Barbara La Marr: Heroin & Death in Old Hollywood

Barbara La Marr, young actress addicted to morphine and heroin

«Il via alla moda dell’autodistruzione 
era stato dato qualche anno prima
da Barbara La Marr, 
attrice soprannominata “la troppo bella”, 
consegnata alla storia per esser stata 
la prima morta di overdose da eroina: era il 1926.

Barbara conobbe tutti i tipi di droga, 
conservava la cocaina in un prezioso cofanetto in oro.

Volto struggente, fascino maledetto e distruttivo 
e occhi allucinati furono il dettaglio 
che caratterizzò quella perduta bellezza.»

Dal mio libro

Scheda e Shop qui:

“IL MACABRO E IL GROTTESCO NELLA MODA E NEL COSTUME”

«The fashionable way of self-destruction had been given a few years earlier, however, by Barbara La Marr, an actress nicknamed “the girl who was too beautiful”, consigned to history for having been the first death of a heroin overdose: it was 1926.

Barbara knew everyone the types of drugs, he kept cocaine in a precious gold casket.

A poignant face, damned and destructive charm and hallucinated eyes were the details that characterized that lost beauty.»

From my book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume”

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Bella fino a morire: Maria Montez | When Beauty Kills

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Aladino, dal film “Arabian Nights”:

se devi lasciarci, non andare fin quando non sarai tornato

Fu attraversata da un fremito quando ascoltò la battuta, Maria Montez. Il film è “Arabian Nights” e siamo nel 1942. La bellissima attrice dominicana era all’apice del successo. I suoi occhi di brace consumavano i sogni degli uomini e le sue fotografie riempivano i loro armadietti celebrandola come una tra le prime Pin-Up hollywoodiane. Nata a Santa Cruz de Barahona nel 1912 come María Antonia Africa Gracia Vidal di Sacro Silas scelse di farsi chiamare Montez, un nome breve ma energico come la sua personalità.

Il matrimonio naufragato e il riscontro nel lavoro di modella  la spinsero ad osare, a trasferirsi ad Hollywood per sfondare nel cinema. Era disposta a tutto per raggiungere la gloria, così arrivarono piccole comparse prima, ruoli da protagonista poi. La sensuale latina divenne regina del filone cinematografico escapista, che permetteva agli spettatori una breve illusoria fuga dalla triste realtà segnata dalla guerra. Con la fine del conflitto, però, la magia si interruppe, la moda della bellezza esotica tramontò e quelle donne fatali cedettero il proprio ruolo alle attrici platinate dai sorrisi e dalle curve rassicuranti.

Maria era ancora giovane e bellissima, celebre per il suo carattere impetuoso, per il suo apparire vistoso alle feste, per la sua sfrenata ricerca di consensi. Tentò così di rimettersi in gioco in Europa, recitando in Francia e in Italia, ma quel nuovo cinema introspettivo, era distante dal suo essere carnale.

Aveva 39 anni Maria quando inaspettatamente Hollywood si ricordò di lei e la scelse per una parte. Lei, che per contratto doveva essere sempre avvenente, non ebbe il tempo di festeggiare.

Ripetendo il suo rituale di bellezza, riempì di acqua fumante la lussuosa vasca da bagno in marmo bianco, un bicchiere di cognac, le candele accese. L’America voleva la Maria di venti anni prima, doveva essere bellissima, aprì la rotella dell’acqua calda ancora un po’ di più, il vapore si condensò sui muri della stanza, sulla sua fotografia che parve scomparire man mano che il corpo della diva si immergeva per l’ultima volta nell’acqua bollente, oltre 60 gradi. Stop. Buona l’ultima.

Luciano Lapadula

 

 

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From the movie “Arabian Nights”, year 1942. Aladdin:

If you have to leave, don’t go until you come back

Maria Montez was left speechless when she listened to these words. The film is “Arabian Nights” and we are in 1942. The beautiful Dominican actress was at the height of success. Her eyes of embers consumed the dreams of men and her photographs filled their lockers celebrating her as one of the first Hollywood Pin-Ups. Born in Santa Cruz de Barahona in 1912 as María Antonia Africa Gracia Vidal of Sacro Silas chose to be called Montez, a short but energetic name like her personality. The marriage was shipwrecked and the response in the work of the model pushed her to dare, moving to Hollywood. She was willing to do anything to achieve glory, so little start played minor parts in film, then starring roles. The sensual Latina girl became the queen of the escapism movie trend, that allowed the spectators a brief illusory escape from the sad reality marked by the II world war. With the end of the conflict, however, the magic stopped, the fashion of exotic beauty went down and those fatal women gave up their role to the platinized actresses with reassuring smiles and curves. Maria was still young and beautiful, famous for her impetuous character, for her showy appearance at parties, for her unbridled search for consensus. She tried a new career in Europe, playing in France and in Italy, but that new introspective cinema was far from her being Latin, carnal. She was 39 years old when Hollywood unexpectedly chose her for a part in a movie. She, who by contract must always be attractive, did not have time to celebrate. Repeating her ritual of beauty, she filled the luxurious white marble bathtub with steaming water, a glass of cognac, and lit candles. America wanted the Maria twenty years ago, shet had to be beautiful, she opened the hot water wheel a little more, the steam condensed on the walls of the room, on her photograph that seemed to disappear as the body of the diva immersed itself for the last time in boiling water, over 60 degrees. Stop. Good the last one.

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Maria Montez as a Pin-UP

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Madeleine: la Bovary dimenticata – Madeleine: the lost Bovary

Erano trascorsi pochi anni dalla pubblicazione di “Madame Bovary”, quando Henri Bourget, nel 1889, scrisse “Le Disciple”. La nuova tragica eroina del romanzo evocava un fatto di sangue e amore avvenuto realmente qualche anno prima nelle terre dell’Africa francese.  Madeleine era tanto bella quanto sola, le sue giornate trascorrevano nel silenzio più greve di chi a trent’anni era condannato dalla vita a un’asfissiante solitudine. Suo  marito, Monsieur G., era sempre lontano per lavoro, e la sontuosa villa, il giardino, i bei vestiti, i regali, non rendevano felice la giovane.

Un bagliore improvviso illuminò la sua spenta realtà quando scoprì di essere incinta. Tutto l’amore bramato prima, traboccò tra le braccia della piccola creatura, ma il destino, feroce, le strappò quel suo unico compagno: una febbre malarica uccise il bambino lasciando cadere Madeleine in una inconsolabile disperazione. Le giornate tornarono lunghe, buie, lontano dalle feste e dai divertimenti la bella ragazza accettò di vivere in silenzio il proprio castigo.

Trascorsero così alcuni mesi, fino a quando un giorno il destino tornò a bussare alla sua porta: una vicina le chiese il favore di ospitare le sue due figlie durante l’assenza di lei, per un mese. Purtroppo però, le due piccole insieme alle loro risa innocenti introdussero nell’esistenza della sfortunata ragazza, anche il fratello maggiore: Henry. Bellezza mediterranea, baffetti neri e sguardo di fuoco, il ventiquattrenne  proveniva dalla Parigi bohemienne; romantico e struggente corteggiò senza sosta Madeleine, che cedette alle lusinghe scivolando nel vortice della più sfrenata e pericolosa passione. Gli incontri avvenivano nella casa di lei, tutte le volte che il marito era assente. Inutile per i due resistere a quella morbosa reciproca attrazione, man mano che il tempo passava la relazione pericolosa si accendeva, fin quando i due decisero di fuggire per vivere finalmente uniti.

Cercarono di accumulare del denaro per la fuga, progettata per un pomeriggio di gennaio, dopo che il giovane studente avrebbe accompagnato il marito di Madeleine alla stazione. Occorrevano 10.000 franchi, promessa di amici, banche, strozzini, tutti creditori che però quel fatidico pomeriggio d’inverno ritrattarono l’offerta, segnando il tragico epilogo di questa storia. Madeleine attese per ore l’arrivo del suo amato, fantasticando sulle terre lontane che li attendevano, ma dal sentiero, all’imbrunire Henry apparve affranto ed esibì il portafoglio vuoto, metafora di un futuro negato. Rientrarono a casa, disperati. L’assenzio non alleviò il dolore per il sogno infranto, gli amanti non sopportavano più di vivere separati.

Esausta, Madeleine implorò al giovane di tener fede a un loro vecchio giuramento: insieme per sempre, contro ogni avversità, sarebbero partiti per un viaggio più lungo. “Spara! Spara! Spara alla tempia!” Urlava Madeleine con gli occhi infuocati. Il giovane piangeva, si rifiutava di uccidere la donna che amava, ma: “Spara Codardo! Lo hai giurato sulla testa di tua madre! Spara!”. Sparò. Lei cadde sul letto, si muoveva ancora e pronunciava il nome di lui quando un secondo colpo finì i suoi tormenti. E allora il bel tenebroso rivolse l’arma contro di sé e lasciò partire il colpo sul volto. Cadde sul letto, era ancora vivo. Dei passanti udirono gli spari, i lamenti, forzarono il cancello e sfondarono la porta: i due erano vicini, lei nuda, i vestiti ordinati e ripiegati sulla sedia. Henry quasi esanime, reso irriconoscibile in volto, l’aria era profumata di polvere da sparo e le coperte gelide di sangue ancora bollente.

Dopo solo un mese ci fu il processo, il signor G. cercò in ogni modo di tener salva la propria dignità accusando il giovane di violenza e omicidio, e nonostante le lettere d’amore e le testimonianze di molti, Henry venne mandato ai lavori forzati, commutati poi dal presidente della Repubblica di Francia, Jules Grévy, in sette anni di prigione. Si persero poi le sue tracce, nulla si conosce sul resto della sua esistenza, e nulla è rimasto della storia di quest’amore maledetto.

Oggi per caso ho aperto un vecchio, impolverato, sbiadito documento e ho fatto rivivere Madeleine, che è sempre con Henry.

 

Luciano Lapadula

A few years had passed since the publication of “Madame Bovary”, when Henri Bourget, in 1889, wrote “Le Disciple”. The new tragic heroine of the novel evoked a fact of blood and love that actually took place a few years earlier in the lands of French Africa. Madeleine was as beautiful as she was alone, her days spent in the heaviest silence of those who at thirty woman were condemned by life to an asphyxiating solitude. Her husband, Monsieur G., was always away for work, and the sumptuous house, the garden, the beautiful clothes, the presents did not make the young woman happy. A sudden glow brightened her dark reality when she discovered she was pregnant. All the love coveted before, overflowed into the arms of the little creature, but fate, fierce, tore that one of her only companion: a malarial fever killed the child dropping Madeleine in an inconsolable despair. The days came back long, dark, away from parties and entertainments, the beautiful girl agreed to live in silence her own punishment. They went on for a few months, until one day the fate came knocking on her door: a neighbor asked her favor to host her two daughters during her absence for a month. Unfortunately, the two small along with their innocent laughs introduced into the existence of the unfortunate girl, even the older brother: Henry. Mediterranean beauty, black mustache and a beautiful look, the twenty-four year old came from bohemian Paris; romantic and poignant he courted non-stop Madeleine, who yielded to the flattery slipping into the vortex of the most unbridled and dangerous passion. The meetings took place in her house, whenever her husband was absent. It was useless for the two to resist that morbid mutual attraction, as time passed, the dangerous relationship lit up, until the two decided to flee to finally live united. They tried to accumulate some money for escape, planned for a January afternoon. , after the young student would have accompanied Madeleine’s husband to the station. It took 10,000 francs, a promise of friends, banks, loan sharks, all creditors, but that fateful winter afternoon retracted the offer, marking the tragic epilogue of this story. Madeleine waited for hours for the arrival of her beloved, fantasizing about the far lands that awaited them, but from the path, at dusk Henry appeared broken and exhibited his empty wallet, a metaphor for a denied future. They came home, desperate. Absinthe did not alleviate the pain of the broken dream, the lovers could not bear to live apart. So Madeleine implored the young man to keep faith with their old oath: together forever, against any adversity, they would leave for a trip more long. “Shoot! Shoot! Shoot me Now!” He shouted Madeleine with fiery eyes. The young man cried, refused to kill the woman he loved, but: “Shoot Coward! You swore it on your mother’s head! Shoot!” He fired. She fell on the bed, moved again and pronounced his name when a second shot ended her torment. And then the beautiful darkness turned the weapon against himself and let the blow start on his face. He fell on the bed, he was still alive. Passersby heard the shots, the moans, forced the gate and broke the door: the two were close, she was naked, the clothes tidied and folded on the chair. Henry almost lifeless, unrecognizable in the face, the air was smelling of gunpowder and the blankets were still bloody with blood still hot. After only a month there was the trial, Mr. G. tried in every way to preserve his dignity accusing the young man of violence and murder, and despite the love letters and testimonies of many, Henry was sent to forced labor, then commuted by the President of the Republic of France, Jules Grévy, in seven years in prison. Then his traces were lost, nothing is known about the rest of his life, and nothing is left of the story of this cursed love.Today I have opened an old, dusty, faded document and I have let revived Madeleine, who is always with Henry.

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Le Disciple – Collection  Nelson – Barribal William H.

 

Tarakànova Princess: history of a tragedy

Bella come la più tragica tra le figure femminili nella storia, enigmatica come una sciarada senza tempo, la giovane principessa Tarakànova fece la propria comparsa sulle scene della politica nel 1772, durante il regno della Zarina Caterina II di Russia.

Alla morte di Elizaveta Petròvna, figlia di Pietro il Grande, la giovane comparve dall’ombra dell’ignoto sotto il nome di principessa Vladimirskajaasserendo di essere la figlia segreta, unica erede, della deceduta imperatrice e per tanto legittima erede al trono.

Minata nel ruolo di sovrana, Caterina II ordinò che la giovane, rifugiatasi in Italia, fosse catturata. Avrebbe dovuto occuparsi del rapimento il Conte Grigorij Orlòv, che tuttavia una volta incontrata la donna se ne innamorò perdutamente, venendo corrisposto. Giunti in Russia a bordo di una nave, il giovane cercò in ogni modo di salvarle la vita, scoperto, venne insieme a lei condannato a morte.

Come nelle favole dall’epilogo più triste, la bella principessa fu imprigionata nella fortezza dei SS. Pietro e Paolo a Pietroburgo, dove circondata da topi e avvolta dalle tenebre morì, secondo la leggenda, annegando in seguito alla storica inondazione del 1777. Altre fonti invece asseriscono la bella sia morta nella sua cella durante il 1775, malata di tisi.

Pittori, letterati e registi internazionali hanno dedicato a questo controverso e affascinante personaggio tele intense, pagine drammatiche e metri di pellicola intrisi di sentimento. Una curiosità, nel film del 1938 compaiono due artisti ancora sconosciuti: Anna Magnani, nel ruolo di un’aggressiva cameriera, e Alberto Sordi in quello di uno studente condotto al patibolo. Alberto era giovane e la barba non gli era cresciuta, dovette indossarne una posticcia realizzata dal truccatore di scena.

Ecco alcune significative immagini.

Luciano Lapadula

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As beautiful as the most tragic female figures in history, enigmatic as a timeless charade, the young princess Tarakanova made her appearance on the political scene in 1772, during the reign of the Tsarina Catherine II of Russia. On the death of the Empress Elizaveta Petròvna, daughter of Peter the Great, under the name of Vladimirskaja princess, the girl appeared from the shadows of the unknown claiming to be her secret daughter and therefore legitimate to the throne. Worried to loose her  role of Empress, Catherine II ordered that the woman, refuges in Italy, was captured by Count Grigory Orlov, who however once met the woman fell in love with her.

Once in Russia on board a ship, the young man did all he could to save her life, when their love story was discovered, the both were sentenced to death. As in the saddest tales, the beautiful princess was imprisoned in the fortress of SS. Peter and Paul, surrounded by rats and shrouded by darkness she died, according to legend, drowned after the historic flooding that took place in St. Petersburg in 1777. Other sources assert she ed in her cell in 1775. Painters, writers and international filmmakers dedicated to this controversial and fascinating character, intense paintings, dramatic pages and meters of film soaked feeling.

 Here are a few pictures.

Luciano Lapadula

Risultati immagini per TARAKANOVA Grigorij Danilevskij

“La principessa Tarakànova”, Gregorij Danilevskij, 1883

FLAVITSKY princesa tarakànova dying in prison luciano lapadula wordpress blog fashion macabre book

Konstantin Flavitsky: Princess Tarakanova, drowning in the Peter and Paul Fortress at the Time of the Flood, c. 1864, oil on canvas. State Tretyakov Gallery, Moscow.

FLAVITSKY, Konstantin Dmitriyevich (1830-1866) Princess Tarakanova, in the Peter and Paul Fortress at the Time of the Flood, detail 1864

Konstantin Dmitriyevich FLAVITSKY, (1830-1866) Princess Tarakanova, dying in the Peter and Paul Fortress at the Time of the Flood, detail 1864

princess-tarakanova v.mikulina movie 1910

Frame from a movie by Kaj Hansen e A.Maitre. “Pincess tarakanova”, with V. Mikulina, 1910

Tarakanova is a 1930 French historical drama film directed by Raymond Bernard and starring Édith Jéhanne

Tarakanova Movie Poster,1930 French historical drama film directed by Raymond Bernard and starring Édith Jéhanne

Édith Jéhanne in Tarankova movie frame

tarankova poster

Tarakanova Movie Poster

Édith Jéhanne in Tarankova

Édith Jéhanne in Tarankova, 1930

tarakanovie poster movie film

Poster from the movie, 1930

tarakanova movie poster

Poster from the Movie, 1930

pricesa tarakanova 1938 movie poster

Princesa Tarakanova, 1938. Cast movie: Annie Verany and Pierre Richard Willm, Pricesa Tarakanova, with the collaboration of filmaker Mario Soldati

Mario Soldati anna magnani alberto sordi la principessa tarakanova film postr 1938

Fedor Ozep with Mario Soldati, Fascism ads movie poster, 1938 Italian edt

Tarakanova movie 1938 french editions

Princess Tarakanova, French Poster edt, 1939

Édith Jéhanne tarakanova

Édith Jéhanne as Soeur Dosithée in Tarakanova,1930

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