Storia del Rossetto | History of Lipstick

Rosso come la passione, come il sangue, come il fuoco. Quella del rossetto è una storia che nasce lontano nel tempo, solca i secoli e giunge a noi inalterata nella propria prerogativa estetica: dar colore alle labbra. storia del rossetto history lipstick vision 3.0 magazine luciano lapadula lampoon modaCome in una favola, circa nel 2800 a.C. una bellissima regina sumera di nome Shubad, scelse di essere sepolta insieme a una scatola d’oro che conteneva una più preziosa polvere di colore rosso: pigmento che una volta mischiato con olio di sesamo ed essenza di rosa, era utilizzato per tingere le sue labbra. nefertiti rossetto busto lipstick storia makeup luciano lapadula moda arte cinema poesia sesso

Il popolo dell’Antico Egitto, ossessionato dalla ricerca della perfezione estetica, fece largo uso del rossetto e donne simbolo del potere come Cleopatra lo utilizzarono per apparire ancor più seducenti. La regina Nefertiti, il cui nome proviene dalla parola “Nefer” ossia bellezza, usava una pasta cosmetica ricavata dalla macerazione di coleotteri e formiche.  Il busto che la ritrae, esposto a Berlino accenna un sorriso valorizzato da un color rosso opaco, a quelle labbra carnose il marchio Louboutin ha tributato una linea di lipstick pochi anni fa. antica roma busto makeupNella Roma Antica poi il “Purpurissum” era ricavato dal solfato di mercurio per essere applicato anche sulle labbra delle statue sacre, venerate dal pubblico durante le processioni. Proibito nel Medio Evo in quanto associato al demonio e alla Vanitas, il rossetto conobbe un revival nell’epoca barocca.makeup history lipstick libro macabro grottesco sesso luciano lapadula moda La Francia di Maria Antonietta lo chiamò Rouge de Theatre, perché utilizzato per lo più durante le rappresentazioni sceniche. Fu in tal modo che il suo utilizzo iniziò a diffondersi lentamente tra le donne. Roger & Gallet crearono un primo stick da labbra intorno al 1910 ed Elizabeth Arden ne ideò e diffuse in commercio differenti nuances. elizabeth arden 20s lipstck rossetto storia filippo moda latorre marinettiParrebbe inverosimile, ma le suffragette ne fecero largo consumo per ostentare la propria identità di donna in una società estremamente maschilista; iconico e glossy nei Ruggenti anni ’20 conobbe mode diverse a seconda delle decadi. Ridisegnò le labbra nella forma di un cuore in quel decennio, per trasformale in un sorriso triste durante gli anni del secondo conflitto bellico. rouge dior 1953 rossetto lipstick teatro moda costume libro storia luciano lapadula immagine fashion glamour eleganza 50sChristian Dior nel 1953 lanciò il suo storico “Rouge Dior” che contribuì a conferire eleganza al sorriso delle donne. Marilyn Monroe ne fece un’arma di seduzione abbinandolo al neo della bellezza mentre Grace Kelly preferì toni assai più delicati. Opaco e quasi bianco durante gli anni ’60, tornò scintillante nei successivi anni della Disco. chanel lipstick makeup history storia del trucco rossettoToni fluo e accesi, ma anche gotici, furono quelli alla moda negli anni ’80, segnati da tendenze underground. Più naturale e opaco, virante al color mattone fu quello che imperversò nell’ultimo decennio del secolo breve.
La stilista Coco Chanel un giorno disse: “Se siete tristi, se avete un problema d’amore, indossate un rossetto rosso e attaccate”. Così oggi questo cosmetico continua a lasciare pericolose tracce di passione sulle camicie di tanti innamorati.

Red like passion, like blood, like fire. Lipstick history was born far in time, plows the centuries and comes to us unaltered in its own aesthetic prerogative: to give color to the lips. As in a fairytale, around 2800 BC a beautiful Sumerian queen named Shubad chose to be buried along with a gold box containing a more precious red powder: pigment that when mixed with sesame oil and rose essence, was used to dye her lips .

The people of Ancient Egypt, obsessed with the pursuit of aesthetic perfection, made extensive use of lipstick and women who symbolized power as Cleopatra used it to look even more seductive. Queen Nefertiti, whose name comes from the word “Nefer” or beauty, used a cosmetic paste derived from the maceration of beetles and ants. The bust that shows her, exhibited in Berlin, mentions a smile enhanced by an opaque red color, to those full lips the brand Louboutin has given a lipstick line a few years ago. In Ancient Rome then the “Purpurissum” was obtained from the mercury sulfate to be applied also on the lips of the sacred statues, venerated by the public during the processions. Prohibited in the Middle Ages as associated with the devil and Vanitas, the lipstick experienced a revival in the Baroque era. Marie Antoinette’s France called it Rouge de Theater, because it was mostly used during stage performances. It was in this way that its use began to spread slowly among women. Roger & Gallet created a first lipstick around 1910 and Elizabeth Arden invented and diffused different shades on the market. It would seem far-fetched, but the suffragettes made it widely used to show off their identity as women in an extremely male-dominated society; iconic and glossy in the Roaring ’20s knew different fads depending on the decades. He redesigned his lips in the shape of a heart in that decade, to turn them into a sad smile during the years of the second war. In 1953 Christian Dior launched his historical “Rouge Dior” which contributed to give elegance to the smile of women. Marilyn Monroe made it a weapon of seduction, combining it with the beauty of her beauty while Grace Kelly preferred much more delicate tones. Opaque and almost white during the ’60s, he returned sparkling in the following years of the Disco. Fluorescent and bright tones, but also gothic, were the fashionable ones in the ’80s, marked by underground trends. More natural and opaque, turning to brick color was the one that raged in the last decade of the short century.
The designer Coco Chanel one day said: “If you are sad, if you have a love problem, wear a red lipstick and attack”. So today this cosmetic continues to leave dangerous traces of passion on the shirts of so many lovers.

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Il Macabro e il Grottesco al Circolo Cinematografico

Martedì 20 ottobre 2017 sarò ospite del Circolo del Cinema “Dino Risi”, a Trani (Ba), per un evento sponsorizzato dal Centro Studi Cinematografici.

Racconterò di Cinema e Moda, un connubio attraverso il quale svelare storie di donne uomini che hanno contribuito ai cambiamenti sociali grazie alla propria personalità o ai propri costumi, anche di scena.

Partendo dalla presentazione del mio libro, “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume“, analizzerò l’esistenza di attrici e attori, congiungendo vite private a personaggi pubblici. L’evento è introdotto da Lorenzo Procacci Leone, presenta l’esperta di cinematografia Maria Grazia Filisio.

 

20 October 2017

I will be guest of the “Dino Risi” Cinema Circle, in Trani (Ba), for an event sponsored by the Centro Studi Cinematografici.

I will talk about Cinema and Fashion, a union through which to unveil stories of men and women who have contributed to social changes thanks to their personality or their customs, even on stage.

Starting from the presentation of my book, “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume”, I will analyze the existence of actresses and actors, joining private lives to public figures. The event is introduced by Lorenzo Procacci Leone, presents the cinematographic expert Maria Grazia Filisio.

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gazzetta 20 ottobre 2017

“La Gazzetta del Mezzogiorno” – 20 ottobre 2017

Due Gocce di Chanel Nr 5

«Marilyn, cosa indossi per dormire?»
«Due gocce di Chanel n.5»

Questo fu quanto apparve sulla rivista Life il 7 agosto 1952. Il resto è leggenda. Divismo e bellezza sono da sempre le componenti di quella pozione magica in grado di generare mode, tendenze, manie. Attraverso la mostra “Due Gocce di Chanel nr 5” questi miti rivivono in un inedito percorso museale ideato e progettato dallo storico del costume Luciano Lapadula e dal suo collega e stilista Vito Antonio Lerario. In occasione dell’edizione 2016 del Festival del Cinema di Spello il suggestivo percorso mostra al pubblico i trucchi e i profumi, gli abiti e gli accessori che grazie alle dive cinematografiche più glamour, hanno segnato stili ed epoche storiche dalla nascita del cinema ad oggi.

Location della Mostra lo storico Palazzo del Cinema in Piazza della Repubblica a Spello.

Ingresso gratuito tutti i giorni al 27 febbraio al 6 marzo

Chiuso Lunedi e Martedi

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“Marilyn, what do you wear to sleep?”

“Two drops of Chanel nr 5”

This was what appeared in Life Magazine on Aug. 7, 1952. The rest is legend. Stardom and beauty have always been members of that magic potion that can generate fads, trends, star system. Through the exhibition “Due Gocce di Chanel nr 5” these myths come to life in a brand new museum conceived and designed by costume historian Luciano Lapadula and his colleague and fashion designer Vito Antonio Lerario. On the occasion of the 2016 Spello International Film Festival the route shows the audience the tricks and perfumes, clothes and accessories that thanks to the most glamorous film stars, styles and historical periods marked by the birth of cinema to nowadays.

Free entry from 27 february to 6 march

Palazzo del Cinema – Piazza della Repubblica, Spello (Perugia)

DUE GOCCE DI CHANEL NUMERO 5 spello vito antonio lerario luciano lapadula 2016 2

Due Gocce di Chanel nr 5

SuperTop anni ’90 come Dive del Passato

Un fenomeno di particolare interesse è quello legato alla produzione di immagini fotografiche di qualità, realizzate soprattutto durante la prima metà degli anni ’90, che ritraggono iconiche modelle a loro volta “travestite” da mitiche star del cinema.

All’interno della galleria fotografica che vi presento ho selezionato per voi alcuni tra quei look che conservano un esplicito riferimento segnico allo stile appartenuto alle più grandi star nel panorama cinematografico internazionale.

Claudia come Brigitte nella pubblicità Guess

Claudia come Brigitte nella pubblicità Guess

Cindy Crawford, una Gilda degli anni ’90

Marilyn o Eva? La Herzigova fotografata nel 1992

Marilyn o Eva?
La Herzigova fotografata nel 1992

Karen Mulder plays Marlene Dietrich on the December January 1995 cover of Vogue Paris

Karen Mulder come Marlene su Vogue 1995

linda come sophia

Linda, la più bella del reame, ricorda Sophia

Christy Turlington by Steven Meisel

Breakfast at Tiffany’s con Christy Turlington by Meisel