STYLES – GENRES – DISGUISES: Bari International Gender film festival

Il prossimo 25 settembre alle ore 15.00 prende il via la conferenza dedicata al tema Gender in occasione del Bari International Film Festival,rassegna che esamina, ricerca, studia,capolavori della storia del cinema in rapporto a genere, identità e orientamento sessuale. Location di questo evento lo storico Palazzo delle Poste di Bari in Piazza Cesare Battisti, 1. Il palazzo è sede dell’Università degli Studi ed è un meraviglioso esempio dell’architettura razionalista fascista, Luciano Lapadula – storico della moda e scrittore – analizzerà il tema “Stili – Generi – Travestimenti“. Lo studio dei segni legati alla moda, al trucco, alle acconciature che a partire dal 1968 hanno diviso e mescolato generi e simbologia sessuale, da Twiggy a Bowie, da Coccinelle ad Amanda Lear. L’intervento di Luciano Lapadula è tratto dal suo libro “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume“, acquistabile al link: https://www.progedit.com/libro-589.html

 

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Ex Palazzo delle Poste di bari – veduta interna

On September 25th at 3.00 pm, the Gender conference will start afor Bari International Film Festival, a review that examines, researches, studies, masterpieces of the history of cinema in relation to gender, identity and sexual orientation. Inside the historic Palazzo delle Poste in Bari (Cesare Battisti Sq, 1), a marvelous example of the fascist rationalist art, Luciano Lapadula – fashion historian and writer – will analyze the theme “Styles – Genres – Disguises”. The study of signs related to fashion, makeup, hairstyles that since 1968 has divided and mixed genres and sexual symbology, from Twiggy to Bowie, from Coccinelle to Amanda Lear. Luciano Lapadula’s speech is based on his book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume“, available at the following link: https://www.progedit.com/libro-589.html

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Willem Dafoe all’inaugurazione del Festival

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Marlene and Madonna 1933 – 1993

Madonna per la propria immagine ha sempre attinto, con bravura e intelligenza, al look di grandi dive del passato. Paragono solo una tra le tante estetiche riprodotte dalla cantante, che scelse di ispirarsi ala star Marlene Dietrich, come lei camaleontica e anticonformista.

L’attrice, nel 1933, è ritratta in una serie di scatti conturbanti e colmi di glamour, la cantante ripropose un look assai simile quando, nel 1993, fu ospite di Pippo Baudo nel programma Partita Doppia, attraverso cui sponsorizzò il proprio film Body of Evidence. Era una magnificata serata.

Luciano Lapadula

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Madonna has always drawn with skill and intelligence, to the look of the great divas of the past to build its image. They compare only one of many aesthetic reproduced; inspired by the singer actress, chameleon and unconventional, Marlene Dietrich.

The actress is portrayed in a series of shots in 1933, the singer revisited the same look when, in 1993, was the guest of Pippo Baudo in the program Double Match, through which sponsored her film Body of Evidence.

Le immagini:

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Actress Marlene Dietrich in white suit aboard the SS EUROPA, in May 1933

Actress Marlene Dietrich in white suit aboard the SS EUROPA, in May 1933

 

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Marlene Dietrich with her husband, Rudolf Sieber, at a train station in Paris. Amazing suit, coat, sunglasses. Suit by Chanel.

 

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Marlene Dietrich 1933, suit by Chanel

 

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Marlene in Chanel, 1933

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Outift by Chanel, 1933

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Madonna, Partita Doppia, January 1993

 

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Madonna i RAI studios, January 1993

 

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Madonna interview by Pippo Baudo, Rai Uno, January 1993

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Madonna interview by Pippo Baudo, Rai Uno, January 1993

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Marlene Dietrich, January 1933 – Madonna, January 1993

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Cut me and I bleed latex

“Spesso mi sono domandato cosa ci sia dietro le splendide fotografie di belle donne vestite con eleganza delle pagine delle riviste di moda. […] Che specie di bellezza è quella delle riviste di moda? E’, diciamolo subito, una bellezza “oggettuale”, “cosale”; nel senso che le cose, cioè i vestiti, vi hanno più importanza delle persone, cioè di chi li indossa; e che le persone stesse sono trasformate in cose ossia in appendici e complementi dei vestiti. Ora domandiamoci quale può essere la vita reale di queste particolari cose, la risposta ce la dà Histoire d’O, di Pauline Rèage. La vita reale delle donne-cose delle riviste di moda è la schiavitù erotica […]

Nell’Histoire d’O la schiavitù non porta a degradazione e questo perché la trasformazione di donna in cosa attraverso le pratiche della schiavitù erotica non è dovuta ad una alienazione negativa (nel senso di soddisfare alle esigenze della libidine altrui) ma positiva (nel senso di adeguarsi ad un ideale di bellezza, nel caso dalla bellezza postulata dalla moda). Sottomettendosi ai sadici riti dei suoi amanti, O si è alienata masochisticamente a favore della bellezza propria e della moda, si è immolata volontariamente e misticamente sull’altare dell’eleganza.L’alta moda concepita come ideale di vita”.

Alberto Moravia introduce così il romanzo-scandalo di Pauline Réage, pseudonimo di Dominique Auri, Histoire d’O, divenuto best-seller e film simbolo del masochismo erotico. “O” è icona di un’emancipazione, considerata dalla mente mediocre e puritana come degradazione della donna, compresa da molti come Moravia afferma “ideale di bellezza”. Innumerevoli scrittori hanno dato libero sfogo alle fantasie piú perverse, ispirando una vastissima schiera di stilisti e registi che, attingendo a questa fonte di erotismo letterario, sono riusciti a tradurre il tutto in abiti viziosi e pellicole depravate.

Negli anni ’50 fu Betty Page a introdurre nell’immaginario collettivo fotografie che la ritraevano in giochi sadomaso e di pelle vestita. Divenuta nota sia per l’innovazione che per lo scandalo che ne provocò, da allora nell’ideale erotico di registi e stilisti il BDSM è entrato di diritto nelle proprie trasposizioni artistiche.

1

Thierry Mugler 1991 vs. Betty Page 1950s

2

Thierry Mugler 1995 vs. Catherine Deneuve in Yves Saint Laurent, Belle de jour di Luis Buñuel, 1967

3

Thierry Mugler 1996 vs. Barbarella 1968, regia di Roger Vadim

4

Yohji Yamamoto 2015 vs. Il Portiere di notte 1973 regia di Liliana Cavani

5

John Galliano for Dior 2003 vs. Histoire d’O Corinne Clery, 1975

6

Chanel 1993 vs. Maîtresse 1975 regia di Barbet Schroeder

“Per vincere quel turbamento che non figurava nei suoi piani, ha afferrato la frusta colpendo la sua vittima […] Ma per il dolore la fanciulla a tratti s’interrompeva. Claire allora raddoppiava i colpi […] La giovane era sdraiata, supina, con le ginocchia divaricate e le braccia abbandonate. Claire era piegata sulla sua preda che ben presto cominciava a gemere dal fondo della gola e in piedi sopra di lei, la spostava come una morta con la punta dellascarpa […]”

Tratto da L’Immagine di Catherine Robbe-Grillet che si firmava con lo pseudonimo di Jean
de Berg. Da questo romanzo venne tratto un film: The punishment of Anne catalogato come
porno d’autore, ma la bellezza e la raffinatezza delle immagini sono tutt’altro che
pornografiche, nell’accezione più dispregiativa del termine.

7

‘THE ONE Grand Show’ World Premiere Jean Paul Gaultier 2016 vs. The Punishment of Anne, 1975

8

Alexander McQueen 1998 vs. Les Fruits de la passion con Klaus Kinski ispirato al romanzo Histoire d’O, 1981

“[…] Bisogna per prima cosa che lei lo soddisfi nei suoi gusti, quale che possa essere la loro
natura, senza mostrare ripugnanza; quindi gli faccia capire che simili cortesie meritano
perlomeno qualche riguardo ed esiga, in cambio di ciò che essa concede, una completa libertà.[…]”

La filosofia nel boudoir di Donatien-Alphonse-François de Sade 1795.
Il divin marchese è stato il precursore di una filosofia di vita. Condannato all’ergastolo per lasua spregiudicatezza e amoralità, è tutt’oggi un esempio per chiunque segua la corrente
sadomaso e non solo.

Grande letterato ha dato libero pensiero alle sue passioni senza preoccuparsi della censura.

9

Thierry Mugler 1997 vs Kim Basinger 9 1/2 weeks – 1986

10

Alxander McQueen 2015 vs Tokyo Decadence 1991

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Nadja Auermann fotografata da Helmut Newton 1995 vs. Secretary 2002, regia di Steven Shainberg

12

Nadja Auermann fotografata da Helmut Newton per Blumarine 1995 vs. Venere in pelliccia 2013, regia di Roman Polanski

 

13

John Galliano for Dior 2003 vs. Bibliothèque Pascal 2010

 

La donna assume un ruolo fondamentale, non è più solo mamma e angelo del focolare, ma
diventa padrona del suo corpo, sicura di sé e delle sue fantasie più intime, come Moravia
afferma la bellezza “oggettuale e cosale”, esprime il feticismo per i propri desideri più
reconditi attraverso gli abiti, non nasconde più quali sono le sue perversioni, mette il proprio corpo alla mercé di uomini, non in senso dispregiativo e per prostituzione, ma perché è sua libera scelta poter godere di quell’ebbrezza.
Leopold Sacher-Masoch scrisse: “La donna a tutt’oggi, quale natura l’ha creata, e nei suoi
rapporti con l’uomo, è sua nemica e può essere solo sua schiava o sua despota, mai sua
compagna.” Era il 1870, tratto da Venere in pelliccia.
La Bellezza è tutto ciò che esprime Verità, e ciò che non abbiamo paura di mostrare.

Francesca Paradiso