“COOL PAST” Musica in Progressione – Progressive Contemporary Sounds

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Oggi mi hanno chiesto di ascoltare un “disco”, è una lavoro musicale impresso su un CD che ha l’aspetto di un vinile, appunto, nero, con etichetta verde acido che fa molto 1989. Si chiama “Cool Past” ed il più esemplare dei casi in cui al titolo di un cd corrisponda una serie di tracce dall’analogo contenuto. Il progetto “Ert” è formato da Viicath, Jil, Matu: tre nomi brevi ma vigorosi come un suono tribale. E da questi tre musicisti che nasce il Cd che ho ascoltato, 4 tracce legate tra loro da un filo comune: un suono che sembra provenire da lontano, che in crescendo si sviluppa intensamente mutando forma e partitura come fosse una creatura vivente. Mi immergo in questo ascolto come in una dimensione atavica, al ritmo antico e tribale da cui deriva la techno sento alternarsi suoni metallici e suburbani, suggestioni post atomiche e vocalizzi cibernetici, esaltati da un BPM insistente, che lascia crescere l’adrenalina. Trovo questo ritmo in evoluzione, progressivo e figlio degli anni ’90, lontano dagli schemi di una costrittiva modernità che appiattisce il pathos sonoro in virtù di un adeguamento al mercato. Lo reputo tanto raffinato da immaginarlo anche fuori da un Club internazionale, perfetto per una passerella Saint Laurent.

Al primo link qui sotto. Buon ascolto.

 

Today my friends asked me to listen to a record, it is a musical work impressed on a CD that looks like a black vinyl, with acid green label that makes it so 1989s. It’s called “Cool Past” and it sounds as the most exemplary of the cases in which the title of a CD corresponds to a series of traces of the same content. The “Ert” project is formed by Viicath, Jil, Matu: three short but vigorous names like a tribal sound. And from these three musicians comes the CD that I heard, 4 tracks linked together by a common thread: a sound that seems to come from afar, which grows more and more and develops intensely changing form and score as if it were a living creature. I immerse myself in this listening as in an atavistic dimension, at the ancient and tribal rhythm from which the techno derives I can listen metallic and suburban sounds, post-atomic suggestions and cybernetic vocalizations, enhanced by an insistent BPM, which allows adrenaline to grow. I find this rhythm in evolution, progressive and son of the 90s, far from the schemes of a cheap modernity that flattens the sound pathos by virtue of an adaptation to the pop market. I consider it so refined to even imagine it outside an international Club, perfect for a Saint Laurent catwalk. At the first link below. Good listening.

SHOP – LISTEN:

COOL PAST

 

Sito Palumbia Records – ERT Project:

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COOL PAST – Ert – Palumbia Records

 

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From Music to Fashion: 10 look che sono passati dalla Musica alla Moda

Un vestito in lurex, una cresta decolorata, un trucco esasperato spesso divengono alla moda per il fatto di averli visti sfoggiare da un cantante di successo. Icone rock, pop, persino provenienti dal mondo della lirica lanciano da decenni stili e tendenze adottate poi dal pubblico e talvolta rielaborate, anche a distanza di anni, da grandi nomi della moda. Di seguito ho analizzato per voi 10 look che – in ordine cronologico – raccontano questo straordinario passaggio da una dimensione all’altra.

A lurex dress, a wierd coloured hairstyle, an exasperated make-up often become fashionable due to having seen them show off by a successful singer. Rock and pop icons, even from the world of opera, have been launching for decades styles and trends adopted by the public and sometimes reworked, even after many years, by big names in fashion. Below I have analyzed for you 10 looks that – in chronological order – talks about this extraordinary passage from one dimension to another.

  1. La generazione dei “Belli e Dannati” degli anni ’50 ha tra le proprie icone musicali Elvis Presley, il quale ha ispirato altri cantanti per la scelta del proprio hairstyle, oltre che numerosi stilisti per i capi proposti in passerella. — “Bad Boys” generation from 50s: Elvis Presley’s hairstyle is so fashionable for the hipster generation.
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Elvis con la sua storica acconciatura

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Il cantante del gruppo The Kolors, 2015

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Roberto Cavalli ss 2013

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Elvis indossa un completo  in pelle nera

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Roberto Cavalli ss 2014

 

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Saint Laurent ss 2012

 

 

2. I costumi realizzati da Piero Tosi per la produzione cinematografica “Medea”, diretta dal poeta Pier Paolo Pasolini nel 1969, che scelse il soprano Maria Callas per il personaggio di Euripide.

Piero Tosi costumes for “Medea” movie, with soprano star Maria Callas, and Valentino collecton from ss 2014

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Medea e Giasone

Rivive l’Antica Grecia negli abiti disegnati da Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli per la collezione Primavera Estate 2014 di Valentino.

Costume designed by Piero Tosi for Maria Callas in Medea (1969)

Costume di Scena

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Valentino by Maria Grazia Chiuri and Pierpaolo Piccioli Spring Summer 2014 vogue italia steven meisel

Valentino ss 2014 – Vogue Italia- Ph Steven Meisel

 

3. L’iconico hairstyle indossato da Paul McCartney durante la seconda metà degli anni ’60 fu ripreso nel 1994 dalla band britannica Oasis oltre che da Calvin Klein per la sua campagna pubblicitaria del profumo Ck One, 1995 e 1998.

Paul McCarteny 60s hairstyle and Oasis mid 90s (togheter with cK adv) 

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© Iconic Haistyle from 60s to 90s

 

4. La cantante francese Francoise Hardy negli anni ’60 indossò un abito in tasselli metallici firmato Paco Rabanne. Lo stesso concetto è stato riproposto da numeri stilisti, in primis proprio da Rabanne che ne ha fatto un suo tratto distintivo. Nella foto un’immagine dalla sua sfilata ss 1997.

The French singer Francoise Hardy in the ’60s wore a dress in metal dowels signed Paco Rabanne. The same concept has been repeated by stylists, first of all by Rabanne who has made a distinctive trait. In the picture an image from his fashion show – SS 1997.

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5. Patty Pravo e la storica acconciatura cotonata alla moda nel 1968. Ciclicamente riproposta tra gli altri anche da Dior nel 2008, abbinata al medesimo Make-Up e stile vestimentario.

Iconic italian singer Patty Pravo during 1968 and same style from Dior 2008

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© Patty Pravo vs Dior ©

 

6. Gli anni ’70 con la loro musica si legano alla moda indissolubilmente. Dal Glam al Punk sino alla Disco ogni subcultura generò mode che nel tempo sono state soventemente rielaborate. Nella celebre discoteca Studio 54 fu trendy indossare abiti firmati Halston. Il brand ha fatto di quei volumi il proprio marchio di riconoscimento, confermandosi come un classico nella storia della moda.

70s disco music is inextricably linked to fashion. From Glam to the Punk till the Disco each subculture generated fashions that always comes back in fashion trend. In the famous Studio 54 disco it was trendy to wear Halston designer clothes. This brand has made these designs  its own brand of recognition, confirming itself as a classic in the history of fashion.

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Bianca Jagger  at Sudio 54: entra in discoteca su di un fiabesco cavallo bianco, indossando un maxi abito rosso fuoco

Chris Royer in a dress by Halston

Chris Royer in Halston

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Lo stilista Halston al centro insieme a Bianca Jagger, Liza Minnelli e Michael Jackson. Studio 54

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Halston fw 2011

 

 

7. Gli anni ’80 e l’immagine di Grace Jones, cantante e performer, musa di grandi stilisti tra cui Azzedine Alaïa. Memorabili i suoi look eccentrici, sensuali e dal sapore androgino.

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Grace Jones in Jean Paul Gaultier 1981 e una creazione Jean Paul Gaulier del 2009

 

8. Madonna ha da sempre lanciato, più di chiunque altro, stili e tendenze. Il suo amico Jean Paul Gaultier la celebrò nel 2013 quando presentò la rielaborazione del look proposto dalla cantante nel film “Cercasi Susan Disperatamente”, 1985.

Madonna has always launched styles and trends more than anyone else. Jean Paul Gaultier celebrated her style in 2013 too when he presented the reworking of the look proposed by the singer during the movie “Desperately Seeking Susan”, 1985.

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9. Tra il 1991 e il 1993 Axl Rose, leader della band Guns N’ Roses, indossò aderenti pantaloncini in lycra abbinati a bandana, anfibi e camicia tartan. L’immagine divenne subito spunto per una nuova moda, ripresa in ultimo anche da Number Nine Collection (anno 2008).

Between 1991 and 1993, Axl Rose, “Guns N ‘Roses” leader, wore tight Lycra shorts with bandana over his long blonde hair, military boots and tartan shirt. This sexy image immediately became a starting point for a new fashion, also recently taken from Number Nine Collection (2008).

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© Axl vs Number Nine ©

 

10. E come non citare i Nirvana e il Grunge, gruppo e moda simbolo dell’ultimo decennio del secolo. Il look proposto dalla band, con a capo Kurt Cobain, bello e carismatico, divenne subito una tendenza tra i giovanissimi. Su un numero di Vogue America del 1992 due supermodelle posaro per Steven Meisel indossando abiti in linea con quella tendenza che si diffuse da Seattle in quasi tutto il mondo.

And how not to mention Nirvana and Grunge, the group and fashion symbol of the last decade of the century. The look proposed by the band, led by Kurt Cobain, beautiful and charismatic perfomer, immediately became a fashion and costume trend. On a number of American Vogue 1992 two supermodels where photographed by Steven Meisel wearing clothes in line with that trend that spread from Seattle almost all over the world.

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Vogue (US) December 1992 Naomi Campbell & Kristen McMenamy Steven Meisel

Vogue (US) December 1992 Naomi Campbell & Kristen McMenamy – Steven Meisel

 

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Storia del Rossetto | History of Lipstick

Rosso come la passione, come il sangue, come il fuoco. Quella del rossetto è una storia che nasce lontano nel tempo, solca i secoli e giunge a noi inalterata nella propria prerogativa estetica: dar colore alle labbra. storia del rossetto history lipstick vision 3.0 magazine luciano lapadula lampoon modaCome in una favola, circa nel 2800 a.C. una bellissima regina sumera di nome Shubad, scelse di essere sepolta insieme a una scatola d’oro che conteneva una più preziosa polvere di colore rosso: pigmento che una volta mischiato con olio di sesamo ed essenza di rosa, era utilizzato per tingere le sue labbra. nefertiti rossetto busto lipstick storia makeup luciano lapadula moda arte cinema poesia sesso

Il popolo dell’Antico Egitto, ossessionato dalla ricerca della perfezione estetica, fece largo uso del rossetto e donne simbolo del potere come Cleopatra lo utilizzarono per apparire ancor più seducenti. La regina Nefertiti, il cui nome proviene dalla parola “Nefer” ossia bellezza, usava una pasta cosmetica ricavata dalla macerazione di coleotteri e formiche.  Il busto che la ritrae, esposto a Berlino accenna un sorriso valorizzato da un color rosso opaco, a quelle labbra carnose il marchio Louboutin ha tributato una linea di lipstick pochi anni fa. antica roma busto makeupNella Roma Antica poi il “Purpurissum” era ricavato dal solfato di mercurio per essere applicato anche sulle labbra delle statue sacre, venerate dal pubblico durante le processioni. Proibito nel Medio Evo in quanto associato al demonio e alla Vanitas, il rossetto conobbe un revival nell’epoca barocca.makeup history lipstick libro macabro grottesco sesso luciano lapadula moda La Francia di Maria Antonietta lo chiamò Rouge de Theatre, perché utilizzato per lo più durante le rappresentazioni sceniche. Fu in tal modo che il suo utilizzo iniziò a diffondersi lentamente tra le donne. Roger & Gallet crearono un primo stick da labbra intorno al 1910 ed Elizabeth Arden ne ideò e diffuse in commercio differenti nuances. elizabeth arden 20s lipstck rossetto storia filippo moda latorre marinettiParrebbe inverosimile, ma le suffragette ne fecero largo consumo per ostentare la propria identità di donna in una società estremamente maschilista; iconico e glossy nei Ruggenti anni ’20 conobbe mode diverse a seconda delle decadi. Ridisegnò le labbra nella forma di un cuore in quel decennio, per trasformale in un sorriso triste durante gli anni del secondo conflitto bellico. rouge dior 1953 rossetto lipstick teatro moda costume libro storia luciano lapadula immagine fashion glamour eleganza 50sChristian Dior nel 1953 lanciò il suo storico “Rouge Dior” che contribuì a conferire eleganza al sorriso delle donne. Marilyn Monroe ne fece un’arma di seduzione abbinandolo al neo della bellezza mentre Grace Kelly preferì toni assai più delicati. Opaco e quasi bianco durante gli anni ’60, tornò scintillante nei successivi anni della Disco. chanel lipstick makeup history storia del trucco rossettoToni fluo e accesi, ma anche gotici, furono quelli alla moda negli anni ’80, segnati da tendenze underground. Più naturale e opaco, virante al color mattone fu quello che imperversò nell’ultimo decennio del secolo breve.
La stilista Coco Chanel un giorno disse: “Se siete tristi, se avete un problema d’amore, indossate un rossetto rosso e attaccate”. Così oggi questo cosmetico continua a lasciare pericolose tracce di passione sulle camicie di tanti innamorati.

Red like passion, like blood, like fire. Lipstick history was born far in time, plows the centuries and comes to us unaltered in its own aesthetic prerogative: to give color to the lips. As in a fairytale, around 2800 BC a beautiful Sumerian queen named Shubad chose to be buried along with a gold box containing a more precious red powder: pigment that when mixed with sesame oil and rose essence, was used to dye her lips .

The people of Ancient Egypt, obsessed with the pursuit of aesthetic perfection, made extensive use of lipstick and women who symbolized power as Cleopatra used it to look even more seductive. Queen Nefertiti, whose name comes from the word “Nefer” or beauty, used a cosmetic paste derived from the maceration of beetles and ants. The bust that shows her, exhibited in Berlin, mentions a smile enhanced by an opaque red color, to those full lips the brand Louboutin has given a lipstick line a few years ago. In Ancient Rome then the “Purpurissum” was obtained from the mercury sulfate to be applied also on the lips of the sacred statues, venerated by the public during the processions. Prohibited in the Middle Ages as associated with the devil and Vanitas, the lipstick experienced a revival in the Baroque era. Marie Antoinette’s France called it Rouge de Theater, because it was mostly used during stage performances. It was in this way that its use began to spread slowly among women. Roger & Gallet created a first lipstick around 1910 and Elizabeth Arden invented and diffused different shades on the market. It would seem far-fetched, but the suffragettes made it widely used to show off their identity as women in an extremely male-dominated society; iconic and glossy in the Roaring ’20s knew different fads depending on the decades. He redesigned his lips in the shape of a heart in that decade, to turn them into a sad smile during the years of the second war. In 1953 Christian Dior launched his historical “Rouge Dior” which contributed to give elegance to the smile of women. Marilyn Monroe made it a weapon of seduction, combining it with the beauty of her beauty while Grace Kelly preferred much more delicate tones. Opaque and almost white during the ’60s, he returned sparkling in the following years of the Disco. Fluorescent and bright tones, but also gothic, were the fashionable ones in the ’80s, marked by underground trends. More natural and opaque, turning to brick color was the one that raged in the last decade of the short century.
The designer Coco Chanel one day said: “If you are sad, if you have a love problem, wear a red lipstick and attack”. So today this cosmetic continues to leave dangerous traces of passion on the shirts of so many lovers.

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Shop my Book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume”.

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Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume – il libro di Luciano Lapadula

E’ stato pubblicato il libro da me scritto: “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume“, edito da Progedit. Nel lavoro svolto ho cercato di dar luce ad aspetti inediti che riguardano la moda e i comportamenti sociali, dal 1700 ai giorni nostri, attraverso lo studio di abiti e abitudini estreme, folli, lugubri, erotiche, sconvolgenti.  Il lavoro, lungo, mi ha impegnato come ricercatore: inediti e straordinari racconti provengono da antichi libri, riviste impolverate, fotografie singolari raccolte in giro per il mondo, interviste, abiti e accessori rimasti in soffitta per oltre un secolo.

 

This is my last book:“The Macabre and Grotesque in Fashion and Costume History” published by Progedit. In my work I tried to give light to new aspects concerning fashion and social behaviors, from 1700 to the present day, through the study of extreme, crazy, gloomy, erotic and disruptive clothes and habits. The work, long, has engaged me as a researcher: unpublished and extraordinary stories come from ancient books, dusty magazines, singular photographs collected around the world, interviews, clothes and accessories left in the attic for over a century.

Acquistalo al link qui sotto

SHOP: “The Macabre and Grotesque in Fashion and Costume History”

Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume Luciano Lapadula

Il volume è stato scelto dal Festival “Il Libro Possibile” ed è stato presentato la sera del 6 luglio a Polignano a Mare (Ba), sulla evocativa balconata Santa Candida. Ha presentato l’incontro l’editore Gino Dato, a moderare la ricercatrice olfattiva Francesca Dell’Oro, elegante e raffinata, emozionante durante il suo reading sulla nascita del profumo Chanel nr 5.

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Un gran numero di persone ha affollato la balconata per assistere all’evento, sul palco erano esposti due rari abiti d’epoca provenienti dal mio archivio. Uno datato 1890, l’altro 1990, erano lì per comunicare tra loro e con il pubblico.

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Un lungo applauso ha chiuso la presentazione e si è registrato un Sold Out delle copie del libro.

Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume” è disponibile in libreria, online su Amazon e al link seguente, con spedizioni gratuite.

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Studio 54: fashion through music and excess

Scanditi dal ritmo della trasgressione gli anni dello #Studio54 hanno sconvolto e condizionato suoni e moda nel proprio tempo e in quello a venire.

Code interminabili all’ingresso della discoteca per ottenere un posto in un’ambiente popolato da una moltitudine eterogenea di persone. Luci colorate, ritmi assordanti ed ipnotici, alcol, droghe, vip e futuri tali affollano i privè e si mischiano tra il pubblico in un’orgia di musica ed eccessi.

Racconto di questa discoteca simbolo di un’epoca nel mio libro:

“Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume”. Edz Progedit.

Il volume è acquistabile anche al link:

Il Macabro e Il Grottesco nella Moda e nel Costume

 

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Skilled by the rhythm of the transgression, the Studio 54 years have upset and conditioned sounds and fashion in their own time and in the coming one.

Endless codes at the entrance of the disco to get a place in a place populated by a multitude of people. Colorful lights, deafening and hypnotic rhythms, alcohol, drugs, vip togheter with common people in an orgy of music and excesses.

I wrote about this iconic disco in my book:

“Macabre and Grotesque in Fashion and Costume”. Edt Progedit.

The volume is also available to the link

“The Macabre and Grotesque in Fashion and Costume History”

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Studio 54

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Grace Jones at Studio 54

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Pat Cleveland and Jerry Hall at Studio 54

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Hairstyle trends 2016-2017: revival from the past

La tendenza hairstyle per questo autunno-inverno è segnata dal ritorno a stili provenienti dal passato, rivisitati opportunamente da grandi stilisti dell’acconciatura. Così compaiono in passerella alcuni trend che sono stati subito adottati da star del mondo della musica e del cinema.

Un mix di stili offre a tutti la possibilità di scegliere il proprio look senza risultare fuori moda, si passa così da hairstyles caratterizzati da onde strette wet effects in chiave anni anni ’30 a volumi meno rigidi ottenuti con frisè anni ’70 e ’80. Sempre attuali gli chignon il cui effetto è “sporco” ossia disordinato, insieme alle onde più morbide presentate da Dior attraverso la supermodella Eva Herzigova in perfetto stile Grace Kelly (Dreamskin Perfect Skin Cushion SPF 50 ). In auge anche le beach waves e le acconciature afro anni ’70 proposte da Gucci, non mancano i rimandi fine ’60 con lo stile Hippie Chic. Sofisticate le rivisitazioni delle pieghe anni ’40 viste sulle passerelle di Gareth Pugh e di Kenzo, donano a chi le indossa un allure romantica e giocosa, perfetta per un look da pin up. Vediamo insieme alcune immagini significative, con le relative descrizioni.

 

The hairstyle trend for this fall-winter is marked by the return to styles from the past, suitably revisited by great stylists of the hairstyle. On the catwalk there are some trends that have been immediately adopted by the stars of the music and cinema world. A mix of styles offers everyone the possibility to choose their look without being out of fashion, thus moving from hairstyles characterized by tight waves effects in key years’ 30s to less rigid volumes obtained with frisè years ’70 and ’80. The chignons are always up-to-date with the effect of being “dirty” or disordered, together with the softer waves presented by Dior through the supermodel Eva Herzigova in perfect Grace Kelly style (Dreamskin Perfect Skin Cushion SPF 50). The beach waves and the afro-like afro hairstyles proposed by Gucci are also in vogue, as are the late 60s references to the Hippie Chic style. Sophisticated reinterpretations of the ’40s folds seen on the catwalks of Gareth Pugh and Kenzo, give the wearer a romantic and playful allure, perfect for a pin-up look. Let’s look at some significant images together with their descriptions.

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30s restyling: Marc Jacobs wet waves for a Modern Gothic Look

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Lady Gaga @ Marc Jacobs, wet waves hairdress

 

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Romantic Rètro: Dior show Eva Herzigova as a modern Grace Kelly

Céline

Knots Now by Céline fw 2016 2017

 

Dior

Knots Now in late 30s style by Dior fw 2016-2017

Valentino

80s classic revival by Valentino. Chic Knots Now fw 2017-2017

Versace

Hippie Chic waves by Versace fw 2016-2017

H&M Studio

70s hippie chic revival by H&M studio

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70s Glam Hairstyle by Gucci fw 2016-2017

Gucci

Modern 70s frisè by Gucci fw 2016-2017

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Wet Effects

Stella McCartney

30s waves by Stella McCartney fall 2016-2017

Salvatore Ferragamo

Wet waves from Salvatore Ferragamo fall 2016-2017

Prada

late 80s Ripple Effects by Prada fall 2016-2017

Jeremy Scott

Late 80s Volume by Jeremy Scott fw 2016-2017

Topshop Unique

80s rock look by Topshop Unique fw 2016-2017

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80s Punk Makeup and 40s Hairstyle by Kenzo fw 2016-2017

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Gareth Pugh fw 2016-2017: Modern Pin Up

Immagine correlata

Gareth Pugh fw 2016-2017 in love with victory rolls

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“The Macabre and Grotesque in Fashion and Costume History”

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Laura Pausini aka David Bowie

Non è da prendere troppo sul serio il look sfoggiato dall’artista Laura Pausini per il suo nuovo lavoro discografico. Sono stati studiati ad hoc una serie di scatti che la ritraggono mentre gioca a vestire i panni di personaggi famosi immortalati in altrettante iconiche immagini. Tra queste, assieme a una giovane e sensuale Virna Lisi allo specchio, anche il Duca Bianco alias David Bowie. L’immagine iconica del performer, sfondo per l’album Alladin Sane del 1973,

Alladin Sane

Alladin Sane

è stata appunto rivisitata da Laura, e il risultato è grottesco più che semplicemente ironico. Non discuto sulle capacità professionali dei due artisti, ma mi limito ad un raffronto connesso al campo dei segni. Il Make Up di Bowie è stato oggetto di vari tributi ed emulazioni, famoso quello indossato da Kate Moss per Vogue 2003,

Kate Moss

Kate Moss

ma nel caso della Pausini qualche nota stridente emerge proprio a causa dell’assoluta incomunicabilità tra i due mondi, il Glam Rock e la musica leggera, un’estetica provocatoria e dirompente resa carnevalesca e priva di senso. Aspettiamo ansiosi la cover del prossimo lavoro di Alessandra Amoroso 😀 (sono ironico..)

Laura Pausini

Laura Pausini