Piero Tosi. Death in Venice.

È scomparso uno tra i più celebri costumisti italiani famoso in tutto il mondo. Il talentuoso Piero Tosi, che ha brillato nel sodalizio con il regista Luchino Visconti, lavorando anche nella prosa (La locandiera), nella lirica (La sonnambula, Macbeth) e nel cinema (Senso, Rocco e i suoi fratelli, Le notti bianche, Il gattopardo, Morte a Venezia film del 1971, di cui allego alcune drammatiche e struggenti immagini.

One of the most famous Italian costume designers famous all over the world has passed away. The talented Piero Tosi, who shone in the partnership with the filmaker Luchino Visconti, also working in the prose (La locandiera), in the lyric (La sonnambula, Macbeth) and in the cinema (Senso, Rocco e i suoi fratelli, Le notti bianche, Il gattopardo , Death in Venice film of 1971, of which I am attaching some dramatic and poignant images.

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Björn Johan Andrésen
Dirk Bogarde
Dirk Bogarde
Silvana Mangano

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The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume“.
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Italiani all’estero, i diari raccontano – Italians abroad, stories from their diaries – My Styling

È stato presentato in Farnesina – Roma – l’11 giugno 2019 il lavoro prodotto per conto del Ministero degli Affari Esteri che mi ha visto collaborare nella ricerca e selezione dei costumi in qualità di power dresses e stylist. Il video, realizzato da Imaginapulia, (foto backstage attore Livio Berardi) descrive con pathos i percorsi esistenziali di quanti tra fine ‘800 e ‘900 hanno abbandonato l’Italia per trasferirsi all’estero.

Riaffiorano così dagli autentici diari di queste persone – custoditi nella Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano (AR).  – racconti e storie di vita che ci immergono in paure, aspettative appagate o disattese, fatica, senso di inadeguatezza e disagio, disperazione, voglia di tornare.

Nel video, oltre ai costumi, anche oggetti provenienti dal passato che ho appositamente selezionato dal mio archivio, tra questi scarpine anni ’30 per bimba in vernice nera, occhialini inizi ‘900, foulard e occhiali da sole per donna dagli anni ’50. Un pettine da viaggio, oggetti che rievocano in modo segnico quanto contenuto nei racconti di chi è partito all’estero nella speranza di una vita migliore.

The work produced on behalf of the Ministry of Foreign Affairs was presented in the Farnesina – Rome – on 11 June 2019, which saw me collaborating in the research and selection of costumes as power dresses and stylists. The video, made by Imaginapulia (backstage photo actor Livio Berardi) describes with pathos the existential paths of those between the end of the 1800s and the 1900s who left Italy to move abroad. Thus resurface from the authentic diaries of these people – kept in the National Archive Diary Foundation of Pieve Santo Stefano (AR) – describe stories and life stories that plunge us into fears, fulfilled or unfulfilled expectations, fatigue, a sense of inadequacy and unease, desperation, desire to come back.In the video, in addition to the costumes, there are also items from the past that I have specially selected from my archive, including little shoes from the 30s for girls in black patent leather, glasses from the early 1900s, scarves and sunglasses for women from the 50s. A travel comb, objects that symbolically recall what is contained in the stories of those who went abroad in the hope of a better life.

Video: I DIARI RACCONTANO

Some of my styling. Photoshooting in Berlin.

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Some of the styling I created for a photoshooting in Berlin. Vintage clothes and accessories all from my archive.

Alcuni degli styling che ho creato per lo shooting fotografico realizzato a Berlino. Abiti e accessori d’epoca, dal mio archivio.

Photography Suzana Holtgrave

Mua – Hair Noriko Takayama

Models: Iconic Management – Berlin

in collaboration with Amanda Kastrati and Andreas Weigelt (location)

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SCHIAPARELLI Life

Debutta tra 9 giorni ad Asti lo spettacolo teatrale “SCHIAPARELLI Life”, dedicato all’immensa artista, icona indiscussa nel campo della moda e delle arti visive.

Ho lavorato al progetto come supervisore storico,  e naturalmente ai costumi, insieme al fashion designer Vito Antonio Lerario.

Nunzia Antonino interpreta il ruolo di attrice protagonista, vestendo i panni di Elsa.  E’ accopagnata sul palco dall’attore Marco Grossi. I due artisti vestiranno rari abiti d’epoca
provenienti dal mio archivio Fashion Archives “Lerario Lapadula”.
I costumi e gli accessori, nei loro volumi e nelle cromie, sono stati pensati ad hoc per la pièce, armonizzati con le scenografie di Maurizio Agostinetto, e con le animazioni di Bea Mazzone. Oltre agli abiti storici, vivono sul palco le Vito Antonio Lerario.

La regia è di Carlo Bruni,  direttore artistico del teatro Garibaldi di Biscelgie (Ba), la scrittura è di Bruni ed Eleonora Mazzoni.

28 Giugno 2018 h 22. Asti Teatro “Chiesa del Gusù”.

The “SCHIAPARELLI Life” theatrical show, dedicated to the immense artist, undisputed icon in the field of fashion and visual arts, made its debut in 9 days in Asti.

I worked on the project as a historical supervisor, and naturally with costumes, together with Vito Antonio Lerario fashion designer. Nunzia Antonino plays the role of leading actress, taking on the role of Elsa.

She is flocked to the stage by the actor Marco Grossi.

The two artists will wear rare period dresses  from my archive Fashion Archives “Lerario Lapadula”. The costumes and accessories, in their volumes and colors, were designed specifically for the pièce, harmonized with the sets of Maurizio Agostinetto, and with the animations of Bea Mazzone.

In addition to the historical clothes, Vito Antonio Lerario haute couture creations lives on stage.

The direction is by Carlo Bruni, artistic director of the Garibaldi theater in Biscelgie (Ba), the writing is by Bruni and Eleonora Mazzoni.

28 June 2018 h 22. Asti Teatro “Chiesa del Gusù “.

 

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Fashion and Make-Up from Silent Movies

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Fatali, struggenti, maledette: le donne del cinema muto hanno lanciato mode dell’assurdo, che racconto nel mio libro. Per voi un breve estratto nel video.

Fatal, tormenting, cursed: the women of silent cinema have launched fashions of the absurd, which I tell in my book. A short excerpt in the video for you.

From my book: “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume”

Dal mio libro: “Il macabro e il grottesco nella Moda e nel Costume”


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Dresses from Past: 1911 – 1952

Dal mio archivio “Lerario Lapadula ” cinque preziosi e rari abiti d’epoca, esibiti durante una sfilata. Ciascuno degli indumenti rappresenta un modello della donna del proprio tempo, tra stile, carattere, dimensione sociale.

From my archive “Lerario Lapadula” five precious and rare period dresses, exhibited during a fashion show. Each of the garments represents a model of the woman of her time, between style, character and social dimension.

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AYRES & CO. Indianapolis  1911

Abito realizzato in delicata seta nera con collo in tulle di seta e pizzo chimico color avorio ornato da coralli color oro sul petto.

La linea del vestito, elegante e drammatica, rimanda all’archetipo di diva noir tipico del cinema inizi secolo. Donne ritratte in stato di altalenante passione e follia, avvolte in un aurea di mistero e connotate da note di maledettismo.

E’ questo un abito realizzato all’interno della più importante sartoria dell’Indiana in attivo per tutto il ‘900, nota anche per aver accolto tra le sue lavoranti le tantissime giovani emigranti europee. La sartoria è ora sede di un importante omonimo museo della moda.

Dress made of delicate black silk with silk tulle collar and ivory-colored chemical lace adorned with gold-colored coral on the chest.

The silhouette, elegant and dramatic, refers to the archetype of vamp lady typical of early century cinema. Women portrayed in a state of fluctuating passion and madness, wrapped in an aura of mystery and characterized by notes of malice.

This is a dress made inside the most important tailoring of Indiana in active throughout the ‘900, also known for having welcomed among its workers the many young European emigrants. The tailoring is now home to an important fashion museum of the same name.

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FLAPPER DRESS  1927

Questo vestito è realizzato in un sofisticato tulle di seta interamente ricamato con pailettes grigio perla e argento e conchiglie colorate provenienti dal lontano Oceano Pacifico. Il tutto genera dei bellissimi decori sul fondo del vestito, con un chiaro ricamo all’art-Dèco e quindi alla nuova scoperta della sfavillante cultura orientale.

This dress is made of a sophisticated silk tulle entirely embroidered with pearl and silver gray sequins together with handpainted shells coming from the distant Pacific Ocean. All this generates beautiful decorations on the bottom of the dress, with a clear embroidery to the art-Dèco and then to the new discovery of the sparkling oriental culture.

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1932

Abito da sera in crepe di seta nero con ricami in lurex oro e vivaci disegni multicolor.

Black silk crepe evening gown with gold lurex embroidery and bright multicolor designs.

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1940s – WWII

Abito in seta stampata proveniente dagli anni del secondo conflitto bellico. Il gusto è di impronta orientale, il copricapo, in lana con fiocco in seta, è in stile Art Déco.

Printed silk dress from second world war era. The taste is oriental, the headpiece, in wool with silk bow, is in Art Déco style.

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Sorelle Rossaro, Milano. 1952

Abito da gran sera datato 1952 e firmato dal marchio milanese “Sorelle Rossaro”, raro esempio di creazione di alta moda italiana appartenente a una casa di moda non più esistente che nacque durante il ventennio fascista proprio a Milano, con sede in via Montenapoleone.

Great evening gown dated 1952 and signed by  brand “Sorelle Rossaro”, Milano. This is a rare example of the creation of Italian high fashion belonging to a fashion house no longer existing that was born during the twenty years Fascist in Milan, located in via Montenapoleone.

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DRESS UP Films: when Fashion meets Movies

Ultimamente mi è capitato di imbattermi nella serie televisiva American Horror Story, approcciandomi ad essa in maniera piuttosto critica. Il mio scetticismo è stato immediatamente sconfitto dalle vicende dei protagonisti, in particolare della quarta serie Freaks Show.
Il richiamo al film del 1932 è palese, ma ciò che ha colto maggiormente la mia attenzione è il personaggio interpretato da una splendida Jessica Lange: Elsa Mars. Proprietaria del “circo dei mostri”, ex dominatrix durante la Germania sotto regime nazista, il sogno di Elsa è arrivare al successo come la sua storica rivale Marlene Dietrich. Ed è proprio a quest’ultima che il look della Lange/Mars si ispira, oltre ad omaggiare Sir David Bowie in più di una scena.
Da questo momento in poi, completamente catturata dal suo personaggio ed effettuando ricerche, sono giunta alla conclusione che, come sempre ho sostenuto,“l’innovazione è nel passato”.
Nel corso degli anni gli stilisti si sono ispirati alle dive della “Old Hollywood” per la creazione delle loro opere, spesso in maniera impercettibile, tuttavia, per chi come me è amante del cinema è quasi inevitabile si imbatta nel riscontro di evidenti citazioni
Tra i tanti stilisti che hanno rivisitato il look delle star del Silver Screen riadattandoli nel
contemporaneo spicca il talentuoso John Galliano nelle sue creazioni per Dior ha sicuramente dato largo spazio alla sua creatività omaggiando le dive che da sempre lo hanno ispirato del cinema muto e non. Oltre lui, numerosi sono gli altri nomi del mondo della moda che hanno attinto a piene mani dai costumi del passato. Vediamone alcuni.

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Recently I toke a look at tv series American Horror Story. My skepticism was immediately defeated by the vicissitudes of the protagonists, in particular the fourth series Freaks Show. The reference to the 1932 film is obvious, but what most caught my attention is the character played by beautiful Jessica Lange: Mars Elsa. Owner of the “circus of monsters”, former dominatrix throughout Germany under the Nazi regime, the dream of Elsa to success as its historic rival Marlene Dietrich. And it is to the latter that the Lange / Mars look is inspired, as well as pay homage to Sir David Bowie in more than one scene.

From now on, completely captured by his character and searching, they came to the conclusion that, as I have always supported, “innovation is in the past.”
Over the years, the designers were inspired by the divas of “Old Hollywood” for the creation of their works, often imperceptibly, however, for people like me who loves cinema is almost inevitable to come across in the finding of obvious citations
Among the many designers who have revisited the look of the stars of the Silver Screen, the talented John Galliano in his creations for Dior has certainly given ample space to his creativity honoring the divas that have always inspired silent movie and not. Besides him, there are many other fashion names that have drawn freely from the customs of the past. Let’s see some above.

 

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John Galliano for Dior S/S 2004 VS Marlene Dietrich Venere Bionda 1932

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Elie Saab ss 2012 VS Marlene Dietrich 1971

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Jerry Hall at Tierry Mugler fashion show 1995 VS Marlene Dietrich in London, 1972

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Louise Brooks, 1927 VS Alberta Ferretti ready to wear fw 2017

Tempo fa mi recai da Luciano nel suo atelier, e tra un cambio d’abito e la visita di qualche “vicino di casa” eccentrico, lui mi mostrò una sfilata di Alexander McQueen del 1999. Kate Moss in versione ologramma fluttuava tra gli spettatori come fosse un fantasma, e il rimando a La caduta di casa Usher, film muto di Jean Epstein del 1928 estrapolato dal racconto di Poe, è stato immediato.

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Abito realizzato per Greta Garbo da Gilbert Adrian nel 1931.Thierry Mugler fashion show 1995. Sicuramente più audace e provocatorio, ma non per questo meno elegante:

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Vogue US 1997: John Galliano for Dior by Annie Leibovitz.
Le lacrime amare di Petra von Kant, Rainer Werner Fassbinder 1972:

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Catherine Deneuve in Yves Saint Laurent durante una scena del film The Hunger, Tony Scott 1983 VS Gareth Pugh F/W 2016 – ’17

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Si potrebbe continuare all’infinito, ma purtroppo questi “paragoni” stanno diventando sempre meno frequenti a causa delle “mode del momento”, mai espressione fu più deleteria per chi ama La Moda, quella Vera e Artistica.
Gli stilisti vestono “dive” come Rihanna, Lady Gaga…adattandosi ad un pubblico più “pop” e meno colto riguardo il passato. Per quel che mi concerne mai i miei occhi potrebbero adattarsi alle folte extension di Lady Gaga degne di Barbie Raperonzolo, o alle trasparenze e aderenze delle tanto acclamate sorelle Kardashian, che per la loro mancanza di eleganza forse non convincerebbero neanche un cultore del lato b come Tinto Brass.
Dove sono finite le dive di una volta? Perché una parte di pubblico deve per forza adattarsi a tale scempio quando le nostre mamme, vere icone di stile, ci avevano insegnato l’eleganza e la riservatezza? Vedo ragazze emulare tali personaggi come se il farlo costituisse di per sè un vanto, quando il vero vanto sarebbe piuttosto quello di poter seguire lezioni di stile offerte da quanti con reale competenza operino nel settore moda, permettendo a chiunque di scoprire le proprie attitudini e rinnovare il proprio stile senza necessariamente dover passare alla storia.
Come diceva Yves Saint Laurent: Le mode cambiano. Lo stile è eterno.

Francesca Paradiso.

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