Fall Winter 2016-2017: Moda e Tendenze

Sono stato più volte ospite del programma tv BUON POMERIGGIO, condotto da Michele CucuzzaMary De Gennaro. Insieme a me, in studio, Rita Dalla Chiesa. Con lei ho chiacchierato circa le tendenze della moda per questo autunno-inverno, tra revival di elementi provenienti dal passato, grandi classici evergreen, nuove proposte.

L’orientamento in genere è quello che vede un mix di stili vintage rielaborati in chiave moderna. Gli anni ’70, dopo un periodo di oblio, tornano a fare furore sulle passerelle. Gucci rielabora quel decennio sponsorizzando la propria collezione con un video che ricorda le atmosfere del film “Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino”, ma anche David Bowie, la Disco, il Glam.

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Gucci

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Gucci, stampe fiorate e influenze 70s

Le giacche sono slim e colorate. I maxi dress lunghi alla caviglia, le maniche ampie chiuse al polso, flounce e ruches sulle pettorine sono presenti qui e là nelle passerelle più eleganti.

Rita mi ha chiesto quale siano i capi che possiamo utilizzare nonostante provengano da stagioni trascorse.

Le ho risposto che la camicia bianca, capo iconico della casa di moda Gianfranco Ferré, è un grande classico e può essere utilizzata sia in versione slim che over. Insieme a questa intramontabile il tubino nero, che dagli anni ’20 cavalca indenne l’onda dell’eleganza, confermandosi ancora come un classico intramontabile.

Dagli anni ’80, oltre ai make up dai colori accesi e dalle linee grafiche, tornano alla moda gli orecchini abbinati tra loro con differenze nel design e nella grandezza. Tra gli accessori è proposto anche l’utilizzo di una doppia borsa, una più piccola e l’altra più grande, portate insieme e abbinate al cappotto e alle calzature.

In studio mi chiedono quali abiti vintage possano essere ritenuti alla moda questo inverno.

Senza dubbio un must è il cappotto cammello, classico della casa di moda Max Mara e proposto in differenti nuances di colore e diversi tagli sartoriali che lo rielaborano virando da un sapore ominile a silhouette che disegnano con eleganza il corpo di chi lo indossa.

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Chanel fw 2016

Vintage, anni ’70, anche la tendenza checked sui cappotti e sui grandi paltò. Allo stesso decennio appartiene il design degli occhiali da sole, grandi, enormi, rotondi o
rettangolari. Sono impreziositi da vistose catene, alla moda anche le lenti specchiate.

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In auge il ritorno agli stivali Cuissardes, lanciati da Brigitte Bardot negli anni ’60 e già riproposti da Julia Roberts nel film Pretty Woman. Sono preziosi quelli ricamati con fiori, romantici anche le varianti in broccato e con ruches. Più strong quelli animalier e in pelle lucida.

Emilio Pucci

Marc Jacobs

Proposte che provengono da influenze rock-punk anni ’80 segnano ovunque il revival del chiodo e del giubbino in denim, entrambi i capi sono impreziositi da toppe patchwork, zip e paillettes. Sempre 80s il revival delle spalline, costruiscono un’estetica decisa e disegnano le spalle in nuove geometrie. Le calze tornano ad essere utilizzate, finalmente, e per questa stagione sono realizzate in maglia, come durante gli anni ’70.

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Pois, giubbotti in pelle, gusto rock punk da Saint Laurent

 

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Abito a strisce, cinturone anni ’80, grande ecopelliccia blu con spalline. Saint Laurent

Per la sera gli abiti sembrano provenire dagli anni ’30 e dal guardaroba indossato da Keira  Knightley nel film Espiazione. Tinte pastello e oro colorano lunghi abiti tagliati in sbieco, che scivolano languidi e sinuosi sul corpo. Sempre dal gusto anni ’30 provengono le grandi stampe di orchidee stilizzate che compaiono micro o davvero enormi.

Christian Dior : Runway - Paris Fashion Week - Haute Couture Fall/Winter 2016-2017

Preziosi ricami firmati Dior in stile Schiaparelli anni ’30

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Dolce & Gabbana

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Chanel

Il trend dei colori vuole in linea generale il trionfo minimal 90s del tinta unita, le sfumature di maggior tendenza sono quelle fredde, dal panna al al beige, insieme al giallo che vira dal limone al mostarda. Sempre attuale il color fango per un effetto nude look oltre all’autunnale cognac. Compaiono toni gelidi come il celeste squalo o brillanti e misteriosi come il verde smeraldo. Il total look si veste anche di un vibrante rosa shocking.

A questa tendenza si affiancano stampe di fiore e botaniche, disegni rétro che riprendono antiche tappezzerie e vecchie carte da parati.

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Comme Des Garcons

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Comme Des Garcons

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Comme Des Garcons

I colori sono metallici nelle stampe che rielaborano Kandinsky. Ritornano anche le righe, le geometrie optical e quelle in stile punk con stampe animalier care a Yves Saint Laurent durante gli anni ’80.

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Stampe diverse, fiori e optical da Gucci

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Optical e geometrie firmate Chanel

Come ho detto in trasmissione, le regole della moda cessano di avere importanza quando incontrano il buon gusto. Consiglio dunque di indossare quel che meglio armonizza la propria fisicità, facendoci sentire a proprio agio. E’ importante creare un proprio stile, viverlo con disinvoltura e con semplicità: “less is more“.

 

Luciano Lapadula

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Moana: dal Porno alla Santità – Moana: from porn to holiness

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L’imperatrice Teodora, Madame Du Barry, Mata Hary, Marilyn Monroe, Moana Pozzi.

Cosa hanno in comune tra loro queste donne? Non la bellezza, ma fascino e mistero che avvolgono la loro persona in un’ aurea mitica e splendente. Sono donne che hanno segnato in modo permanente le differenti  epoche storiche in cui hanno vissuto, anche o soprattutto attraverso la propria gestualità, i propri gusti vestimentari e la propria vita sessuale.

Il caso di Moana, bionda star del porno, notata anche da Federico Fellini che la scelse per un ruolo nel film “Ginger e Fred”, solca in modo evidente e nuovo la superficie del classico perbenismo dell’Italia degli anni ’80. Dopo i concorsi di bellezza e qualche provino andato male, Moana scelse la carriera nel filone della cinematografia Hard, divenendone la stella più nota nel panorama internazionale, mai raggiunta sin ora e credo mai possa esserlo in futuro.

La singolarità del caso Moana risiede tuttavia non nella sua fulgida carriera di attrice quanto nell’ascesa a star della cultura Pop. Come per coloro che la precedettero, ma differentemente per esplicitazione della propria identità lavorativa, lei fece dell’arte di amare una virtù, impiegandola in ambiti assai vari: dalle pellicole porno alla politica. Oltre ad aver lavorato al “Partito dell’Amore”, infatti Moana come Mata sedusse i più importanti e satrapi uomini politici del suo tempo carpendo loro considerevoli segreti.

Divenne così sempre più nota al pubblico di ogni genere ed età, e nelle notti degli anni ’90 era spesso ospite del “Costanzo Show” per raccontare maliarda alcuni aspetti della propria vita a morbosi spettatori e fan. Una star del pop dunque, amata dalle donne quanto dagli uomini, le une perché forse rivedevano in lei quella parte del Sé colma di eros e di proibito, gli altri perché Moana come Marilyn, incarnava il più sublime desiderio carnale.

Il mondo della moda si accorse del fenomeno, l’attrice era una macchina esplosiva che catturava l’attenzione mediatica, così nei primi anni ’90 la bionda atomica sfilò in passerella per stilisti come Fendi, Chiara Boni, e Karl Lagerfeld il quale affermò: “le donne si muovono come Moana, mica come una top model”.

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Moana Pozzi modeling Chiara Boni in early 90s

Triste l’epilogo di questa strana favola, la precoce scomparsa della Diva ha cancellato per sempre l’aspetto volgare e terreno della sua esistenza consacrandolo a figura mitica.
Moana come una moderna icona ha generato tendenze e creato look, e tutt’ora – unico esempio nella storia – la sua vita è presentata quasi come quella di una santa, rapita dalla morte mentre fluttuava in uno stato di grazia.

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La bella Moana

Continua la nostra bella a far parlare di sé, come per le grandi star di fama mondiale, c’è chi giura sia ancora viva e abbia scelto di cambiare vita, ancora una volta. C’è poi chi la vuole uccisa a causa dello spionaggio, e chi semplicemente come noi la ricorda sensuale, prorompentemente fasciata in un luccicante vestito rosso, mentre sorride alla camera e spostando la sua bella acconciatura in stile retrò ci dice “Vivi Come Se Dovessi Morire Domani e Pensa Come Se Non Dovessi Morire Mai“.

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Moana in una delle sue ultime apparizioni tv

Moana in una delle sue ultime apparizioni tv

Theodora Empress , Madame Du Barry, Mata Hary, Marilyn Monroe, Moana Pozzi.

What do these women have in common? Not the beauty, but charm and mystery that envelop their person in a golden and shining aura. They are women who have permanently marked the different historical periods in which they lived, even or especially through their gestures, their vestiges tastes and their sexual life.

The case of Moana, blonde porn star, also noticed by Federico Fellini who chose her for a role in the film “Ginger and Fred”, plots the surface of the classic respectability of Italy in the 80s in an evident and new way. After the beauty contests and some unsuccessful auditions, Moana chose a career in the film industry of Hard, becoming the star best known in the international scene, never reached so far and I never can be in the future.

The uniqueness of the Moana case lies, however, not in her brilliant career as an actress as in the rise to star of Pop culture. As for those who preceded her, but differently by explication of her own work identity, she made the art of loving a virtue, using it in very different fields: from porn films to politics. In addition to having worked at the “Party of Love”, Moana as Mata seduced the most important and satrafic politicians of her time, taking considerable secrets from them.

It became more and more known to the public of all kinds and ages, and in the nights of the 90s it was often a guest of the “Costanzo Show” to tell a few wistful aspects of their lives to morbid spectators and fans. A pop star, therefore, loved by women as much as by men, because perhaps they saw in her that part of the Self filled with eros and forbidden, the others because Moana as Marilyn, embodied the most sublime carnal desire.

The fashion system noticed the Moana phenomenon, an explosive machine that captures media attention, so in the early 90s the atomic blonde parades on the catwalk for designers like Fendi, Chiara Boni, and Karl Lagerfeld who said: “women they move like Moana, not like a supermodel “.

Sad the epilogue of this strange tale, the early disappearance of the Diva has forever erased the vulgar and earthly aspect of its existence consecrating it to a mythical figure.
Moana as a modern icon has generated trends and created look, and still – the only example in history – her life is presented almost like that of a saint, kidnapped by death while floating in a state of grace.

Our beauty continues to be talked about, as for the world famous big stars, there are those who swear are still alive and have chosen to change their lives, once again. Then there are those who want to kill her because of espionage, and who just as we remember her sensual, proromently bandaged in a shimmery red dress, while smiling at the camera and moving his beautiful hairstyle in retro style tells us “Live Like If Should I Dying Tomorrow and Thinking As If I Should Never Die “.

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