Androgyny in Vogue

Guardando le immagini fotografiche utilizzate per le campagne pubblicitarie in ambito moda, risulta sempre più difficile comprendere quali siano gli aspetti sessuali che definiscono un genere e un’identità. Che si pubblicizzi un occhiale da sole, una borsa, un abito, un profumo, la scelta delle case di moda verte quasi sempre su aspetti ambigui con un esplicito – tuttavia – riferimento alla sessualità.

Se fino agli anni Novanta questo genere di rovesciamento di ruoli e di estetiche era relegato a una forma di trasgressione, penso ai vari video di Madonna, a Calvin Klein e Kate Moss o a Jean Paul Gaultier, oggi pare che l’androginizzazione delle modelle e dei modelli sia una peculiarità estetica inderogabile per poter avere successo.

Madonna with Isabella Rossellini

La nuova identità sessuale di uomini e donne abbandona gli eccitanti aspetti trasgressivi per vestirsi di un nuovo terzo sesso, che esteticamente appare identico per entrambi.

***********************************************************************

Looking at the photographic images used for advertising campaigns in the field of fashion, it is increasingly difficult to understand what are the sexual aspects that define a gender and identity. Sunglasses, bags,  dresses, perfumes, the choice of the fashion houses almost always focuses on ambiguous aspects with an explicit reference to the sex. Until the nineties it was a form of transgression, for example into Madonna video, Calvin Klein and Kate Moss ad or Jean Paul Gaultier ad. Today it seems that this kind of models must look that way to be successful. The new sexual identity of men and women leave the transgressive aspects to dress a new third sex, which appears aesthetically identical for both.

Madonna in 1990

Jean Paul Gaultier ads

 

Gucci runways

 

Ralph Lauren

Margiela 2016

Margiela 2016

YsL fw 2016

Some pics from Vogue Italia – June 2016

20160624_141317

Vogue Italia cover – June 2016

20160624_141344

Gucci ad from Vogue Italia june 2016

20160624_141540

from Vogue Italia – June 2016

Felix Yusupov: l’ambiguo assassino di Rasputin

Il bellissimo nobile russo Felix Yusupov reo dell’assassinio dell’enigmatico Rasputin.

Non svelò mai pubblicamente la propria omosessualità né i motivi reali che lo spinsero a uccidere il “consigliere” dello Zar.

Impunito e arricchito, condusse una vita frivola e all’eccesso, dandy aristocratico e vanitoso cercò di dar luce al proprio smodato ego dilettandosi nel campo della moda e del cinema.

Nel 1967 scrisse e codiresse il film “J’ai tué Raspoutine“, regia di Robert Hossein (nel ruolo di sua moglie Irina Romanov la bellissima ma algida Ira von Fürstenberg).

Il poster del film

Il poster del film

Da questa pellicola emerge tutta la boria e la fragilità di Felix, che in una sorta di perversa esorcizzazione del male fece rivivere attraverso gli attori istruiti ad hoc i momenti dell’assassinio.

Felix scelse personalmente i componenti del cast, e insegnò loro certi gesti, movenze eleganti e perfino alcuni tic, tipici di lui e di Irina.

Non uno psicodramma liberatorio di chi non riuscì a metabolizzare un trauma, ma l’ennesima rappresentazione narcisistica attraverso la quale immortalare se stesso tramite cloni creati con raffinata abilità.

In tal modo l’ormai vecchio Felix cercò di riconsegnare alla storia l’omicidio del carismatico guaritore siberiano facendolo passare per un gesto eroico e virile, nascondendo fino alla fine la pulsione sentimentale ed erotica che a mio avviso lo spinse a compiere il gesto.

Felix Yusupov

Felix Yusupov

Felix Yusupov con la consorte principessa Irina Alexandrova

Felix Yusupov con la consorte principessa Irina Alexandrova

Rasputin attorniato dalle sue aristocratiche seguaci poco tempo prima di essere assassinato

Rasputin attorniato dalle sue aristocratiche seguaci poco tempo prima di essere assassinato