Miss Italia 2015 e La Ciociara. Due Miss e due storie.

Polemiche sulle parole assurde proferite da #MissItalia.

Questa ragazza potrebbe essere assunta ad emblema infame della nostra società malata, del nostro tempo corrotto.

La causa é l’ignoranza.
La colpa a mio avviso é anche dei suoi insegnanti che quasi certamente non le hanno mai spiegato cosa sia accaduto alle #donne durante la #guerra, e quanto il mondo e l’Italia debba a loro.

Miss #Italia, tu rappresenti l’Italia peggiore, non quelle donne.
Non tante tra le mie contemporanee.

Miss Italia nella foto é ritratta #SophiaLoren, anche lei ha partecipato a questo concorso.

Qui ha a soli 26 anni e interpreta il ruolo di una donna di 50 vittima di stupro da parte dei soldati, e testimone a sua volta dei loro abusi perpretati ai danni della piccola figlia.

#LaCiociara

Questo é accaduto a tantissime donne nel corso  della guerra e durante la liberazione.

Nelle le mie lezioni ho sempre dedicato spazio al ruolo delle donne durante la II guerra mondiale, sia stato esso eroico che tragico, e mi piacerebbe non ascoltare mai piú nessun uomo e donna proferire offese come quelle dell’altra sera.

Offese che rigurdano noi, i nostri nonni,
i nostri figli.

L

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Fascistissime Reginette di Bellezza ante Miss Italia

Da sempre la graziosa estetica femminile è oggetto di critiche, giudizi, esami e concorsi, veri e propri casting. Sin dall’antica Roma erano indette gare di bellezze con lo scopo di eleggere la fanciulla piú avvenente a cui concedere in premio un patrizio in cerca di moglie.

In Italia con lo scorrere del tempo, tanto, nacque un concorso – il primo ufficiale – era il 1938.

Pervaso da un convenzionale e ipocrita pudore il concorso vietava attraverso il proprio regolamento di chiamare Miss o Reginette le gareggianti, alle quali era interdetto sfilare innanzi alla giuria. Cosí intervenne in soccorso degli esaminatori il malizioso settinanale “Le Grandi Firme”. Il geniale artista barese Gino Boccasile ritrasse su ogni copertina una ragazza giunonica e disponibile, sorridente “sana”, fascistissima.

Le Grandi Firme. 1938

Le Grandi Firme. 1938

Soppresso il giornale per ragioni politiche, nel 1939 Dino Villani con la sua pasta dentifricia fu sponsor del nuovo concorso “5.000 lire per un sorriso”. Una dentatura perfetta, sorriso smagliante e bellezza corporea: abbinamento fatale, fu un successo.

Isabella Verney fu la prima vincitrice della selezione. Aveva solo 14 anni e l’imbarazzo, una volta che la notizia apparve sui giornali, fu tale che l’anno seguente, prima di eleggere la bellissima Gianna Manaresi, i commissari verificarono l’età delle aspiranti al titolo. Nel 1941 al monte premi si aggiunse un brillante, saldando il legame tra lusso e bellezza tutt’ora simbolo del concorso. Vinse l’attrice Adriana Serra.

Adrianna Serra, famosa per essere entrata nelle case degli italiani durante il dopoguerra in qualità di presentatrice tv

Adrianna Serra, famosa per essere entrata nelle case degli italiani durante il dopoguerra in qualità di presentatrice tv

Sospeso il concorso a causa delle bombe e degli stenti si dovrà attendere il 1946 per incoronare nuove aitanti ragazze in cerca di fortuna e da allora in poi disposte a sfoggiare non solo sorrisi, ma gambe e “lati B”.

Ma questa è un’altra storia.
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