Divas of Fascist Cinema

Alida Valli Ghergo Luciano Lapadula blog moda storia attrici fascismo moda fashion history photography history blogger libro

Il volto scolpito nel marmo, uno sguardo insieme sensuale e spietato che allude all’erotismo più feroce di quei giorni bui. Le labbra violacee evidenziano un sorriso amaro, sprezzante, fiero del proprio sublime incanto. Sono le dive del cinema fascista, in un’Italia umiliata dalla guerra regnano sulle superfici dell’illusione per regalare un sogno a chi di illusione perisce.

The face sculpted in marble, a sensual and ruthless glance that alludes to the most ferocious eroticism of those dark days. The violet lips show a bitter, contemptuous smile, proud of its own sublime charm. They are the divas of Fascist cinema, in an Italy humiliated by war thay all reigns on the surfaces of illusion to give a dream to those who are diyng by illusion.

© COPYRIGHT: Luciano Lapadula

Divieto di copia e riproduzione.

Contattare l’autore per info e disponibilità

Do Not Copy. Contact the writer for info

alida valli fascismo cinema Luciano Lapadula blog moda storia attrici nazi beauty creepy moda fashion history photography

Alida Valli – From a Fresh Look to a Dark Lady – Venturini

Alida Valli Ghergo Luciano Lapadula blog moda storia attrici fascismo moda fashion history photography

Alida Valli. Ghergo

luisa ferida

Luisa Ferida

Leda Gloria

Seductive Leda Gloria – Ghergo

leda gloria venturini duce coppa mussolini fascismo cinema Luciano Lapadula blog moda storia attrici nazi beauty creepy moda fashion history photography

Leda Gloria – Venturini

elisa cegani Luciano Lapadula blog moda storia attrici fascismo moda fashion history photography

Elisa Cegani – Ph unknown

Elisa Cegani magazine italia duce Luciano Lapadula blog moda storia attrici fascismo moda fashion history photography

Elisa Cegani from in “LA CORONA DI FERRO” di Alessandro Blasetti, 1941. Winner of Coppa Mussolini award

clara calamai profondo rosso nazismo nazi diva gothic fascismo cinema Luciano Lapadula blog moda storia attrici nazi beauty creepy moda fashion history photography

Clara Calami: the first italian “Dark Lady” actress

clara calamai profondo rosso nazismo nazi diva gothic fascismo cinema Luciano Lapadula blog moda storia attrici nazi beauty creepy moda fashion history photography weird blogger

Clara Calamai. I think she worn Ferragamo platform shoes. Could be now

Elsa De Giorgi fascismo cinema Luciano Lapadula blog moda storia attrici nazi beauty creepy moda fashion history photography

Elsa De Giorgi – Peek-a-Boo hairstyle. Ph Venturini

italian beauty elsa de giorgi blonde actress fascism cinema star italian luciano lapadula blog blogger

A perfect face. Elsa De Giorgi

Doris Duranti hitler nazismo nazi diva gothic fascismo cinema Luciano Lapadula blog moda storia attrici nazi beauty creepy moda fashion history photography

Amazing Beauty: Doris Duranti, the most loved by dictators

doris duranti elio luxardo nazismo nazi diva gothic fascismo cinema Luciano Lapadula blog moda storia attrici nazi beauty creepy moda fashion history photography blogger hairstyle makeup

Doris Duranti, the fascist actress, by Elio Luxardo

isa miranda marlene dietrich nazismo nazi diva gothic fascismo cinema Luciano Lapadula blog moda storia attrici nazi beauty creepy moda fashion history photography

Isa Mirande: the platinum italian Dietrich

isa miranda marlene dietrich nazismo nazi diva gothic fascismo cinema Luciano Lapadula blog moda storia attrici nazi beauty creepy moda fashion history photography blogger hairstyle make

Isa Miranda, who arrived in Hollywood, was greeted with clamor by the public and by Paramount

Discover more from my Blog:
http://www.lucianolapadula.wordpress.com

Follow Me on Instagram:
https://www.instagram.com/iamlucianolapadula/

Follow Me on Facebook:
https://www.facebook.com/lucianolapadulaofficial/

Follow Me on Youtube:
https://www.youtube.com/channel/UCXPI69uNrqeejgYR1fH9ASw

 

Acquista il mio libro. Clicca sull’immagine per info.

Shop my Book

“The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume”.

Click on the pic for info.

Annunci

The Most Beautiful Suicide

evelyn mchale the most beautiful suicide blog history photo blogger luciano lapadula macabro grottesco libro scrittore

 

Sul biglietto che Evelyn lasciò prima del tragico salto scrisse:

Non voglio che nessuno mi veda, nemmeno la mia famiglia. Fatemi cremare, distruggete il mio corpo.Vi supplico: niente funerale, niente cerimonie. Il mio fidanzato mi ha chiesto di sposarlo a giugno. Ma io non sarei mai la brava moglie di nessuno.
Sarà molto più felice senza di me. Dite a mio padre che, evidentemente, ho fin troppe cose in comune con mia madre

Era una ragazza di soli 23 anni.

Può un suicidio trattenere bellezza e trasformarsi in un’opera d’arte?

Io credo di si. L’elogio della morte di una bella ragazza è atroce e seducente. Da Andy Warhol a David Bowie – nella sua canzone “Jump They Say” – l’esistenza dolorosa di una vita spezzata nel suo fiorire, rende la protagonista un’eroina eterna.

Tratto dal mio libro “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume“,

la descrizione dell’accaduto.

 

“Edgar Allan Poe, all’interno del
suo saggio La filosofia della composizione,
scrisse che
«la morte di una bella
donna è senza dubbio l’argomento
più poetico del mondo»
e in proposito
colma di emozione è l’immagine
realizzata per caso dall’allora aiuto fotografo
Robert Wiles il primo maggio
1947.
Riuscì a immortalare la ventitreenne
Evelyn McHale distesa con
elegante ma innaturale compostezza
sul tetto di una limousine dopo un
lungo volo dall’ottantaseiesimo piano
dell’Empire State Building.
La fanciulla appare dolcemente
sprofondata tra le scure lamiere del
veicolo, i vetri infranti, l’acciaio laccato
ricurvo su se stesso per la violenza
dell’impatto, e lei lì, supina come
una bella addormentata in un sonno
senza fiato.
Dal freddo metallo della
vettura emerge prepotente il colore
rosso del raffinato tailleur. Bianca la
camicetta e bianchi i lunghi guantini
che vestono ancora alle mani. I capelli
biondi circondano un volto bellissimo
e dal trucco perfetto. Le calze sono
abbassate. Le braccia sono piegate e
la mano sinistra appare gentile accanto
al volto, socchiusa in un gesto che
sembra sofisticato e fascinoso.
Il suicidio
perde in questo caso l’orrore del
suo significato grazie alla bellezza di
un’immagine che appare come quella
di una rivista di moda. La paradossale
assenza di sangue e di deturpazione,
abbinata alla compostezza del soggetto,
fecero sorgere l’appellativo con il
quale la fotografia venne chiamata:
“il suicidio più bello”.
L’immagine lascia
scaturire una forte contraddizione
nella mente dello spettatore, sedotto
dall’estetica della morte che appare
crudelmente soave.
Vorremmo chiedere
a Evelyn il perché di quel gesto,
la frustrazione per l’incomprensibilità
della sua scelta genera una morbosa
attenzione ai dettagli che raccontano
della sua vita: la bianca sciarpa che
vorticosamente scendeva dalla finestra
raggiungendo il corpo, il porta-
trucco lasciato in disparte insieme al
cappotto ripiegato, la sua lettera di
addio.
Una morte violenta per una
fotografia dalla bellezza immortale.
Questa immagine attraente e insieme
aberrante venne pubblicata
all’interno della rivista “Life” con il
titolo The Most Beautiful Suicide.
La didascalia narrava:
«At the bottom of
the Empire State Building the body
of Evelyn McHale reposes calmly in
grotesque bier, her falling body punched
into the top of a car».
Lo scatto
fu poi rielaborato da Andy Warhol
nel 1962 con il nome: Suicide (Fallen
Body), in un’indagine sul rapporto tra
bellezza, morte e Pop Art.”
Luciano Lapadula

© COPYRIGHT:
Divieto di copia e riproduzione.
Contattare l’autore per info e disponibilità
Do Not Copy. Contact the writer for info

 

 

The Most Beautiful Suicide

On the piece of paper Evelyn left before the tragic leap, she wrote:

I don’t want anyone in or out of my family to see any part of me. Could you destroy my body by cremation? I beg of you and my family – don’t have any service for me or remembrance for me. My fiancé asked me to marry him in June. I don’t think I would make a good wife for anybody. He is much better off without me. Tell my father, I have too many of my mother’s tendencies

She was only 23 years old.

Can a suicide keep beauty and transform into a work of art?

I think yes. The praise of the death of a beautiful girl is terrible and seductive. From Andy Warhol to David Bowie – in his song “Jump They Say” – the traumatic existence of a life broken in its blossom, makes the protagonist an eternal heroine.

Taken from my book “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume“,

the description of the fact.

“Edgar Allan Poe, within its essay Philosophy of composition,
wrote that

«the death of a beautiful
woman is undoubtedly the most poetic
topic of the world »

and about this
the image realized by chance
by the former assistant photographer

Robert Wiles on the first of May
1947 is rich of emotion.

He succeeded in capturing the twenty-three years-old
Evelyn McHale lying with
elegant but unnatural composure
on the top of a limousine after a
long flight from the eighty-sixth floor
of the Empire State Building.


The girl seems to be sweetly
collapsed among the dark plates of
the car, the glasses smashed, the lacquered steel
bent on itself because of the violence
of the impact and the girl there, supine as
a sleeping beauty in a breathless
sleep.

From the ice-cold metal of the
car there comes, violently, the red colour
of the sophisticated suit. 
White is the

blouse and white are the long gloves
that still adorn her hands. Her blonde
hair frame a beautiful face
with a perfect makeup. 
The tights are
taken down. abbassate. Her arms are bent and
the left hand seems to be gentle near
the face, half-closed in a gesture that
seems to be sophisticated and charming.

The suicide,
in this case, loses the atrociousness of
its meaning thanks to the beauty of
an image that seems to come from 
a fashion magazine.

The paradoxical
absence of blood and disfigurement,
combined with the composure of the subject,
gave birth to the title with
which the picture was called:
“The Most Beautiful Suicide”.

The image gives
origin to a strong contradiction
in the observer’s mind, seduced
by the aesthetic of death that seems to be
cruelly sweet.

We would like to ask
Evelyn the reason of that gesture,
the frustration for the incomprehensibility
of her choice generates a morbid
attention to the details that
tell her life: the white scarf that
vertically fell from the window
reaching the body,
the beauty case left apart together with the folded coat, her suicide note.

A violent death for a
picture having an immortal beauty.


This charming and simultaneously
aberrant image was published
in the magazine “Life” with the
title The Most Beautiful Suicide.

The caption told:

«At the bottom of
the Empire State Building the body
of Evelyn McHale reposes calmly in
grotesque bier, her falling body punched
into the top of a car».

The shot
has been then redesigned by Andy Warhol
in 1962 with the name: Suicide (Fallen
Body), in a study about the relationship between 
beauty, death and Pop Art.”

Luciano Lapadula

Special Thanks for supporting in translation to

Serena Bartolo trad.serenabartolo@gmail.com

© COPYRIGHT:
Divieto di copia e riproduzione.
Contattare l’autore per info e disponibilità
Do Not Copy. Contact the writer for info

Evelyn Francis McHale

BIRTH

Berkeley, Alameda County, California, USA
DEATH 1 May 1947 (aged 23)

Manhattan, New York County (Manhattan), New York, USA
BURIAL

Middle VillageQueens CountyNew YorkUSA

evelyn francis mchale 1923

evelyn mchale photo portrait fotografia blog

 

evelyn mchale luciano lapadula blog cultura arte art history andy warhol il macabro e il grottesco moda costume libro book creepy

evelyn-incorrectly-labeled-as-20-years-old-ny-times-may-2-1947

evelyn mchale suicide blog luciano lapadula

evelyn mchale luciano lapadula blog cultura arte art history andy warhol arte

Follow Me on Instagram:
https://www.instagram.com/iamlucianolapadula/

Follow Me on Facebook:
https://www.facebook.com/lucianolapadulaofficial/

Follow Me on Youtube:
https://www.youtube.com/channel/UCXPI69uNrqeejgYR1fH9ASw

 

Acquista il mio libro. Clicca sull’immagine per info.
Shop my Book

The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume“.

Click on the pic for info.

 

Rapsodia di una Diva – Accademia Belle Arti Perugia

Rapsodia di una Diva” è il nome che ho scelto per il prossimo lavoro di insegnamento che svolgerò il giorno 1 marzo 2017 presso l’Accademia di Belle Arti a Perugia.

La prestigiosa accademia mi ha invitato per una lectio in concomitanza con il Festival del Cinema di Spello, con cui collaboro da ormai tre anni in qualità di relatore e curatore di mostre di abiti d’epoca. Ho scelto dunque di descrivere il sinuoso intreccio che fonde il Cinema con il Costume, lasciando emergere figure inattese e sempre nuove che attraverso estetiche performanti generano mode.

Come in un canto senza età l’immagine della Diva si erge superba e altera al di sopra delle genti, inafferrabile e immersa in un’atmosfera mistica lei non può unirsi ai comuni mortali ed è costretta a vivere in un mondo immaginifico che dalla celluloide sprofonda spesso nella solitudine della realtà.

Durante il mio seminario racconterò in che modo si costruisce la “forma” di una star: trucco, acconciature, abiti, voce, movenze concorrono a realizzare il nuovo mito che folle adoranti celebrano dalla nascita del cinema ancor oggi.

Il titolo scelto per questa lezione è un mio omaggio, a distanza di cento anni, a quello di un film interpretato da una tra le prime Donne Fatali del grande schermo in Italia: Lyda Borelli. L’attrice, ritratta nella locandina, ha infatti recitato il ruolo della tragica contessa “Alba d’Oltrevita” nella pellicola “Rapsodia Satanica” per la regia di Nino Oxilia, film terminato nel 1915 e proiettato nelle sale nell’anno 1917.

rapsodia_satanica_1915

Film Poster

Svelerò percorsi inediti che riguardano la figura della protagonista, eroina maledetta il cui fascino continua, dopo un secolo, a sedurre maliardo progenie solo apparentemente mutate dallo scorrere del tempo.

Luciano Lapadula

luciano-lapadula-accademia-di-belle-arti-di-perugia-rapsodia-di-una-diva-lyda-borelli-seminario-moda-fashion-costume-satanica-festival-del-cinema-di-spello-2017