Spider Dresses in 120 years of Fashion

La visione estetica del corpo rivestito da una ragnatela ha sedotto sin dal passato l’animo di stilisti, costumisti, e di donne desiderose di apparire come sensuali e pericolose aracnidi. Ho scelto per voi alcune suggestive immagini che descrivono al meglio il rapporto tra questa simbologia e l’abito, fotografie che ci raccontano di una tipologia di femminilità che segue la moda del proprio tempo, incentrata sulla caratterizzazione della donna attraverso un erotismo fatale.

The aesthetic vision of the body covered by a spiderweb has seduced the soul of stylists, costume designers, and women who yearned to appear as sensual and dangerous arachnids. I have chosen for you some suggestive images that best describe the relationship between this symbolism and the dress, photographs that tell us about a special kind of femininity that follows the fashion of one’s own time, focused on the characterization of women through a fatal eroticism.

annie harrington

Annie Harrington in late 800s

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V. Surat from Movie, 1916

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Mack Sennett bathing beauties as “sirens of the sea.” c. 1920s

Coles Phillips

Coles Phillips

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Fancy Halloween Dresses from 20s

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20s spider jumpsuit

 

Lurex and Silk Cobweb dress from 20s:

 

 

 

 

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Madeleine Vionnet – Wedding Dress – 1929- Courtesy MET

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Elegance from 30s in cobweb details

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Mae West from 30s

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Helen Bennett, Spider Dress, 1939 by Horst P. Horst

Helen Bennett, Spider Dress, 1939 by Horst P. Horst

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To the sea in 40s

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Spider Dress from 40s

Jack Herzog Web Dress

Jack Herzog 40s gown

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Jack Herzog from 40s

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New Look in Spider

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From 50s a Poodle Spider Skirt

60s spider dress

Glamour in optical cobweb from 1967

dior

Stunning Spider details from Christian Dior – early 70s

 

John Bates at Jean Varon ‘Cobweb_ Dress

John Bates at Jean Varon ‘Cobweb’ Dress – 1973

John Bates at Jean Varon ‘Cobweb_ Dress 1973

detail

swell farewell web

Swell Farewell 80s evening dress

johnny slut neva web

Johnny Slut from Specimen during the 80s

giorgio armani 1990 beaded spider gown dress

Giorgio Armani 1990 beaded spider dress

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Gianni Versace jumper details from 90s

John Galliano for Givenchy - Haute Couture - Summer 1996

John Galliano for Givenchy – Haute Couture – Spring Summer 1996

john galliano 1997

John Galliano ss 1997

Givenchy Couture Fall 2000. metallic clothing

Givenchy Couture by McQueen – 2000

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Alice Auaa 2013-2015

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Schiaparelli Spring Summer 2016

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Cut me and I bleed latex

“Spesso mi sono domandato cosa ci sia dietro le splendide fotografie di belle donne vestite con eleganza delle pagine delle riviste di moda. […] Che specie di bellezza è quella delle riviste di moda? E’, diciamolo subito, una bellezza “oggettuale”, “cosale”; nel senso che le cose, cioè i vestiti, vi hanno più importanza delle persone, cioè di chi li indossa; e che le persone stesse sono trasformate in cose ossia in appendici e complementi dei vestiti. Ora domandiamoci quale può essere la vita reale di queste particolari cose, la risposta ce la dà Histoire d’O, di Pauline Rèage. La vita reale delle donne-cose delle riviste di moda è la schiavitù erotica […]

Nell’Histoire d’O la schiavitù non porta a degradazione e questo perché la trasformazione di donna in cosa attraverso le pratiche della schiavitù erotica non è dovuta ad una alienazione negativa (nel senso di soddisfare alle esigenze della libidine altrui) ma positiva (nel senso di adeguarsi ad un ideale di bellezza, nel caso dalla bellezza postulata dalla moda). Sottomettendosi ai sadici riti dei suoi amanti, O si è alienata masochisticamente a favore della bellezza propria e della moda, si è immolata volontariamente e misticamente sull’altare dell’eleganza.L’alta moda concepita come ideale di vita”.

Alberto Moravia introduce così il romanzo-scandalo di Pauline Réage, pseudonimo di Dominique Auri, Histoire d’O, divenuto best-seller e film simbolo del masochismo erotico. “O” è icona di un’emancipazione, considerata dalla mente mediocre e puritana come degradazione della donna, compresa da molti come Moravia afferma “ideale di bellezza”. Innumerevoli scrittori hanno dato libero sfogo alle fantasie piú perverse, ispirando una vastissima schiera di stilisti e registi che, attingendo a questa fonte di erotismo letterario, sono riusciti a tradurre il tutto in abiti viziosi e pellicole depravate.

Negli anni ’50 fu Betty Page a introdurre nell’immaginario collettivo fotografie che la ritraevano in giochi sadomaso e di pelle vestita. Divenuta nota sia per l’innovazione che per lo scandalo che ne provocò, da allora nell’ideale erotico di registi e stilisti il BDSM è entrato di diritto nelle proprie trasposizioni artistiche.

1

Thierry Mugler 1991 vs. Betty Page 1950s

2

Thierry Mugler 1995 vs. Catherine Deneuve in Yves Saint Laurent, Belle de jour di Luis Buñuel, 1967

3

Thierry Mugler 1996 vs. Barbarella 1968, regia di Roger Vadim

4

Yohji Yamamoto 2015 vs. Il Portiere di notte 1973 regia di Liliana Cavani

5

John Galliano for Dior 2003 vs. Histoire d’O Corinne Clery, 1975

6

Chanel 1993 vs. Maîtresse 1975 regia di Barbet Schroeder

“Per vincere quel turbamento che non figurava nei suoi piani, ha afferrato la frusta colpendo la sua vittima […] Ma per il dolore la fanciulla a tratti s’interrompeva. Claire allora raddoppiava i colpi […] La giovane era sdraiata, supina, con le ginocchia divaricate e le braccia abbandonate. Claire era piegata sulla sua preda che ben presto cominciava a gemere dal fondo della gola e in piedi sopra di lei, la spostava come una morta con la punta dellascarpa […]”

Tratto da L’Immagine di Catherine Robbe-Grillet che si firmava con lo pseudonimo di Jean
de Berg. Da questo romanzo venne tratto un film: The punishment of Anne catalogato come
porno d’autore, ma la bellezza e la raffinatezza delle immagini sono tutt’altro che
pornografiche, nell’accezione più dispregiativa del termine.

7

‘THE ONE Grand Show’ World Premiere Jean Paul Gaultier 2016 vs. The Punishment of Anne, 1975

8

Alexander McQueen 1998 vs. Les Fruits de la passion con Klaus Kinski ispirato al romanzo Histoire d’O, 1981

“[…] Bisogna per prima cosa che lei lo soddisfi nei suoi gusti, quale che possa essere la loro
natura, senza mostrare ripugnanza; quindi gli faccia capire che simili cortesie meritano
perlomeno qualche riguardo ed esiga, in cambio di ciò che essa concede, una completa libertà.[…]”

La filosofia nel boudoir di Donatien-Alphonse-François de Sade 1795.
Il divin marchese è stato il precursore di una filosofia di vita. Condannato all’ergastolo per lasua spregiudicatezza e amoralità, è tutt’oggi un esempio per chiunque segua la corrente
sadomaso e non solo.

Grande letterato ha dato libero pensiero alle sue passioni senza preoccuparsi della censura.

9

Thierry Mugler 1997 vs Kim Basinger 9 1/2 weeks – 1986

10

Alxander McQueen 2015 vs Tokyo Decadence 1991

11

Nadja Auermann fotografata da Helmut Newton 1995 vs. Secretary 2002, regia di Steven Shainberg

12

Nadja Auermann fotografata da Helmut Newton per Blumarine 1995 vs. Venere in pelliccia 2013, regia di Roman Polanski

 

13

John Galliano for Dior 2003 vs. Bibliothèque Pascal 2010

 

La donna assume un ruolo fondamentale, non è più solo mamma e angelo del focolare, ma
diventa padrona del suo corpo, sicura di sé e delle sue fantasie più intime, come Moravia
afferma la bellezza “oggettuale e cosale”, esprime il feticismo per i propri desideri più
reconditi attraverso gli abiti, non nasconde più quali sono le sue perversioni, mette il proprio corpo alla mercé di uomini, non in senso dispregiativo e per prostituzione, ma perché è sua libera scelta poter godere di quell’ebbrezza.
Leopold Sacher-Masoch scrisse: “La donna a tutt’oggi, quale natura l’ha creata, e nei suoi
rapporti con l’uomo, è sua nemica e può essere solo sua schiava o sua despota, mai sua
compagna.” Era il 1870, tratto da Venere in pelliccia.
La Bellezza è tutto ciò che esprime Verità, e ciò che non abbiamo paura di mostrare.

Francesca Paradiso

DRESS UP Films: when Fashion meets Movies

Ultimamente mi è capitato di imbattermi nella serie televisiva American Horror Story, approcciandomi ad essa in maniera piuttosto critica. Il mio scetticismo è stato immediatamente sconfitto dalle vicende dei protagonisti, in particolare della quarta serie Freaks Show.
Il richiamo al film del 1932 è palese, ma ciò che ha colto maggiormente la mia attenzione è il personaggio interpretato da una splendida Jessica Lange: Elsa Mars. Proprietaria del “circo dei mostri”, ex dominatrix durante la Germania sotto regime nazista, il sogno di Elsa è arrivare al successo come la sua storica rivale Marlene Dietrich. Ed è proprio a quest’ultima che il look della Lange/Mars si ispira, oltre ad omaggiare Sir David Bowie in più di una scena.
Da questo momento in poi, completamente catturata dal suo personaggio ed effettuando ricerche, sono giunta alla conclusione che, come sempre ho sostenuto,“l’innovazione è nel passato”.
Nel corso degli anni gli stilisti si sono ispirati alle dive della “Old Hollywood” per la creazione delle loro opere, spesso in maniera impercettibile, tuttavia, per chi come me è amante del cinema è quasi inevitabile si imbatta nel riscontro di evidenti citazioni
Tra i tanti stilisti che hanno rivisitato il look delle star del Silver Screen riadattandoli nel
contemporaneo spicca il talentuoso John Galliano nelle sue creazioni per Dior ha sicuramente dato largo spazio alla sua creatività omaggiando le dive che da sempre lo hanno ispirato del cinema muto e non. Oltre lui, numerosi sono gli altri nomi del mondo della moda che hanno attinto a piene mani dai costumi del passato. Vediamone alcuni.

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Recently I toke a look at tv series American Horror Story. My skepticism was immediately defeated by the vicissitudes of the protagonists, in particular the fourth series Freaks Show. The reference to the 1932 film is obvious, but what most caught my attention is the character played by beautiful Jessica Lange: Mars Elsa. Owner of the “circus of monsters”, former dominatrix throughout Germany under the Nazi regime, the dream of Elsa to success as its historic rival Marlene Dietrich. And it is to the latter that the Lange / Mars look is inspired, as well as pay homage to Sir David Bowie in more than one scene.

From now on, completely captured by his character and searching, they came to the conclusion that, as I have always supported, “innovation is in the past.”
Over the years, the designers were inspired by the divas of “Old Hollywood” for the creation of their works, often imperceptibly, however, for people like me who loves cinema is almost inevitable to come across in the finding of obvious citations
Among the many designers who have revisited the look of the stars of the Silver Screen, the talented John Galliano in his creations for Dior has certainly given ample space to his creativity honoring the divas that have always inspired silent movie and not. Besides him, there are many other fashion names that have drawn freely from the customs of the past. Let’s see some above.

 

1

John Galliano for Dior S/S 2004 VS Marlene Dietrich Venere Bionda 1932

2

Elie Saab ss 2012 VS Marlene Dietrich 1971

3

Jerry Hall at Tierry Mugler fashion show 1995 VS Marlene Dietrich in London, 1972

4

Louise Brooks, 1927 VS Alberta Ferretti ready to wear fw 2017

Tempo fa mi recai da Luciano nel suo atelier, e tra un cambio d’abito e la visita di qualche “vicino di casa” eccentrico, lui mi mostrò una sfilata di Alexander McQueen del 1999. Kate Moss in versione ologramma fluttuava tra gli spettatori come fosse un fantasma, e il rimando a La caduta di casa Usher, film muto di Jean Epstein del 1928 estrapolato dal racconto di Poe, è stato immediato.

5

Abito realizzato per Greta Garbo da Gilbert Adrian nel 1931.Thierry Mugler fashion show 1995. Sicuramente più audace e provocatorio, ma non per questo meno elegante:

6

 

Vogue US 1997: John Galliano for Dior by Annie Leibovitz.
Le lacrime amare di Petra von Kant, Rainer Werner Fassbinder 1972:

7

 

Catherine Deneuve in Yves Saint Laurent durante una scena del film The Hunger, Tony Scott 1983 VS Gareth Pugh F/W 2016 – ’17

8

Si potrebbe continuare all’infinito, ma purtroppo questi “paragoni” stanno diventando sempre meno frequenti a causa delle “mode del momento”, mai espressione fu più deleteria per chi ama La Moda, quella Vera e Artistica.
Gli stilisti vestono “dive” come Rihanna, Lady Gaga…adattandosi ad un pubblico più “pop” e meno colto riguardo il passato. Per quel che mi concerne mai i miei occhi potrebbero adattarsi alle folte extension di Lady Gaga degne di Barbie Raperonzolo, o alle trasparenze e aderenze delle tanto acclamate sorelle Kardashian, che per la loro mancanza di eleganza forse non convincerebbero neanche un cultore del lato b come Tinto Brass.
Dove sono finite le dive di una volta? Perché una parte di pubblico deve per forza adattarsi a tale scempio quando le nostre mamme, vere icone di stile, ci avevano insegnato l’eleganza e la riservatezza? Vedo ragazze emulare tali personaggi come se il farlo costituisse di per sè un vanto, quando il vero vanto sarebbe piuttosto quello di poter seguire lezioni di stile offerte da quanti con reale competenza operino nel settore moda, permettendo a chiunque di scoprire le proprie attitudini e rinnovare il proprio stile senza necessariamente dover passare alla storia.
Come diceva Yves Saint Laurent: Le mode cambiano. Lo stile è eterno.

Francesca Paradiso.

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“The Macabre and Grotesque in Fashion and Costume History”

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10 Ugly Raf Simons creations made for Dior

Penso che la scelta fatta da Raf Simons di lasciare la casa di moda Dior dopo soli pochi anni di contributo, sia quella migliore che potesse fare. Il suo voler essere moderno ad ogni costo, vicino a quella poca creatività che appartiene a tanti stilisti delle ultime generazioni, lo allontana anni luce dal mood Dior e dalle meraviglie create da chi lo ha preceduto nella conduzione del marchio, ad esempio John Galliano.
Ecco 10 scatti di altrettante creazioni insapori

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I think Raf Simons made the right choice lefting Dior. I think his way of working is far from Dior mood and far from all the stylist preceded him. Here 10 pics from 10 tasteless creations made by Simons for Dior.

Raf Simons for Dior - 2013

Raf Simons for Dior – 2013

Raf Simons for Dior - 2013

Raf Simons for Dior – 2013

Raf Simons for Dior - 2014

Raf Simons for Dior – 2014

Raf Simons for Dior - 2014

Raf Simons for Dior – 2014

Raf Simons for Dior - 2014

Raf Simons for Dior – 2014

Raf Simons for Dior - 2015

Raf Simons for Dior – 2015

Raf Simons for Dior - 2016

Raf Simons for Dior – 2016

Raf Simons for Dior - 2015

Raf Simons for Dior – 2015

coat without arms, so sad.

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