Splendori e miserie di Madame Royale. Italian Gay Movie from 1970

Il lato oscuro del mondo omosessuale nella Roma del 1970 emerge prepotente da questo film che lacera, con leggera irriverenza, la coscienza dello spettatore. La storia, una forte denuncia sociale per l’epoca, è quella di un gruppo di travestiti medio borghese che ha superato la mezza età. La fragilità, la complicità, la ricerca disperata d’amore viene infranta per tutta la durata del film da una serie di nefasti eventi che sono in realtà un triste compromesso sociale a cui i protagonisti sono costretti, « come fosse la forza del destino».

Un quadro drammatico, grottesco e ridicolo, impietoso e sarcastico esibisce i personaggi che provengono da un mondo sommerso, notturno, scomodo, eppure quanto mai vivo e impregnato da una pallida nostalgica voglia di vita.

La produzione della pellicola è italo-francese, la regia è dell’eclettico Vittorio Caprioli, che nel film recita in modo straordinario il ruolo di una guardia che è anche un travestito dal nome “Bambola di Pechino”, una Kiki de Montparnasse tragicamente esasperata. Nel cast il ruolo del commissario cinico e fascinoso – che indaga su traffici della malavita – è interpretato dal francese Maurice Ronet. La bionda Jenny Tamburi, nel film Mimmina, è un’irrequieta e spregiudicata ragazza cresciuta come una figlia dal protagonista assoluto della pellicola: Ugo Tognazzi, alias Alessio.

L’omicidio di un colonnello che di notte batteva il marciapiede indossando una parrucca bionda apre la pellicola. Poco dopo – non è un caso a mio avviso – la scena si sposta all’interno una macelleria in cui trionfano macabri resti animali che ricordano le tele di Soutine, metafora per i corpi – e le anime – di quanti cerchino amore attraverso il battuage.

Le scene sono girate per lo più di notte, anche all’interno della casa del protagonista Madame Royale. L’arredamento è kitsch, pesante, colmo di elementi superflui e in contrasto tra loro che in quel confuso insieme ridicolizzano aspetti comuni e mediocri del vivere italiano. Tra gli altri, si osservano un poster di calciatori appeso al muro insieme alle immagini della Regina Elena di Savoia e Maria José, oltre alle immancabili sbiadite foto ricordo di famiglia. Soprammobili demodé «zuppiere, tazze e chicchere» varie.

Le scene e i costumi, belli davvero nella loro spietata cruda veridicità, sono di Pier Luigi Pizzi. Le pellicce di Fendi. Il fascinoso e spietato commissario «dagli occhi chiari» invece, rigoroso e disumano antagonista, veste completi grigio scuro firmati Piattelli. Le musiche, intense anche queste, immergono nella realtà del tempo, tragicamente comica, e sono composte da Fiorenzo Carpi, dirette dal bravissimo Bruno Nicolai. Ci sono inoltre anche due canzoni opera del regista Caprioli: “Vecchio Mio” e “Quelle come me”.

Il ruolo interpretato da Tognazzi è tutt’altro che facile, eppure lui risulta straordinario. È sbalorditivo e credibilissimo nella sua recitazione. Anima buona e sola, disperatamente ricerca affetto da sua sorella che non è in grado di dargliene ricambiandolo invece con una serie di guai che man mano diverranno insormontabili, facendogli espiare peccati mai commessi.

La splendida scena comica e sarcastica iniziale, con la comitiva di travestiti che affolla il Colosseo, anticipa commoventi spaccati di vita comune che illuminano la inconsolabile realtà di chi – come il protagonista – è costretto a vivere ai margini della società. Per le feste che dà in casa, appuntamento settimanale, Alessio – ex ballerino ora corniciaio – si trasforma in Madame Royale e indossa sgargianti abiti da quattro soldi che rievocano quelli di Maria Antonietta. Ciascuno dei presenti è una maschera di se stesso, le piume di struzzo, i kimono dal gusto orientale, gli strass e le parrucche incipriate sono metafora del triste carnevale di quella esistenza umana.

Non voglio entrare in ulteriori dettagli né svelare il finale per quanti non abbiano ancora visto questo film, poco ricordato eppure significativo, felliniano e pasoliniano per certi aspetti, divertente e drammatico lascia un senso di incompresa solitudine, come la vita dei protagonisti.

Ugo Tognazzi ”Splendori e miserie di madame Royal”, 1970 (ANSA/effedia)
Que Fais-Tu Grande Folle? French version from the movie
Madame Roryale. On the wall old italian Queens
Ugo Tognazzi as Madame Royale and the filmaker Vittorio Caprioli alias Bambola di Pechino
Filmaker and Actor Vittorio Caprioli as “Bambola di Pechino”
At the Court of Madame Royale
Grotesque transvestite , invited to the weekly party
Grotesque Salomè  at the party
Ugo Tognazzi as Alessio

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Moda Sotto le Bombe – Debutto dello Spettacolo Teatrale

Teatro che fa notizia. Teatro che è storia, moda, cultura. Moda Sotto le Bombe. Debutta il 7 Dicembre a Bari lo spettacolo teatrale che ho ideato e che prende il nome da un capitolo del mio libro “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume“. Lo spettacolo teatrale parte dell’evento si chiama “La Giornata di Teresa”, e proviene da molto lontano. Da bambino mio nonno Nicola, uomo eclettico, guerriero poeta, mi portò nel palazzo location per il mio evento, la “Casa del Mutilato” di Bari. Rimasi sedotto dall’architettura, dagli spazi immensi, monumentali, algidi e taglienti. E ora io debutto con Moda Sotto le Bombe proprio in quel Palazzo. Le date dell’evento – 7 e 21 Dicembre 2019 – sono Sold Out. L’attesa è tanta, la drammaturgia è stata scritta da me, Luciano Lapadula, dirigo anche lo spettacolo insieme alla regia del mio collega artista Vito Antonio Lerario.

Sponsorizzato dal Comune di Bari, dall’Università degli Studi di Bari e dall’Arma Nazionale dei Carabinieri, “Moda Sotto le Bombe” vede la collaborazione – in un processo sinestetico – di molteplici realtà territoriali che spaziano dalla recitazione al trucco, dalla fotografia alla musica. Teresa, il personaggio che ho ideato basandomi su storie vere accadute durante gli anni del secondo conflitto bellico in Italia, è interpretata dall’attrice Rosemary Nicassio. Il suo alter ego Anna è invece portato in vita dalla struggente Barbara De Palma.

Differenti performance di moda rievocheranno stili e abitudini delle donne vissute “sotto le bombe”. Rari e autentici indumenti d’epoca, datati 1939 – 1945, dall’archivio museale di Luciano Lapadula e Vito Antonio Lerario compariranno in scena illustrando il peculiare rapporto tra identità, miseria e abito durante la guerra.  La cura del trucco e dell’acconciatura per attrici e comparse è affidata ai professionisti di Nouvelle Esthétique Académie.  Nella grande sala risuoneranno le appassionate melodie eseguite dal Maestro Stefania Gianfrancesco da Il Circolo Beethoveen di Bari, introdotta dai versi recitati da Clara Patella dalla Libreria Nuova Macelleria di Altamura. Luci e Audio d’atmosfera a cura della Melody Service Group. Le riprese video e foto sono di Emilio Badolati.

La moda, la musica, l’arte superano le barriere di filo spinato e solcano quelle del tempo, giungono a noi attraverso questo spettacolo, e ci invitano a riflettere sul nostro presente ancora tormentato da guerre, con la speranza che quel che è stato non accada più, e per questo siamo qui a ricordare.

Due le date per lo spettacolo che parte da Bari, il 7 dicembre e il 21 dicembre. entrambe Sold Out.Comparse del giorno 7 dicembre: Mariella Soldo, Marina Ceglie, Ilenia Terrevoli, Silvia Fasano, Ilenia Pantaleo, Angelica Peragine, Lalla Conenna Lapadula, Genny Morelli, Nicoletta Pastore, Cristina Taranto, Edvige Colombo, Simona Polizzi, Valentina Del Conte.

Ore 20.00 Palazzo Anmig già Casa del Mutilato, Largo Fraccacreta Bari.

Info: modasottolebombe@yahoo.com

Si conclude la serata del 7 con la degustazione dei vini della Tenuta Viglione a cura di Enjoy Apulia. Si ringrazia Emilio Badolati per le fotografie e i video. Si ringrazia Vecchie Segherie Mastrototaro per l’omaggio ai presenti nella sera del 7 dicembre.

Moda Sotto le Bombe – La Giornata di Teresa – Drammaturgia di Luciano Lapaadula. Regia Luciano Lapadula e Vito Antonio Lerario. Costumi Lerario Lapadula. Con Rosemary Nicassio e Barbara De Palma.

CASA DEL MUTILATO di BARI – Location per lo spettacolo teatrale “Moda Sotto le Bombe – La Giornata di Teresa” di Luciano Lapadula e Vito Antonio Lerario. 7 e 21 Dicembre 2019

Ph Emilio Badolati backstage “Moda Sotto le Bombe”. Costumi autentici dal 1939 al 1945 dall’archivio Lerario Lapadula

Ph Emilio Badolati backstage “Moda Sotto le Bombe”. Costumi autentici dal 1939 al 1945 dall’archivio Lerario Lapadula
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Back in fashion: 1916 and New Look

La moda, si sa, è fatta di eterni ritorni in fatto di stile, gusti, tendenze. E non è questo un fenomeno del tutto contemporaneo, anzi, affonda le proprie origini nella genesi della novità vestimentaria, che a dispetto del vocabolo, di nuovo spesso non ha nulla. Si confronti in proposito lo strano caso che riguarda la regina di Francia Maria Antonietta, discusso nel mio libro “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume“. Oggi vi presento la curiosa rielaborazione New Look di una tendenza apparsa nel 1916. Abiti più corti dei precedenti, dai volumi sorprendentemente innovativi, morbidi, con gonne ampie e arricciate sostenute da sottovesti a balze. Colori, fantasie, capricci neo barocchi si spostano così dal ’16 al ’47 per durare questa volta più a lungo. La mia selezione fotografica per voi.

Fashion, as we know, is made up of eternal returns in terms of style, tastes and trends. And this is not a completely contemporary phenomenon, indeed, it has its origins in the genesis of the modern dress, which despite the word, often has nothing of modern. Compare in this regard the strange case concerning the queen of France Marie Antoinette, discussed in my book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume“. Today I present to you all the curious New Look reworking of a trend that appeared in 1916. Shorter dresses than the previous ones, with surprisingly innovative volumes, soft, with wide and gathered skirts supported by flounced petticoats. Colors, fantasies, new-baroque trends move from ’16 to ’47 to last this time longer. My photo selection for you.

1916 evening gown
Model in a taffeta dress by Emilio Schuberth, Rome, 1955, photo by G.M. Fadigati
Gabrielle Chanel – Robes de Jersey,1916
Marcelle Dormoy, french couture fashion designer active from the 1910s to 1950, and a former model. 1948
Delineator fashion magazine, July 1916

1948, note the widths and lengths of the skirts, the patern, the necklines:

Jeanne Lanvin, 1916, and Marcel Dormoy 1948:

Fashion sketches fom 1916 and christian dior evening gown 1951.

same irregular cascades of pleated fabrics.

Jeanne Lanvin, 1916
Supermodel Barbara Mullen moeling Balenciaga Dress, 1947
Summer Afternoons dresses from April 1916
Christian Dior ball gown 1947
L’Art et la Mode, 1916
1957, Creators Studios New York
Robes et Chapeaux de Printemps – Le Style Parisien 1916
Cristobal Balenciaga 1948 Pleats, Photo Arik Népo
House of Lanvin 1916
Tailleur bar, House of Dior, 1947
Harvey Nichols day dress, 1916 From the Helen Larson Historic Fashion Collection at the FIDM Museum
“Ciao Bella” Jacques Fath stripes striped 1952

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Italiani all’estero, i diari raccontano – Italians abroad, stories from their diaries – My Styling

È stato presentato in Farnesina – Roma – l’11 giugno 2019 il lavoro prodotto per conto del Ministero degli Affari Esteri che mi ha visto collaborare nella ricerca e selezione dei costumi in qualità di power dresses e stylist. Il video, realizzato da Imaginapulia, (foto backstage attore Livio Berardi) descrive con pathos i percorsi esistenziali di quanti tra fine ‘800 e ‘900 hanno abbandonato l’Italia per trasferirsi all’estero.

Riaffiorano così dagli autentici diari di queste persone – custoditi nella Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano (AR).  – racconti e storie di vita che ci immergono in paure, aspettative appagate o disattese, fatica, senso di inadeguatezza e disagio, disperazione, voglia di tornare.

Nel video, oltre ai costumi, anche oggetti provenienti dal passato che ho appositamente selezionato dal mio archivio, tra questi scarpine anni ’30 per bimba in vernice nera, occhialini inizi ‘900, foulard e occhiali da sole per donna dagli anni ’50. Un pettine da viaggio, oggetti che rievocano in modo segnico quanto contenuto nei racconti di chi è partito all’estero nella speranza di una vita migliore.

The work produced on behalf of the Ministry of Foreign Affairs was presented in the Farnesina – Rome – on 11 June 2019, which saw me collaborating in the research and selection of costumes as power dresses and stylists. The video, made by Imaginapulia (backstage photo actor Livio Berardi) describes with pathos the existential paths of those between the end of the 1800s and the 1900s who left Italy to move abroad. Thus resurface from the authentic diaries of these people – kept in the National Archive Diary Foundation of Pieve Santo Stefano (AR) – describe stories and life stories that plunge us into fears, fulfilled or unfulfilled expectations, fatigue, a sense of inadequacy and unease, desperation, desire to come back.In the video, in addition to the costumes, there are also items from the past that I have specially selected from my archive, including little shoes from the 30s for girls in black patent leather, glasses from the early 1900s, scarves and sunglasses for women from the 50s. A travel comb, objects that symbolically recall what is contained in the stories of those who went abroad in the hope of a better life.

Video: I DIARI RACCONTANO

Some of my styling. Photoshooting in Berlin.

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Some of the styling I created for a photoshooting in Berlin. Vintage clothes and accessories all from my archive.

Alcuni degli styling che ho creato per lo shooting fotografico realizzato a Berlino. Abiti e accessori d’epoca, dal mio archivio.

Photography Suzana Holtgrave

Mua – Hair Noriko Takayama

Models: Iconic Management – Berlin

in collaboration with Amanda Kastrati and Andreas Weigelt (location)

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Hairstyles Revival in time

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Le acconciature al pari degli indumenti seguono delle tendenze ben precise spesso in linea con un mood che riporta in auge fogge del passato. Ecco alcuni hairstyle che ho studiato e che sono frutto di rielaborazioni di mode più vecchie.

Hairstyles like garments follow trends often in line with a mood that makes comeback styles of the past. Here are some hairstyles that I have studied that are the result of reworkings of older fashions. Follow me for more.

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1855 1955 50s hairstyle hisory fashion storia della moda fashion magazine fashion historian expert hairdresses victorian hair

Haistyle: 1855 vs 1955

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Louise Brooks in 20s – Cher in 1972 by Richard Avedon

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Tricia Helfer for Yves Saint Laurent in 1996 vs Betty Grable in 40s

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Pageboy from 70s to now with Alice Kastrup. Ph credit Filippo Del Vita for Creem Magazine

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Rolled Hair in 70s and Guido Palau from “Hair” 2014

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1940s waves and make-up from Hedy Lamarr to contemporary Katy Perry

eve salvail 1994 dior 2018 hairstyle men gay sex sexuality androginy 90s

Supermodel Eve Salvail in glorious 1994 vs Dior men 2018

The #bighair of #PriscillaPresley in 1968 are now on #Valentino runway

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20s Flapper girls from China

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Una nuova tipologia di donna nasce in Cina durante gli anni ’20. La sfrenatezza della vita occidentale, legata al ritrovato benessere, invade l’Oriente e la sua moda che lentamente è sedotta dall’immagine à la Garçonne. Il pesante cerone, gli ombrellini di carta, i fascianti kimono in seta cedono il passo ad impalpabili abiti  in chiffon, a trucchi meno vistosi, ad acconciature “alla maschietta”. E si fa strada ad Hollywood la prima tra le attrici cinesi, Anna May Wong, destinata a divenire un’icona di stile per il mondo intero. Di seguito una selezione di immagini che testimoniano questa rivoluzione sociale e vestimentaria in Cina.

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A kind of woman was born in China during the 1920s. The wildness of Western life, linked to the refounded welfare, invades the Orient and its fashion that was slowly seduced by the style “à la Garçonne”. The heavy make-up, the paper umbrellas, the kimono silk bindings give way to impalpable chiffon dresses, to less conspicuous make-up, to “boyish” hairstyles. And the first of the Chinese actresses, Anna May Wong, was making her way to Hollywood, destined to become a style icon for the whole world. Below for you a selection of images that testify to this social and clothing chinese revolution.

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Illustrazione cinese anni ’20. Due ballerine indossano un abito tradizionale chiamato Cheongsam, rivisitato per un look occidentale tipico della “Flapper Girl”. I capelli sono corti e in stile Garçonne. Calzature T-Bar. 

Cheongsam china shangai dancer 1920s 20s blog blogger fashion history luciano lapadula

Chinese illustration from the 20s. Two female dancers wear a dress called Cheongsam, rivisited in Western look, typical of the Flapper Girls. The hair is short and in Garçonne style. T-Bar shoes

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Ni Hongyan, Chinese film actress popular in the Chinese film industry in the late 1920s. Fashion Magazine and Amazing Belt (seems to be a modern Alaya!) for this beautiful girl in her swimsuit

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Silk Socks, Waves Hairstyle and Cigarette for a smoking flapper

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Huang Huilan wife of the  Chinese diplomat Wellington Koo, popular in the western world as Madame Wellington Koo or Hui-lan Koo

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still Madame Wellington Koo

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Two asian ladies in 20s fashionable outfits

Here is Anna May Wong visiting Chicago 20s china fashion 1920s history chinese women

March 25, 1928. Here is Anna May Wong visiting Chicago. Trousers, Mary Jane shoes and Cloche hat for the first Chinese American Hollywood movie star, as well as the first Chinese American actress to gain international recognition

Anna May Wong

“The Dangerous” Anna May Wong

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Anna May Wong a glamorous Femme Fatale. 1928

Anna May Wong -1929 photo by Paul Tanqueray cloche fur

Anna May Wong in 20s

Anna May Wong -1929 photo by Paul Tanqueray

Anna May Wong -1929 photo by Paul Tanqueray

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Dresses from Past: 1911 – 1952

Dal mio archivio “Lerario Lapadula ” cinque preziosi e rari abiti d’epoca, esibiti durante una sfilata. Ciascuno degli indumenti rappresenta un modello della donna del proprio tempo, tra stile, carattere, dimensione sociale.

From my archive “Lerario Lapadula” five precious and rare period dresses, exhibited during a fashion show. Each of the garments represents a model of the woman of her time, between style, character and social dimension.

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AYRES & CO. Indianapolis  1911

Abito realizzato in delicata seta nera con collo in tulle di seta e pizzo chimico color avorio ornato da coralli color oro sul petto.

La linea del vestito, elegante e drammatica, rimanda all’archetipo di diva noir tipico del cinema inizi secolo. Donne ritratte in stato di altalenante passione e follia, avvolte in un aurea di mistero e connotate da note di maledettismo.

E’ questo un abito realizzato all’interno della più importante sartoria dell’Indiana in attivo per tutto il ‘900, nota anche per aver accolto tra le sue lavoranti le tantissime giovani emigranti europee. La sartoria è ora sede di un importante omonimo museo della moda.

Dress made of delicate black silk with silk tulle collar and ivory-colored chemical lace adorned with gold-colored coral on the chest.

The silhouette, elegant and dramatic, refers to the archetype of vamp lady typical of early century cinema. Women portrayed in a state of fluctuating passion and madness, wrapped in an aura of mystery and characterized by notes of malice.

This is a dress made inside the most important tailoring of Indiana in active throughout the ‘900, also known for having welcomed among its workers the many young European emigrants. The tailoring is now home to an important fashion museum of the same name.

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FLAPPER DRESS  1927

Questo vestito è realizzato in un sofisticato tulle di seta interamente ricamato con pailettes grigio perla e argento e conchiglie colorate provenienti dal lontano Oceano Pacifico. Il tutto genera dei bellissimi decori sul fondo del vestito, con un chiaro ricamo all’art-Dèco e quindi alla nuova scoperta della sfavillante cultura orientale.

This dress is made of a sophisticated silk tulle entirely embroidered with pearl and silver gray sequins together with handpainted shells coming from the distant Pacific Ocean. All this generates beautiful decorations on the bottom of the dress, with a clear embroidery to the art-Dèco and then to the new discovery of the sparkling oriental culture.

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1932

Abito da sera in crepe di seta nero con ricami in lurex oro e vivaci disegni multicolor.

Black silk crepe evening gown with gold lurex embroidery and bright multicolor designs.

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1940s – WWII

Abito in seta stampata proveniente dagli anni del secondo conflitto bellico. Il gusto è di impronta orientale, il copricapo, in lana con fiocco in seta, è in stile Art Déco.

Printed silk dress from second world war era. The taste is oriental, the headpiece, in wool with silk bow, is in Art Déco style.

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Sorelle Rossaro, Milano. 1952

Abito da gran sera datato 1952 e firmato dal marchio milanese “Sorelle Rossaro”, raro esempio di creazione di alta moda italiana appartenente a una casa di moda non più esistente che nacque durante il ventennio fascista proprio a Milano, con sede in via Montenapoleone.

Great evening gown dated 1952 and signed by  brand “Sorelle Rossaro”, Milano. This is a rare example of the creation of Italian high fashion belonging to a fashion house no longer existing that was born during the twenty years Fascist in Milan, located in via Montenapoleone.

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Artestetica: workshop in beauty care and cosmetics

makeup corso estetica artestetica francesca dell'oro luciano lapadula trucco moda estesia bari storia fashion make up

E’ fissato per il prossimo 29 aprile l’incontro dell’anno con la bellezza, il make-up, l’estetica. Il nome, Artestetica, racconta del legame che da sempre unisce l’aspetto e la sua cura a una forma di arte. Così prende il via il mio corso di formazione sul mondo della cosmetologia e del beauty care. La creatrice olfattiva Francesca Dell’Oro illustrerà l’importanza e il ruolo del profumo nel make-up e nei prodotti per il corpo.

Si delineeranno le funzioni sinestetiche delle differenti fragranze, attività volte a fornire competenze circa l’utilizzo e l’applicazione dei prodotti cosmetologici.

La presenza delle rare essenze che annuseremo insieme ci guiderà in un percorso olfattivo che illustrerà tecnicamente le loro proprietà, per giungere alla dimostrazione pratica relativa alla creazione di oli per la cura del sé.

Affianca Francesca Dell’Oro lo storico del costume Luciano Lapadula, che descriverà cinque casi di aziende che operano con successo nel settore cosmetologico, fornendo ai corsisti le competenze circa la presentazione vincente della propria identità commerciale sul mercato.

Il corso si svolgerà il giorno 29 aprile 2018 dalle ore 10 alle ore 18, il numero dei corsisti è chiuso e saranno accettate adesioni sino a esaurimento posti. E’ prevista una quota di partecipazione e il rilascio di un attestato di frequentazione.

Location dell’evento l’avanguardistico e prestigioso salone di bellezza “Estesia” a Bari, in viale Della Repubblica 113 – 177, luogo che si presenta in maniera esemplare al tema oggetto del corso.

Break offerto ai corsisti ore 13 – 13.30.

 

The meeting of the year with beauty, make-up and aesthetics is scheduled for April 29th. The name, Artestetica, tells of the bond that has always united the appearance and its care to a form of art. This is how my training course on the world of cosmetology and beauty care begins. Francesca Dell’Oro‘s olfactory creator will illustrate the importance and role of perfume in make-up and body products. The synaesthetic functions of the different fragrances will be outlined, activities aimed at providing expertise on the use and application of cosmetic products. The presence of the rare essences that we will sniff together will guide us in an olfactory path that will technically illustrate their properties, to arrive at the practical demonstration related to the creation of oils for the care of the self. Alongside Francesca Dell’Oro is the costume historian Luciano Lapadula, who will describe five cases of companies that operate successfully in the cosmetology sector, providing trainees with the skills for the successful presentation of their commercial identity on the market. The course will take place on April 29th, 2018 from 10 am to 6 pm, the number of students is closed and accessions will be accepted until places are sold out. A participation fee is required and a certificate of attendance is issued. Location of the event the avant-garde and prestigious beauty salon “Estesia” in Bari, viale Della Repubblica 113 – 177, place that is presented in an exemplary way to the subject of the course.Breack offered to the students at 13 – 13.30.

www.facebook.com/francescadelloroparfum
www.facebook.com/estesia.bari
www.facebook.com/lucianolapadulaofficial

 

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Me together with Francesca Dell’Oro

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Period Dresses for my fashion show @ Rotary Club

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Lo scorso 14 febbraio ho realizzato un evento per il Rotary Club di Bari, location la storica “Villa Romanazzi Carducci”. La manifestazione, “Amore e Moda”, ha celebrato la festa di San Valentino attraverso la presentazione del mio libro “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume” ed Progedit, insieme a una sfilata di abiti d’epoca provenienti dal mio archivio “Lerario Lapadula“. Durante il reading dal testo, incentrato sul ruolo di personaggi storici significativi per l’avvento di nuove tendenze, hanno sfilato abiti a partire dagli anni ’20 per giungere ai recenti 2000, alcuni già fotografati e inseriti nel volume. Le immagini sono di Saverio Damiani Foto Art. Ringrazio per l’aiuto il mio collega e stilista Vito Antonio Lerario e la nostra collaboratrice Carlotta Labombarda. Ringrazio le PR e organizzatrici Marcella Loporchio e Zora Giovanna Del Buono, oltre che naturalmente tutti i presenti. Ecco alcuno scatti.

Last February 14th I made an event for the Rotary Club of Bari, location the beautiful historical “Villa Romanazzi Carducci”. The event, “Love and Fashion”, celebrated Valentine’s Day through the presentation of my book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume”, along with a parade of period dresses from my archive “Lerario Lapadula”. During the reading from my text, focusing on the role of significant historical figures for the advent of new trends, models paraded dresses from the ’20s to reach the recent 2000, some already photographed and included in the volume. Images are by Saverio Damiani Foto Art.

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Location: Villa Romanazzi Carducci. Bari

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Rotary Club. Me in the middle.

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Reading from my book

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Silk Dress, Silk CLoche, Silk Shoes. All from 20s.  Lerario Lapadula Fashion Archives.

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Fur, Polka Dot gown, turban and shoes from 40s. Lerario Lapadula Fashion Archives.

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Silk gown from 40s. Wooden squins and Rafia flowers. Autarchic fashion. Turban and shoes. All from my archives at Lerario Lapadula

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60s lurex mini dress from my  fashion archives at Lerario Lapadula

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Post Punk 80s gown from my archives at Lerario Lapadula

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Gothic Lolita dress from my archives at Lerario Lapadula – Year 2000

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