria – Ghergo

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Leda Gloria – Venturini

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Elisa Cegani – Ph unknown

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Elisa Cegani from in “LA CORONA DI FERRO” di Alessandro Blasetti, 1941. Winner of Coppa Mussolini award

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Clara Calami: the first italian “Dark Lady” actress

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Clara Calamai. I think she worn Ferragamo platform shoes. Could be now

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Elsa De Giorgi – Peek-a-Boo hairstyle. Ph Venturini

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A perfect face. Elsa De Giorgi

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Amazing Beauty: Doris Duranti, the most loved by dictators

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Doris Duranti, the fascist actress, by Elio Luxardo

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Isa Mirande: the platinum italian Dietrich

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Isa Miranda, who arrived in Hollywood, was greeted with clamor by the public and by Paramount

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DRESS UP Films: when Fashion meets Movies

Ultimamente mi è capitato di imbattermi nella serie televisiva American Horror Story, approcciandomi ad essa in maniera piuttosto critica. Il mio scetticismo è stato immediatamente sconfitto dalle vicende dei protagonisti, in particolare della quarta serie Freaks Show.
Il richiamo al film del 1932 è palese, ma ciò che ha colto maggiormente la mia attenzione è il personaggio interpretato da una splendida Jessica Lange: Elsa Mars. Proprietaria del “circo dei mostri”, ex dominatrix durante la Germania sotto regime nazista, il sogno di Elsa è arrivare al successo come la sua storica rivale Marlene Dietrich. Ed è proprio a quest’ultima che il look della Lange/Mars si ispira, oltre ad omaggiare Sir David Bowie in più di una scena.
Da questo momento in poi, completamente catturata dal suo personaggio ed effettuando ricerche, sono giunta alla conclusione che, come sempre ho sostenuto,“l’innovazione è nel passato”.
Nel corso degli anni gli stilisti si sono ispirati alle dive della “Old Hollywood” per la creazione delle loro opere, spesso in maniera impercettibile, tuttavia, per chi come me è amante del cinema è quasi inevitabile si imbatta nel riscontro di evidenti citazioni
Tra i tanti stilisti che hanno rivisitato il look delle star del Silver Screen riadattandoli nel
contemporaneo spicca il talentuoso John Galliano nelle sue creazioni per Dior ha sicuramente dato largo spazio alla sua creatività omaggiando le dive che da sempre lo hanno ispirato del cinema muto e non. Oltre lui, numerosi sono gli altri nomi del mondo della moda che hanno attinto a piene mani dai costumi del passato. Vediamone alcuni.

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Recently I toke a look at tv series American Horror Story. My skepticism was immediately defeated by the vicissitudes of the protagonists, in particular the fourth series Freaks Show. The reference to the 1932 film is obvious, but what most caught my attention is the character played by beautiful Jessica Lange: Mars Elsa. Owner of the “circus of monsters”, former dominatrix throughout Germany under the Nazi regime, the dream of Elsa to success as its historic rival Marlene Dietrich. And it is to the latter that the Lange / Mars look is inspired, as well as pay homage to Sir David Bowie in more than one scene.

From now on, completely captured by his character and searching, they came to the conclusion that, as I have always supported, “innovation is in the past.”
Over the years, the designers were inspired by the divas of “Old Hollywood” for the creation of their works, often imperceptibly, however, for people like me who loves cinema is almost inevitable to come across in the finding of obvious citations
Among the many designers who have revisited the look of the stars of the Silver Screen, the talented John Galliano in his creations for Dior has certainly given ample space to his creativity honoring the divas that have always inspired silent movie and not. Besides him, there are many other fashion names that have drawn freely from the customs of the past. Let’s see some above.

 

1

John Galliano for Dior S/S 2004 VS Marlene Dietrich Venere Bionda 1932

2

Elie Saab ss 2012 VS Marlene Dietrich 1971

3

Jerry Hall at Tierry Mugler fashion show 1995 VS Marlene Dietrich in London, 1972

4

Louise Brooks, 1927 VS Alberta Ferretti ready to wear fw 2017

Tempo fa mi recai da Luciano nel suo atelier, e tra un cambio d’abito e la visita di qualche “vicino di casa” eccentrico, lui mi mostrò una sfilata di Alexander McQueen del 1999. Kate Moss in versione ologramma fluttuava tra gli spettatori come fosse un fantasma, e il rimando a La caduta di casa Usher, film muto di Jean Epstein del 1928 estrapolato dal racconto di Poe, è stato immediato.

5

Abito realizzato per Greta Garbo da Gilbert Adrian nel 1931.Thierry Mugler fashion show 1995. Sicuramente più audace e provocatorio, ma non per questo meno elegante:

6

 

Vogue US 1997: John Galliano for Dior by Annie Leibovitz.
Le lacrime amare di Petra von Kant, Rainer Werner Fassbinder 1972:

7

 

Catherine Deneuve in Yves Saint Laurent durante una scena del film The Hunger, Tony Scott 1983 VS Gareth Pugh F/W 2016 – ’17

8

Si potrebbe continuare all’infinito, ma purtroppo questi “paragoni” stanno diventando sempre meno frequenti a causa delle “mode del momento”, mai espressione fu più deleteria per chi ama La Moda, quella Vera e Artistica.
Gli stilisti vestono “dive” come Rihanna, Lady Gaga…adattandosi ad un pubblico più “pop” e meno colto riguardo il passato. Per quel che mi concerne mai i miei occhi potrebbero adattarsi alle folte extension di Lady Gaga degne di Barbie Raperonzolo, o alle trasparenze e aderenze delle tanto acclamate sorelle Kardashian, che per la loro mancanza di eleganza forse non convincerebbero neanche un cultore del lato b come Tinto Brass.
Dove sono finite le dive di una volta? Perché una parte di pubblico deve per forza adattarsi a tale scempio quando le nostre mamme, vere icone di stile, ci avevano insegnato l’eleganza e la riservatezza? Vedo ragazze emulare tali personaggi come se il farlo costituisse di per sè un vanto, quando il vero vanto sarebbe piuttosto quello di poter seguire lezioni di stile offerte da quanti con reale competenza operino nel settore moda, permettendo a chiunque di scoprire le proprie attitudini e rinnovare il proprio stile senza necessariamente dover passare alla storia.
Come diceva Yves Saint Laurent: Le mode cambiano. Lo stile è eterno.

Francesca Paradiso.

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“The Macabre and Grotesque in Fashion and Costume History”

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Nazism and Beauty, two pictures

Sono a Berlino per lavoro, visitando il bellissimo museo di arte moderna “Berlinischegalerie” sono stato colpito da due immagini del 1940 che ritraggono rispettivamente una bambina e un giovane uomo.

I due soggetti ritornano improvvisamente ad essere in vita, raccontando attraverso gli scatti qualcosa che in modo indelebile ha segnato le loro esistenze congiungendole al presente e proiettandole al futuro.

Sono cittadini di Berlino, biondi, esteticamente appaiono perfetti, volti dai lineamenti carezzevoli, corpo maschile vigoroso e sensuale.La fanciulla appare triste, lo sguardo gioioso di bambina fissa il vuoto di un orizzonte buio. Il naso all’insù si scontra con la geometria di un sorriso spezzato, le labbra scendono verso il basso a descrivere un’allegria infranta, presagendo un declino sconfinato.

Una pericolosa vertigo stringe e risucchia l’intera esistenza di un popolo scaraventando sciagurati esseri nella più tetra delle storie da ricordare.

La ricerca della perfezione estetica volta alla supremazia della razza ariana emerge da queste due immagini con prepotenza, il culto del corpo e la celebrazione dei tratti somatici seducono lo sguardo e atterriscono l’animo.

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I’m in Berlin for business, visiting the beautiful museum of modern art “Berlinische Galerie” I was impressionated by two 1940’s images portraying a little girl and a beautiful boy, boths are from Berlin, blonds, appearing aesthetically perfect, faces are amazing, male body vigorous and sexy. The beautiful girl looks sad, joyous eyes of child looks at a creepy horizon, without lights. The research for aesthetic perfection and for the supremacy of the Aryan race emerges from these two images with arrogance, the cult of the body and the celebration of somatic seduce the eye and terrify the soul.

 

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Androgyny in Vogue

Guardando le immagini fotografiche utilizzate per le campagne pubblicitarie in ambito moda, risulta sempre più difficile comprendere quali siano gli aspetti sessuali che definiscono un genere e un’identità. Che si pubblicizzi un occhiale da sole, una borsa, un abito, un profumo, la scelta delle case di moda verte quasi sempre su aspetti ambigui con un esplicito – tuttavia – riferimento alla sessualità.

Se fino agli anni Novanta questo genere di rovesciamento di ruoli e di estetiche era relegato a una forma di trasgressione, penso ai vari video di Madonna, a Calvin Klein e Kate Moss o a Jean Paul Gaultier, oggi pare che l’androginizzazione delle modelle e dei modelli sia una peculiarità estetica inderogabile per poter avere successo.

Madonna with Isabella Rossellini

La nuova identità sessuale di uomini e donne abbandona gli eccitanti aspetti trasgressivi per vestirsi di un nuovo terzo sesso, che esteticamente appare identico per entrambi.

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Looking at the photographic images used for advertising campaigns in the field of fashion, it is increasingly difficult to understand what are the sexual aspects that define a gender and identity. Sunglasses, bags,  dresses, perfumes, the choice of the fashion houses almost always focuses on ambiguous aspects with an explicit reference to the sex. Until the nineties it was a form of transgression, for example into Madonna video, Calvin Klein and Kate Moss ad or Jean Paul Gaultier ad. Today it seems that this kind of models must look that way to be successful. The new sexual identity of men and women leave the transgressive aspects to dress a new third sex, which appears aesthetically identical for both.

Madonna in 1990

Jean Paul Gaultier ads

 

Gucci runways

 

Ralph Lauren

Margiela 2016

Margiela 2016

YsL fw 2016

Some pics from Vogue Italia – June 2016

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Vogue Italia cover – June 2016

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Gucci ad from Vogue Italia june 2016

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from Vogue Italia – June 2016