STYLES – GENRES – DISGUISES: Bari International Gender film festival

Il prossimo 25 settembre alle ore 15.00 prende il via la conferenza dedicata al tema Gender in occasione del Bari International Film Festival,rassegna che esamina, ricerca, studia,capolavori della storia del cinema in rapporto a genere, identità e orientamento sessuale. Location di questo evento lo storico Palazzo delle Poste di Bari in Piazza Cesare Battisti, 1. Il palazzo è sede dell’Università degli Studi ed è un meraviglioso esempio dell’architettura razionalista fascista, Luciano Lapadula – storico della moda e scrittore – analizzerà il tema “Stili – Generi – Travestimenti“. Lo studio dei segni legati alla moda, al trucco, alle acconciature che a partire dal 1968 hanno diviso e mescolato generi e simbologia sessuale, da Twiggy a Bowie, da Coccinelle ad Amanda Lear. L’intervento di Luciano Lapadula è tratto dal suo libro “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume“, acquistabile al link: https://www.progedit.com/libro-589.html

 

Salone centrale centro studenti_1palazzo poste luciano lapasula storia moda bari

Ex Palazzo delle Poste di bari – veduta interna

On September 25th at 3.00 pm, the Gender conference will start afor Bari International Film Festival, a review that examines, researches, studies, masterpieces of the history of cinema in relation to gender, identity and sexual orientation. Inside the historic Palazzo delle Poste in Bari (Cesare Battisti Sq, 1), a marvelous example of the fascist rationalist art, Luciano Lapadula – fashion historian and writer – will analyze the theme “Styles – Genres – Disguises”. The study of signs related to fashion, makeup, hairstyles that since 1968 has divided and mixed genres and sexual symbology, from Twiggy to Bowie, from Coccinelle to Amanda Lear. Luciano Lapadula’s speech is based on his book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume“, available at the following link: https://www.progedit.com/libro-589.html

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william dafoe

Willem Dafoe all’inaugurazione del Festival

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Divas of Fascist Cinema

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Il volto scolpito nel marmo, uno sguardo insieme sensuale e spietato che allude all’erotismo più feroce di quei giorni bui. Le labbra violacee evidenziano un sorriso amaro, sprezzante, fiero del proprio sublime incanto. Sono le dive del cinema fascista, in un’Italia umiliata dalla guerra regnano sulle superfici dell’illusione per regalare un sogno a chi di illusione perisce.

The face sculpted in marble, a sensual and ruthless glance that alludes to the most ferocious eroticism of those dark days. The violet lips show a bitter, contemptuous smile, proud of its own sublime charm. They are the divas of Fascist cinema, in an Italy humiliated by war thay all reigns on the surfaces of illusion to give a dream to those who are diyng by illusion.

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Alida Valli – From a Fresh Look to a Dark Lady – Venturini

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Alida Valli. Ghergo

luisa ferida

Luisa Ferida

Leda Gloria

Seductive Leda Gloria – Ghergo

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Leda Gloria – Venturini

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Elisa Cegani – Ph unknown

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Elisa Cegani from in “LA CORONA DI FERRO” di Alessandro Blasetti, 1941. Winner of Coppa Mussolini award

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Clara Calami: the first italian “Dark Lady” actress

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Clara Calamai. I think she worn Ferragamo platform shoes. Could be now

Elsa De Giorgi fascismo cinema Luciano Lapadula blog moda storia attrici nazi beauty creepy moda fashion history photography

Elsa De Giorgi – Peek-a-Boo hairstyle. Ph Venturini

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A perfect face. Elsa De Giorgi

Doris Duranti hitler nazismo nazi diva gothic fascismo cinema Luciano Lapadula blog moda storia attrici nazi beauty creepy moda fashion history photography

Amazing Beauty: Doris Duranti, the most loved by dictators

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Doris Duranti, the fascist actress, by Elio Luxardo

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Isa Mirande: the platinum italian Dietrich

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Isa Miranda, who arrived in Hollywood, was greeted with clamor by the public and by Paramount

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Spirit Photography – Fotografia spiritica tra ‘800 e ‘900

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È la fine del XIX secolo, il mondo pare cambiare troppo vorticosamente. Il metallo svetta dal cemento delle metropoli e promette di toccare il cielo. Nuove generazioni si scontrano con quelle vecchie, i cabaret sono affollati da “cocotte”, i bar da artisti che annegano nell’assenzio insieme alle prostitute. La domenica si indossa l’abito buono, chi può permetterselo sfoggia quello bianco. Cambia il modo di ricordare, la fotografia sostituisce le tele dei pittori, e ci descrive di quella strana moda che imperversò durante l’epoca vittoriana giungendo ai primi decenni del nuovo secolo: lo spiritismo. Dalla Russia degli Zar a  Villa Santa Barbara di Cefalù personaggi carismatici, mistici, visionari muovono folle di adepti assetati di conoscere i segreti della vita e della morte. Il clima di trasformazione sociale, i nuovi mostruosi mondi generati dal capitalismo, generano ansia, terrore, malattia. Tubercolosi e sifilide sono solo due tra i tanti virus che decimano impietosi uomini e donne, i dagherrotipi cercano di fermare inutilmente quelle esistenze, ma sono solo fotografie. Allora ci si riunisce in casa, nel salotto, si chiudono le pesanti tende in broccato e intorno a un tavolo solitamente con tre gambe, le mani dei presenti si stringono in una catena, e il medium invoca una presenza. Di seguito una selezione di immagini d’epoca che testimonia la pratica dello spiritismo tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900. Come tutte le tendenze, numerosi fiorirono i gabinetti fotografici esperti nel ritrarre quelle immagini che presero il nome di “fotografie spiritiche”.  Alcune tra queste sono frutto di un abile e antesignana pratica di fotoritocco, i cui effetti speciali hanno contribuito ad alimentare come vento sul fuoco le fiamme della speranza, il morbo della conoscenza, consumando le struggenti notti di quel tempo perduto.

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It’s the end of the Nineteenth century, the world seems to change too vortically. Metal stands out from the cemented streets of the metropolises and promises to touch the sky. New generations clash with old ones, cabarets are crowded with “cocottes”, bars by artists drowning in absinthe along with prostitutes. On Sundays people wear the “good dress”, a white one if wealthy. The way to remember changes, photography replaces the paintings, and describes that strange fashion that raged during the Victorian Age reaching the first decades of the new century: spiritualism. From Tsars’ Russia to Villa Santa Barbara in Cefalù, charismatic, mystical and visionary characters move crowds of adepts eager for knowing the secrets of life and death. The mood of general social transformation, the new monstrous worlds created by capitalism, generate anxiety, terror, disease. Tuberculosis and syphilis are just two of the many viruses that merciless decimate men and women, daguerreotypes try to uselessly stop those existences, but they are only photographs. Hence people meet at home, in the living room, they close the heavy brocade curtains and around a table with three legs the hands of those present are clutched in a chain, and the medium invokes the presence. Below you can find a selection of antique images proving the practice of spiritualism between the late 1800s and early 1900s. Like all the trends, there bloomed numerous photographic cabinets, specialized in portraying those images that took the name of “spiritual photographs”. Some of those images are the result of a skilled and precursor practice of photo editing, which special effects have helped to fuel the flames of hope, the morbidness of knowledge like the wind on the fire, consuming the poignant nights of that lost time.

 

Special Thanks for supporting translation SERENA BARTOLO

Luciano Lapadula

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Victorian couple with ghost of daughter

Katie King fu il nome di uno tra i più famosi – presunti – fantasmi che sul finire dell’Ottocento presero forma grazie alla medium Florence Cook, fu così che gli spiritisti attribuirono lo stesso nome alla materializzazione spiritica di quegli anni.

Katie King was a popular ghost evocated by Florence Cook, and was already the name given by Spiritualists in the 1870s to what they believed to be a materialized spirit. The question of whether the spirit was real or a fraud was a notable public controversy of the mid-1870s.

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Katie King materialized, photograph of Sir William Crookes

Eusapia Palladino, nata nel 1854 a Minervino Murge, in provincia di Bari: Fu una tra le medium più conosciute e accreditate di tutti i tempi. L’iniziazione allo spiritismo avvenne quando, lavorando come cameriera presso una benestante famiglia, iniziò a prendere parte alle sedute  organizzate nella lussuosa dimora. Fu durante quelle sedute che si verificarono fenomeni mai accaduti prima, che furono attribuiti alla presenza della giovane. Nella sua carriera di occultista ebbe fama mondiale affascinando aristocratici e scienziati, tra i quali Cesare Lombroso e persino Pierre e Marie Curie.

Eusapia Palladino, born in 1854 in Minervino Murge, near Bari: she was one of the best known and accredited mediums of all time. The initiation into spiritism came when, working as a waitress with a rich family, she began to take part in the sessions inside the luxurious home. It was during those sessions that phenomena never happened before were ascribed to the presence of the young woman. In her career as an occultist she gained world fame by captivating aristocrats and scientists, including Cesare Lombroso and even Pierre and Marie Curie.

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Eusapia Palladino Hands. Collection Tony Oursler

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The well-know italian medium Eusapia Palladino during a spiritual seance

Seance with Eusapia Palladino at the home of Camille Flammario 1898

Eusapia Palladino at the home of Camille Flammarion, Rue Cassini. Full levitation of a table. 12 November 1898

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Victorian Spiritualism Movement Seance conducted by John Beattie in Bristol in England, 1872

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Ghost levitation

Amazing spirit photography by astonishing William Hope: english author, photographer, sailor, and body-builder

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William Hope

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William Hope

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William Hope

French medium Marthe Beraud aka Eva Carriere

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Materialização ectoplásmica eva carriere 1912

A young woman face appear from ectoplasm by Eva Carriére  – 1912

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1912: Eva Carriere has a spiritic light between her hands and a materialization on her head.

Richard Boursnell (1832 – 1909), medium e fotografo britannico esperto in immagini spiritiche. Suoi alcuni tra i più intensi scatti mai realizzati su questo tema.

Richard Boursnell (1832 – 1909), medium and British photographer expert in spiritual images. His some of the most intense shots ever made on this subject.

Richard Boursnell - Spirit Photographer c.1908

Robert Boursnell, Self-Portrait with Spirits, Silver print cabinet card, March 1902

Robert Boursnell, Self-Portrait with Spirits, Silver print cabinet card

spitism photography

Frederick A. Hudson (England)
Mr. Raby with the Spirits “Countess,” “James Lombard,” “Tommy,” and the Spirit of Mr. Wootton’s Mother.
circa 1875 – from www.photographymuseum.com

M. Parkes (England), Mrs. Collins & Her Husband's Father, Recognized by Several, Albumen carte de visite, 1875

M. Parkes (England), Mrs. Collins & Her Husband’s Father, Recognized by Several, 1875

Spesso durante le sedute medianiche si materializzava, o si supponeva si materializzasse, una sostanza semi liquida che fuoriusciva dagli orifizi del medium, a cui lo scienziato Charles Richet dette il nome di ectoplasma. Questo poteva assumere svariate forme, riconducibili all’esistenza del trapassato.

Often during the seance sessions, a semi-liquid substance materialized, or was supposed to materialize, it came out of the medium’s orifices, to which the scientist Charles Richet gave the name of ectoplasm. It could take many forms, attributable to the existence of the person who passed away.

According to spiritualists, it was a substance that would be externalized by the bodily orifices of the medium during a séance.

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The ectoplasm comes out as a regurgitation from the mouth of the medium into a trance

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F. C. E. Dimmick (England) blog

C. E. Dimmick (England)
“Mrs. Dorothy Henderson. Head bent forward, hands controlled and Ectoplasm covering her lap.”
October 2, 1928 – www.photographymuseum.com

W. J. Crawford - The psychic structures at the Goligher circle

W. J. Crawford – The psychic structures at the Goligher circle

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Ectoplasm from Kathleen Goligher

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A well-known medium, Mina “Margery” Crandon conducting a séance

The famous medium Mina “Margery” Crandon (1889 – 1941) conducting a séance – late 20s

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dangerous ectoplasm for Mina “Margery” Crandon

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Look down, on the right

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Dr. Mabuse: The Gambler – 1922

VIDEO:

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SCHIAPARELLI Life

Debutta tra 9 giorni ad Asti lo spettacolo teatrale “SCHIAPARELLI Life”, dedicato all’immensa artista, icona indiscussa nel campo della moda e delle arti visive.

Ho lavorato al progetto come supervisore storico,  e naturalmente ai costumi, insieme al fashion designer Vito Antonio Lerario.

Nunzia Antonino interpreta il ruolo di attrice protagonista, vestendo i panni di Elsa.  E’ accopagnata sul palco dall’attore Marco Grossi. I due artisti vestiranno rari abiti d’epoca
provenienti dal mio archivio Fashion Archives “Lerario Lapadula”.
I costumi e gli accessori, nei loro volumi e nelle cromie, sono stati pensati ad hoc per la pièce, armonizzati con le scenografie di Maurizio Agostinetto, e con le animazioni di Bea Mazzone. Oltre agli abiti storici, vivono sul palco le Vito Antonio Lerario.

La regia è di Carlo Bruni,  direttore artistico del teatro Garibaldi di Biscelgie (Ba), la scrittura è di Bruni ed Eleonora Mazzoni.

28 Giugno 2018 h 22. Asti Teatro “Chiesa del Gusù”.

The “SCHIAPARELLI Life” theatrical show, dedicated to the immense artist, undisputed icon in the field of fashion and visual arts, made its debut in 9 days in Asti.

I worked on the project as a historical supervisor, and naturally with costumes, together with Vito Antonio Lerario fashion designer. Nunzia Antonino plays the role of leading actress, taking on the role of Elsa.

She is flocked to the stage by the actor Marco Grossi.

The two artists will wear rare period dresses  from my archive Fashion Archives “Lerario Lapadula”. The costumes and accessories, in their volumes and colors, were designed specifically for the pièce, harmonized with the sets of Maurizio Agostinetto, and with the animations of Bea Mazzone.

In addition to the historical clothes, Vito Antonio Lerario haute couture creations lives on stage.

The direction is by Carlo Bruni, artistic director of the Garibaldi theater in Biscelgie (Ba), the writing is by Bruni and Eleonora Mazzoni.

28 June 2018 h 22. Asti Teatro “Chiesa del Gusù “.

 

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Fashion and Make-Up from Silent Movies

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Fatali, struggenti, maledette: le donne del cinema muto hanno lanciato mode dell’assurdo, che racconto nel mio libro. Per voi un breve estratto nel video.

Fatal, tormenting, cursed: the women of silent cinema have launched fashions of the absurd, which I tell in my book. A short excerpt in the video for you.

From my book: “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume”

Dal mio libro: “Il macabro e il grottesco nella Moda e nel Costume”


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Rudolph Valentino: history of an Icon in Fashion

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Un estratto della straordinaria storia dell’attore italo americano Rodolfo Valentino, icona cinematografica che ha lanciato stili e mode.

An excerpt of the extraordinary story of the Italian-American actor Rodolfo Valentino, a cinematographic icon that has launched styles and fashions

From my book: “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume”

Dal mio libro: “Il macabro e il grottesco nella Moda e nel Costume”


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Sunrise: behind a silent movie

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This song of the man and his wife is of no place and every place:

you might hear it anywhere at any time

 

Siamo nel 1927, il cinema è muto, e Murnau sceglie un modernissimo George O’Brien per il ruolo di protagonista nel suo film capolavoro “Sunrise. A song of two humans“. Al suo fianco, curiosità, Janet Gaynor, celebre per esser stata la prima attrice nella storia a vincere un Oscar, lo stesso anno del film. La pellicola è struggente, di quelle che tengono col fiato sospeso, sbilanciandosi con violenta passione tra amore e morte, che lacerano la vita comune di una coppia nella sua quiete bucolica. Il diavolo travolge l’esistenza dei due nei panni di Margaret Livingston, bellissima ed emancipata donna di città che trascina con sé il profumo della modernità e della perdizione, spingendo in un vortice di ineludibile dannazione l’uomo che le cede sedotto. Margaret personifica così il suo tempo: la celebrazione del ritmo, del caos, delle luci metropolitane e del cinema, che  seducono, ma accecano. Fuma la bella Margaret, si pettina con impeto i corti capelli alla maschietta che appaiono quasi già in stile Punk, si esibisce in lingerie, inscenando uno striptease,  indossa una cloche e le calze di seta, e prima di uscire, di sera, si fa lucidare le calzature dall’anziana madre, sottomessa dal demone della ribelle. Sono immagini di modernità anche quelle che aprono il film: un treno, una nave, mezzi di trasporto che permettono il viaggio, tema che è metafora della vita, che pervade il film impregnandolo. Il sole sorge, esso tramonta, e nel farlo trascura indolente le gioie e i dolori di chi popola la terra, la vita  prosegue “alcune volte amara, altre dolce” così come racconta la pellicola, attraverso la vicenda dei suoi protagonisti. Il moderno, la velocità, la rapidità dell’esistenza e della bellezza sono un memento mori, una vanitas che seduce grazie al fascino del male e che si esprime con un assalto alla pace di una famiglia che vive di quel che la fattoria dona loro, tra la natura che è una madre amorevole. Margaret piomba in quella immobilità e ne stravolge con furia l’amore sincero; il sensuale e virile George soccombe alle lusinghe della mantide venuta dalla rumorosa città, e la incontra di notte, in riva al lago. Lì lei lo aspetta, indossa un abito nero e ha il bel volto truccato, artefatto, illuminato dalla luna, metafora della notte, della donna, antitesi del sole, della luce. Murnau inquadra bene questa scena di tormentata passione, e sistema i due peccatori sulla sponda del lago, ulteriore allegoria che è contaminazione lasciva, e sommerge di perdizione i due amanti. “Dimmi, sei tutto mio”? Lei chiede e poi lo divora di baci, e lo opprime con il suo piano diabolico: “Vendi la fattoria e vieni con me in città”…”E mia moglie”? …. “Non potrebbe annegare”? Questa scritta terribile lacera lo schermo per poi disciogliersi tragicamente. Vorrebbe uccidere questa perversa amante, George, ma la scritta “Vieni in Città” si fa più grande e tuona nei pensieri di lui, Margaret gli descrive lo sfavillio del mondo moderno e danza al chiaro di luna, danzando un ballo nuovo, scatenato, tribale.

La povera Janet intanto è a casa e piange, e stringe a sé il suo bambino, disperata per aver perso l’amore del marito. E’ lei il simbolo del passato e della tradizione, della ruralità, di una vita sana, non indossa abiti del suo tempo, ma quelli di un’epoca trascorsa, i capelli sono raccolti in una crocchia, il volto è struccato, l’aspetto è nel complesso di stile vittoriano. Suo marito intanto ha pianificato il finto incidente: la barca rovesciata, Janet annegata, lui salvo grazie a un fuscello di canne di bambù che intanto ha già sistemato sul fondo del piccolo battello. Torna a casa, e una luce che diventa ombra compare sul muro e si allunga sul letto mentre sfinita, Janet dorme: le ante della finestra riflettono una croce che copre il corpo della donna, spaventoso presagio di una morte annunciata. George osserva sua moglie, e rivede l’acqua del lago, torbida e colpevole, un’acqua che da simbolo della genesi si trasforma in quello della dipartita.

Sorge il sole di un giorno fatidico, George sorprende sua moglie invitandola a una gita in barca, lei salta dalla gioia, si illude lui la ami davvero, ma il cane avverte l’inganno, si ribella, si agita impotente. Janet indossa l’abito buono, quello bianco, ha una stola, e sembra una sposa, si odono i suoni di una campana, rintocchi a morte, la scena è di spietata bellezza. Una volta a largo lui si avvicina per strozzarla, ma non riesce, risuona la campana, è la voce di Dio e l’uomo rinsavisce, si pente, si dispera per la sua miseria. Rema velocemente al contrario, ritorna sui suoi passi, ma Janet tornata a riva fugge straziata, lui la insegue le chiede perdono, la supplica in ogni modo. La segue in quella fuga disperata fino in città, le compra un mazzetto di fiori, la ama e lo ha riscoperto. Piange inconsolabile sua moglie, anche all’interno di un bar che è uno spazio metafisico. Piange fin quando, per strada incrociano un matrimonio. Janet strige al petto i fiori, sono loro due i veri sposi, entrano in chiesa e assistono alla celebrazione, commossi. Il prete chiede “la amerai”? E George dall’ultima fila risponde di si alla sua donna, e piange, stringendola a sé. “Perdonami”, le campane suonano, l’amore trionfa, Dio vince sul male.

Come due novelli sposi i due escono dalla chiesa, un effetto speciale trasforma le strade di città in un giardino fiorito. E’ il tempo di festeggiare, i due entrano in un salone da barba, è moderno, unisex, una commessa avvenente appare già come un pin-up degli anni ’50, cerca di sedurre l’uomo che rifiuta l’approccio. Sua moglie intanto rifugge le avances di un altro uomo, i due innamorati escono dal salone e decidono di farsi ritrarre in una fotografia, all’epoca un lusso. La semplicità di questo amore viene evidenziata quando la coppia fa cadere una piccola venere di Nike e crede di averne decollato la testa. E’ il trionfo della candidezza, del bene sul male, l’annientamento del progresso che è perdizione.

E’ tramontato il sole di questa particolare giornata, gli innamorati ritornano in barca, vogliono ancora vivere quella gioia sino a mezzanotte. Il lago è calmo, fino a che d’improvviso quella pace viene rotta da un violento temporale estivo. Le onde sono spaventose, la barca è in loro balia, e con essa il destino dei due. La notte spaventosa si impadronisce della vita dei due innamorati, mentre Margaret nella sua stanza immagina George che uccide sua moglie. L’uomo ricorda del fuscello di canne e lo lega al corpo di Janet. La barca è distrutta, i due si perdono tra le onde. Miracolosamente il forte uomo si ritrova solo, sugli scogli, è vivo. Cerca sua moglie, si dispera, non la trova. Accorre tutto il paese, Margaret che ode le urla si unisce al corteo e spia nascosta tra i rami tutta la scena. “Ce l’ha fatta” pensa Margaret che vede l’uomo dimenarsi tra la folla mentre torna in acqua a cercare la sua Janet. La trova, galleggia sull’acqua tra le canne di bambù come un’Ofelia baciata dalla morte. Il paese è in tumulto per la disgrazia, l’uomo annientato torna a casa, la scena è commovente. Margaret lo raggiunge per festeggiare, ma George quasi l’ammazza, e lei fugge spaventata via da quel paese per tornare nell’inferno della città. Quando tutto appare perduto, irrimediabile come solo la morte può essere, ecco che una nuova luce sorge, e disegna ancora una croce sul talamo vuoto. Quasi sfondano la porta gli uomini del paese che in trionfo portano da George il corpo della sua Janet: è viva! I due si stringono nel più bello degli abbracci, il sole sorge, l’amore trionfa.

Luciano Lapadula

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We are in 1927, cinema is silent, and Murnau chooses a very modern George O’Brien for the role of protagonist in his masterpiece film “Sunset: A song of two humans”. At his side, curiosity, Janet Gaynor, famous for being the first actress in history to win an Oscar, the same year of this movie. The film is poignant, those that hold with bated breath, unbalancing with violent passion between love and death, which tear the common life of a couple in its bucolic quiet. The devil overwhelms the existence of the couple in the role of Margaret Livingston, beautiful and emancipated city woman who drags with her the scent of modernity and perdition, pushing into a vortex of inescapable damnation the man who gives her seduced. Margaret thus personifies her time: the celebration of rhythm, chaos, metropolitan lights and cinema, which seduce but blind. She smoke cigarettes, she combs with impetuous her short hair who appear almost already in Punk style, she is in lingerie, after she wears a cloche hat and silk stockings. These are also images of modernity that open the film: a train, a ship, means of transport that allow travel, a theme that is a metaphor for life, which pervades the movie. The sun rises, it sets, and in doing so indolent neglects the joys and sorrows of those who inhabit the earth, life continues “sometimes bitter, sometimes sweet” as told by the film, through the story of its protagonists. The modern, the speed, the speed of existence and beauty are a memento mori, a vanitas that seduces thanks to the charm of evil and expresses itself with an assault on the peace of a family that lives on what the farm gives them, between nature that is a loving mother. Margaret falls into that stillness and fervently overthrows her sincere love; the sensual  George succumbs to the flattery of the mantis coming from the noisy city, and meets her at night, by the lake. There she waits for him, wearing a black dress and has a beautiful made up face, artifact, lit by the moon, metaphor of night, of woman, antithesis of the sun, of light. Murnau frames this scene of tormented passion well, and arranges the two sinners on the shore of the lake, a further allegory that is lascivious contamination, and submerges the two lovers with perdition. “Tell me, are you all mine”? She asks and then devours him of kisses, and oppresses him with his diabolical plan: “sell the farm and come with me to the city” … “And my wife”? …. “Couldn’t she get drowned?”? This terrible writing tears the screen and then dissolves tragically. He would like to kill this perverse lover,  but the writing “Come to Town” gets bigger and thunders in his thoughts, Margaret describes the sparkle of the modern world and dances in the moonlight, dancing a new dance, wild, tribal .The poor Janet is at home and cries, and hugs her child, desperate for having lost her beloved husband. She is the symbol of the past and of tradition, of rurality, of a healthy life, she does not wear clothes of her time, but those of a past age, her hair is gathered, tshe doesn’t wear make-up, the appearance it is in the Victorian style. Meanwhile, her husband has planned the fake accident: the boat overturned, Janet drowned, he saved thanks to a twig of bamboo reeds that meanwhile has already settled on the bottom of the small boat. He back home, and a light that becomes shadow appears on the wall and stretches out on the bed while exhausted, Janet sleeps: the window doors reflect a cross that covers the woman’s body, an appalling presage of an announced death. George observes his wife, and sees the water of the lake, murky and guilty, a water that was the symbol of the genesis and becomes that of the departure. The sun of a fateful day comes, George surprises his wife by inviting her to a boat trip, she leaps out of joy, she deludes him she really loves her, but the dog feels the deception, rebels, agitates helplessly. Janet wears her best dress, the white one, she has a stole, and she looks like a bride, we hear the sounds of a bell, tolling to death, the scene is of ruthless beauty. Once off he approaches to strangle her, but fails, the bell rings, it is the voice of God and the man turns away, repents, despairs for his misery. She quickly rears backwards, retraces her steps, but Janet returns to shore flees torn, he pursues her, begs her forgiveness, begs her in every way. He follows her in that desperate flight to the city, buys her a bunch of flowers, loves her and rediscovers it. His wife is inconsolable, even inside a coffee shop that is a metaphysical space. He cries until a marriage is crossed on the street.

Janet holds the flowers to the chest, they are the two real spouses, they enter inside the church and attend the celebration. The priest asks “will you love her”? And George from the last row answers yes to his woman, and cries, holding her to him. “Forgive me”, the bells ring, love triumphs, God overcomes evil.

As two newlyweds the two leave the church, a special effect transforms the city streets into a flower garden. It’s time to celebrate, the two enter a shaving salon, it’s modern, unisex, a successful saleswoman already appears as a pin-up of the 50s, trying to seduce the man who refuses the approach. His wife in the meantime he shuns the advances of another man, the two lovers leave the salon and decide to be portrayed in a photograph,  a luxury at the time. The simplicity of this love is highlighted when the couple drops a small Nike Venus and believes it has taken off its head. It is the triumph of candor, of good over evil, the annihilation of progress that is perdition.

The sun has set, it was a beautiful day, the lovers return by boat, they still want to live that joy until midnight. The lake is calm, until suddenly that peace is broken by a violent summer storm. The waves are scary, the boat is in their mercy, and with it the fate of the two. The scary night takes hold of the lives of the two lovers, while Margaret in her room imagines George while killing his wife. The man remembers the twig of reeds and ties him to Janet’s body. The boat is destroyed, the two are lost in the waves. Miraculously the strong man finds himself alone, on the rocks, he is alive. He searches for his wife, he is in despair, he can not find her. The whole village rushes, Margaret who hears the screams joins the parade and hidden spy in the branches throughout the scene. “He did it,” thinks Margart, who sees the man struggling in the crowd as he returns to the water to look for his Janet. He finds her, floating on the water among the bamboo reeds like an Ophelia kissed by death. The country is in turmoil due to the disgrace, the annihilated man returns home, the scene is moving. Margaret joins him to celebrate, but George almost kills her, and she flees scared away from that country to return to the hell of the city. When everything appears lost, irremediable as only death can be, here a new light arises, and draws a cross again on the empty thalamus. The men of the village almost break through the door, who in triumph carry the body of his Janet from George: she is alive! The two hug each other in the most beautiful hugs, the sun rises, love triumphs.

 

Luciano Lapadula ©

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Travel, caos, modernity

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The elderly mother shines shoes to her daughter

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Modern and hypnotic dance

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