20s Flapper girls from China

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Una nuova tipologia di donna nasce in Cina durante gli anni ’20. La sfrenatezza della vita occidentale, legata al ritrovato benessere, invade l’Oriente e la sua moda che lentamente è sedotta dall’immagine à la Garçonne. Il pesante cerone, gli ombrellini di carta, i fascianti kimono in seta cedono il passo ad impalpabili abiti  in chiffon, a trucchi meno vistosi, ad acconciature “alla maschietta”. E si fa strada ad Hollywood la prima tra le attrici cinesi, Anna May Wong, destinata a divenire un’icona di stile per il mondo intero. Di seguito una selezione di immagini che testimoniano questa rivoluzione sociale e vestimentaria in Cina.

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A kind of woman was born in China during the 1920s. The wildness of Western life, linked to the refounded welfare, invades the Orient and its fashion that was slowly seduced by the style “à la Garçonne”. The heavy make-up, the paper umbrellas, the kimono silk bindings give way to impalpable chiffon dresses, to less conspicuous make-up, to “boyish” hairstyles. And the first of the Chinese actresses, Anna May Wong, was making her way to Hollywood, destined to become a style icon for the whole world. Below for you a selection of images that testify to this social and clothing chinese revolution.

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Illustrazione cinese anni ’20. Due ballerine indossano un abito tradizionale chiamato Cheongsam, rivisitato per un look occidentale tipico della “Flapper Girl”. I capelli sono corti e in stile Garçonne. Calzature T-Bar. 

Cheongsam china shangai dancer 1920s 20s blog blogger fashion history luciano lapadula

Chinese illustration from the 20s. Two female dancers wear a dress called Cheongsam, rivisited in Western look, typical of the Flapper Girls. The hair is short and in Garçonne style. T-Bar shoes

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Ni Hongyan, Chinese film actress popular in the Chinese film industry in the late 1920s. Fashion Magazine and Amazing Belt (seems to be a modern Alaya!) for this beautiful girl in her swimsuit

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Silk Socks, Waves Hairstyle and Cigarette for a smoking flapper

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Huang Huilan wife of the  Chinese diplomat Wellington Koo, popular in the western world as Madame Wellington Koo or Hui-lan Koo

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still Madame Wellington Koo

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Two asian ladies in 20s fashionable outfits

Here is Anna May Wong visiting Chicago 20s china fashion 1920s history chinese women

March 25, 1928. Here is Anna May Wong visiting Chicago. Trousers, Mary Jane shoes and Cloche hat for the first Chinese American Hollywood movie star, as well as the first Chinese American actress to gain international recognition

Anna May Wong

“The Dangerous” Anna May Wong

the dangerous Anna May Wong

Anna May Wong a glamorous Femme Fatale. 1928

Anna May Wong -1929 photo by Paul Tanqueray cloche fur

Anna May Wong in 20s

Anna May Wong -1929 photo by Paul Tanqueray

Anna May Wong -1929 photo by Paul Tanqueray

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Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume – il libro di Luciano Lapadula

E’ stato pubblicato il libro da me scritto: “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume“, edito da Progedit. Nel lavoro svolto ho cercato di dar luce ad aspetti inediti che riguardano la moda e i comportamenti sociali, dal 1700 ai giorni nostri, attraverso lo studio di abiti e abitudini estreme, folli, lugubri, erotiche, sconvolgenti.  Il lavoro, lungo, mi ha impegnato come ricercatore: inediti e straordinari racconti provengono da antichi libri, riviste impolverate, fotografie singolari raccolte in giro per il mondo, interviste, abiti e accessori rimasti in soffitta per oltre un secolo.

 

This is my last book:“The Macabre and Grotesque in Fashion and Costume History” published by Progedit. In my work I tried to give light to new aspects concerning fashion and social behaviors, from 1700 to the present day, through the study of extreme, crazy, gloomy, erotic and disruptive clothes and habits. The work, long, has engaged me as a researcher: unpublished and extraordinary stories come from ancient books, dusty magazines, singular photographs collected around the world, interviews, clothes and accessories left in the attic for over a century.

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Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume Luciano Lapadula

Il volume è stato scelto dal Festival “Il Libro Possibile” ed è stato presentato la sera del 6 luglio a Polignano a Mare (Ba), sulla evocativa balconata Santa Candida. Ha presentato l’incontro l’editore Gino Dato, a moderare la ricercatrice olfattiva Francesca Dell’Oro, elegante e raffinata, emozionante durante il suo reading sulla nascita del profumo Chanel nr 5.

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Un gran numero di persone ha affollato la balconata per assistere all’evento, sul palco erano esposti due rari abiti d’epoca provenienti dal mio archivio. Uno datato 1890, l’altro 1990, erano lì per comunicare tra loro e con il pubblico.

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Un lungo applauso ha chiuso la presentazione e si è registrato un Sold Out delle copie del libro.

Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume” è disponibile in libreria, online su Amazon e al link seguente, con spedizioni gratuite.

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Marlene and Madonna 1933 – 1993

Madonna per la propria immagine ha sempre attinto, con bravura e intelligenza, al look di grandi dive del passato. Paragono solo una tra le tante estetiche riprodotte dalla cantante, che scelse di ispirarsi ala star Marlene Dietrich, come lei camaleontica e anticonformista.

L’attrice, nel 1933, è ritratta in una serie di scatti conturbanti e colmi di glamour, la cantante ripropose un look assai simile quando, nel 1993, fu ospite di Pippo Baudo nel programma Partita Doppia, attraverso cui sponsorizzò il proprio film Body of Evidence. Era una magnificata serata.

Luciano Lapadula

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Madonna has always drawn with skill and intelligence, to the look of the great divas of the past to build its image. They compare only one of many aesthetic reproduced; inspired by the singer actress, chameleon and unconventional, Marlene Dietrich.

The actress is portrayed in a series of shots in 1933, the singer revisited the same look when, in 1993, was the guest of Pippo Baudo in the program Double Match, through which sponsored her film Body of Evidence.

Le immagini:

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Actress Marlene Dietrich in white suit aboard the SS EUROPA, in May 1933

Actress Marlene Dietrich in white suit aboard the SS EUROPA, in May 1933

 

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Marlene Dietrich with her husband, Rudolf Sieber, at a train station in Paris. Amazing suit, coat, sunglasses. Suit by Chanel.

 

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Marlene Dietrich 1933, suit by Chanel

 

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Marlene in Chanel, 1933

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Outift by Chanel, 1933

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Madonna, Partita Doppia, January 1993

 

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Madonna i RAI studios, January 1993

 

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Madonna interview by Pippo Baudo, Rai Uno, January 1993

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Madonna interview by Pippo Baudo, Rai Uno, January 1993

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Marlene Dietrich, January 1933 – Madonna, January 1993

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Divas Beyond a Veil.

Mistero, ambiguità e seduzione sono peculiarità che appartengono a molte tra le star del cinema. Da sempre, e con molta frequenza, la loro immagine conturbante è amplificata grazie all’utilizzo di veli che ricoprono il volto, conferendo carisma e magnetismo.

Il drappo di una veste, per merito del cinema e della fotografia, ha perso la funzione di mero rivestimento del corpo per esibire lo stesso con sensualità, svelandolo in segreto. Non più tessuto utile a coprire, bensì pizzo, rete, seta adoperati per svestire i soggetti fotografati, lasciando immaginare allo spettatore fattezze, carattere, atmosfere inattese e maliziose.

Lo sguardo dell’icona giunge a noi filtrato dal lembo di un tessuto prezioso, la cui grana seduce e mantiene le distanze dal piacere accennato, che resta in ombra.

Ecco alcune immagini che ho raccolto.

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Often the provocative image of Diva is amplified by the use of veils that cover her face, conferring charme and mistery. Thanks to the cinema and photography, this garment lost its only function of dress to exhibit the body with sensuality, unveiling a secret. No more useful fabrics to cover, but lace, net, silk used to undress the actress in movies and pictures, leaving viewers to imagine the features, character, atmospheres.

Gloria Swanson photographed by Edward Steichen for a 1924 Vanity Fair.:

Gloria Swanson by Edward Steichen, 1924

Gloria Swanson by Ellen Graham:

Gloria Swanson by Ellen Graham

Lili Damita @@@@@......http://www.pinterest.com/pocketmuseum/1920s-fashion-in-photographs/  ......€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€:

Lili Damita, 20s

Joan Crawford in the 1920s, Photo by Ruth Harriet Louise #1920s #lace #hat:

Joan Crawford by Ruth Harriet Louise, late 20s

Brigitte Helm| 1906-1966 | a German actress, best remembered for her dual role as Maria and her double, the Maschinenmensch, in Fritz Lang's 1927 silent film Metropolis:

Brigitte Helm, 1927

anna mae wong:

Anna May Wong, Limehouse Blues, Travis Banton, 1934

Anna May Wong -

Anna May Wong, 1934

Jean Harlow:

Jean Harlow, 30s

PETRICHOR:

Bette Davis, 30s

Classic Beauties : Marlene Dietrich:

Marlene Dietrich, 1940, John Engstead

Marlene Dietrich in

Marlene Dietrich, “Just a Gigolo” 1978

Frances Farmer, 1930s - They made a bio-film about her life (very tragic) Jessica Lang played Frasncis:

Frances Farmer early 40s

Ava Gardner:

Ava Gardner, 40s

Actress Lana Turner in a wonderful polka dot veil adorned hat, 1940s. #vintage #hats #1940s:

Lana Turner, 40s

Detail of a photo of Vivien Leigh by Cecil Beaton for Vogue, Paris, November 1944:

Vivien Leigh by Ceceil Beaton, Vogue, 1944

Gina Lollobrigida:

Gina Lollobrigida, 50s

Audrey Hepburn photographed at Ealing Studios, London, 1951 Classic Hollywood Stars:

Audrey Hepburn, Ealing Studios, London, 1951

Audrey, with the infamous Givenchy mask in How To Steal a Million. This movie is wonderful.:

Audry – Givenchy, “How to steal a Million”, 1966

Capucine in Marie-Christiane, 1953. Photo Guy Arsac:

Capucine, Guy Arsac, 1953

Marilyn Monroe photographed by Bert Stern, 1962:

Marilyn Monroe by Bert Stern, 1962

Marilyn Monroe was looked at as a fashion icon and she has also had a great impact on what we wear today.- Caroline m:

Marilyn as a Virgin?

Sophia Loren, 1960s.:

Sophia Loren, early 60s

Sophia Loren:

Sophia Loren with veil turban

Virna Lisi, reportage sul set di “Oggi, domani, dopodomani” (Eduardo De Filippo, 1965)  Photo Angelo Frontoni:

Virna Lisi, “Oggi, domani e dopodomani”, 1965

Brigitte Bardot - 1960's:

Brigitte Bardot, early 70s

Romy Schneider on the set of Le trio infernal, 1974. Photo by George Pierre. via http://hollywoodlady.tumblr.com/:

Romy Schneider, 1974, Le Trio Infernal

Silvana Mangano in Gruppo di Famiglia in un Interno (Conversation Piece):

Silvana Mangano, “Gruppo di famiglia in un interno”, 1974

I always thought that Elizabeth Taylor was so sensuous. Here she poses nude behind a sheer veil.:

Elizabeth Taylor, 70s

Catherine Deneuve on the set of The Hunger.:

Catherine Deneuve, The Hunger, 1983

Joan Collins...played a great bitch in dynasty:

Joan Collins, 80s

Charlize Theron:

Charlize Theron

Julianne Moore, “The end of the affair”, 1999

Marion Cotillard by Ellen von Unwerth:

Marion Cotillard by Ellen von Hunwerth

angelina jolie:

Angelina Jolie

suicideblonde:“ Cate Blanchett photographed by Patrick Demarchelier ”

Cate Blanchett by Patrick Demarchelier

Cate Blanchett.:

Cate Blanchett

Kirsten Dunst:

Kirsten Dunst

Keira Knightley. In my opinion, she is by far one of the most beautiful women I've ever seen! She's so classically stunning!:

Keira Knighltly, “The edge of love”, 2008

Luciano Lapadula

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DRESS UP Films: when Fashion meets Movies

Ultimamente mi è capitato di imbattermi nella serie televisiva American Horror Story, approcciandomi ad essa in maniera piuttosto critica. Il mio scetticismo è stato immediatamente sconfitto dalle vicende dei protagonisti, in particolare della quarta serie Freaks Show.
Il richiamo al film del 1932 è palese, ma ciò che ha colto maggiormente la mia attenzione è il personaggio interpretato da una splendida Jessica Lange: Elsa Mars. Proprietaria del “circo dei mostri”, ex dominatrix durante la Germania sotto regime nazista, il sogno di Elsa è arrivare al successo come la sua storica rivale Marlene Dietrich. Ed è proprio a quest’ultima che il look della Lange/Mars si ispira, oltre ad omaggiare Sir David Bowie in più di una scena.
Da questo momento in poi, completamente catturata dal suo personaggio ed effettuando ricerche, sono giunta alla conclusione che, come sempre ho sostenuto,“l’innovazione è nel passato”.
Nel corso degli anni gli stilisti si sono ispirati alle dive della “Old Hollywood” per la creazione delle loro opere, spesso in maniera impercettibile, tuttavia, per chi come me è amante del cinema è quasi inevitabile si imbatta nel riscontro di evidenti citazioni
Tra i tanti stilisti che hanno rivisitato il look delle star del Silver Screen riadattandoli nel
contemporaneo spicca il talentuoso John Galliano nelle sue creazioni per Dior ha sicuramente dato largo spazio alla sua creatività omaggiando le dive che da sempre lo hanno ispirato del cinema muto e non. Oltre lui, numerosi sono gli altri nomi del mondo della moda che hanno attinto a piene mani dai costumi del passato. Vediamone alcuni.

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Recently I toke a look at tv series American Horror Story. My skepticism was immediately defeated by the vicissitudes of the protagonists, in particular the fourth series Freaks Show. The reference to the 1932 film is obvious, but what most caught my attention is the character played by beautiful Jessica Lange: Mars Elsa. Owner of the “circus of monsters”, former dominatrix throughout Germany under the Nazi regime, the dream of Elsa to success as its historic rival Marlene Dietrich. And it is to the latter that the Lange / Mars look is inspired, as well as pay homage to Sir David Bowie in more than one scene.

From now on, completely captured by his character and searching, they came to the conclusion that, as I have always supported, “innovation is in the past.”
Over the years, the designers were inspired by the divas of “Old Hollywood” for the creation of their works, often imperceptibly, however, for people like me who loves cinema is almost inevitable to come across in the finding of obvious citations
Among the many designers who have revisited the look of the stars of the Silver Screen, the talented John Galliano in his creations for Dior has certainly given ample space to his creativity honoring the divas that have always inspired silent movie and not. Besides him, there are many other fashion names that have drawn freely from the customs of the past. Let’s see some above.

 

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John Galliano for Dior S/S 2004 VS Marlene Dietrich Venere Bionda 1932

2

Elie Saab ss 2012 VS Marlene Dietrich 1971

3

Jerry Hall at Tierry Mugler fashion show 1995 VS Marlene Dietrich in London, 1972

4

Louise Brooks, 1927 VS Alberta Ferretti ready to wear fw 2017

Tempo fa mi recai da Luciano nel suo atelier, e tra un cambio d’abito e la visita di qualche “vicino di casa” eccentrico, lui mi mostrò una sfilata di Alexander McQueen del 1999. Kate Moss in versione ologramma fluttuava tra gli spettatori come fosse un fantasma, e il rimando a La caduta di casa Usher, film muto di Jean Epstein del 1928 estrapolato dal racconto di Poe, è stato immediato.

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Abito realizzato per Greta Garbo da Gilbert Adrian nel 1931.Thierry Mugler fashion show 1995. Sicuramente più audace e provocatorio, ma non per questo meno elegante:

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Vogue US 1997: John Galliano for Dior by Annie Leibovitz.
Le lacrime amare di Petra von Kant, Rainer Werner Fassbinder 1972:

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Catherine Deneuve in Yves Saint Laurent durante una scena del film The Hunger, Tony Scott 1983 VS Gareth Pugh F/W 2016 – ’17

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Si potrebbe continuare all’infinito, ma purtroppo questi “paragoni” stanno diventando sempre meno frequenti a causa delle “mode del momento”, mai espressione fu più deleteria per chi ama La Moda, quella Vera e Artistica.
Gli stilisti vestono “dive” come Rihanna, Lady Gaga…adattandosi ad un pubblico più “pop” e meno colto riguardo il passato. Per quel che mi concerne mai i miei occhi potrebbero adattarsi alle folte extension di Lady Gaga degne di Barbie Raperonzolo, o alle trasparenze e aderenze delle tanto acclamate sorelle Kardashian, che per la loro mancanza di eleganza forse non convincerebbero neanche un cultore del lato b come Tinto Brass.
Dove sono finite le dive di una volta? Perché una parte di pubblico deve per forza adattarsi a tale scempio quando le nostre mamme, vere icone di stile, ci avevano insegnato l’eleganza e la riservatezza? Vedo ragazze emulare tali personaggi come se il farlo costituisse di per sè un vanto, quando il vero vanto sarebbe piuttosto quello di poter seguire lezioni di stile offerte da quanti con reale competenza operino nel settore moda, permettendo a chiunque di scoprire le proprie attitudini e rinnovare il proprio stile senza necessariamente dover passare alla storia.
Come diceva Yves Saint Laurent: Le mode cambiano. Lo stile è eterno.

Francesca Paradiso.

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