Nazism and Beauty, two pictures

Sono a Berlino per lavoro, visitando il bellissimo museo di arte moderna “Berlinischegalerie” sono stato colpito da due immagini del 1940 che ritraggono rispettivamente una bambina e un giovane uomo.

I due soggetti ritornano improvvisamente ad essere in vita, raccontando attraverso gli scatti qualcosa che in modo indelebile ha segnato le loro esistenze congiungendole al presente e proiettandole al futuro.

Sono cittadini di Berlino, biondi, esteticamente appaiono perfetti, volti dai lineamenti carezzevoli, corpo maschile vigoroso e sensuale.La fanciulla appare triste, lo sguardo gioioso di bambina fissa il vuoto di un orizzonte buio. Il naso all’insù si scontra con la geometria di un sorriso spezzato, le labbra scendono verso il basso a descrivere un’allegria infranta, presagendo un declino sconfinato.

Una pericolosa vertigo stringe e risucchia l’intera esistenza di un popolo scaraventando sciagurati esseri nella più tetra delle storie da ricordare.

La ricerca della perfezione estetica volta alla supremazia della razza ariana emerge da queste due immagini con prepotenza, il culto del corpo e la celebrazione dei tratti somatici seducono lo sguardo e atterriscono l’animo.

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I’m in Berlin for business, visiting the beautiful museum of modern art “Berlinische Galerie” I was impressionated by two 1940’s images portraying a little girl and a beautiful boy, boths are from Berlin, blonds, appearing aesthetically perfect, faces are amazing, male body vigorous and sexy. The beautiful girl looks sad, joyous eyes of child looks at a creepy horizon, without lights. The research for aesthetic perfection and for the supremacy of the Aryan race emerges from these two images with arrogance, the cult of the body and the celebration of somatic seduce the eye and terrify the soul.

 

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“The Macabre and Grotesque in Fashion and Costume History”

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Metamorfosi Artistica dei Resti Organici

Quella che vedete è l’immagine che ritrae un tavolino e la mano elegante di una fanciulla.

Il lavoro è stato concepito da Efisio Marini (1835-1900) detto “il pietrificatore” per via della sua particolare innovativa tecnica di preparazione organica suppletiva della conservazione classica di cadaveri e parti anatomiche.

Il tavolo è ottenuto con uno speciale impasto tra i cui ingredienti vi sono sangue, polmoni, cervello. La mano è anch’essa un resto umano, pietrificato.

Ciò che stupisce è la ricerca del bello, la metamorfosi del repellente in raffinato elemento estetico pervaso da un cromatismo che interessa, che affascina.

L’imbalsamazione è da ritenersi una forma d’arte qualora come spesso accade da secoli, intervenga per fermare il naturale processo di decomposizione organica con le relative ingiurie inferte sul corpo.

E’ un processo che esprime una parte atavica dell’animo umano attraverso la quale si cerca di rendere eterno ciò che abbiamo amato, ciò che è meraviglioso per la sua natura estetica o per la rilevanza sociale.

efisio marini luciano lapadula

Descrizione dell’Estasi Mistica tra fervore religioso e sessualità

I racconti  biografici delle sante sono sovente colmi di dettagli che sembrano provenire da un raccapricciante libro sadomaso. Questi testi erano in passato redatti per lo più da uomini, e leggendoli è quasi obbligatorio riflettere se si tratti di pura agiografia o qualcosa che sfiori addirittura la pornografia anticipando i testi sadiani.

Si esprime in molti di questi racconti,  l’estrema attenzione per il corpo e per le mortificazioni a questo inflitte. Sono accuratamente descritte umiliazioni che rivestono espliciti connotati sessuali utili a sottolineare il percorso che conduce indenne la martire al preservare la propria verginità sino alla morte.

Trattasi di un’estasi proveniente dal dolore che dovrebbe assumere la funzione di spingere i fedeli all’emulazione di questi gesti che inondano di piacere la sofferenza. Il caso a mio avviso più emblematico rispetto a questo percorso è quello di Santa Margherita Maria Alacoque, monaca che temeva malattie e sporcizia.

Dopo una delle sue visioni mistiche – cito dalle cronoche dell’epoca – l’allora suor Margherita Maria, preda degli spasmi, venne portata dalla Madre Superiora, davanti alla quale si inginocchiò. La Madre, racconta Margherita Maria, «nel vedermi come fuori di me stessa, mi mortificò e mi umiliò con tutte le sue forze. Questo mi fece gran piacere e mi colmò d’una gioia incredibile, perché mi sentivo tanto colpevole e confusa, che il più duro dei trattamenti mi sarebbe sembrato troppo dolce». Suor Margherita fu in grado da allora di leccare il vomito e le feci dei malati, provando gioia e un sempre rinnovato fervore cristiano.

Il corpo e la fisicità dunque assumono una duplice veste:quella di fisico involucro legato alla vanitas, e quello di sintesi del creato e della sua perfezione, utile a testimoniare il rifiuto della tentazione attraverso la sua mortificazione.

estasi bernini luciano lapadula

Estasi della Beata Ludovica Albertoni, Gian Lorenzo Bernini

Luciano Lapadula