Cindy Crawford vs Kaia Gerber

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Alcuni giornalisti che operano nel campo del fashion system, insieme a diversi stilisti celebri sia durante gli anni ’90 che oggi, cercano quasi disperatamente di convincerci circa il fatto che Kaia Gerber, giovane figlia della supermodella Cindy Crawford, sia la sosia di sua madre. Si tenta in tal modo – attraverso strategie di marketing – di riproporre la magia che ha contraddistinto le passerelle anni ’90 calcate da Cindy, come se per davvero questa si potesse ripetere, anche solo in parte, grazie alla fisicità di Kaia. Credo sia madre che figlia rispecchino con completezza il proprio tempo. A voi un mio confronto.

Luciano Lapadula

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Some journalists working in the field of the fashion system, along with several famous designers both during the ’90s and today, almost desperately try to convince us of the fact that Kaia Gerber, young daughter of supermodel Cindy Crawford, is a double of her mother. In this way, through marketing strategies, they try to reproduce the magic that distinguished the Cindy runways of the ’90s. I think both mother and daughter fully reflect their time This is my comparison.

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Versace – Yesterday vs Today: Cindy vs Kaia

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Red Swimwear

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From Tv

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Denim Streetstyle

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Versace

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Both from Chanel Backstage

cindy crawford

Mother and Daughter

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Little Black Dress

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Machismo in T-Shirt from Old Hollywood

Gli indumenti hanno tra le loro principali funzioni quella di esaltare alcuni aspetti propri di chi li indossa. Questo codice dell’abito riveste ancor più importanza nell’ambito cinematografico, settore in cui attori e attrici vestono panni spesso distanti dalla propria reale personalità, permettendo alla finzione scenica di trasformarsi in una dimensione oggettiva. Così, alcuni di questi abiti nel tempo sono divenuti iconici, legando a loro stessi un sottolinguaggio ricolmo di significati anche erotici. E’ questo il caso della canottiera, che nel mondo del cinema ha da sempre assunto un ruolo fondamentale per conferire appeal e sensualità all’estetica di aitanti attori, da Hollywood all’Italia. un tram chiamato desiderio
Tra questi l’immagine più voluttuosa, virile e popolare è quella di Marlon Brando nel film del 1951 “Un Tram che si chiama Desiderio”, che ha confermato l’importante ruolo di questo indumento nell’immaginario erotico collettivo. Estetica machista che l’attore ribadisce nel successivo “Fronte del Porto”, anno 1954, e che porterà una lunga e ancora attiva serie di emulazione da parte di star anche italiane. Prima del “Bad Boy” Marlon, furono numerosi gli attori che indossarono canottiere virtualmente impregnate di testosterone. Vediamone alcuni.

 

Among the main functions of the garments there is the highlight of some aspects from the wearer. This dress code is even more important in the film industry, a sector in which actors and actresses wear clothes often far from their real personality, allowing the stage fiction to become an objective dimension. Thus, some of these dresses have become iconic over time, linking to themselves a sublanguage full of erotic meanings. This is the case of the undershirt, which in the world of cinema has always played a fundamental role in conferring appeal and sensuality to the aesthetics of abounding actors, from Hollywood to Italy.
Among these, the most voluptuous and popular image is the ones of Marlon Brando in the 1951 film “A streetcar named Desidere”, which confirmed the important role of this garment in the popular erotic imaginary. An aesthetic that the actor reaffirms in the following “Front of the Port”, year 1954, and which will bring a long and still active series of emulations by Italian stars. Before the “Bad Boy” Marlon, there were numerous actors wearing sensuals tank tops. Let’s see some.

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L’attore Rodolfo Valentino che dall’Italia approdò a Hollywood. Attraverso la propria immagine generò l’appellativo Latin Lover

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Ramon Novarro, estetica in cui androginia e machismo crearono un dualismo magico ed erotico

 

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L’attore Buster Keaton durante gli anni ’20, celebre per la sua mimica e il suo talento acrobatico espresso nelle gag che hanno fatto scuola nel mondo del cinema

 

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Anticipò di quasi trent’anni l’estetica di Marlon Brando l’attore Gary Cooper nel film “Half a Bride”, anno 1928

 

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Glabro e sexy la star di Hollywood Clark Gable nel film  “Dancing Lady”, anno 1933

 

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Virile e mastodontico Burt Lancaster nel film “The Killer” del 1940

 

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Ricorda tanto Gary Cooper l’italiano Massimo Girotti nel film “Ossessione” di Luchino Visconti, anno 1943

 

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Ritorna il mondo segnico proposto da Gary Cooper nel 1928 attraverso l’intensa ed erotica immagine del sex symbol Marlon Brandon nel film “Un tram che si chiama Desiderio (A Streetcar named Desire)”, 1951

 

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Paul Newman, nel 1960, esibì il proprio fisico scolpito. L’occasione  fu il film “La gatta sul tetto che scotta”

 

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Ancora una volta Luchino Visconti ricorre all’immaginario legato all’estetica del sesso e della canottiera, facendo indossare l’indumento all’attore Renato Salvatori nel film “Rocco e i suoi fratelli”. 1960

 

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Rock Hudson nel film “The Spiral Road”, 1962,  presentò un’estetica insieme sensuale e detersa dal grasso e dal sudore. Arriverà presto la Beat Generation e la figura dell’uomo Macho non sarà più così alla moda

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From Music to Fashion: 10 look che sono passati dalla Musica alla Moda

Un vestito in lurex, una cresta decolorata, un trucco esasperato spesso divengono alla moda per il fatto di averli visti sfoggiare da un cantante di successo. Icone rock, pop, persino provenienti dal mondo della lirica lanciano da decenni stili e tendenze adottate poi dal pubblico e talvolta rielaborate, anche a distanza di anni, da grandi nomi della moda. Di seguito ho analizzato per voi 10 look che – in ordine cronologico – raccontano questo straordinario passaggio da una dimensione all’altra.

A lurex dress, a wierd coloured hairstyle, an exasperated make-up often become fashionable due to having seen them show off by a successful singer. Rock and pop icons, even from the world of opera, have been launching for decades styles and trends adopted by the public and sometimes reworked, even after many years, by big names in fashion. Below I have analyzed for you 10 looks that – in chronological order – talks about this extraordinary passage from one dimension to another.

  1. La generazione dei “Belli e Dannati” degli anni ’50 ha tra le proprie icone musicali Elvis Presley, il quale ha ispirato altri cantanti per la scelta del proprio hairstyle, oltre che numerosi stilisti per i capi proposti in passerella. — “Bad Boys” generation from 50s: Elvis Presley’s hairstyle is so fashionable for the hipster generation.
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Elvis con la sua storica acconciatura

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Il cantante del gruppo The Kolors, 2015

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Roberto Cavalli ss 2013

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Elvis indossa un completo  in pelle nera

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Roberto Cavalli ss 2014

 

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Saint Laurent ss 2012

 

 

2. I costumi realizzati da Piero Tosi per la produzione cinematografica “Medea”, diretta dal poeta Pier Paolo Pasolini nel 1969, che scelse il soprano Maria Callas per il personaggio di Euripide.

Piero Tosi costumes for “Medea” movie, with soprano star Maria Callas, and Valentino collecton from ss 2014

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Medea e Giasone

Rivive l’Antica Grecia negli abiti disegnati da Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli per la collezione Primavera Estate 2014 di Valentino.

Costume designed by Piero Tosi for Maria Callas in Medea (1969)

Costume di Scena

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Valentino by Maria Grazia Chiuri and Pierpaolo Piccioli Spring Summer 2014 vogue italia steven meisel

Valentino ss 2014 – Vogue Italia- Ph Steven Meisel

 

3. L’iconico hairstyle indossato da Paul McCartney durante la seconda metà degli anni ’60 fu ripreso nel 1994 dalla band britannica Oasis oltre che da Calvin Klein per la sua campagna pubblicitaria del profumo Ck One, 1995 e 1998.

Paul McCarteny 60s hairstyle and Oasis mid 90s (togheter with cK adv) 

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© Iconic Haistyle from 60s to 90s

 

4. La cantante francese Francoise Hardy negli anni ’60 indossò un abito in tasselli metallici firmato Paco Rabanne. Lo stesso concetto è stato riproposto da numeri stilisti, in primis proprio da Rabanne che ne ha fatto un suo tratto distintivo. Nella foto un’immagine dalla sua sfilata ss 1997.

The French singer Francoise Hardy in the ’60s wore a dress in metal dowels signed Paco Rabanne. The same concept has been repeated by stylists, first of all by Rabanne who has made a distinctive trait. In the picture an image from his fashion show – SS 1997.

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paco rabanne ss 1997 luciano lapadula blog moda storia fashion history

 

 

5. Patty Pravo e la storica acconciatura cotonata alla moda nel 1968. Ciclicamente riproposta tra gli altri anche da Dior nel 2008, abbinata al medesimo Make-Up e stile vestimentario.

Iconic italian singer Patty Pravo during 1968 and same style from Dior 2008

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© Patty Pravo vs Dior ©

 

6. Gli anni ’70 con la loro musica si legano alla moda indissolubilmente. Dal Glam al Punk sino alla Disco ogni subcultura generò mode che nel tempo sono state soventemente rielaborate. Nella celebre discoteca Studio 54 fu trendy indossare abiti firmati Halston. Il brand ha fatto di quei volumi il proprio marchio di riconoscimento, confermandosi come un classico nella storia della moda.

70s disco music is inextricably linked to fashion. From Glam to the Punk till the Disco each subculture generated fashions that always comes back in fashion trend. In the famous Studio 54 disco it was trendy to wear Halston designer clothes. This brand has made these designs  its own brand of recognition, confirming itself as a classic in the history of fashion.

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Bianca Jagger  at Sudio 54: entra in discoteca su di un fiabesco cavallo bianco, indossando un maxi abito rosso fuoco

Chris Royer in a dress by Halston

Chris Royer in Halston

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Lo stilista Halston al centro insieme a Bianca Jagger, Liza Minnelli e Michael Jackson. Studio 54

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Halston fw 2011

 

 

7. Gli anni ’80 e l’immagine di Grace Jones, cantante e performer, musa di grandi stilisti tra cui Azzedine Alaïa. Memorabili i suoi look eccentrici, sensuali e dal sapore androgino.

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Grace Jones in Jean Paul Gaultier 1981 e una creazione Jean Paul Gaulier del 2009

 

8. Madonna ha da sempre lanciato, più di chiunque altro, stili e tendenze. Il suo amico Jean Paul Gaultier la celebrò nel 2013 quando presentò la rielaborazione del look proposto dalla cantante nel film “Cercasi Susan Disperatamente”, 1985.

Madonna has always launched styles and trends more than anyone else. Jean Paul Gaultier celebrated her style in 2013 too when he presented the reworking of the look proposed by the singer during the movie “Desperately Seeking Susan”, 1985.

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9. Tra il 1991 e il 1993 Axl Rose, leader della band Guns N’ Roses, indossò aderenti pantaloncini in lycra abbinati a bandana, anfibi e camicia tartan. L’immagine divenne subito spunto per una nuova moda, ripresa in ultimo anche da Number Nine Collection (anno 2008).

Between 1991 and 1993, Axl Rose, “Guns N ‘Roses” leader, wore tight Lycra shorts with bandana over his long blonde hair, military boots and tartan shirt. This sexy image immediately became a starting point for a new fashion, also recently taken from Number Nine Collection (2008).

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© Axl vs Number Nine ©

 

10. E come non citare i Nirvana e il Grunge, gruppo e moda simbolo dell’ultimo decennio del secolo. Il look proposto dalla band, con a capo Kurt Cobain, bello e carismatico, divenne subito una tendenza tra i giovanissimi. Su un numero di Vogue America del 1992 due supermodelle posaro per Steven Meisel indossando abiti in linea con quella tendenza che si diffuse da Seattle in quasi tutto il mondo.

And how not to mention Nirvana and Grunge, the group and fashion symbol of the last decade of the century. The look proposed by the band, led by Kurt Cobain, beautiful and charismatic perfomer, immediately became a fashion and costume trend. On a number of American Vogue 1992 two supermodels where photographed by Steven Meisel wearing clothes in line with that trend that spread from Seattle almost all over the world.

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Vogue (US) December 1992 Naomi Campbell & Kristen McMenamy Steven Meisel

Vogue (US) December 1992 Naomi Campbell & Kristen McMenamy – Steven Meisel

 

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Ten Iconic Bridal Dresses across 100 years

L’abito da sposa rappresenta per molte donne un indumento magico. È immaginato, disegnato, descritto sin dall’infanzia, e con lo scorrere del tempo il desiderio di indossarlo non si affievolisce ma aumenta. Per un giorno solo permette a chi lo indossa di trasformarsi nella romantica principessa di una favola, o in una seducente primadonna. Ho scelto per voi dieci icone che nello scorso secolo hanno segnato la storia del costume grazie al proprio abito nuziale, ispirando grandi stilisti o sartine che ne hanno rivisitato i modelli.

The wedding dress is a magical garment for many women. It is imagined, drawn, described since childhood, and with the passage of time the desire to wear it does not fade but increases. For one day only allows the wearer to turn into the romantic princess of a fairy tale, or a seductive primadonna. I chose for you ten icons that have marked the history of costume in the last century thanks to their wedding dress, inspiring great stylists or dressmakers who have revisited their models. English translation under each photo. Hope you will like. 

  1. L’attrice Lily Elsie nel 1911 indossò un prezioso abito realizzato da Lucile. Era in seta rosa pallido, ricamato con perline e adornato da pelliccia di ermellino.
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1911. Lily Elsie strikes a pose while wearing her empire wedding dress, palest pink embroidered with pearls and trimmed with ermine. Dress was created by Lucile

 

2. Mae Murray sposò il presunto principe David Mdivani nel 1926. Gli abiti si accorciavano e l’attrice alla moda indossò un bellissimo vestito in chiffon bianco latte bordato di pelliccia chiara, lungo sotto il ginocchio. Al capo  una cloche, le calzature erano del modello Mary Jane.

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1926. Mae Murray wedding dress: amazing silk crepe little dress with white fur trim. Cloche and Mary Janes for a perfect 20s style.

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Iconic photo from 1926: Rudolph Valentino with Pola Negri, an amazing Mae Murray and her husband Mdivani prince

 

3. La principessa Maria José sposa in Italia il principe più bello d’Europa, Umberto II. Era l’8 gennaio del 1930, il principe dandy disegnò l’abito della bella Maria José che venne confezionato dalla sartoria Ventura.

Maria José of Italy with her bridal dress designed by her beautiful husband and tailored by Ventura. 1930.

 

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Queen Maria José of Italy. Bridal dress by Ventura, 1930

 

Altre nozze reali, nel 1931, furono quelle tra la contessa Marina Golenistcheff-Koutouzoff e il principe Dmitrij Romanov membro della famiglia degli Zar di Russia. Il padre della sposa, che per un periodo lavorò nella casa di moda Chanel a Parigi, avrà per certo avuto un ascendente sulla scelta del bel vestito in satin indossato da Marina che, appunto, fu realizzato da Madame Coco.

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Countess Marina Golenistcheff-Koutouzoff in Chanel satin bridal dress, 1931

 

4. L’attrice Linda Christian, nel 1949, sposò l’attore Tyron Power. L’abito è da sempre ritenuto come uno tra i più belli mai realizzati, fu cucito per lei dalle Sorelle Fontana, a Roma. Grazie a questa creazione l’atelier Fontana ebbe un successo internazionale.

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Actress Lynda Christian with Tyron Power in 1949. Iconic dress made by Sorelle Fontana, Rome, 1949

 

5. L’attrice Grace Kelly, nel 1956, indossò un abito passato alla storia. Realizzato dalla sua costumista Helen Rose segnò per Grace il passaggio dal mondo del cinema a quello della nobiltà, come in favola la bellissima attrice divenne una principessa.

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In 1956 Grace Kelly worn her bridal dress made by Helen Rose, becoming a princess.

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6. Jackie Kennedy, nel 1968, sposò in seconde nozze l’armatore greco Aristotele Onassis. Il miniabito fu creato dallo stilista italiano Valentino.

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7. La modella Marisa Berenson, per le sue nozze con James Randall, sfoggiò un look Gipsy – Chic firmato Valentino . Era il 1976.

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8. Era il 1981 e il suo fu il matrimonio più atteso e discusso del tempo, Lady Diana sposò il principe Carlo in un opulento abito bianco con un lungo strascico di 8 metri. L’abito, barocco e prezioso, fu realizzato da Elisabeth e David Emanuel.

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Lady Diana bridal dress. 1981, made by Elisabeth e David Emanuel

 

9. Nozze principesche con un abito ispirato a quello di Lady D per la cantante Mariah Carey. Nel 1993 sposò Tommy Mottola indossando un vestito Vera Wang da $25.000.

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1993: Mariah Carey worn a dress inspired by the ones of Lady D

10.  Kate Middleton chiese a Sarah Burton  di ispirarsi all’abito indossato da Grace Kelly per quello del giorno delle proprie nozze con il principe William. Era il 2011.

In 2011 Kate Middleton worn her bridal dress inspired by the ones of Grace Kelly

 

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Me for Lampoon Fashion Magazine

Dal mio lavoro per la rivista di moda e cultura Lampoon, al link seguente

My article for The Fashionable Lampoon, here:

Theda Bara: the Lost Vamp

 

Per approfondimenti sul tema, consiglio la lettura del mio libro: “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume”, in libreria, su Amazon e al link 

For further information on the topic, I recommend reading my book: “The Macabre and the Grotesque in Fashion and in Costume”, in bookstores, on Amazon and at the link:

“Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume”

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Theda Bara: the first Vamp

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