Machismo in T-Shirt from Old Hollywood

Gli indumenti hanno tra le loro principali funzioni quella di esaltare alcuni aspetti propri di chi li indossa. Questo codice dell’abito riveste ancor più importanza nell’ambito cinematografico, settore in cui attori e attrici vestono panni spesso distanti dalla propria reale personalità, permettendo alla finzione scenica di trasformarsi in una dimensione oggettiva. Così, alcuni di questi abiti nel tempo sono divenuti iconici, legando a loro stessi un sottolinguaggio ricolmo di significati anche erotici. E’ questo il caso della canottiera, che nel mondo del cinema ha da sempre assunto un ruolo fondamentale per conferire appeal e sensualità all’estetica di aitanti attori, da Hollywood all’Italia. un tram chiamato desiderio
Tra questi l’immagine più voluttuosa, virile e popolare è quella di Marlon Brando nel film del 1951 “Un Tram che si chiama Desiderio”, che ha confermato l’importante ruolo di questo indumento nell’immaginario erotico collettivo. Estetica machista che l’attore ribadisce nel successivo “Fronte del Porto”, anno 1954, e che porterà una lunga e ancora attiva serie di emulazione da parte di star anche italiane. Prima del “Bad Boy” Marlon, furono numerosi gli attori che indossarono canottiere virtualmente impregnate di testosterone. Vediamone alcuni.

 

Among the main functions of the garments there is the highlight of some aspects from the wearer. This dress code is even more important in the film industry, a sector in which actors and actresses wear clothes often far from their real personality, allowing the stage fiction to become an objective dimension. Thus, some of these dresses have become iconic over time, linking to themselves a sublanguage full of erotic meanings. This is the case of the undershirt, which in the world of cinema has always played a fundamental role in conferring appeal and sensuality to the aesthetics of abounding actors, from Hollywood to Italy.
Among these, the most voluptuous and popular image is the ones of Marlon Brando in the 1951 film “A streetcar named Desidere”, which confirmed the important role of this garment in the popular erotic imaginary. An aesthetic that the actor reaffirms in the following “Front of the Port”, year 1954, and which will bring a long and still active series of emulations by Italian stars. Before the “Bad Boy” Marlon, there were numerous actors wearing sensuals tank tops. Let’s see some.

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L’attore Rodolfo Valentino che dall’Italia approdò a Hollywood. Attraverso la propria immagine generò l’appellativo Latin Lover

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Ramon Novarro, estetica in cui androginia e machismo crearono un dualismo magico ed erotico

 

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L’attore Buster Keaton durante gli anni ’20, celebre per la sua mimica e il suo talento acrobatico espresso nelle gag che hanno fatto scuola nel mondo del cinema

 

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Anticipò di quasi trent’anni l’estetica di Marlon Brando l’attore Gary Cooper nel film “Half a Bride”, anno 1928

 

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Glabro e sexy la star di Hollywood Clark Gable nel film  “Dancing Lady”, anno 1933

 

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Virile e mastodontico Burt Lancaster nel film “The Killer” del 1940

 

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Ricorda tanto Gary Cooper l’italiano Massimo Girotti nel film “Ossessione” di Luchino Visconti, anno 1943

 

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Ritorna il mondo segnico proposto da Gary Cooper nel 1928 attraverso l’intensa ed erotica immagine del sex symbol Marlon Brandon nel film “Un tram che si chiama Desiderio (A Streetcar named Desire)”, 1951

 

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Paul Newman, nel 1960, esibì il proprio fisico scolpito. L’occasione  fu il film “La gatta sul tetto che scotta”

 

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Ancora una volta Luchino Visconti ricorre all’immaginario legato all’estetica del sesso e della canottiera, facendo indossare l’indumento all’attore Renato Salvatori nel film “Rocco e i suoi fratelli”. 1960

 

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Rock Hudson nel film “The Spiral Road”, 1962,  presentò un’estetica insieme sensuale e detersa dal grasso e dal sudore. Arriverà presto la Beat Generation e la figura dell’uomo Macho non sarà più così alla moda

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Sanremo Story: i peggiori look nella storia del festival

Gli artisti in gara al Festival di Sanremo hanno spesso segnato con il proprio look la storia del costume, sia grazie a eccentrici, creativi ed eleganti outfit, che attraverso performance legate ad abiti trash e di cattivo gusto. Ecco la classifica che ho stilato per voi, tenendo in considerazione i cantanti più conosciuti. Seguirà la classifica degli artisti più eleganti e originali.

 

20. Laura Pausini nel 1993 canta “La Solitudine”, giacca stile alla marinara. Ha indossato Byblos, Armani e Philippe Plain, ma nel 1993 e nel 1994 ha scelto una serie tailleur troppo austeri e antiquati, non adatti a una giovane ragazza che appariva assai più grande della propria età.

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19. Arisa  durante l’edizione del 2015 indossa un lungo abito rosso che mette in risalto il seno che scende troppo vistosamente verso il basso. Brutto il grande fiocco sotto il collo. Lapidarie le sue parole prima dell’inizio della kermesse: “Mi vestirò come una donna che va in tv e vuole mettere in mostra la propria bellezza”. L’abito era di Fausto Puglisi che non brillò in eleganza vestendo nella stessa edizione la soubrette Belen.

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18. Lodovica Comello total look Vivetta, abito iper decorato e inadeguato alla sua personalità e alla serata, farfalle e mani sul decolleté che imitano malissimo le creazioni surrealiste di Schiaparelli degli anni ’30.

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17. Elodie, Sanremo 2017. Capelli rosa ostentati ancora come simbolo di stravaganza a distanza di 15 anni da Pink e 40 dal Punk per non andare ancor più indietro; orrenda la ricrescita visibile a un occhio attento, insieme all’abbinamento della tinta con la carnagione olivastra. L’abito Etro indossato durante la prima serata sembra una brutta copia della collezione Jean Paul Gaultier del 1994.

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16. Giusy Ferreri, non ha brillato per eleganza in nessuna delle edizioni del Festival, forse il look peggiore è quello sfoggiato durante la prima delle serate del 2017. Un tailleur Elisabetta Franchi di colore nero stampato con scritte rosse e fantasie di lipstick. Privo di maniche appare come il lavoro lasciato a metà da un sarto scocciato dalla sua stessa creazione. Brutto a mio avviso anche l’abto scelto per l’ultima esibizione della medesima edizione, un vestito lungo fantasia animalier che di sexy e fetish non ha davvero nulla.

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15. Anna Oxa in Gucci, Sanremo 1999. Non è l’ombelico esibito a fare scandalo, ma il tanga che in un look inappropriato spunta evidente dal pantalone a vita bassa. Lo stile di Tom Ford, all’epoca direttore creativo del marchio,  non era adatto per la kermesse , ma in quella edizione fece tanto discutere i media e il pubblico.

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14. Le Lollipop “meteore 2000” erano il frutto di un assemblaggio pop-mediatico. Durante l’edizione del 2002 il loro look s-batte forte agli occhi attraverso un un assemblage di indumenti più trash di quello proposto dalle Spice Girls molti anni prima. Vinsero il record della canzone stonata per intero.

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13. Syria si presenta vestita in modo inappropriato nell’edizione del del 2001, ma forse peggio in quella del 2003 quando canta “L’Amore è” indossando una tuta arabeggiante più adatta per la spiaggia, rimboccata alla caviglia sopra un paio di scarpe da ginnastica del tipo “All Star” di colore rosso.

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12. Elisa in “Luce”,  Sanremo 2001. La cantante offre al pubblico un look troppo minimale in total white, sembra appena scesa dal letto. Scalza (wow che trasgressione), i capelli appaiono disordinati e nell’insieme l’aspetto è trasandato e inadatto al palco dell’Ariston.

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11. Nino D’Angelo si sforza di essere elegante col suo caschetto in stile fine anni ’70 durante l’edizione del 1986. Canta la neomelodica “Vai”, brano dalle assai vaghe sonorità pseudo elettroniche che ricorda “Storie” di Riccardo Fogli e che fa rima tutto in “AI”. Insuperabile trash.

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10. Romina Power durante il Festival del 1987. Alla fioca voce contrappone, oltre che Al Bano, un eccentrico e lungo abito in satin rosa shocking, maniche a palloncino e cuore giallo ricamato sul petto.

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9. Anna Tatangelo, 2002, “Doppiamente Fragili”. Quindici anni e  primo posto tra le Nuove Proposte, indossa jeans a vita bassa, cinturone insipido, calzature dal modello a super punta, t-shirt bianca senza maniche decorata da un’assurda stampa di disegni gialli simili a Spongebob. Una vera ragazza di periferia.

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8. Zucchero al Festival di Sanremo del 1985 canta “Donne” vestito da contrabbandiere.

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7. Francesco Gabbani ostenta un finto disinteresse per il proprio look nell’edizione del 2017, salendo sul palco con indosso un imbarazzante golfino arancio abbinato a un jeans. Il tutto fa troppo “radical chic”. Superato e poco al passo coi tempi il travestimento da scimmia della serata seguente, peggiore di quanto in modo simile fecero gli ironici Elio e le Storie Tese nel 1996.

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6. Deborah Iurato nel 2016 indossa un abito creato dallo stilista Francesco Paolo Salerno, che dopo l’insuccesso del look scrive pubblicamente ai giornali per dissociarsi dall’immagine della cantante. L’abito risulta davvero ridondante e dal gusto discutibile, ingrassa tanto la già non esile Deborah, terribile fu il gioco “fake tatoo” ottenuto sulle braccia attraverso un’applicazione di pizzo macramè su tulle. Brutta anche l’acconciatura.

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5. Jovanotti che durante l’edizione del 1989 si presenta al festival con “Vasco”. Avrebbe voluto proporre l’immagine di un ragazzo giovane e ribelle, ma il risultato è grottesco e ridicolo, nel look più che nel brano. 23 anni, stona tutta la canzone nonostante fosse per lo più parlata. Trash e senza senso i movimenti pelvici alla Elvis dell’ultima categoria. Sfoggia un look finto trasandato, pantalone e giacca in jeans chiaro, incomprensibile cappello da cowboy. Il disco è un successo, nonostante tutto.

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4. Peggio di Lorenzo Cherubini ha fatto Francesco Salvi che nella stessa edizione si presenta sul palco indossando un impermeabile giallo mentre canta e urla accompagnato da danzatori che indossano maschere di animali. Surreale e orrendo.

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3. Marcella Bella con “Uomo Bastardo”, Sanremo 2005. Tubino nero troppo aderente con il titolo del brano che diviene una scritta ricamata in bianco a decorare le terga dell’artista. Lo stesso motivo venne ricamato in rosso sul petto, per un altro incredibile abito. Talmente trash da risultare simpatica e iconica.

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2. Adriano Pappalardo a Sanremo 2004 con “Nessun Consiglio”: ripropone il già orrendo look esibito sull’Isola dei Famosi,  cercando di dare di sé l’immagine di un uomo rude e mussoliniano, lontano dall’eleganza, quasi questa fosse un vizio deleterio per la virilità. Si presenta in pantalone modello cargo e felpone nero, nel peggior stile 2000. Terribili l’orologio e le collanine tribali che fuoriescono dalla zip.

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1. Sabrina Salerno e Jo Squillo si presentano scatenatissime e iperattive nella performance del loro brano chiamato “Siamo Donne”, tredicesimo posto ma vincitore morale dell’edizione 1991 e successo discografico dell’anno. Estetica “pornotrash”, intimo silver in pvc per un nude look provocatorio ma fuori luogo, al bikini super sgambato di Sabrina è abbinata una giacca nera con spalline decorate in paillettes multicolor. Grazie ragazze.

 

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